Bersani a Confindustria: la ripresa c'è. Non perdiamo questa occasione

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May 25, 2007, 3:51:21 AM5/25/07
to Costruiamo il partito democratico !!!, //bastaberlusconi.ilcannocchiale.it/
Bersani a Confindustria: la ripresa c'è. Non perdiamo questa occasione


24 maggio 2007
L'economia italiana è in ripresa, ma ancora non è a livello degli
altri Paesi europei. Ad affermarlo dall'Auditorium Parco della musica,
dove oggi si tiene l'Assemblea annuale di Confindustria, il ministro
dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani. «Siamo - esordisce nel
suo intervento dinanzi ad una platea gremita - in una fase ancora non
compiuta, difficile da decifrare. Stiamo crescendo, ma in modo ancora
inadeguato rispetto agli altri paesi della Ue».

«Il governo - aggiunge - ha aperto dei "cantieri" per cambiare il
volto del Paese e nonostante la precarietà della politica bisogna
avere fiducia che vengano completati completando l'opera riformatrice.
I cantieri aperti - spiega, poi, più dettagliamene - riguardano il
terziario, il Welfare e le politiche pubbliche: non possiamo perdere
questa occasione, dobbiamo avere fiducia».

«Adesso - prosegue - respiriamo meglio, non ci sono più spade di
Damocle che pendono sulle prossime manovre economiche. Non è detto -
aggiunge, infatti, -che ogni azione di risanamento debba essere per
forza depressiva».

«Abbiamo adesso avanzo primario che non c'era più, il debito cala, il
deficit è in linea. Abbiamo dimostrato - sottolinea ancora - come
l'operazione di risanamento non debba essere necessariamente
deprimente per l'economia, a volte è il contrario. Ora si respira un
pò meglio».

A sostegno della sua tesi, i dati diffusi oggi dell'Ocse, che nel suo
Economic Outlook, conferma come l'Italia abbia realizzato un «notevole
risanamento fiscale fra il 2006 e il 2007» e che il prodotto interno
lordo italiano, cresciuto «più del previsto dopo un lungo periodo di
fiacca», dovrebbe crescere del 2% quest'anno dopo l'1,9% del 2006, e
dell'1,7% nel 2008.

«Compito del governo - prosegue poi toccando una questione in questi
giorni molto dibattuta - non è distribuire il tesoretto ma fare
politiche economiche. Un anno fa si discuteva di quante proroghe e
sconti chiedere all'Europa. Oggi abbiamo rimesso il treno sui binari».
Tre, gli prossimi obiettivi che il suo dicastero e tutto il governo si
propongono per l'immediato futuro: padroneggiare il debito e farlo
calare; riqualificare i centri di spesa, «e qualcosa - commenta -
abbiamo già iniziato a fare: dobbiamo fare qualcosa in più a partire
dal Dpef»; ed infine: portare alla luce quello che è «il vero
tesoretto» e che è «ancora sotto terra», quello dell'evasione e delle
attività in nero. «Non vogliamo cancellare l'evasione - spiega - ma
portarla al livello della media europea. Non si possono creare
discriminazioni tra chi paga e chi non paga le tasse. Spesso piove sul
bagnato e si va a rompere le scatole a chi è già a posto. Lo sappiamo.
Quel disagio però - sottolinea - potrà essere ripagato se i meccanismi
in atto potranno iniziare a far calare la pressione a partire dai
meccanismi della produzione. Questa è la nostra intenzione, dateci
questa possibilità e questa apertura di credito».

Una volta risolti questi problemi, il governo potrà, infatti,
concentrare i propri sforzi sul consolidamento della ripresa economica
e sui temi sociali più urgenti. «Abbiamo bene chiare le cose da fare
il prossimo anno: dare fiato alla ripresa dell'economia e sostenere la
produttività e dare sollievo alle questioni sociali più acute.
Ovviamente di tutto ciò - puntualizza Bersani - , ne discuteremo con
le parti sociali». Tra gli obiettivi da raggiungere in quest'ambito,
il ministro indica: l'innalzamento delle retribuzioni che «sono
basse», l'avvio graduale di un nuovo sistema di ammortizzatori sociali
e una «razionale manutenzione del sistema previdenziale: «ce la
possiamo fare - aggiunge fiducioso - . L'importante - rivela - è avere
sempre come riferimento il punto di vista delle nuove generazioni. Si
dice a volte che il governo è sbandato, e invece abbiamo ben chiaro
cosa dobbiamo fare».

Ma Bersani da vero politico non si limita a parlare di economia. Ed al
termine di un lungo intervento che ha spaziato dalla difesa
dell'azione di governo alla necessità di sostenere la crescita delle
imprese, sorridendo tocca il tema della crisi della politica.
«Montezemolo ne ha parlato molto nella sua relazione, visto che è il
mio mestiere bisogna che qualcosa dica - scherza - sappiamo la critica
che sale dal paese sui costi, non siamo sordi, e metteremo mano a
questa pletora istituzionale e politica presto, se ne vedrà il segno
nelle nostre prossime decisioni».

Il problema però è serio e «occorre - puntualizza - che ci ragioniamo
tutti: anche la forbice sfacciata delle retribuzioni e la governace
del sistema non riguardano solo il pubblico, i risparmiatori ne sono
stati spesso colpiti». Bersani riconosce che «dobbiamo occuparci di
autoriforma della politica dal lato destro e dal lato sinistro. Perchè
per risolvere la crisi politica ci vuole un'assunzione di
responsabilità non bastano i semplici meccanismi».

«La democrazia - aggiunge tra i convinti applausi degli imprenditori -
è un metodo inventato per partecipare, non per ritardare la decisione.
Una democrazia senza decisioni si sgretola nella coscienza dei
cittadini. Nella democrazia servono clausole di chiusura decisionale a
tutti i livelli. Tuttavia - sottolinea - il solco tra politica e
società che si è aperto non si può colmare con il frastuono e
l'invettiva o seminando vento. Colmarlo è un occasione storica di
collaborazione - conclude - non di conflitto».

Un intervento chiaro e molto applaudito dai politici in sala come
dagli imprenditori presenti. «Abbiamo ascoltato dal ministro Bersani -
commenta un soddisfatto Romano Prodi - un'ottima analisi
sull'industria italiana, sulla sua situazione, sui doveri e sui
diritti degli imprenditori, sulle mancanze da parte del governo, sulla
necessità delle riforme e sulla necessità di lavorare insieme per il
futuro del Paese».

Ma soddisfatto appare anche il presidente di Confindustria, Luca
Cordero di Montezemolo, che plaude al ministro dello Sviluppo
economico. «Ho apprezzato molto - aggiunge al termine dell'intervento
- , e tutti gli imprenditori presenti lo hanno sottolineato con molti
applausi, le cose che ha detto il ministro Bersani e il tono con cui
ha parlato. Questo - afferma - è il modo per fare sistema
confrontandosi sulle sfide del futuro, senza inutili contrapposizioni
e avendo ben chiari davanti i veri problemi del Paese».

TAGS: economia |

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