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> Caro Umberto,
> chiariamo qualche punto. Io, come ti ho detto pi� volte, di questioni
> politiche ne so poco, ma di politica accademica un poco di pi�.
> Anche se, come dici, stamattina non avevamo alcuna delega a trattare,
> almeno abbiamo ribadito che l'idea del rettore di consultare
> unicamente presidi e consulte non era praticabile.
> Se io e Annamaria abbiamo parlato e' stato proprio in virt� del ruolo
> di rappresentanza che portiamo avanti, credo anche abbastanza
> degnamente.
> Personalmente credo che, per quel poco che si pu� fare, la via delle
> assemblee di Facolta' sia pi� praticabile e incisiva di quella
> dell'Assemblea di Ateneo di per se molto dispersiva. D'altra parte non
> si pu� convincere il Rettore a partecipare, mentre in una riunione di
> Facolta' il preside deve esserci.
> Detto questo, non sta certo a me la scelta della strada da perseguire !
> Peraltro, ho ben chiaro il mio ruolo ed ho per questo chiaramente
> detto al Rettore che non avrei mai proposto emendamenti per essere
> libero in Senato di votare secondo coscienza. Altra cosa e' portare a
> Marrelli qualche istanza di associati e ricercatori.
> Ciao
> Armando
>
> Inviato da iPhone
>
> Il giorno 30/set/2011, alle ore 14.15, umberto caturano <catu...@unina.it
> > ha scritto:
>
>> Caro Armando
>> i nostri colleghi hanno i riflessi lenti
>> vedi le adesioni tardive che continuano ad arrivare
>> il Rettore continua ad invocare le procedure di legge
>>
>> 240 Art. 2.
>> (Organi e articolazione interna delle universit�)
>>
>> 5. In prima applicazione, lo statuto contenente le modifiche
>> statutarie di cui ai commi 1 e 2 e' predisposto da apposito organo
>> istituito con decreto rettorale senza nuovi o maggiori oneri per la
>> finanza pubblica e composto da quindici componenti, tra i quali il
>> rettore con funzioni di presidente, due rappresentanti degli
>> studenti, sei designati dal senato accademico e sei dal consiglio di
>> amministrazione. La partecipazione all'organo di cui al presente
>> comma non da' luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti,
>> indennita' o rimborsi spese. Ad eccezione del rettore e dei
>> rappresentanti degli studenti, i componenti non possono essere membri
>> del senato accademico e del consiglio di amministrazione. Lo statuto
>> contenente le modifiche statutarie e' adottato con delibera del
>> senato accademico, previo parere favorevole del consiglio di
>> amministrazione.
>>
>> La 240 non parla di obblighi di riservatezza o peggio
>> in italiano :
>> l'apposito organo (non � una commissione) predispone (addirittura no
>> n redige, n� formula ma
>> semplicemente "predispone" per la successiva approvazione del SA
>> "non presa d'atto" )
>>
>> se il Rettore ritiene di lasciare ai presidi l'onere di rendere
>> pubblico lo statuto
>> i trecento e pi� firmatari non possono accettarlo
>> sarebbe un errore politico che pagheremo a caro prezzo
>> peraltro i firmatari non hanno delegato nessuno a rappresentarli
>> presso il Rettore
>> il quale dovrebbe rispondere con una sua lettera e non dare segnali
>> e indicazioni informali
>>
>> pertanto sono del parere di proseguire nell'azione intrapresa
>>
>> 1) chiediamo una risposta scritta
>>
>> poi una "dolorosa" questione di principio
>> credo che i colleghi a suo tempo eletti nel SA e nel CDA non
>> dovrebbero che assolvere al mandato ricevuto dai loro elettori
>> e non sentirsi "costretti" a ruoli di rappresentanza che il
>> movimento non
>> ha loro affidato
>> (questo eviterebbe anche che il Rettore possa ritenere di aver
>> aperto un confronto
>> che potrebbe aprirsi solo con una sua riposta formale come lo � stat
>> a la petizione
>> che gli abbiamo rivolto
>>
>>
>>
>> Il 30/09/2011 13:25, arca...@unina.it ha scritto:
>>>
>>> Cari amici,
>>> stamattina si � svolto un breve incontro informale tra il rettore
>>> e i rappresentanti dei docenti in SA.
