I: COMUNICATO SUI FATTI DI MONZA.

1 view
Skip to first unread message

Raiola

unread,
Jul 15, 2017, 6:24:03 AM7/15/17
to Ludovico Chianese, coordinamento-scuo...@googlegroups.com, fulviop...@gmail.com, Enrico Voccia, Enrico Voccia, Paola nasti, paolast...@virgilio.it, donatella guarino, fama...@libero.it, Mauro Farina, Maurizio De Stefano, aldo.pap...@libero.it, Teresa Vicidomini, gennaros...@libero.it, ross.c...@tiscali.it, aria...@libero.it, perron...@gmail.com, palumbomaria, Pepe Manifest, lopisb...@yahoo.it, lapod...@libero.it, lopisb...@libero.it, Livio Doino, mario.i...@gmail.com, massimom...@libero.it, Cinzia Medugno, Mena Moretta, miriama...@libero.it, narci...@virgilio.it, nicolett...@libero.it, pepe.r...@gmail.com, romildasca...@gmail.com, rita....@libero.it, rit...@libero.it, Romilda Scaldaferri, virginiat...@libero.it, docentinlott...@autistici.org

Carissimi, vi inoltro la versione “breve” del comunicato sui fatti di Monza che abbiamo pubblicato su Facebook e sul sito Cobas Napoli, da me inviata poco fa ai giornali che vedete tra i destinatari della mail.

Grazie.  Un abbraccio circolare

Marcella

Da: Raiola [mailto:rai...@alice.it]
Inviato: sabato 15 luglio 2017 12:12
A: 'reda...@orizzontescuola.it'
Cc: 'redaz...@metropolisweb.it'; 'reda...@ilmanifesto.it'
Oggetto: COMUNICATO SUI FATTI DI MONZA.
Priorità: Alta

 

COMUNICATO congiunto sui fatti di Monza (con preghiera di pubblicazione). GRAZIE!
Marcella Raiola
(Coordinamento Precari Scuola di Napoli)

COMUNICATO:

Stuprate per legge (la legge 107!)

Complici. Complici dello stupro delle giovanissime studentesse (finora quattro, ma le indagini proseguono) abusate da un imprenditore presso cui svolgevano un tirocinio per adempiere agli obblighi della cosiddetta “alternanza Scuola-lavoro”, il quale le teneva in pugno con la minaccia di una valutazione negativa. Complici sono i ministri, i dirigenti e i docenti che hanno mandato a regime la legge 107, per leggerezza, per interesse volgare o per ignavia. Complici sono tutti quelli che si sono perfino rifiutati di apporre una firma per chiedere un referendum abrogativo che avrebbe dato alla categoria e alla società tutta la possibilità di respingere, eventualmente, proprio quell’alternanza Scuola-lavoro che la controriforma renziana ha imposto con la fiducia, stravolgendo la funzione costituzionale della Scuola pubblica e riducendola a ufficio di collocamento di braccia da sfruttare a costo zero.

Gli odiosi episodi di violenza sessuale verificatisi a Monza, unitamente ai tantissimi casi di abuso e sfruttamento finora denunciati da studenti utilizzati per i più svariati lavori pesanti, spesso a ritmi insostenibili e addirittura, per colmo di beffa, a pagamento, non sono casuali o procedenti da una mancata “messa a punto” della pratica dell’alternanza Scuola-lavoro (già qualche sindacato concertativo si affretta a suggerire aggiustamenti ridicoli, che non affrontano il vero nodo politico e teorico della questione), ma sono la diretta e prevedibile conseguenza dell’esercizio del potere padronale sugli studenti e sulle studentesse, autorizzato e sdoganato dal governo Renzi. L’alternanza obbliga a ridurre i programmi scolastici all’osso e modella i comportamenti e le aspirazioni dei giovani sulle esigenze e i desiderata del padrone di turno, azzerando il pensiero critico e l’autopercezione di sé come soggetti di diritto. La sua introduzione nel percorso educativo dei nostri giovani non ha alcun presupposto pedagogico; il suo solo scopo è quello di procurare manodopera gratuita a un mercato spregiudicato e arrogante, che ha preteso e ottenuto dallo Stato una deregulation selvaggia, per abbattere sempre più i costi della produzione.

I docenti in lotta, di fronte all’insanabile ferita inferta alle studentesse violate e tradite da quella Scuola che avrebbe dovuto costituire per loro il luogo dell’apprendimento protetto, libero e paritetico, chiedono con forza che si respinga unanimemente la concezione della Scuola come “quasi-mercato”, da regolare secondo le dinamiche della competizione, della domanda e dell’offerta, e chiedono che sia compattamente rifiutata l’ignobile pratica del subappalto della formazione ai privati.

Non possiamo permettere che alle studentesse, in un paese patriarcale come il nostro, venga tolto anche quel momento della crescita in cui esse possono essere dotate degli strumenti e argomenti necessari a difendersi dalla discriminazione e dalla sopraffazione!

Ci rivolgiamo ai docenti, ma anche ai genitori, affinché neghino compattamente la loro disponibilità e il loro assenso alla pratica dell’alternanza, sapendo che, dato il turn-over continuo di minorenni da impiegare, essa non è affatto propedeutica alla stabilizzazione lavorativa, e avendo invece la certezza che è piena di rischi altissimi per l’integrità psicofisica delle nostre figlie e dei nostri figli. Questa generazione tradita non ci perdonerà per averla strumentalizzata e per non averla difesa: diciamo subito “basta” alla violenza della scuola-azienda!

 

Coordinamento Precari Scuola Napoli

Cobas Scuola Napoli

Docenti in lotta contro la 107

 

 

Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages