agli stessi Cittadini, inermi vittime,
perdonatemi se torno nuovamente a Voi su una questione già
presentataVi. Tuttavia devo informarVi di una lettera spedita al
Presidente della Repubblica, in cui si fa presente che l'insanità
contenuta nel D.P.R. 380/2001 (che devasta la vita economica e morale di
tanti cittadini, che eppure si sono comportati in modo conforme alla
regola) non può non ledere l'immagine delle Istituzioni fino a
raggiungere il vertice stesso.
La perdurante iniquità di una legge (che punisce le vittime dotate
di documenti regolarmente emessi, invece dei responsabili degli "abusi")
non è solo un problema sociale: essa finisce per offuscare anche
l'immagine del Presidente della Repubblica, la cui firma sigilla e
convalida (anche se in modo puramente formale, anche senza alcuna
responsabilità politica) questa ingiustizia materiale. Che supera ogni
limite di tollerabilità.
Perché non è il Cittadino a doversi rivalere sui responsabili
dell'abuso. Non si può imporre al Cittadino di fare le veci dell'Ente.
E' l'Ente che deve perseguire chi ha infranto la Legge e rifarsi deciso
su di lui.
Se non si può avere fiducia nei documenti emessi dagli Enti, quindi negli Enti stessi, che gioco insano è?
Per questo motivo, ho inviato una lettera al Quirinale, esponendo al
Capo dello Stato il pensiero che la Sua figura non può non risentire
del vuoto di tutela (perdurante da tempo) permesso dall'iniquità della
norma.
Riporto in calce l'URL della lettera trasmessa alla Presidenza della
Repubblica. Se vorrete partecipare anche Voi a questa indifferibile
crociata ... ottimo. Oppure manterrò io informati Voi ed i Cittadini.
Non posso che ringraziarVi per il tempo e la cortese attenzione, distinti saluti,
Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia
Teramo, Abruzzo
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