7. Commento alla penultima domenica dopo l'Epifania (15 febbraio 2009)

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Alberto Marsiglio

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Feb 13, 2009, 6:42:00 AM2/13/09
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Carissimi,
vi invio il commento di don Walter Magni alla liturgia di domenica prossima.
 
Con la riforma del lezionario ambrosiano questa penultima domenica dopo l'epifania mette a tema 'la clemenza di Dio'.
La domenica successiva, ultima domenica dopo l'Epifania, è la domenica 'del perdono'; quindi inizia la Quaresima.
 
Buona domenica a tutti,
don Alberto M.

VI DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

                                                                     

 detta «della divina clemenza»

 

Anno B - Rito Ambrosiano – 15 febbraio 2009

 


Rubens ha raffigurato l'episodio avvenuto nella casa di Simone il fariseo (1620, Hermitage, San Pietroburgo)

 

Osea 6,1-6 - Galati 2, 19 – 3, 7 - Lettura del Vangelo secondo Luca 7,36-50 

In quel tempo. 36Uno dei farisei invitò il Signore Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. 37Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; 38stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. 39Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».

40Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». 41«Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. 42Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». 43Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». 44E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 45Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. 46Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. 47Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». 48Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». 49Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». 50Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

 

Cari amici e care amiche,

il brano evangelico della penultima domenica dopo l’Epifania (15 febbraio 2009), detta della divina clemenza, narra della peccatrice in casa di Simone il fariseo (Lc 7,36-50). Sotto lo sguardo misericordioso di Gesù sta ancora una donna, come la donna cananea di domenica scorsa (Mt 15,21-28).

 

1.      Toccare Gesù

 

Da una parte, sta Simone che invita a pranzo e accoglie Gesù nella sua casa: “uno dei farisei invitò il Signore Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola”; dall’altra, ecco “una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo, stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo”.

Dietro l’apparente convergenza di due gesti di accoglienza nei confronti di Gesù, sta una grande differenza. Tanto è formale quello di Simone il fariseo, quanto è anticonvenzionale e diretto quello della donna. Essa, superando qualsiasi convenzione religiosa e sociale, va diritta ai piedi di Gesù. Con l’intenzione di andare ben oltre una comunicazione verbale, per riuscire a stabilire con Lui una comunicazione più intensa. Addirittura tattile e fisica col suo Signore.

     

2.     Dio legge nel cuore

 

Gesù, affascinato da questa schiettezza femminile formula una strategia di intervento.

Anzitutto s’accorge del giudizio pesante che Simone il fariseo si porta nel cuore: “Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: ‘Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice’. E per tutta risposta gli racconta una piccola parabola sulla misericordia, coinvolgendolo nella conclusione: “Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?’. Simone rispose: ‘Suppongo sia colui al quale ha condonato di più’. Gli disse Gesù: ‘Hai giudicato bene’”.

Poi va diritto al cuore della peccatrice, accogliendo il dono singolare che anzitutto lei stava facendo a Simone e a tutti i presenti, Gesù compreso: “volgendosi verso la donna, disse a Simone: ‘Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco’”.

L’amore, come dono e abbandono di sé ai Suoi piedi, è la fonte del perdono del Signore.

 

3.      “La tua fede ti ha salvata”

 

Siamo all’epilogo. Gesù “poi disse a lei: ‘I tuoi peccati sono perdonati’. Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: ‘Chi è costui che perdona anche i peccati?. Ma egli disse alla donna: ‘La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!’”.

La prima affermazione di Gesù risponde anzitutto alla richiesta fondamentale di questa donna: “i tuoi peccati sono perdonati”. Questa peccatrice, saltando ogni formula penitenziale rituale, aveva fatto tutto per sentirsi perdonata. Gesù l’esaudisce perché coglie la sua sincerità trasparente.

La seconda espressione descrive coloro che avevano assistito alla scena, dopo aver ascoltato il singolare modo di perdonare: “Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: ‘Chi è costui che perdona anche i peccati?’”. Come i discepoli in occasione della tempesta sedata – “Chi è dunque costui che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?” (Mc 8,25) – anche in questo caso la domanda finisce sulla vera identità di Gesù Figlio di Dio.

Ma l’ultimo sguardo di Gesù è soprattutto per lei: “ma egli disse alla donna: ‘La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!’” . La sua straordinaria capacità di abbandono (la tua fede) diventa fonte di grande pace, la gioia di essere perdonata.

 

                                                                                                                      don Walter Magni

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