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Co.As.Ver coordinamento versiliese

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Apr 2, 2012, 8:12:12 AM4/2/12
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LUNEDÌ, 02 APRILE 2012
 
      Edizione di VIAREGGIO (lun, 2 apr 2012)
AMBIENTE MILZIADE CAPRILI INVITA IL SINDACO LUNARDINI A SPIEGARE I MOTIVI
«La politica ha bloccato l’impianto a biomasse:
Perché gli uffici rilasciano le autorizzazioni?»
LA POLITICA aveva assunto delle decisioni ben precisi, sono semmai gli uffici comunali ad adottre provvedimenti contrari. Lo sostiene il consigliere comunale di Sinistra Arcobaleno Milziade Caprili intervenendo riguardo alla protesta del comitato «Salviamo Viareggio» di sabato mattina davanti al Comune contro l’inceneritore a biomasse dei Comparini. «E’ r vero che per le “note” vicende amministrative — dalle dimissioni del sindaco al rinvio del consiglio comunale — non si è ancora arrivati a una chiara e definitiva cancellazione dell’impianto a biomasse a Bicchio, ma — sostiene Caprili — la politica aveva assunto delle decisioni». Al riguardo ricorda che il 21 novembre 2011 il consiglio comunale aveva approvato all’unanimità una mozione con cui veniva deciso di sospendere l’installazione. E lo stesso aveva fatto la commissione Ambiente nella riunione del 16 gennaio 2012. «Si tratta — spiega Caprili — di atti formali impegnativi nei confronti dell’amministrazione e degli uffici. Leggo invece che il sindaco, dopo aver riconosciuto, e come avrebbe potuto fare altrimenti, la decisione di sospensione del Consiglio, a domanda specifica, risponde: “che gli atti dell’ufficio seguono un percorso tecnico che però non è legato all’apertura dell’impianto”. E a che cosa sarebbero legati ,allora, questi adempimenti tecnici? Che cosa e dove verrebbe autorizzato? E come mai gli uffici avrebbero ignorato la mozione del consiglio comunale e avrebbero continuato,imperterriti, a rilasciare autorizzazioni?».

 
 
Il Tirreno
 
Pagina 12 - Viareggio
 
 
 
 

di Gabriele Dini wVIAREGGIO Un’ affollata assemblea in cui si parla del destino di un’azienda pubblica. E un ex capo del personale che accusa la Cgil di aver avuto «connivenze» con l’azienda e poi sbotta affermando che «il sindacato può essere comprato con avanzamenti di livello». L’affermazione solleva un vero e proprio putiferio e scatena una lunga battaglia legale che si sta ancora combattendo in Tribunale a Viareggio. La vicenda. Il fatto risale al 24 novembre 2006. Nell’assemblea finita al centro della bufera si stava discutendo del riassetto della Sea, la società partecipata del comune di Viareggio che si occupa, tra l’altro della raccolta dei rifiuti. Proprio in quei mesi la partecipata fu divisa in diverse società più piccole. Secondo qualcuno quello “spezzatino” provocò un aumento dei costi di gestione. A ribadire questa critica della divisione della Sea nell’incontro finito al centro della “bufera” giudiziaria fu Daniele Boschi che in precedenza era stato capo del personale della società. Durante il dibattito Boschi rilevò come quella scelta - alla quale lui si era opposto ma che era stata appoggiata dal sindacato - avesse portato maggiori costi. Fu in specifico un’affermazione dell’ex-capo del personale a far scaldare gli animi. Secondo quanto emerso durante il dibattimento, Boschi accusò la Cgil di essere stata troppo morbida («neanche foste stati parte di un sindacato giallo», avrebbe detto Boschi) ed aver avuto “connivenze” con l’azienda nella decisione di creare quello spezzatino da lui criticato. Poi la frase considerata offensiva. »ma alla fine - avrebbe proclamato Boschi- il sindacato può essere facilmente comprato con avanzamenti di livello». A uno dei presenti in sala - un operaio e sindacalista di nome Vincenzo Gallina - quell’intervento non deve essere piaciuto. Così l’uomo qualche mese dopo ha deciso di sporgere denuncia contro Boschi per ingiurie. La vicenda è stata discussa nelle settimane scorse davanti al giudice di Pace del Tribunale di Viareggio Alessandro Breschi e potrebbe arrivare a sentenza all’inizio del prossimo mese di giugno. A rappresentare il sindacalista della Cgil è l’avvocato lidese Pier Luigi Falchi. Boschi è invece difeso dagli avvocati lucchesi Maria Pia Petri e Giulio Guarnieri. Per i difensori le ingiurie non esistono perché Boschi aveva voluto solo esprimere un punto di vista personale e, soprattutto, perché la critica era rivolta alla Cgil in generale e non a singoli rappresentanti del sindacato.
 
 
Pagina 5 - Attualità
 
Clini: sull’energia pulita attenti all’autogol
 
Il ministro dell’Ambiente interviene sugli aiuti contestati alle fonti rinnovabili. E i verdi si mobilitano
 
 
 
 

ROMA È lite sul caro bolletta. La stangata tariffe, per le famiglie, sarebbe da imputare alle rinnovabili. Troppi aiuti. E questo alla vigilia dei decreti che ridisegnano il settore delle rinnovabili. Si annunciano tagli alle fonti verdi. Ma il mondo che sostiene l’importanza di eolico e solare si solleva. Primo fra tutti lo stesso ministro dell’Ambiente, Corrado Clini che chiede una «operazione trasparenza sulle bollette». «Va pagato il costo effettivo dell’elettricità e non altri »oneri impropri« come i Cip6 o gli sconti concessi alle grandi industrie energivore come le acciaierie. Clini chiarisce anche la posizione all’interno del governo: »Non ho divergenze di vedute con il ministro dello Sviluppo Passera, sono d’accordo per la riduzione degli incentivi sul fotovoltaico, ho divergenze con i dati dell’Autorità per l’ energia e ho risultati completamente diversi«. Secondo Clini, inoltre, fermando lo sviluppo della produzione di energia pulita si rischia »l’autogol e non tagliamo i prezzi«. E sui dati Clini sottolinea che i Cip6 (l’incentivo che include anche le fonti energetiche assimilate alle rinnovabili) »nel 2010 sono stati pari a 4,1 miliardi di euro, il 70% a raffinerie e energivori«. Intanto produttori di rinnovabili e ambientalisti si mettono in marcia e si mobilitano a difesa delle energie ’pulitè. Oggi i Verdi scendono in piazza davanti a Montecitorio. E si guarda anche ai benefici delle fonti energetiche verdi. Secondo uno studio che verrà presentato a Milano domani, il rapporto annuale Irex su ’Italia delle rinnovabili negli scenari globali» dell’economista Alessandro Marangoni, gli effetti delle rinnovabili sul sistema Italia, con nuovo scenario di riferimento al 2030, generano benefici netti al sistema-paese tra 22 e 38 miliardi di euro. A lanciare l’allarme bolletta, qualche giorno fa, il presidente dell’Autorità per l’energia, Guido Bortoni, aveva espresso «preoccupazione» per il peso degli «oneri espliciti in bolletta», in primis quelli legati all’incentivazione delle fonti rinnovabili «tenendo conto - aveva detto Bortoni - che si tratta di oltre 10 miliardi di incentivi solo per l’anno in corso». Di questi , «6 sono per il fotovoltaico che rappresenta il 4% della produzione totale» di elettricità. Mentre il presidente dell’Enel Colombo aveva detto che «lo sviluppo delle rinnovabili, unito alla stagnazione della domanda, sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali».

Co.As.Ver coordinamento versiliese

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Apr 3, 2012, 6:02:31 AM4/3/12
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http://www.versiliatoday.it/2012/04/02/rifiuti-i-comitati-rivediamo-le-tariffe-e-riappropriamoci-del-contratto-daviddi/


MARTEDÌ, 03 APRILE 2012
Il Tirreno
Pagina 1 - Viareggio
 
Il sindaco ha ritirato le dimissioni
 
Lunardini: vado in consiglio a chiedere la fiducia sui progetti amministrativi di fine mandato Il centrosinistra al momento non ha i voti per mandare a casa la Giunta FRANCESCONI IN CRONACA
 