>>> Nel corso dell'incontro il rettore ha "chiaramente" spiegato la
>>> filosofia alla base del nuovo statuto, ha dato alcune indicazioni
>>> sulle norme transitorie e ha dato la tempistica per l'approvazione.
>>> C'� stato un certo numero di obiezioni su alcuni punti dello statu
>>> to da parte dei colleghi, numero e nome delle scuole, regola per l
>>> 'afferenza dei dipartimenti alle stesse, etc.
>>> Dietro forti pressioni mie e di Annamaria Puleo siamo riusciti a
>>> portare la discussione sulle modalit� di condivisione dello statuto.
>>> Il Rettore era gi� predisposto a posticipare la chiusura dei lavor
>>> i della Commissione statuto a Mercoled� 14.
>>> Ha sostenuto che sta gi� andando in giro a parlare dei contenuti,
>>> ad esempio alle consulte di polo.
>>> Non ha intenzione di indire assemblee per un confronto pubblico in
>>> quanto ritiene che i lavori della commissione statuto non possano
>>> essere resi pubblici e che la commissione stessa non possa
>>> accogliere emendamenti in via ufficiale pena la bocciatura dello
>>> statuto da parte del MIUR.
>>> Alla fine dopo molte discussioni, ha prospettato la seguente modal
>>> it� di condivisione condivisa anche dal Prorettore.
>>> I Presidi entro Luned� forniranno, loro sponte una copia della boz
>>> za dello statuto ai docenti delle diverse Facolt�. Il rettore soll
>>> eciter� i Presidi a indire una riunione di Facolt� la prossima set
>>> timana per recepire eventuali osservazioni e riportarle a lui dire
>>> ttamente.
>>> E' evidente, per�, che non necessariamente i presidi faranno le
>>> due cose, per cui ha detto anche a noi rappresentanti di fare
>>> da tramite. Insomma un gran casino.
>>> Ovviamente il problema della diffusione � un falso problema perch�
>>> abbiamo le nostre liste.
>>> Nei fatti direi che in ciascuna Facolt� in cui il Preside non inte
>>> nde indire una riunione occorrer� fare una lettera del tipo di que
>>> lla indirizzata al rettore, ma questa volta al preside, e che se q
>>> uesto non sortir� effetto si possono fare assemblee spontanee e ri
>>> portare eventuali criticit� ai rappresentanti.
>>> Evidentemente se nelle assemblee i ricercatori e gli associati
>>> dessero mandato a discutere a rappresentanti conpass e rete avremmo
>>> qualche speranza in pi� di incidere.
>>> Un caro saluto.
>>> Armando
>>>
>>>
>>>
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30.09.2011
Il Presidente ha risposta alla
lettera
inviata dai sindacati che chiedevano
un suo intervento sulla vertenza aperta
con l'azienda di Finmeccanica
Il tema è molto delicato e certamente necessita di un pronunciamento da parte di più persone, quindi spero che al più presto vengano espressi altri punti di vista. A parte le questioni di rappresentanza, che al momento lascerei da parte, credo che aver ottenuto dal rettore che i lavori non vengano chiusi lunedì e che si avvii una fase di incontri non è poca cosa, rispetto a quello che si prefigurava pochi giorni fa. Sono anche io dell'avviso che assemblee o incontri come li vogliamo chiamare locali siano più utili e incisivi di un unico incontro che, come le assemblee di ateneo, rischiano di andare deserte. Teniamo conto che ci sono facoltà dove le adesioni sono state consistenti, mentre altre latitano o sono scarsamente rappresentate. Su questo però come ho detto è essenziale che ci pronunciamo in molti, se non tutti, anche perché il tempo stringe. Mi risulta che mercoledì ci sarà a Monte S.Angelo un incontro con la consulta di polo allargata a tutti. Quanto alla questione che poneva Umberto sulla mancata risposta del Rettore, sono d'accordo con lui, mi sembra giusto che il rettore risponda alla nostra lettera, trovi lui la forma, anche se sono un pò sfiduciata sulle nostre capacità di organizzare la mobilitazione in reazione alla mancata risposta. Valutiamo questi aspetti rapidamente Delia > Caro Umberto,chiariamo qualche punto. Io, come ti ho detto più volte, di questioni politiche ne so poco, ma di politica accademica un poco di più. Anche se, come dici, stamattina non avevamo alcuna delega a trattare, almeno abbiamo ribadito che l'idea del rettore di consultare unicamente presidi e consulte non era praticabile. Se io e Annamaria abbiamo parlato e' stato proprio in virtù del ruolo di rappresentanza che portiamo avanti, credo anche abbastanza degnamente. Personalmente credo che, per quel poco che si può fare, la via delle assemblee di Facolta' sia più praticabile e incisiva di quella dell'Assemblea di Ateneo di per se molto dispersiva. D'altra parte non si può convincere il Rettore a partecipare, mentre in una riunione di Facolta' il preside deve esserci. Detto questo, non sta certo a me la scelta della strada da perseguire ! Peraltro, ho ben chiaro il mio ruolo ed ho per questo chiaramente detto al Rettore che non avrei mai proposto emendamenti per essere libero in Senato di votare secondo coscienza. Altra cosa e' portare a Marrelli qualche istanza di associati e ricercatori. Ciao Armando Inviato da iPhone Il giorno 30/set/2011, alle ore 14.15, umberto caturano <catu...@unina.it > ha scritto:Caro Armando i nostri colleghi hanno i riflessi lenti vedi le adesioni tardive che continuano ad arrivare il Rettore continua ad invocare le procedure di legge 240 Art. 2. (Organi e articolazione interna delle università) 5. In prima applicazione, lo statuto contenente le modifiche statutarie di cui ai commi 1 e 2 e' predisposto da apposito organo istituito con decreto rettorale senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e composto da quindici componenti, tra i quali il rettore con funzioni di presidente, due rappresentanti degli studenti, sei designati dal senato accademico e sei dal consiglio di amministrazione. La partecipazione all'organo di cui al presente comma non da' luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti, indennita' o rimborsi spese. Ad eccezione del rettore e dei rappresentanti degli studenti, i componenti non possono essere membri del senato accademico e del consiglio di amministrazione. Lo statuto contenente le modifiche statutarie e' adottato con delibera del senato accademico, previo parere favorevole del consiglio di amministrazione. La 240 non parla di obblighi di riservatezza o peggio in italiano : l'apposito organo (non è una commissione) predispone (addirittura no n redige, nè formula ma semplicemente "predispone" per la successiva approvazione del SA "non presa d'atto" ) se il Rettore ritiene di lasciare ai presidi l'onere di rendere pubblico lo statuto i trecento e più firmatari non possono accettarlo sarebbe un errore politico che pagheremo a caro prezzo peraltro i firmatari non hanno delegato nessuno a rappresentarli presso il Rettore il quale dovrebbe rispondere con una sua lettera e non dare segnali e indicazioni informali pertanto sono del parere di proseguire nell'azione intrapresa 1) chiediamo una risposta scritta poi una "dolorosa" questione di principio credo che i colleghi a suo tempo eletti nel SA e nel CDA non dovrebbero che assolvere al mandato ricevuto dai loro elettori e non sentirsi "costretti" a ruoli di rappresentanza che il movimento non ha loro affidato (questo eviterebbe anche che il Rettore possa ritenere di aver aperto un confronto che potrebbe aprirsi solo con una sua riposta formale come lo è stat a la petizione che gli abbiamo rivolto Il 30/09/2011 13:25, arca...