Beni confiscati nelle Marche: una ricerca in itinere dell'IFG di Urbino

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Andrea Nelson Mauro

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Jan 11, 2016, 10:04:13 AM1/11/16
to confiscatibene
Ciao a tutti,

Vi scrivo dopo aver invitato qui Daniela Larocca, che ci legge e alla quale chiedo di raccontare le proprie attività. Lo faccio perché Daniela è una dei circa 30 studenti dell'istituto di formazione per il giornalismo dell'Università di Urbino, dove siamo stati qualche settimana fa con il dataninja Gianluca De Martino, a seguito di un invito di Andrea Iannuzzi (che legge qui in MailingList) e Pier Vittorio Buffa, entrambi del gruppo l'Espresso / Finegil. 

Cosa abbiamo fatto
Gianluca ed io abbiamo tenuto un workshop sui Beni Confiscati, gli studenti si sono organizzati in gruppi raccogliendo informazioni preliminari sulla situazione dei beni confiscati nelle Marche. L'obiettivo è un monitoraggio che permetta poi di effettuare approfondimenti, video interviste e realizzazione articoli, per la costruzione di una vera e propria inchiesta a livello regionale.
Daniela mi ha scritto qualche giorno fa inoltrandomi il report delle prima attività svolte e che proseguiranno nelle prossime settimane: ci sono casi di buon uso dei beni e casi invece in cui l'uso non c'è nemmeno.

Mi piacerebbe molto che lo raccontasse qui, perché ci sono tanti elementi interessanti e viene fuori anche un risultato (che seppur preliminare) ci può dare un'idea di quanto potrebbe efficace la possibilità di replicare questo modello in altre regioni e in altre università.

Quindi Daniela: raccontaci cosa avete scoperto sui Beni Confiscati nella Marche, please! :)

Grazie!

Daniela Larocca

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Jan 12, 2016, 3:19:08 PM1/12/16
to Andrea Nelson Mauro, confiscatibene
Buonasera a tutti,
colgo l'occasione per presentarmi e augurare a tutti buon anno.
Come già anticipato da Andrea, sono una dei 30 alunni dell'Ifg, l'istituto per la formazione al giornalismo di Urbino.
A dicembre, dopo un workshop su Confiscatibene, siamo stati catapultati nel mondo del Data journalism. Inutile dire che, all'inizio, tutti quei dati ci hanno fatto girare un po' la testa. Ma, tempo un'oretta, tutti ne siamo rimasti affascinati. 
Grazie alla collaborazione di Andrea e Gianluca con Andrea Iannuzzi e Pier Vittorio Buffa (nostro tutor), abbiamo avuto la possibilità di continuare a lavorare in questo campo. Nasce così il progetto "ConfiscatiBene Marche": siamo un gruppo di dieci persone, impegnate a monitorare la situazione dei beni confiscati nelle Marche. 

Cosa abbiamo fatto e cosa faremo.
Racconta dati. Prima di tutto abbiamo fatto una selezione dei comuni marchigiani a cui abbiamo inviato una mail per avere tutti i dati sull'amministrazione trasparente e gli eventuali beni confiscati. L'obiettivo finale è quello di avere un dataset completo, con quante più informazioni su immobili prima appartenuti alla criminalità nelle Marche. Ci siamo rivolti anche all'Agenzia nazionale dei beni confiscati.

Le storie. Alcuni di questi beni confiscati sono stati destinati ad associazioni che li hanno riqualificati. Abbiamo scelto di raccontare la storia della 'nuova vita' di magazzini, ruderi, appartamenti che prima appartenevano a gruppi criminali. E per farlo abbiamo deciso di utilizzare tutti gli strumenti in nostro possesso: per ogni racconto scritto, ci saranno foto e video-interviste. Ecco le principali: 

1. Il “Podere Tufi”: dalla banda della Magliana a bene comune. A Cupramontana, in provincia di Ancona è stato confiscato un terreno di 25.237 metri-quadrati con fabbricato rurale riconducibile a Enrico Nicoletti, tesoriere della nota organizzazione criminale capitolina. 
Il 28 giugno 2013 il bene è stato assegnato a due cooperative sociali (Vivicare e Pani e Tulipani) che l’hanno trasformato in una comunità alloggio per persone con disagio psichico e una fattoria sociale. Siamo stati li lo scorso 8 gennaio: abbiamo visitato la struttura e intervistato i responsabili cooperative e il sindaco di Cupramontana.  


2. La “Fattoria della legalità” contro la mafia. A Isola del piano, in provincia di Pesaro-Urbino, due terreni con edificio rurale e villa sono stati confiscati ad un’associazione criminale della 'Ndrangheta. I beni, nel febbraio del 2014, sono stati affidati all’associazione Libera che ha riqualificato il sito trasformandolo in una fattoria sociale. Saremo lì sabato 23 gennaio.

3. A Fano, immobile sequestrati alla criminalità organizzata avrà presto nuova vita. L’appartamento confiscato, in zona S.Orso, è al centro di un tavolo di lavoro tra il Comune di Fano e due associazioni: Libera e Abele. Stiamo seguendo le idee che porteranno al progetto di riqualificazione e i lavori preparatori dell’atto di destinazione da parte dell’amministrazione fanese (pronto entro febbraio 2016). 

Ci stiamo occupando anche dei fondi europei e italiani destinati ai beni confiscati. Le Marche, ad esempio, hanno stanziato, con legge regionale (l.r. 7 luglio 2014 n.16), 200.000 euro per “assicurare un proficuo riutilizzo a fini sociali dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa”. Questi fondi non sono stati mai utilizzati. 

Per ora è tutto,
A presto.
Daniela Larocca

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