Pagina 14 - Viareggio
 
Dimissioni ritirate Ora si va in consiglio
 
Lunardini: chiedo ad ogni consigliere di maggioranza un sì o un no sul lavoro che intendo completare nell’ultimo anno di mandato
 
 
 
 


di Donatella Francesconi wVIAREGGIO «Venuta meno la maggioranza politica sancita dal voto popolare della primavera 2008, il mio unico intento è verificare se esistono in consiglio le condizioni per completare alcuni obiettivi programmatici». Luca Lunardini ritira le dimissioni da sindaco date 19 giorni e lo fa in nome dell’«azione amministrativa» da portare in fondo. Costi quel che costi.anche un voto di sfiducia su questo o quel provvedimento. Tra gli «obiettivi programmatici» il primo cittadino elenca, nell’ordine: «Il rifacimento della Passeggiata, la piazza Maria Luisa, le asfaltature e la segnaletica, il nuovo progetto per il verde pubblico, il Regolamento urbanistico, il rifacimento di piazza Shelley, l'avvio dei lavori per il parcheggio dell'ex Gasometro, il proseguimento dell'asse di penetrazione in Darsena, le inaugurazioni dell'Rsa dell'ex Tabarracci e del nuovo Mercato ittico». Non c’è il bilancio, elemento centrale di qualsiasi azione amministrativa, l’unico punto sul quale Lunardini potrebbe davvero andare “sotto”. Visto che il consigliere del Pdl Alessandro Bolognesi, pur dichiarando di restare in maggioranza (vedi intervista in questa pagina) annuncia chiaro e tondo: «Se il documento resta come da anticipazioni che ho avuto, il mio voto non ce l’hanno». A chi sottolinea che Lunardini non aveva la maggioranza 20 giorni fa, quando l’Udc di Paolo Spadaccini, si è sfilata e non ce l’ha oggi, il sindaco risponde: «La mia posizione non si è mossa di un millimetro. Ho un lavoro da completare e voglio che i gruppi consiliari, i partiti, i singoli consiglieri di maggioranza dicano alla città se questo lavoro deve proseguire oppure no. In questo senso ho incontrato, in questi giorni, i singoli consiglieri eletti nella maggioranza per dire loro che sono a disposizione e che mi facciano sapere. Ho proposte amministrative molto precise: i consiglieri di maggioranza devono esprimersi se le accolgono oppure no». Lunardini ha intenzione di procedere così volta per volta su ogni singolo provvedimento, ponendo la fatidica domanda “voti o non voti?” «Con la precisazione - ci tiene a sottolineare - che è il sindaco che te lo propone..Non i partiti o chissà chi altro...». Lo scopo è chiaro ed il primo cittadino lo dichiara apertamente: «È necessario far capire, di fronte alla città, qual è pubblicamente la posizione di tutti. I consiglieri eletti nella maggioranza hanno il dovere e la responsabilità di dirlo...». E se non c’è la maggioranza, «se i provvedimenti che il sindaco ritiene essenziali non hanno la maggioranza, allora si va a casa. Un minuto dopo aver incassato il voto sfavorevole». Intanto, però, in un consiglio che si terrà presumibilmente l’11 aprile Lunardini dovrà circumnavigare lo scoglio della sfiducia. Una navigazione che potrebbe essere più facile del previsto: a oggi, sull’unica mozione presentata - quella che porta le 12 firme dei consiglieri del centrosinistra - i voti necessari a mandare a casa il sindaco ancora non ci sono. La partita, dunque, è tutta aperta. Mentre una città agonizzante e attonita si chiede cosa abbia fatto di male per meritarsi tutto questo...
 