@unina.it ha scritto:Cari amici, stamattina si è svolto un breve incontro informale tra il rettore e i rappresentanti dei docenti in SA. Nel corso dell'incontro il rettore ha "chiaramente" spiegato la filosofia alla base del nuovo statuto, ha dato alcune indicazioni sulle norme transitorie e ha dato la tempistica per l'approvazione. C'è stato un certo numero di obiezioni su alcuni punti dello statu to da parte dei colleghi, numero e nome delle scuole, regola per l 'afferenza dei dipartimenti alle stesse, etc. Dietro forti pressioni mie e di Annamaria Puleo siamo riusciti a portare la discussione sulle modalità di condivisione dello statuto. Il Rettore era già predisposto a posticipare la chiusura dei lavor i della Commissione statuto a Mercoledì 14. Ha sostenuto che sta già andando in giro a parlare dei contenuti, ad esempio alle consulte di polo. Non ha intenzione di indire assemblee per un confronto pubblico in quanto ritiene che i lavori della commissione statuto non possano essere resi pubblici e che la commissione stessa non possa accogliere emendamenti in via ufficiale pena la bocciatura dello statuto da parte del MIUR. Alla fine dopo molte discussioni, ha prospettato la seguente modal ità di condivisione condivisa anche dal Prorettore. I Presidi entro Lunedì forniranno, loro sponte una copia della boz za dello statuto ai docenti delle diverse Facoltà. Il rettore soll eciterà i Presidi a indire una riunione di Facoltà la prossima set timana per recepire eventuali osservazioni e riportarle a lui dire ttamente. E' evidente, però, che non necessariamente i presidi faranno le due cose, per cui ha detto anche a noi rappresentanti di fare da tramite. Insomma un gran casino. Ovviamente il problema della diffusione è un falso problema perchè abbiamo le nostre liste. Nei fatti direi che in ciascuna Facoltà in cui il Preside non inte nde indire una riunione occorrerà fare una lettera del tipo di que lla indirizzata al rettore, ma questa volta al preside, e che se q uesto non sortirà effetto si possono fare assemblee spontanee e ri portare eventuali criticità ai rappresentanti. Evidentemente se nelle assemblee i ricercatori e gli associati dessero mandato a discutere a rappresentanti conpass e rete avremmo qualche speranza in più di incidere. Un caro saluto. Armando-- Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo "Coordin amento_Napoli" di Google Gruppi. Per postare messaggi in questo gruppo, invia un'email a
coordiname...@googlegroups.com . Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia un'email a coordinamento_na...@googlegroups.com . Per ulteriori opzioni, visita il gruppo all'indirizzo http://groups.google.com/group/coordinamento_napoli?hl=it .
-- Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo "Coordinamento_Napoli" di Google Gruppi. Per postare messaggi in questo gruppo, invia un'email a
-- Paolo Donadio Università degli Studi di Napoli Federico II TEOMESUS - Dipartimento di Teorie e Metodi delle Scienze Umane e Sociali Via Rodinò 22 80138 Napoli tel. +39 081 675275 fax +39 081 675270/2537466 pdon...@unina.it cell. +39 333 2428495
STATUTO DIFFUSIONE
la butto li'...
e se facessimo girare noi la bozza? nelle nostre liste di facolta
(cosi come abbiamo richiesto le adesioni)
con una semplice mail:
"in piu di 300 abbiamo chiesto al rettore di far girare la bozza dello
statuto del nostro ateneo, la nostra costituzione. nessuna risposta.
allora lo facciamo noi :)
in allegato la bozza dello statuto di ateneo.
inoltre per il giorno mercoledi 5 ott ore 11 sono indette le seguenti
assemblee per discutere dello statuto in tutte le facolta' (vi
preghiamo quindi di leggerlo e preparare alcuni commenti puntuali)
Facoltà di Agraria - aula rossi doria, referente Francesco Giannino
Facoltà di Architettura - aula XXX - umberto caturano
Facoltà di Economia - aula XXX - Paolo Donadio
Facoltà di Farmacia - aula XXX - ?
Facoltà di Ingegneria - aula XXX - Antonino Squillace
Facoltà di Lettere e Filosofia - aula XXX - Alessandro Arienzo
Facoltà di Medicina e Chirurgia - - aula XXX
Facoltà di Medicina Veterinaria - aula XXX - Luigi Esposito
Facoltà di Scienze Biotecnologiche - aula XXX - Margherita-G. De Biasi
Facoltà di Scienze MM. FF. NN. - aula XXX - Silvana Pedatella?
Giuliana? Gianluca
Facoltà di Sociologia - aula XXX - Roberto Fasanelli
la stessa lettera si potrebbe mandare ai giornali ed invitarli a
queste assemble denunciando la poca democraticita' del processo.
inoltre, in queste assemblee poi potremmo portare tutti gli stessi
punti e fare tutti lo stesso documento (con le stesse richieste) da
mandarlo al rettore e alla commissione per venerdi 6 ott. :)
detto cosi verrebbe un belle effetto. che dite? sto vaneggiando?
abbiamo la forza? io ad agraria sono sicuro che esce bene ho avuto
almeno 50 adesioni scritte, e molti sarebbero contenti di vedere sto
documento e non sentirselo raccontare solo da masi :)
feedback please
grazie
giannino
Non c'č paragone
>
> 30.09.2011
>
> /Il Presidente ha risposta alla lettera inviata dai sindacati che
> chiedevano
> un suo intervento sulla vertenza aperta con l'azienda di Finmeccanica/
>
>
> pių seriamente dovremmo decidere in fretta
> con 300 e rotte firme l'Ateneo ha inoltrato una richiesta precisa
> il Rettore a modo suo ha risposto:
> "il testo dello statuto č riservato io lo trasmetto ai presidi, poi...."
> mi sembra la storia delle intercettazioni telefoniche (fuga di notizie)
> se questo č il clima con il quale ci apprestiamo a iniziare il nuovo
> corso stiamo freschi
>
> propongo
> di inviare a tutto l'Ateneo
> una comunicazione su come stanno le cose
>
> la petizione
>
> le firme raccolte
>
> la "risposta del Rettore"
>
> non abbiamo qualche giurista che puō confermare
> la eccessiva cautela su questo testo sempre in corso di essere definito
> vedi le norme transitorie
>
> inoltre riaprirei la sottoscrizione
>
> (o sono indiscrezioni che devono circolare solo tra di noi ?)
> (le mailing list si possono ricavare dai siti istituzionali dei Dip
> cosė ci rivolgiamo anche al personale TA (i sindacati?))
>
> Umberto Caturano
>
> Il 30/09/2011 15:55, pic...@unina.it ha scritto:
>> Il tema č molto delicato e certamente necessita di un pronunciamento da
>> parte di pių persone, quindi spero che al pių presto vengano espressi
>> altri punti di vista. A parte le questioni di rappresentanza, che al
>> momento lascerei da parte, credo che aver ottenuto dal rettore che i
>> lavori non vengano chiusi lunedė e che si avvii una fase di incontri
>> non č
>> poca cosa, rispetto a quello che si prefigurava pochi giorni fa. Sono
>> anche io dell'avviso che assemblee o incontri come li vogliamo chiamare
>> locali siano pių utili e incisivi di un unico incontro che, come le
>> assemblee di ateneo, rischiano di andare deserte. Teniamo conto che ci
>> sono facoltā dove le adesioni sono state consistenti, mentre altre
>> latitano o sono scarsamente rappresentate. Su questo perō come ho detto
>> č
>> essenziale che ci pronunciamo in molti, se non tutti, anche perché il
>> tempo stringe. Mi risulta che mercoledė ci sarā a Monte S.Angelo un
>> incontro con la consulta di polo allargata a tutti. Quanto alla
>> questione
>> che poneva Umberto sulla mancata risposta del Rettore, sono d'accordo
>> con
>> lui, mi sembra giusto che il rettore risponda alla nostra lettera, trovi
>> lui la forma, anche se sono un pō sfiduciata sulle nostre capacitā di
>> organizzare la mobilitazione in reazione alla mancata risposta.
