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Carissimi,
vi raggiungo con il consueto commento di don Walter Magni alla liturgia
della Parola della prossima Eucarestia domenicale.
Un augurio di meritato riposo a ciascuno e buona Domenica.
don Alberto
XII DOMENICA DOPO PENTECOSTE
Anno C - Rito Ambrosiano - 11 agosto 2013
Popolo mio, porgi l'orecchio al mio insegnamento
Particolare dell'arco di trionfo di Tito a Roma (71 d.C.). Soldati romani
prelevano le suppellettili sacre del Tempio di Gerusalemme prima della sua
definitiva distruzione.
Lettura del Vangelo secondo Matteo 23,37-24,2 - In quel tempo. Il Signore
Ges� disse: �Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi
quelli che sono stati mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i
tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi
non avete voluto! Ecco, la vostra casa � lasciata a voi deserta! Vi dico
infatti che non mi vedrete pi�, fino a quando non direte: / "Benedetto colui
che viene nel nome del Signore!"�. Mentre Ges�, uscito dal tempio, se ne
andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le
costruzioni del tempio. Egli disse loro: �Non vedete tutte queste cose? In
verit� io vi dico: non sar� lasciata qui pietra su pietra che non sar�
distrutta�.
Cari amici e care amiche,
la storia della salvezza registra eventi tragici per il popolo di Israele
come conseguenza del suo allontanamento da Dio e della sua ostinata
resistenza ai richiami dei profeti. Siamo cos� messi in guardia dal fare
altrettanto chiudendoci a Ges� e al suo Vangelo. La Parola di Dio di questa
XII Domenica dopo Pentecoste (11 agosto 2013) ci presenta nella prima
lettura l'episodio tragico della distruzione del tempio di Gerusalemme da
parte di Nabucodonosor, re di Babilonia, mentre il vangelo di Matteo
registra la dura espressione di Ges� a riguardo del Tempio: "Non vedete
tutte queste cose? In verit� io vi dico: non sar� lasciata qui pietra su
pietra che non sar� distrutta".
Ges� nuovo tempio
Sappiamo che il Tempio di Gerusalemme era ed � per l'ebraismo il luogo pi�
sacro, il posto in cui per eccellenza risiedeva la Shekinah, cio� la
presenza stessa di Dio. Il primo Tempio fu fatto costruire dal re Salomone,
ma, come ci narra la prima lettura, fu distrutto da Nabucodonosor re di
Babilonia, che insieme devast� la citt� santa di Gerusalemme, deportando in
schiavit� il popolo d'Israele. Tornati poi dall'esilio, gli ebrei
edificarono un secondo Tempio che, stando anche a quanto Ges� profetizza nel
brano evangelico odierno, sarebbe stato distrutto nel 70 d.C.. I Romani,
capeggiati da Tito lo distruggono col fuoco, lasciando intatto soltanto il
muro occidentale (il cosiddetto Muro del pianto o Kotel): "gli si
avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del
tempio. Egli disse loro: 'Non vedete tutte queste cose? In verit� io vi
dico: non sar� lasciata qui pietra su pietra che non sar� distrutta'". In
questo senso Ges�, prende atto che il luogo pi� glorioso della spiritualit�
ebraica era stato distrutto dalla cattiveria umana, ma non per questo veniva
meno la presenza di Dio tra gli uomini: "Distruggete questo tempio e in tre
giorni io lo ricostruir�" (Gv 2,19). Lui � il luogo della presenza
definitiva di Dio tra gli uomini che n� la morte, n� alcun nemico potr� pi�
annientare. Ges� � la presenza viva e incarnata di Dio tra gli uomini.
Ci� che sconcerta Ges�
Ci� che sconcerta Ges� non � neppure la distruzione del Tempio. Sicuramente
un fremito deve aver attraversato anche il Suo cuore nell'immaginare
Gerusalemme distrutta e il suo Tempio diroccato. Quando cade un simbolo
importante e decisivo di una cultura, di una spiritualit� religiosa viene
meno un senso, una direzione, una prospettiva secondo la quale procedere e
muoversi nella storia degli uomini. Ma Ges�, attenendoci al brano di Vangelo
odierno, � ancora pi� sconcertato dal fatto che per l'attaccamento alle
nostre tradizioni religiose e alle sue interpretazioni il cuore degli uomini
sia disposto ad uccidere e ad annientare l'uomo, togliendolo di mezzo:
"Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono
stati mandati a te" .L� dove l'uomo � negato, l� dove l'umanit� in ragione
di un'idea, pur alta e significativa, viene sacrificata, allora Ges� viene
preso da grande tristezza. Perch� intuisce che, nel nome di una spiritualit�
religiosa, dei suoi riti e delle sue tradizioni, la tenerzza di Dio e la sua
misericordia non hanno pi� spazio per potersi esprimere: "quante volte ho
voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini
sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa � lasciata a voi
deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete pi�, fino a quando non direte:
Benedetto colui che viene nel nome del Signore". In questo caso il cuore
degli scribi e dei farisei non � dissimile dalla furia distruttiva e pesante
dei soldati di Nabuconosor che mettono a ferro e fuoco la citt� santa di
Gerusalemme e il grandioso tempio di Salomone.
