http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/dg-ordinamenti/scuola-non-statale/imu_tasi
Tabella. Spesa Annuale per studente distinta per livello di istruzione (CMS)
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Scuola dell'infanzia |
Scuola Primaria |
Istruzione secondaria |
Istruzione secondaria |
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Spesa annua nelle istituzioni educative per studente |
€ 5.739,17 |
€ 6.634,15 |
€ 6.835,85 |
€ 6.914,31 |
SCUOLA NON STATALE
Imposta Municipale Propria ( IMU) e Tributo per i Servizi Indivisibili (TASI)
Le recenti disposizioni
emanate in materia di IMU e di TASI prevedono che gli enti non commerciali
devono presentare un’unica dichiarazione sia per l’IMU sia per la TASI.
Per quanto concerne l’esenzione dal pagamento dell’ IMU e della TASI
relativamente alle Attività Didattiche nel modello di dichiarazione IMU e TASI
per gli enti non commerciali è precisato quanto segue.
Le attività didattiche sono quelle dirette all’istruzione e alla formazione di
cui alla legge 28 marzo 2003, n. 53.
Lo svolgimento delle predette attività si ritiene effettuato con modalità non
commerciali se:
a) l’attività è paritaria rispetto a
quella statale e la scuola adotta un regolamento che garantisce la non
discriminazione in fase di accettazione degli alunni;
b) sono comunque osservati gli obblighi
di accoglienza di alunni con disabilità, di applicazione della contrattazione
collettiva al personale docente e non docente, di adeguatezza delle strutture
agli standard previsti, di pubblicità del bilancio;
c) l’attività è svolta a titolo gratuito,
ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e tali da
coprire solamente una frazione del costo effettivo del servizio, tenuto anche
conto dell’assenza di relazione con lo stesso.
Tra le attività didattiche sono ricomprese le “iniziative sperimentali”
denominate “sezioni primavera”, istituite dall’art. 1, comma 630, della legge
27 dicembre 2006, n. 296.
Pertanto, se le predette sezioni sono istituite nelle scuole paritarie
dell’infanzia, le stesse sono da considerarsi come le altre sezioni per
l’infanzia funzionanti nelle scuole stesse.
Relativamente alla compilazione del Quadro B del modello di dichiarazione IMU-TASI
si riassumono qui di seguito le istruzioni per la compilazione del secondo
riquadro.
Detto riquadro prevede, al primo rigo, l’indicazione del Cm,
vale a dire il corrispettivo medio percepito dalla scuola paritaria e
quella del Cms, vale a dire il costo
medio per studente pubblicato
nella tabella sottostante che costituisce il parametro di riferimento per
verificare il rispetto del requisito richiesto dalla vigente normativa per
l’esenzione dal pagamento dell’IMU e della TASI
Fonte Education at glance OECD
Per corrispettivo medio (CM) si intende la media degli importi
annui che vengono corrisposti alla scuola dalle famiglie.
Ad esempio se in una scuola dell’infanzia sono presenti 10 bambini per i quali
viene corrisposto un importo annuo pari a € 1000 e 5 per i quali viene
corrisposto un importo annuo agevolato di € 500, il corrispettivo medio sarà
pari a: [(1000 x 10) + (500 x 5)] / 15 = € 833.
Per costo medio per studente (CMS) si intende, invece, l’importo indicato
nella Tabella sopra riportata, distinto per settore scolastico.
Se il corrispettivo medio (CM) è inferiore o uguale al costo medio
per studente (CMS) , ciò significa che l’attività didattica è svolta con
modalità non commerciali e, quindi, non è assoggettabile a imposizione.
In questo caso dovrà essere barrato il campo corrispondente al Rigo g) del
modello. Dovrà essere contestualmente barrato il campo 13, nel caso in cui
nell’immobile venga svolta esclusivamente attività didattica con modalità non
commerciali. Se, invece, il corrispettivo medio (CM) risulta superiore al costo medio per
studente (CMS), si dovrà barrare il campo
relativo al Rigo h) e si dovrà procedere alla determinazione della parte del
valore di cui al Rigo f) assoggettabile a IMU e alla TASI.
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Scuola e Imu, equità tra i banchi
Enrico Lenzi
4 luglio 2014
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Le scuole paritarie
pagheranno l’Imu soltanto se le rette supereranno il costo medio per studente
fissato dal ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) secondo l’ordine di
scuola. Lo stabilisce il decreto del Mef pubblicato lo scorso 26 giugno e
diffuso in questi giorni. Un passaggio atteso da mesi, anche perché il governo
– dopo le osservazioni sollevate dall’Unione Europea su presunti «aiuti di
Stato» nell’esenzione dall’Imu per le scuole paritarie –, doveva quantificare i
parametri entro i quali considerare «simbolica» la retta pagata e non rientrare
così in possibili sanzioni europee.
Il costo medio per studente.
È sicuramente il passaggio più importante del decreto perché un ministero fissa
per la prima volta, nero su bianco, il costo medio sostenuto dallo Stato per
uno studente nelle proprie scuole. Un calcolo che prende a riferimento dati
dell’Ocse. Dunque per un alunno di scuola dell’infanzia spende all’anno una
media di 5.739,17 euro; 6.634,15 euro nella scuola primaria; 6.835,85 euro
nella scuola media; 6.914,31 euro nella scuola superiore. Queste cifre
serviranno da riferimento alle paritarie non profit per capire se sono esentate
o meno dal pagamento dell’Imu per la parte della struttura destinata
all’attività didattica: se il proprio corrispettivo medio è inferiore o uguale
al costo medio per alunno non ci sarà pagamento.