>> Valutiamo
>> questi aspetti rapidamente
>> Delia
>>
>>
>> > Caro Umberto,
>>> chiariamo qualche punto. Io, come ti ho detto pių volte, di questioni
>>> politiche ne so poco, ma di politica accademica un poco di pių.
>>> Anche se, come dici, stamattina non avevamo alcuna delega a trattare,
>>> almeno abbiamo ribadito che l'idea del rettore di consultare
>>> unicamente presidi e consulte non era praticabile.
>>> Se io e Annamaria abbiamo parlato e' stato proprio in virtų del ruolo
>>> di rappresentanza che portiamo avanti, credo anche abbastanza
>>> degnamente.
>>> Personalmente credo che, per quel poco che si puō fare, la via delle
>>> assemblee di Facolta' sia pių praticabile e incisiva di quella
>>> dell'Assemblea di Ateneo di per se molto dispersiva. D'altra parte non
>>> si puō convincere il Rettore a partecipare, mentre in una riunione di
>>> Facolta' il preside deve esserci.
>>> Detto questo, non sta certo a me la scelta della strada da perseguire !
>>> Peraltro, ho ben chiaro il mio ruolo ed ho per questo chiaramente
>>> detto al Rettore che non avrei mai proposto emendamenti per essere
>>> libero in Senato di votare secondo coscienza. Altra cosa e' portare a
>>> Marrelli qualche istanza di associati e ricercatori.
>>> Ciao
>>> Armando
>>>
>>> Inviato da iPhone
>>>
>>> Il giorno 30/set/2011, alle ore 14.15, umberto
>>> caturano<catu...@unina.it
>>> > ha scritto:
>>>
>>>> Caro Armando
>>>> i nostri colleghi hanno i riflessi lenti
>>>> vedi le adesioni tardive che continuano ad arrivare
>>>> il Rettore continua ad invocare le procedure di legge
>>>>
>>>> 240 Art. 2.
>>>> (Organi e articolazione interna delle universitā)
>>>>
>>>> 5. In prima applicazione, lo statuto contenente le modifiche
>>>> statutarie di cui ai commi 1 e 2 e' predisposto da apposito organo
>>>> istituito con decreto rettorale senza nuovi o maggiori oneri per la
>>>> finanza pubblica e composto da quindici componenti, tra i quali il
>>>> rettore con funzioni di presidente, due rappresentanti degli
>>>> studenti, sei designati dal senato accademico e sei dal consiglio di
>>>> amministrazione. La partecipazione all'organo di cui al presente
>>>> comma non da' luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti,
>>>> indennita' o rimborsi spese. Ad eccezione del rettore e dei
>>>> rappresentanti degli studenti, i componenti non possono essere membri
>>>> del senato accademico e del consiglio di amministrazione. Lo statuto
>>>> contenente le modifiche statutarie e' adottato con delibera del
>>>> senato accademico, previo parere favorevole del consiglio di
>>>> amministrazione.
