Documento docenti contro repressione 13 novembre e Onda

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Raiola

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Jan 24, 2016, 1:57:37 PM1/24/16
to Ludovico Chianese, coordinamento-campano-lavo...@googlegroups.com, coordinamento-scuo...@googlegroups.com, fulviop...@gmail.com, Enrico Voccia, Enrico Voccia, Giuseppe Aragno

Carissimi tutti,

invio la versione “rivisitata” e abbreviata del documento di cui abbiamo discusso sabato 16, relativo al pronunciamento dei docenti sulle condanne comminate agli studenti dell’Onda (2010) e sui procedimenti aperti contro i nostri studenti per i fatti del 13 novembre scorso. Se opportuno, oppure con le opportune modifiche, proporrei di farlo circolare tra gli intellettuali sensibili e “testati”, nonché di mandarlo agli organi di stampa.

Fatemi sapere.

Bacioni. Marcella  

LA RESISTENZA, OVVERO L’ESERCIZIO DELLA FUNZIONE DOCENTE

Siamo docenti, cioè pubblici ufficiali preposti alla tutela del diritto allo studio, che è diritto a essere uguali e a vivere da uguali, a contrastare il determinismo ambientale e sociale e a contestare quei poteri che operano per imporre verità assolute e per cristallizzare sperequazioni.

Nell’esercizio delle nostre funzioni, che comprendono la vigilanza attenta sulle istituzioni democratiche, abbiamo pattugliato le piazze con i nostri studenti, ed eravamo accanto a loro, dunque, sia il 14 dicembre del 2010, a Roma, quando uno squallido mercimonio di voti tenne in piedi un governo sfiduciato dal basso, sia il 13 novembre 2015, a Napoli e a Milano, quando i manganelli di un potere antidialettico e ottuso hanno colpito le nostre schiene e spezzato i denti dei nostri ragazzi.

Per i fatti della piazza romana del 2010, la magistratura ha erogato complessivamente 12 anni di galera a carico dei contestatori, accusati, tra le altre cose, di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Per la protesta dello scorso novembre è stata parimenti aperta, a carico di uno studente napoletano “colpevole” di aver difeso compagni più giovani dalle cariche della polizia, un’indagine punitiva per lo stesso reato, utilizzato come patetico passepartout giudiziario della repressione. 

Respingiamo e proscriviamo le condanne già inflitte, e chiediamo l’archiviazione immediata dello specioso procedimento avviato contro lo studente di Napoli. La resistenza è un dovere morale e civile, non un reato: è da noi che i giovani lo apprendono. Siamo noi che siamo stati “lesi”, nelle persone e nei diritti. Siamo noi i pubblici ufficiali offesi dal tradimento della Costituzione antifascista; è a noi che si dovrebbe riparazione! 

Gli studenti continueranno a resistere alla distruzione della Scuola pubblica e agli altri abusi di questo governo insieme a noi, pubblici ufficiali dell’Istruzione scesi in piazza per la legalità costituzionale e aggrediti da quei “pubblici ufficiali” che, col volto coperto e armati, si fanno garanti acritici di qualsivoglia ordine e assetto istituzionale, anche del più inaccettabile.

Non temiamo le condanne dei tribunali, perché tremiamo al pensiero di quelle che la nostra coscienza ci infliggerebbe se restassimo muti o indifferenti.

 

I docenti, “pubblici ufficiali” dell’istruzione statale

 

 

 

 

 

 

 

 

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fer.gog

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Jan 24, 2016, 4:06:29 PM1/24/16
to coordinamento-scuo...@googlegroups.com
Per me va benissimo.
Ferdinando
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