1. Prima domenica di Avvento (rito ambrosiano, 16 novembre 2008

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Alberto Marsiglio

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Nov 14, 2008, 3:13:42 AM11/14/08
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Carissimi, vi inoltro il commento di don Walter Magni.
Buon Avvento e buona domenica a tutti.
don Alberto M.

Prima Domenica di Avvento – Rito Ambrosiano

 

La venuta del Signore

 

 

http://www.trappisti.it/documenti/storia/img/a12.jpg

 

All’inizio della Messa Vigiliare sarà letto Marco 16,9-16

 

Le letture della Prima domenica di Avvento sono:

Isaia 24,16b-23:                 Impallidirà il sole perché il Signore regnerà sul monte Sion

I Corinzi 15,22-28:                       L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte

 

Marco 13,1-27: 1Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: "Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!". 2Gesù gli rispose: "Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta". 3Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: 4"Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?".

5Gesù si mise a dire loro: "Guardate che nessuno v'inganni! 6Molti verranno in mio nome, dicendo: "Sono io", e inganneranno molti. 7E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. 8Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori.

9Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per render testimonianza davanti a loro. 10Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti. 11E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma dite ciò che in quell'ora vi sarà dato: poiché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. 12Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte. 13Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

14Quando vedrete l'abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti; 15chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa; 16chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 17Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! 18Pregate che ciò non accada d'inverno; 19perché quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall'inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà. 20Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni. 21Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui, ecco è là", non ci credete; 22perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. 23Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto. 24In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore 25e gli astri si metteranno a cadere dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. 26Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. 27Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.

 

 

Cari amici e care amiche,

 

con domenica prossima, 16 novembre 2008, inizia l’avvento secondo il rito ambrosiano, in anticipo di due settimane rispetto al romano. In modo particolare, al vangelo sarà letto Marco 13,1-27. Ma l’avvento ambrosiano, stando anche alle novità del nuovo Lezionario liturgico – si tratta del libro che contiene le letture della messa festiva e feriale - si avvia con la messa vigiliare di sabato 15 novembre, nella quale viene dato l’annuncio della Risurrezione di Gesù (Marco 16,9-16). Merita insistere sul significato di questo tempo liturgico per inserire in un giusto orizzonte le diverse letture che saranno proposte. Tenendo inoltre presente che le letture proposte dal rito ambrosiano hanno un carattere specificamente tematica, rispetto alla lettura continua di un testo della Scrittura quale avviene nel rito romano.

 

Dire ‘avvento’, infatti, significa riferirsi anzitutto all’attesa di qualcosa. Meglio sarebbe però dire da un punto di vista celebrativo: all’attesa di Qualcuno. Pur vivendo noi oggi in una società e in una cultura delle cose, che ci riempie continuamente di cose che non soddisfano neppure i nostri bisogni, siamo pur sempre in attesa, con il desiderio affannato di qualcos’altro. Più le cose ci occupano la vita, la casa e le vicende esistenziali più delicate, illudendoci della loro urgenza e necessità, più ne percepiamo l’insufficienza e la debolezza. L’esperienza quotidiana è che, di fatto, manca sempre qualcosa. Persino i soldi. Addirittura il tempo!

L’avvento al quale ci introduce questa liturgia, parlandoci domenica prossima della ‘venuta del Signore’, ci vuole aiutare a fare un salto qualitativo. Dall’attesa e dal bisogno effimero delle cose all’attesa e al desiderio di Qualcuno.  Guardiamo in questo senso al brano di Marco 13,1-27.

 

Mentre i discepoli di Gesù stanno a guardare, con ammirazione e stupore, la bella costruzione del tempio di Gerusalemme, Gesù, a riguardo delle cose è estremamente drastico, addirittura catastrofico: 1Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: ‘Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!’. 2Gesù gli rispose: ‘Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta’”. Per questo, servendoSi di un linguaggio fortemente apocalittico (la rivelazione circa le ultime cose) e consapevole d’essere ormai il vero tempio (Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”, Gv 2,19), Gesù, sovrastando tutte le cose della storia che cadono e finiscono, giunge ad affermare:24In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore 25e gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. 26Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. 27Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo”. Come pure Isaia aveva affermato: “Arrossirà la luna, impallidirà il sole, perché il Signore degli eserciti regna sul monte Sion e a Gerusalemme, e davanti ai suoi anziani risplende la sua gloria” (24,23).

 

Ma è importante addentrarsi, senza temere la complessità del linguaggio, anche nella sezione centrale del brano evangelico proposto. La risposta apocalittica di Gesù è, infatti, introdotta da un'altra domanda, piena di attesa, di alcuni discepoli:  “3Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: ‘4Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?’". Mentre però i discepoli vorrebbero individuare un tempo preciso (“quando accadrà questo”), l’articolata risposta di Gesù si sofferma a descrivere alcuni segni decisivi del passaggio del bisogno di qualcosa all’attesa di Qualcuno. Come se Gesù, proprio attraverso questi passaggi volesse educare i Suoi ad affinare il desiderio, essenzializzando lo sguardo.

 

Anzitutto è fondamentale lo spirito del discernimento per evitare qualche abbaglio a Suo riguardo. Infatti “5Gesù si mise a dire loro: ‘Guardate che nessuno v'inganni! 6Molti verranno in mio nome, dicendo: Sono io, e inganneranno molti”. E poco più avanti ancora: 21Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: ‘Ecco, il Cristo è qui, ecco è là’, non ci credete; 22perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. 23Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto”

 

Ma resta anche la possibilità della persecuzione “a causa mia”: 9Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per render testimonianza davanti a loro. 10Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti”. Per un verso, la persecuzione, anche fisica, dei Suoi discepoli sarà sempre in atto; per un altro, è importante accorgersi dei livelli, carsici e persino subliminali, nei quali oggi si esprime. Un certo satanismo di ritorno, come anche un diffuso buonismo, che tenderebbe ad ammorbidire e semplificare il gusto forte della verità, la testimoniano ancora.

 

Per questo è richiesta una più forte e intensa testimonianza nei confronti di Gesù: 11E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma dite ciò che in quell'ora vi sarà dato: poiché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. 12Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte. 13Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato”.

 

Si tratta, dunque, di educarci a sapere attendere ciò che davvero conta. Colui che anzitutto vale. E’ proprio Lui che ci viene incontro, come proclamiamo durante la celebrazione eucaristica domenicale: Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta.

 

                                                                                      don Walter Magni

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