Il giorno 21/feb/10, alle ore 12:42, Mario Maggi ha scritto:
> Massimo,
> c'e' acqua velenosa - che ieri non c'era - nel canale ex Marcionino,
> ho pubblicato la foto sul gruppo PdC
> di Facebook. Ho incontrato Gianni Bianchi, secondo lui e' solo acqua
> piovana che si riassorbira'.
> Buona giornata,
> Mario
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| Milko Pennisi nel video ripreso di nascosto dall'imprenditore che gli ha versato la mazzetta |
L'IPOTESI DI ALTRE MAZZETTE - Le indagini intanto proseguono: al vaglio degli inquirenti ci sono altre pratiche edilizie, una serie di versamenti in contanti di qualche migliaia di euro per volta su suoi tre conti correnti e marginalmente anche l'attività dell'ex presidente della commissione urbanistica alla fondazione Le Stelline. L'obiettivo è accertare se vi siano altri episodi o meno di concussione o anche corruzione e se ci siano funzionari e altri politici coinvolti in un presunto giro di tangenti. I pm sospettano che Pennisi possa aver incassato altre mazzette, e per questa ragione stanno esaminando una decina di pratiche della commissione urbanistica.
«SOLDI DA MIO PADRE PER LA BAMBINA» - Pennisi si è difeso spiegando che quella presa da Mario Basso è stata l’unica somma illecita della sua vita. E lo ha fatto anche nell’interrogatorio del 5 marzo scorso davanti ai pm affermando che i soldi che giravano sul suo conto non avevano un’origine illegale. «Il mio tenore di vita non è elevato», spiegava agli inquirenti. Il denaro proveniva, a suo dire, dai gettoni di presenza in Comune, bonus per il suo incarico alle Stelline, l’appartamento in affitto, gli aiuti del padre. Tutto qua, aggiungeva Pennisi. Quando i pubblici ministeri gli chiedevano di giustificare i versamenti effettuati ogni due o tre giorni, l’ex consigliere tentennava: «Mi rendo conto della stranezza di queste operazioni». I pm domandavano da dove arrivassero quei soldi (a colpi di 1.500, 3.000 e 4.500 euro) emersi dalle indagini bancarie della Gdf. «Ho avuto versamenti da mio padre a partire dal 2007 - rispondeva - quando è nata mia figlia. Prima di allora nessun versamento in contanti». I magistrati, però, gli facevano notare che i movimenti di denaro partirono dal 2005. «Non ne ricordo l’origine», replicava Pennisi aggiungendo: «Dal mio conto ci sono pochissimi prelievi perché ho pochissime spese. Sono solito mangiare alle Stelline dove non pago e la sera sono spesso ospite per cena. La palestra è gratis poiché sono amico dei proprietari. Il mio tenore di vita non è elevato. Questa estate sono stato con la mia bambina a Forte dei Marmi in una pensione, posto molto economico». I soldi che riceveva dal padre, poi, li metteva in cassaforte. E prelevava piccole cifre che versava sul conto per ridurre la cifra del mutuo. Dalle Stelline riceveva 4mila euro al mese e diversi rimborsi. Nel 2007 e nel 2008 bonus di produzione di 16mila e 13mila euro.
«HO L'EPATITE, NON BEVO» - Vizi? «Qualche spinello da ragazzo. Essendo affetto da epatite C non potrei fare uso di nessuna sostanza», e poi «non bevo e non fumo». Pennisi spera di aver chiuso una storia che aveva suscitato molto clamore per le modalità dell’arresto, in flagranza di reato e poco distante dal consiglio comunale che aveva lasciato una decina di minuti prima spiegando ai colleghi: «Esco un attimo». Gli investigatori pensano che vi sia dell’altro, ma fino ad oggi nessun imprenditore si è presentato in procura per dire di aver pagato Pennisi. L’avvocato difensore Antonio Bana lamenta: «A indagini ancora aperte il video della prima tranche da 5000 euro è stato già pubblicato. Un massacro mediatico». Quella prima tranche era stata ripresa da Mario Basso con una telecamerina prestata da Fabrizio Pensa, detto «Bicio», ex collaboratore di Fabrizio Corona, che in precedenza aveva lavorato in una sua società. Probabilmente Basso temeva Pensa e la circostanza non sarebbe stata estranea alla decisione di rivolgersi agli inquirenti per tendere la trappola a Pennisi che aveva insistito per ricevere la seconda rata della tangente.
Redazione online
22 marzo 2010

