(…)
Sembra così lontano e dimenticato il discorso che Luciano Violante tenne
nell’aula di Montecitorio il 9 maggio 1996, nel giorno del suo insediamento
alla presidenza della Camera:
”Mi chiedo – disse Violante – se l’Italia di
oggi non debba cominciare a riflettere sui vinti di ieri. Non perché avessero
ragione, o perché bisogna sposare, per convenienze non ben decifrabili, una
sorta di inaccettabile parificazione tra le due parti. Bisogna sforzarsi di
capire, senza revisionismi falsificanti, i motivi per i quali migliaia di
ragazzi e soprattutto di ragazze, quando tutto era perduto, si schierarono
dalla parte di Salò e non dalla parte dei diritti e della libertà. Questo
sforzo, a distanza di mezzo secolo, aiuterebbe a cogliere la complessità del
nostro Paese, a costruire la Liberazione come valore di tutti gli italiani, a
determinare i confini di un sistema politico nel quale ci si riconosce per il
semplice e fondamentale fatto di vivere in questo Paese, di battersi per il suo
futuro, di amarlo, di volerlo più prospero e più sereno. Dopo, poi, all’interno
di quel sistema, comunemente condiviso, ci potranno essere tutte le legittime
distinzioni e contrapposizioni”. (…)
--
[R-esistiamo]: da maggio 2006 luogo di dibattiti, diffusione o ricerca di notizie tra persone direttamente coinvolte e impegnate nel fare in modo che gli orrori commessi dai nazi-fascisti non si ripetano o interessate ad argomenti storici o a battaglie civili. sul sito ci sono attualmente circa 23mila argomenti.
Chiunque può inviare idee, notizie, iscriversi, consigliarlo a persone interessate all’iscrizione.
Moderatrice unica, a titolo personale e gratuito: Primarosa PIA.
messaggio non SPAM poiché include la possibilità di recedere da ulteriori invii.
Tutti i destinatari degli invii sono in copia nascosta (Privacy Dl n.196 del 30.6.03).
E’ GRADITO L’INVIO DI PUBBLICAZIONI a Primarosa Pia, Pzz B. Croce 6 15057 Tortona -AL
chi diffonde messaggi della mailing è pregato-a di CITARNE LA FONTE
chi invia da GMAIL non riceve copia dei suoi post, tutti gli altri del gruppo la ricevono.
attualmente del gruppo fanno parte circa 150 persone, residenti non solo in Italia
---
Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo "DEPORTATI MAI PIU' [ R-esistiamo ]" di Google Gruppi.
Per annullare l'iscrizione a questo gruppo e non ricevere più le sue email, invia un'email a deportatimaip...@googlegroups.com.
Per visualizzare questa discussione sul Web, visita https://groups.google.com/d/msgid/deportatimaipiu/806856899.2631549.1694757163847%40mail.yahoo.com.
Alcune cose sono state dette e, per quel che conta, stabilite. A noi starebbe farne memoria e coscienza, magari cominciando a renderle accessibili e divulgarle online a tutti. Ad onore di chi lo fece, per dovere e monito nei confronti dei nostri concittadini e al servizio dei posteri.
https://www.istorbive.it/prodotto/quando-bastava-un-bicchiere-dacqua/
e articolo su relativa sentenza in allegato
Mauro Sonzini
studioso di Resistenza e Democrazia
piazzetta G. Garibaldi 8 - 27058 Voghera (PV)
cell.: 345/585.66.55 mail: mau...@libero.it
Per visualizzare questa discussione sul Web, visita https://groups.google.com/d/msgid/deportatimaipiu/CAGpJXLpxGggccQ7KmY%2BBVsLi6qvC-O0oWanTkzWGEecPoLPw0g%40mail.gmail.com.