 
Pagina 15 - Viareggio
 
Consiglio l’11 aprile: tutti gli scenari possibili
 
La mozione di sfiducia del centrosinistra ad oggi non ha i 16 voti necessari Incontro interlocutorio ieri tra Pd ed Udc che domani riunisce il direttivo
 
 
 
 


di Donatella Francesconi w VIAREGGIO «Riunione interessante: ci siamo aggiornati...». Alle 20 di ieri sera così il capogruppo del Pd, Antonio Batistini, commentava il faccia a faccia con l’Udc all’indomani dell’ufficializzazione del ritiro delle dimissioni da parte del sindaco Lunardini. Che ora chiede al consiglio comunale tutto di decidere se debba o meno mettere fine all’avventura sulla poltrona di primo cittadino iniziata quattro anni fa. La seduta decisiva si terrà - anticipa il presidente del consiglio, Paolo Spadaccini - indicativamente l’11 aprile. Primo scenario. La mozione di sfiducia sottoscritta da 12 firme dei consiglieri di centrosinistra riesce ad “acchiappare” i quattro voti mancanti per fare 16 e mandare a casa il sindaco Lunardini. Ai 12 già esistenti dovrebbero sommarsi i 2 dell’Udc (Spadaccini, che la voterebbe ma non mette la firma, e Di Santo), quello di Vivere Viareggio (Sergiampietri), più uno. Eugenio Vassalle, Alessandro Bolognesi e Bruno Puccinelli hanno già detto di non essere disponibili. I conti, dunque, sulla mozione del centrosinistra - unica depositata - ad oggi non tornano. Secondo scenario. Viene presentata un’altra mozione di sfiducia. Vivere Viareggio l’ha già annunciata, mentre Vassalle dichiara al “Tirreno” (pagina a lato) di essere disponibile per un testo «bipartisan sul quale nessuno metta il “cappello”». In questo caso - spiega ancora Spadaccini -«non si può giocare neanche un secondo di più su questa storia». Quindi si andrebbe ad un altro consiglio nei dieci giorni minimi previsti (e non più trenta). Il Pd non si tira indietro rispetto all’ipotesi di ritirare la propria mozione (che ha le firme della sinistra): l’obiettivo - va ripetendo il Pd da settimane - è comunque mandare a casa sindaco e Giunta. Terzo scenario. La “terza via” è sempre viva: mozione/i di sfiducia messe da parte. Per votare quella richiesta di cambio della guardia tra gli assessori che, formulata a voce in apertura di crisi, è stata sonoramente respinta al mittente da Giovanni Santini, coordinatore provinciale del Pdl, attento alla conta dei voti per le future tornate elettorali. Se la richiesta raccogliesse il mal di pancia tra i consiglieri Pdl ed il sindaco tirasse comunque dritto, allora - questa la tesi - una mozione di sfiducia potrebbe vedere una partecipazione ben più ampia dell’attuale... “Guarda come dondolo”, cantava Vianello...Ma i brividi che prova la città oggi non sono certo quelli “d’amore”...
 
Pagina 14 - Viareggio
 
«Quel bilancio non mi convince» Bolognesi (Pdl): resto e combatto
 
 
 
 


VIAREGGIO «Finché sono in maggioranza non posso votare una mozione di un partito che non è il mio...». Alessandro Bolognesi, consigliere del Pdl non allineato (più di una volta il sindaco Lunardini ha dovuto incassare il suo “no”) lo va ripetendo da quando è iniziata la crisi: sulla la mozione di sfiducia al primo cittadino non ci saranno né la sua firma, né il suo voto. «Combatto dentro il Pdl questa classe dirigente che ha portato allo sfascio della città», continua deciso Bolognesi. «al sindaco l’ho detto a chiare note: “Mi dispiace ma sei stato mal consigliato...”». Ma ce n’è anche per i colleghi del centrosinistra: «Ai consiglieri con i quali avevo avuto modo di confrontarmi avevo dato un’indicazione precisa: nessuna mozione di sfiducia, così da non ricompattare sindaco e e maggioranza...». Bolognesi, dunque, rimane saldo al proprio posto. Pur avendo annunciato ufficialmente di pensare ad una prossima lista civica, in vista delle amministrative 2013, insieme al senatore del Pdl Massimo Baldini. In particolare, sottolinea Bolognesi, c’è un punto che potrebbe costare all’amministrazione Lunardini il suo sonoro voto contrario: «Se il bilancio 2012 resta così come da anticipazioni che ho avuto modo di avere, il mio voto favorevole non ci sarà». Bolognesi elenca almeno tre punti che non lo convincono: «Il fatto che in bilancio si pensi di contabilizzare alla voce “entrate” il milione e mezzo della società “Via Regia”, titolare dell’intervento edilizio in piazza Mazzini. Non è stato riscosso ancora un euro e forse non si riscuoterà visto la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso di un cittadino». Bolognesi continua, cifre alla mano: «Avevano contabilizzato un’entrata per oneri di urbanizzazione totali pari a 6 milioni e 800mila euro. In realtà hanno incassato solo 3 milioni. Il resto come lo recuperano?». Ultima obiezione quella relativa alla cessione a Sea ambiente di tutti gli interventi relativi al verde pubblico: «Il contratto tra Comune e Sea ambiente ha una validità di 50 anni. Questo significa che per l’intero periodo sarà valido anche l’accordo relativo alla manutenzione del verde?». Una domanda che, sull sfondo, ha il futuro dell’impianto a biomasse che i cittadini non vogliono ma che si fa “tondo” proprio con il passaggio sulla manutenzione del verde in città. (d.f.)
 