>>>>
>>>> La 240 non parla di obblighi di riservatezza o peggio
>>>> in italiano :
>>>> l'apposito organo (non č una commissione) predispone (addirittura no
>>>> n redige, nč formula ma
>>>> semplicemente "predispone" per la successiva approvazione del SA
>>>> "non presa d'atto" )
>>>>
>>>> se il Rettore ritiene di lasciare ai presidi l'onere di rendere
>>>> pubblico lo statuto
>>>> i trecento e pių firmatari non possono accettarlo
>>>> sarebbe un errore politico che pagheremo a caro prezzo
>>>> peraltro i firmatari non hanno delegato nessuno a rappresentarli
>>>> presso il Rettore
>>>> il quale dovrebbe rispondere con una sua lettera e non dare segnali
>>>> e indicazioni informali
>>>>
>>>> pertanto sono del parere di proseguire nell'azione intrapresa
>>>>
>>>> 1) chiediamo una risposta scritta
>>>>
>>>> poi una "dolorosa" questione di principio
>>>> credo che i colleghi a suo tempo eletti nel SA e nel CDA non
>>>> dovrebbero che assolvere al mandato ricevuto dai loro elettori
>>>> e non sentirsi "costretti" a ruoli di rappresentanza che il
>>>> movimento non
>>>> ha loro affidato
>>>> (questo eviterebbe anche che il Rettore possa ritenere di aver
>>>> aperto un confronto
>>>> che potrebbe aprirsi solo con una sua riposta formale come lo č stat
>>>> a la petizione
>>>> che gli abbiamo rivolto
>>>>
>>>>
>>>>
>>>> Il 30/09/2011 13:25, arca...@unina.it ha scritto:
>>>>> Cari amici,
>>>>> stamattina si č svolto un breve incontro informale tra il rettore
>>>>> e i rappresentanti dei docenti in SA.
>>>>> Nel corso dell'incontro il rettore ha "chiaramente" spiegato la
>>>>> filosofia alla base del nuovo statuto, ha dato alcune indicazioni
>>>>> sulle norme transitorie e ha dato la tempistica per l'approvazione.
>>>>> C'č stato un certo numero di obiezioni su alcuni punti dello statu
>>>>> to da parte dei colleghi, numero e nome delle scuole, regola per l
>>>>> 'afferenza dei dipartimenti alle stesse, etc.
>>>>> Dietro forti pressioni mie e di Annamaria Puleo siamo riusciti a
>>>>> portare la discussione sulle modalitā di condivisione dello statuto.
>>>>> Il Rettore era giā predisposto a posticipare la chiusura dei lavor
>>>>> i della Commissione statuto a Mercoledė 14.
>>>>> Ha sostenuto che sta giā andando in giro a parlare dei contenuti,
>>>>> ad esempio alle consulte di polo.
>>>>> Non ha intenzione di indire assemblee per un confronto pubblico in
>>>>> quanto ritiene che i lavori della commissione statuto non possano
>>>>> essere resi pubblici e che la commissione stessa non possa
>>>>> accogliere emendamenti in via ufficiale pena la bocciatura dello
>>>>> statuto da parte del MIUR.
>>>>> Alla fine dopo molte discussioni, ha prospettato la seguente modal
>>>>> itā di condivisione condivisa anche dal Prorettore.
>>>>> I Presidi entro Lunedė forniranno, loro sponte una copia della boz
>>>>> za dello statuto ai docenti delle diverse Facoltā. Il rettore soll
>>>>> eciterā i Presidi a indire una riunione di Facoltā la prossima set
>>>>> timana per recepire eventuali osservazioni e riportarle a lui dire
>>>>> ttamente.
>>>>> E' evidente, perō, che non necessariamente i presidi faranno le
>>>>> due cose, per cui ha detto anche a noi rappresentanti di fare
>>>>> da tramite. Insomma un gran casino.
>>>>> Ovviamente il problema della diffusione č un falso problema perchč
>>>>> abbiamo le nostre liste.
>>>>> Nei fatti direi che in ciascuna Facoltā in cui il Preside non inte
>>>>> nde indire una riunione occorrerā fare una lettera del tipo di que
>>>>> lla indirizzata al rettore, ma questa volta al preside, e che se q
>>>>> uesto non sortirā effetto si possono fare assemblee spontanee e ri
>>>>> portare eventuali criticitā ai rappresentanti.
>>>>> Evidentemente se nelle assemblee i ricercatori e gli associati
>>>>> dessero mandato a discutere a rappresentanti conpass e rete avremmo
>>>>> qualche speranza in pių di incidere.
Cari tutti,