III DOMENICA DOPO IL MARTIRIO
DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
Anno C - Rito Ambrosiano – 19 settembre 2010
Cantate al Signore, acclamate il suo santo nome

La preghiera di Giona nella Balena- icona
“Sapevo che tu sei un Dio pietoso e misericordioso” (Giona 4,2).
Lettura del profeta Isaia 43, 24c–44,3 - Così dice il Signore Dio: 43,24«Non hai acquistato con denaro la cannella per me né mi hai saziato con il grasso dei tuoi sacrifici. Ma tu mi hai dato molestia con i peccati, mi hai stancato con le tue iniquità. 25Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso, e non ricordo più i tuoi peccati. 26Fammi ricordare, discutiamo insieme; parla tu per giustificarti. 27Il tuo primo padre peccò, i tuoi intermediari mi furono ribelli. 28Perciò profanai i capi del santuario e ho votato Giacobbe all’anatema, Israele alle ingiurie». 44,1Ora ascolta, Giacobbe mio servo, Israele che ho eletto 2Così dice il Signore che ti ha fatto, che ti ha formato dal seno materno e ti soccorre: «Non temere, Giacobbe mio servo, Iesurùn che ho eletto, 3poiché io verserò acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido. Verserò il mio spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri».
Salmo 32 (33) - ® Cantate al Signore, acclamate il suo santo nome.
3Cantate al Signore un canto nuovo, con arte suonate la cetra e acclamate, 4perché retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. R.
12Beata la nazione che ha il Signore come Dio, il popolo che egli ha scelto come sua eredità. 18Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore. R.
20L’anima nostra attende il Signore: egli è nostro aiuto e nostro scudo. 21È in lui che gioisce il nostro cuore, nel suo santo nome noi confidiamo. R.
Lettera agli Ebrei 11, 39 12, 4 - 12,1Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, 2tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. 3Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. 4Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 5, 25-36 - In quel tempo. Il Signore Gesù disse: 25«In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. 26Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, 27e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. 28Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce 29e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. 30Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 31Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. 32C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. 33Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. 34Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. 35Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. 36Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato».
Cari amici e care amiche,
chi è propriamente il nostro Dio? Qual è il suo volto? Ce lo siamo chiesto spesso. In un contesto nel quale si rischia facilmente, avvolti dal relativismo, di semplificare i tratti più veri del volto di Dio e, sotto il cappello del monoteismo, anche la verità più profonda del Suo nome, la Parola di Dio torna a insistere su alcune caratteristiche imprescindibili e fondamentali del Dio di Gesù Cristo, il Dio dei cristiani. Riascoltiamo, dunque, con attenzione e cuore docile la Parola proposta per la III Domenica dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore (19 settembre 2010).
Dio, grande e misericordioso
Anche l’Islàm crede in Allah compassionevole e misericordioso. Quasi tutti i 114 capitoli del Corano cominciano, infatti, dicendo: “In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso”; e il Profeta Muhammad afferma che “Dio è più Misericordioso verso i Suoi servitori di una madre verso l’amato figlio”. Di un Dio compassionevole e misericordioso parla anche la Bibbia intera. Tanto che il profeta Isaia mette in bocca al Signore proprio queste parole: “tu mi hai dato molestia con i peccati, mi hai stancato con le tue iniquità. Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso, e non ricordo più i tuoi peccati”. E poco più avanti: “Così dice il Signore che ti ha fatto, che ti ha formato dal seno materno e ti soccorre: ‘Non temere, Giacobbe mio servo, Iesurùn che ho eletto, poiché io verserò acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido. Verserò il mio spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri’”. Contrariamente a una visione rigida e parziale, il Dio del Vecchio o Primo testamento, è un Dio grande, proprio perché paziente e misericordioso. Infatti: “Paziente e misericordioso è il Signore, lento all’ira e ricco di grazia. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature” (sl 145), sono le parole che Dio stesso dice di Sé, rivelando il proprio nome a Mosè (Es 3,1-15).
E’ l’ora di udire la voce del Signore
Ma la fede cristiana, che afferma appunto la piena rivelazione del nome di Dio da parte di Gesù, chiede ai cristiani un passaggio particolare, una presa di posizione: accogliere il fatto che la misericordia di Dio, cioè la Sua inesauribile capacità di amore e di perdono, trova piena rivelazione e compimento in Gesù. Fare questo passaggio è decisivo per affermare obiettivamente la qualità della fede cristiana. Trascurarlo comporta, per un verso, una coscienza parziale e semplificata della misericordia di Dio; per un altro, il misconoscimento della portata rivoluzionaria della novità che Gesù ha recato nel mondo. Per questo, dunque, si impone l’urgenza, anche oggi, di mettersi più decisamente in ascolto di chi è Gesù e di cosa ha fatto. Come afferma nel brano evangelico odierno: “In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce”. Viene l’ora, infatti, nella quale tutti, persino i morti, “coloro che sono nei sepolcri”, potranno udire la verità della misericordia di Dio che scaturisce dalla Sua bocca.
“una testimonianza superiore a quella di Giovanni”
Solo mettendosi in ascolto della Sua Parola sarà possibile uscire da quella incertezza nella quale erano incorsi anche i Suoi discepoli che si domandavano: chi è il Messia, l’inviato del Signore? Giovanni il Battezzatore, con la sua vita austera e coerente o Gesù, così controcorrente e molto più gaudente? “È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori” (Lc 7,33-34). Per questo Gesù conclude dicendo: “Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati (…) Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni”. La testimonianza di Gesù è superiore a quella di Giovanni. E questa va ravvisata nel fatto che a partire da Lui la misericordia di Dio trova definitivo compimento: “Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: ‘Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?’. Gesù rispose: ‘Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me’”. (Mt 11,3-5).
“Tenendo fisso lo sguardo su Gesù”
Cosa resta da fare? Raccogliere l’indicazione preziosa dell’autore della lettera agli Ebrei: “Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato”.
don Walter Magni