Pagina 15 - Viareggio
 
L’addio dell’Udc 20 giorni fa «No ad inciuci e trabocchetti»
 
 
 
 


VIAREGGIO «Non offriremo alla città un anno di tranelli, trabocchetti, inciuci che farebbero venire meno la fiducia che i cittadini hanno nei partiti». Si apre con queste parole di Paolo Spadaccini, presidente del consiglio comunale, del Festival pucciniano ed esponente dell’Udc, la crisi di governo in città, a quattro anni dal successo che aveva portato il centrodestra a conquistare il Municipio con il candidato a sindaco Luca Lunardini. Sono passati venti giorni. Oltre due settimane di incontri tra i partiti, di consiglieri riottosi tirati per la giacca, di direttivi (quello comunale dell’Udc si riuniusce nuovamente domani), di gruppi consiliari intorno ad un tavolo (due le riunioni di quello del Pd, l’ultima ieri sera), di passaggi televisivi (Santini a ReteVersilia, Lunardini a NoiTv). Viene da chiedersi - a dimissioni del sindaco ritirate - se questi venti giorni abbiano o meno consolidato quella fiducia che i cittadini dovrebbero avere per i partiti, per dirla con le parole del presidente del consiglio comunale. (d.f.)
 

 
La Nazione  Edizione di VIAREGGIO (mar, 3 apr 2012)
Lunardini vuol vedere le carte al tavolo del poker:
«Non sono attaccato alla poltrona, lo faccio perché in consiglio comunale la
di BEPPE NELLI
TUTTO come previsto. Ieri il sindaco Luca Lunardini ha ritirato le dimissioni, che oggi sarebbero divenute effettive, aprendo la porta allo scioglimento del consiglio comunale, col commissariamento e le successive elezioni. La motivazione, scarna, risiede nella volontà di andare in consiglio comunale e vedere chi vota la mozione di sfiducia presentata dalla sinistra. Un bluff, o un documento capace di catalizzare almeno 16 voti che il centrosinistra da solo non ha? 
«LA NON ACCOLTA richiesta di concretizzare un confronto in sede consiliare, conducendo al dibattito e al voto la mozione presentata da 12 consiglieri di opposizione entro i venti giorni successivi alle dimissioni da me presentate, rende indispensabile il ritiro delle stesse al fine di permettere la realizzazione della seduta in consiglio comunale. Ogni mia valutazione sarà, nell’assoluto rispetto della trasparenza istituzionale, esposta e confrontata in quella sede. Con la presente, pertanto, ritiro le mie dimissioni». La lettera è stata subito trasmessa alla Prefettura e notificata a tutti i consiglieri comunali.
LE INTENZIONI del Pdl erano semplici: vedere le carte dell’opposizione, nella non manifestamente infondata opinione che i fuoriusciti di centrodestra non intendano votare insieme alla sinistra un documento di sfiducia presentato da Pd, Sel, Fds e Arcobaleno, l’unico raggruppamento che ha le 12 firme necessarie per farlo. L’approvazione che manderebbe Lunardini a casa, però, richiede 16 voti: anche quelli di Fli, Udc, e cani sciolti. L’obiettivo era chiaro: la non approvazione della sfiducia pendenti le dimissioni del sindaco (che per legge diventano effettive dopo 20 giorni) avrebbe poi consentito a Lunardini di motivare con questo voto negativo, e quindi l’assenza di una maggioranza consiliare compatta e a lui ostile, il ritiro delle dimissioni stesse. Ma il piano è crollato nel rifiuto del presidente Paolo Spadaccini, autorevole esponente dell’Udc, di far votare la mozione finché Lunardini fosse stato dimissionario.
