Torino, 18 giugno 2010 Comunicato stampa
LEGAMBIENTE PIEMONTE E VALLE D'AOSTA A FIANCO DEGLI INSEGNANTI
IN PROTESTA CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA
ISTRUZIONE, CULTURA E RICERCA:
IL MIGLIORE INVESTIMENTO IN UN PERIODO DI CRISI
Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta sostiene gli insegnanti che nei giorni scorsi hanno protestato attraverso lo sciopero degli scrutini che ha coinvolto una quarantina di scuole in diverse zone del Piemonte e che ha portato al blocco di più di 500 classi.
Il coordinamento RSU degli insegnanti denuncia che i tagli previsti per il personale docente in Piemonte nel prossimo anno scolastico sono da capogiro: 660 insegnati in meno nelle scuole primarie piemontesi di cui 340 nella sola Torino, 111 in meno nelle medie (di cui 60 a Torino) e 939 professori in meno nelle superiori (412 a Torino). Confermati anche i tagli al personale ATA: 966 posti in meno; nella sola provincia di Torino perderemo ben 400 collaboratori scolastici.
"I tagli operati nei confronti della scuola pubblica rischiano di snaturare il suo ruolo di luogo preposto alla formazione alla cittadinanza previsto dalla Costituzione e di servizio pubblico garantito per tutti – dichiara Vanda Bonardo, Presidente Piemonte e Valle d'Aosta – Siamo molto preoccupati.La nostra associazione e in particolar modo il settore Scuola e Formazione si occupa da tempo della necessità di garantire a tutti i bambini un'istruzione di qualità oltre che impegnata a sostenere il futuro delle scuole dei piccoli comuni. In questi anni abbiamo attivato un percorso a fianco di insegnanti, genitori, e amministratori degli Enti locali particolarmente sensibili con cui organizziamo iniziative volte a sostenere e valorizzare le piccole-grandi scuole dei comuni montani e collinari piemontesi".
Sostenere la scuola vuol dire sostenere la società di domani. La scuola può fare molto in senso culturale, perché l'educazione è uno dei principali nodi per il cambiamento dei comportamenti in chiave sostenibile.
Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale.
Viviamo in una società in rapida trasformazione, ricca di opportunità e di rischi, che deve affrontare nuovi conflitti ed emergenze planetarie. Nuove sfide coinvolgono la politica, il lavoro, gli stili di vita di milioni di persone. L'interdipendenza tra culture e identità, tra locale e globale è sempre più evidente. Le strutture tradizionali, a cominciare dalla famiglia, sono sottoposte a nuove tensioni e cambiamenti profondi. L'invadenza del mercato e dei consumi negli stili di vita e nei modi di pensare produce nelle persone una profonda crisi di senso. Ignoranza, conformismo e violenza si diffondono nei modelli di comportamento proposti dai media, che poco hanno a che fare con i valori costituzionali della convivenza civile e della solidarietà. Viviamo in una società in cui la conoscenza si sta trasformando da fattore di emancipazione personale e sociale a strumento di competizione economica.
"Noi pensiamo che di fronte ai cambiamenti in corso, di fronte alla necessità di ricostruire un'etica pubblica, sia necessario creare per tutti maggiori occasioni di crescita culturale, fornire a tutti strumenti più solidi per capire dove sta andando il mondo – dichiara Chiara Uccheddu, responsabile settore Scuola e Formazione - Questo ruolo deve svolgerlo prioritariamente il sistema scolastico, ma siamo anche consapevoli che la scuola vive oggi una fase di grande difficoltà perché troppo spesso gli insegnanti sono soli, alle prese con problemi inediti, che non si producono a scuola, ma che nella scuola emergono e si impongono all'attenzione generale. Siamo perfettamente consapevoli di quanto sia oggi difficile il mestiere dell'insegnante, per questo pensiamo che la scuola italiana, e chi vi opera, abbiano bisogno di sentire intorno a sé un Paese solidale e per questa via recuperare in pieno la propria dignità".
È necessario guardare al futuro: cercare di capire quali siano le linee di tendenza possibili, culturalmente e socialmente accettabili. La cultura e la modernità per essere motivanti non possono essere indifferenti alla qualità del futuro. A questo proposito la questione ambientale può fornire utili suggerimenti. Si conferma così il valore strategico della questione ambientale: le compatibilità, la gestione della limitatezza delle risorse come vincolo per l'innovazione tecnologica, la qualità della cittadinanza e della Pubblica Amministrazione, sono tutte questioni che legano insieme la qualità dello sviluppo con la qualità, anche ambientale, del futuro di questo Paese.
Una scuola capace di futuro è anche una scuola che si trasforma in vetrina dei nuovi atteggiamenti culturali che dedicano attenzione e cura al proprio territorio, alle proprie risorse. E' una scuola che indirizza gli investimenti per accelerare e facilitare la manutenzione delle strutture secondo criteri di compatibilità ambientale, che diano spazio all'innovazione tecnologica, favorendo il benessere di chi vi opera. Che è in grado di valorizzare le cose belle dell'Italia, di ripensare programmi, didattica, percorsi perché la manutenzione sia anche un atteggiamento culturale di chi la scuola la usa, favorendo il radicamento di una nuova cultura della cura e della partecipazione, come processo educativo fondato sull'operatività e sulla funzione educativa dell'azione, come relazione di ciascuno di noi con la res pubblica.
| Tra le iniziative di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta dedicate alle scuole ricordiamo il Festival delle Piccole Grandi Scuole delle Alpi che si è tenuto dal 17 al 31 agosto 2009, nel corso del quale le scuole hanno aperto le loro porte ai cittadini e ai turisti, e i tavoli di dibattito con dirigenti, insegnanti, genitori e amministratori per discutere dei disagi e degli strumenti necessari per garantire ai cittadini la presenza della scuola come presidio della qualità culturale e sociale del territorio. Opportunità che hanno aperto un confronto tecnico, politico ed educativo per continuare a valorizzare e difendere le piccole-grandi scuole delle Alpi permettendo di siglare un patto di impegno a collaborare per individuare e condividere criteri di programmazione che tengano conto delle esigenze territoriali, delle prospettive di sviluppo, con l'obiettivo di garantire una scuola di qualità a tutti i bambini e giovani. Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta ha pubblicato il mese scorso il dossier Piccole Grandi Scuole delle Alpi – La situazione in Valchiusella; un lavoro di ricerca e osservazione sul ruolo delle scuole nei piccoli paesi della Valle". Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta, con il Tavolo Riprendiamoci la scuola è scesa in piazza sabato 22 maggio per: • Rilanciare la scuola della Costituzione, di tutti, gratuita, pubblica, laica, di qualità; • Garantire il diritto allo studio; • Chiedere la restituzione di tutte le risorse tagliate dai provvedimenti Gelmini; • Recuperare le esperienze nate nel nostro territorio (es. tempo pieno…); • Aprire il confronto tra uffici scolastici, enti locali e le scuole; • Dichiarare la nostra indisponibilità ad accettare i tagli, a coprire le assenze degli insegnanti accogliendo i bambini divisi nelle classi, a superare i limiti sulla sicurezza. |
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