"...Perchè migliaia di ragazzi si schierarono dalla parte di Salò?", così Violante scrive: il perchè lo fecero diventa più districabile se dividiamo il loro insieme per gruppi di età:
- Coloro che già costituirono i fasci di combattimento, ex arditi, sciarpa pittorio, quelli della prima ora che avevano il sangue agli occhi, sognavano l'Impero ed il dominio sul mondo: non necessitano di analisi, né di perdono;
- Quelli che dopo l'armistizio erano già sotto le armi, nati attorno agli anni venti, catturati da fascisti o tedeschi passarono con la RSI per timore di subire il peggio, non scelsero per sentimento patrio, ma per ignavia o opportunismo: idem c.s.;
- Quelli che vennero aggregati alla RSI in adesione ai bandi di Graziani: sapevano dell'esistenza di bande partigiane, ma scelsero di stare dalla parte opposta. Non lo fecero per amor di patria, ma per convenienza: (chi me lo fa fare di fare una vita da fuggiasco, una vita di m....) scelsero di indossare la giubba nera perchè gli garantiva sicurezza e socialità: erano armati, equipaggiati, accasermati, ricevevano uno stipendio e gli assegni familiari, potevano tranquillamente frequentare cinema, sale da ballo e casini cittadini. Poco importava se arrestando un partigiano armato lo dovevano freddare all'istante, non prima di averlo seviziato. Di questi dove potremmo trovare il motivo nobile di una scelta diversa???
- Non possiamo dimenticare l'accozzaglia dei costituenti le
Brigate Nere e La Legione Muti, la cui polpa era tratta dalle
patrie galere, delinquenti di ogni fattura già avvezzi a
commettere crimini, ed ora legalizzati.
Detto in breve, non perchè quelli si trovassero dalla parte
sbagliata e perdenti bisogna parlare di pietas, quasi ci si
dovesse sentire in imbarazzo il non farlo. Un comandante
partigiano piemontese mi disse amareggiato e irritato : "In venti
mesi di lotta, mai una sola volta mi capitò di vedere uno di
quelli in divisa nera o con la testa di morto sul berretto,
muovere un solo dito per salvare uno di noi...".
Il monumento alla Legione Tagliamento, e chissà che non ce ne
siano altri, è un monumento alla viltà, alla codardia e
all'ignoranza di chi è eletto a reggere le sorti del territorio
italiano. Una squalifica perenne.
Renato Monticone
Per visualizzare questa discussione sul Web, visita https://groups.google.com/d/msgid/deportatimaipiu/1179524090.337315.1694780503655%40mail1.libero.it.
- Coloro che già costituirono i fasci di combattimento, ex arditi, sciarpa littorio, quelli della prima ora che avevano il sangue agli occhi, sognavano l'Impero ed il dominio sul mondo: non necessitano di analisi, né di perdono;
- Quelli che dopo l'armistizio erano già sotto le armi, nati attorno agli anni venti, catturati da fascisti o tedeschi passarono con la RSI per timore di subire il peggio, non scelsero per sentimento patrio, ma per ignavia o opportunismo: idem c.s.;
- Quelli che vennero aggregati alla RSI in adesione ai bandi di Graziani: sapevano dell'esistenza di bande partigiane, ma scelsero di stare dalla parte opposta. Non lo fecero per amor di patria, ma per convenienza: (chi me lo fa fare di fare una vita da fuggiasco, una vita di m....) scelsero di indossare la giubba nera perché gli garantiva sicurezza e socialità: erano armati, equipaggiati, accasermati, ricevevano uno stipendio e gli assegni familiari, potevano tranquillamente frequentare cinema, sale da ballo e casini cittadini. Poco importava se arrestando un partigiano armato lo dovevano freddare all'istante, non prima di averlo seviziato. Di questi dove potremmo trovare il motivo nobile di una scelta diversa???
- Non possiamo dimenticare l'accozzaglia dei costituenti le Brigate Nere e La Legione Muti, la cui polpa era tratta dalle patrie galere, delinquenti di ogni fattura già avvezzi a commettere crimini, ed ora legalizzati.
Detto in breve, non perché quelli si trovassero dalla parte sbagliata e perdenti bisogna parlare di pietas, quasi ci si dovesse sentire in imbarazzo il non farlo. Un comandante partigiano piemontese mi disse amareggiato e irritato: "In venti mesi di lotta, mai una sola volta mi capitò di vedere uno di quelli in divisa nera o con la testa di morto sul berretto, muovere un solo dito per salvare uno di noi ...".
Il monumento alla Legione Tagliamento, e chissà che non ce ne siano altri, è un monumento alla viltà, alla codardia e all'ignoranza di chi è eletto a reggere le sorti del territorio italiano. Una squalifica perenne.
Renato Monticone