Cari amici,
vi giro il messaggio che ho inviato a Orizzonte Scuola, letto da tantissimi colleghi. Potete eventualmente inoltrarlo, con le modifiche che riterrete opportune, alle testate o ai giornalisti che potete raggiungere ovvero sollecitare.
Bacioni. Marcella
Da: Raiola [mailto:rai...@alice.it]
Inviato: giovedì 28 gennaio 2016 11:21
A: 'reda...@orizzontescuola.it'
Oggetto: Doc. dei docenti in qualità di "pubblici ufficiali" contro repressione studentesca
Priorità: Alta
Gentilissimi,
Il Coordinamento Precari Scuola Napoli, i Cobas Napoli e il Coordinamento regionale campano Lavoratori Scuola chiedono di diffondere il testo riportato più sotto, nella presente mail, redatto allo scopo di comunicare la posizione dei docenti in lotta rispetto alle condanne comminate agli studenti dell’Onda per i fatti del dicembre 2010, nonché rispetto ai procedimenti giudiziari sorprendentemente attivati a carico di studenti che, il 13 novembre scorso, a Napoli, in piazza Trieste e Trento, teatro di scontri con le forze dell’ordine, sono stati fermati o feriti dai poliziotti (un giovane universitario napoletano, D.d.N., attualmente inquisito per “resistenza e lesioni a pubblico ufficiale”, riportò un edema retinico per un colpo di manganello sull’occhio) e che tuttavia sono sotto indagine per il solo fatto di aver parato i colpi dei manganelli, o di aver protetto dei compagni.
Eravamo presenti in quella piazza, e non vogliamo sottrarci, dunque, al dovere di testimoniare la verità e di prendere posizione contro un’azione repressiva che finisce col criminalizzare il dissenso e che è facile sospettare sia posta in essere per dissuadere i nostri ragazzi dallo scendere nuovamente in piazza.
Col presente documento, vogliamo esprimere solidarietà agli studenti denunciati o già condannati ed annunciare che non smetteremo di protestare democraticamente e di esprimere, da pubblici ufficiali dell’istruzione statale, la nostra contrarietà alla resistenza che il governo sta facendo al nostro magistero e alle lesioni che sta procurando alla Scuola, con una riforma scolastica invisa a tutti, che ha prodotto confusione, sperequazioni tra precari, umiliazione della professione docente tramite il demansionamento, la chiamata diretta e la mobilità coatta, ingerenza indebita di aziende come McDonald nel processo di educazione e formazione dei bambini e dei ragazzi, erosione dei diritti degli studenti e dei lavoratori, ulteriore taglio di risorse, servilismo, azzeramento della dialettica democratica e soppressione della collegialità.
GRAZIE per l’attenzione prestata alla presente.
Marcella Raiola (Coordinamento Precari Scuola Napoli)
LA RESISTENZA, OVVERO “L’ESERCIZIO DELLA FUNZIONE DOCENTE”
Siamo docenti, cioè pubblici ufficiali preposti alla tutela del diritto allo studio, che è diritto a essere uguali e a vivere da uguali, a contrastare il determinismo ambientale e sociale e a contestare quei poteri che operano per imporre verità assolute e per cristallizzare sperequazioni. Nell’esercizio delle nostre funzioni, che comprendono la vigilanza attenta sulle istituzioni democratiche, abbiamo pattugliato le piazze con i nostri studenti.
Siamo solidalmente “complici” degli studenti che protestarono il 14 dicembre del 2010, a Roma, quando uno squallido mercimonio di voti tenne in piedi un governo sfiduciato dal basso, e degli studenti al fianco dei quali abbiamo manifestato, a Milano e a Napoli, il 13 novembre 2015, quando i manganelli di un potere antidialettico e ottuso hanno colpito le nostre schiene e spezzato i denti dei nostri ragazzi. Per i fatti della piazza romana del 2010, la magistratura ha erogato complessivamente 12 anni di galera a carico dei contestatori, accusati, tra le altre cose, di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Per la protesta dello scorso novembre è stata parimenti aperta, a carico di uno studente napoletano “colpevole” di aver cercato di proteggere compagni più giovani dalle cariche della polizia, un’indagine per lo stesso reato, utilizzato come passepartout giudiziario della repressione, atto a stigmatizzare e criminalizzare ogni azione di protesta, come quella portata avanti, il 28 maggio 2015, nel corso di una blindata passerella del ministro Giannini, da studenti universitari milanesi anch’essi oggi inquisiti.
Respingiamo e proscriviamo le condanne già inflitte e auspichiamo la rapida archiviazione di tutti i procedimenti avviati contro gli studenti di Napoli e Milano. La resistenza è un dovere morale e civile, non un reato: è da noi che i giovani lo apprendono. Siamo noi che siamo stati “lesi”, nelle persone e nei diritti; siamo noi che siamo stati offesi dal tradimento della Costituzione antifascista; è a noi che si dovrebbe riparazione!
Gli studenti continueranno a resistere alla distruzione della Scuola pubblica e all’azzeramento dei diritti dei lavoratori, e insieme a loro, a difendere la legalità costituzionale, da cui procede l’incoercibile diritto a manifestare, scenderemo in piazza anche noi, gli insegnanti, i pubblici ufficiali dell’Istruzione, consapevoli che ci troveremo di fronte le forze di un “ordine” che non vuole più contemplare il dissenso.
Non temiamo le condanne dei tribunali, perché tremiamo al pensiero di quelle che la nostra coscienza ci infliggerebbe se restassimo muti o indifferenti.
I docenti, “pubblici ufficiali” dell’istruzione statale
Coordinamento Precari Scuola Napoli
Cobas Napoli
Coordinamento regionale campano Lavoratori Scuola
|
Questa e-mail è stata inviata da un computer privo di virus protetto da Avast. www.avast.com |