"Onore e pace per chi opera il bene"
L'epistola odierna di Paolo, che scrive ai Romani, diventa in questo senso
particolarmente eloquente e significativa. ". Tribolazione e angoscia su
ogni uomo che opera il male, sul Giudeo, prima, come sul Greco; gloria
invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo, prima, come per
il Greco". Perch� ci� che sta a cuore a Ges� � voler bene agli uomini, �
fare il bene ad ogni uomo: "Ha fatto bene ogni cosa" (Mc 7,37). Anzi: "�
passato facendo del bene e guarendo gli uomini dalle loro infermit�" (At
10,38) Qualche volta viene il dubbio che non sia cos�, considerando le
condizioni del mondo. Ma sappiamo che questo dubbio nasce dal desiderio di
avere un Dio potente. Ne La Leggenda del Grande Inquisitore (I Fratelli
Karamazov) Dostojevskij scrive che non sono mancati i tentativi
ecclesiastici di mettere le cose a posto, integrando l'opera di Dio. Allo
stesso modo, altri si sono incaricati, in nome di illuminismi di vario
segno, di riportare il mondo sotto il segno della ragione; altri, infine, vi
hanno rinunciato, accontentandosi di stare dalla parte giusta. Ges� si fa
carico del dolore del mondo: egli "sospira", geme, di fronte al male; i
gesti che egli compie in questo episodio sono il sintomo di un'intimit� con
l'uomo, che giunger� fino a condividerne la croce e la morte. Anche quando l'incontro
con il dolore ci riduce al silenzio, pensiamo alle banalit� che ci capita di
dire quando andiamo a visitare un malato grave. Allo stesso modo, � raro
sentirsi accolti e ascoltati. Lo spettacolo del dolore dell'uomo ci porta a
considerare il dolore di Dio, e la croce del Figlio dell'Uomo ci porta alla
compassione per l'uomo, alla rivendicazione della sua dignit�, alla
possibilit� del perdono, di poter sempre ricominciare a tessere la trama
della fraternit�.
don Walter Magni
Il Muro del Pianto o Kot�l
Israele � considerata Terra Santa per gli ebrei. Gerusalemme, la sua
capitale � la citt� santa dell'ebraismo. Il Muro Occidentale o "Muro del
pianto" o semplicemente "il Muro" per eccellenza o il Kotel (il Muro) � il
cuore dell'Ebraismo per ragioni religiose e storiche. E' importante per gli
ebrei perch�:
E' il luogo dove Abramo leg� il figlio Isacco per sacrificarlo a Dio. Il
Muro Occidentale sorge su un'altura di Gerusalemme che anticamente era
chiamata Monte Moria. Qui, secondo il racconto del libro della Genesi (Gen
22,1-19), Dio guid� Abramo e gli chiese di sacrificare suo figlio Isacco. Su
questa altura Abramo costru� un altare, vi colloc� sopra la legna e suo
figlio. Quando stava per colpire Isacco col pugnale un angelo apparve e gli
disse di non ucciderlo ma di sacrificare al posto del figlio un ariete.
E' il luogo dove furono costruiti il Primo ed il Secondo Tempio di
Gerusalemme. Il Primo Tempio di Gerusalemme fu costruito nel 959 a.C. dal
popolo sotto la guida del re Salomone e venne distrutto nel 587 a.C. dai
soldati babilonesi che incendiarono e rasero al suolo la citt� di
Gerusalemme. Il Secondo Tempio di Gerusalemme fu costruito nel 520 a.C.
nello stesso punto dove sorgeva il Primo Tempio e distrutto dai soldati
romani nel 70 d.C. Il Muro Occidentale non � altro che un muro di
contenimento dell'area su cui sorgevano il Primo e poi il Secondo Tempio di
Gerusalemme. Il Muro Occidentale non era una parete del Tempio, ma stava
sotto la grande spianata su cui sorgeva il Tempio (appunto era una muraglia
di rinforzo e di contenimento del lato occidentale dell'altura su cui
sorgeva il Tempio).
E' il luogo dove c'era l'Arca dell'Alleanza. Nella spianata che si trova al
di sopra del Muro Occidentale c'era il Tempio, ed in particolar modo la
parte pi� sacra di quest'ultimo: il "Santo dei Santi". In questa sala, al
tempo del Primo Tempio, era custodita l'Arca dell'Alleanza e le Tavole della
Legge (i Dieci Comandamenti). L'Arca dell'Alleanza era una cassa di legno
chiusa da un coperchio tutta rivestita d'oro, con sopra due serafini (due
angeli) e trasportabile attraverso due lunghe aste. Essa conteneva le due
tavole di pietra su cui Dio aveva inciso i Dieci Comandamenti.
Nel Medioevo i cristiani cominciarono a chiamarlo Muro "del pianto" sia
perch� vedevano gli ebrei in atteggiamento di lutto davanti al Muro per la
perdita del loro Tempio, sia per il modo di pregare degli ebrei rivolti
verso il muro. Nelle fessure tra le pietre del Muro i fedeli inseriscono
oggi biglietti con preghiere di supplica, ringraziamenti e richieste.