A QUESTO PUNTO il Pdl e Lunardini hanno dovuto cambiare exit strategy. E quindi ieri il sindaco ha ripreso la piena gestione del comune motivando questa scelta con la necessità di far votare in consiglio la mozione di sfiducia. Già la giunta è stata convocata per domani. Per il consiglio comunale sulla sfiducia si può aspettare al massimo fino al 12 aprile. Eppure, anche se ha ritirato le dimissioni, Lunardini resta sempre senza maggioranza. O no?
«HO PRESO questa decisione — spiega — per continuare a fare le cose in corso, dai lavori della Passeggiata alla consegna delle Rsa, dalle asfaltature al verde pubblico. Voglio che nell’assoluta trasparenza degli atti e dei miei comportamenti i gruppi consiliari e le forze politiche si esprimano apertamente nei confronti della città». Molti però stentano a capire questo balletto di dimissioni che vanno e vengono. Ma il sindaco ha la sua spiegazione: «Dopo le dichiarazioni dell’Udc serviva un segnale pubblico. Le dimissioni andavano in questa direzione. Un consiglio comunale nei 20 giorni di legge sarebbe stato il modo più diretto per informare la città sulle posizioni di ciascuno. La mozione di sfiducia va votata entro 30 giorni dalla presentazione e ho ritenuto rispettoso per i cittadini, e dignitoso per me, attendere l’appuntamento in consiglio comunale».
LE INCERTEZZE però regnano sovrane e Lunardini ne è consapevole: «Ho contatti e colloqui coi gruppi dei consiglieri che nel 2008 sono stati eletti nella mia maggioranza. Voglio far capire che sono in corso molte cose che vorrei lasciare alla città. Non voglio restare sulla sedia a ogni costo, ma completare quanto ho iniziato. Tutto va fatto nella piena trasparenza e io sono pronto a andare a casa qualora non vi siano i numeri per terminare i lavori avviati».
GIOVA ribadire che «i numeri», la maggioranza qualificata di 16 voti che al momento nessuno sembra avere, servono solo per votare i bilanci e i regolamenti, tra cui il regolamento urbanistico. Altri atti, anche fondamentali come il piano delle alienazioni e quello delle tariffe, possono essere approvati anche a maggioranza semplice, magari approfittando di benevole astensioni o assenze tra l’opposizione. Dunque il vero scoglio, se la zattera di Lunardini non si sfracella sulla sfiducia, resta il bilancio di previsione.
LA SCADENZA prorogata dal governo è al 31 agosto. Poi, tra diffide e commissariamenti ad acta, la giunta Lunardini può sopravvivere oltre. Purché prima o poi non arrivino 16 voti di sfiducia.
 
 
 
 La Nazione Edizione di VIAREGGIO (mar, 3 apr 2012)
GIOVEDI’ o al più tandi venerdì mattina Paolo Spadaccini riunirà i capigruppo per fissare la data del consiglio comunale. La mozione non può essere discussa dopo il 12 aprile. E intanto iniziano i confronti tra le forze dell’opposizione. Ieri si sono viste le segreterie di Udc e Pd. Non è un mistero che i democratici tentino di convincere gli avversari di Lunardini, di centro e di destra, a far convergere voti sulla propria mozione. Del resto, appartiene al mondo del possibile anche una futura alleanza politica del Pd e dell’Udc, o di quel che saranno diventati nel 2013 dopo la cura Monti. Ma il capogruppo Antonio Batistini non esclude un’altra mossa: «Si può sempre presentare una nuova mozione di tutta l’opposizione. Non si capisce quale fatto politico è avvenuto dalle dimissioni a oggi e che ha spinto il sindaco a ritirarle. La domanda è: Lunardini ha 16 voti di maggioranza o no? Io credo di no, visto quel che hanno dichiarato i suoi ex alleati, e credo che questo sia solo un tentativo di vivacchiare e mantenere la poltrona navigando a vista e provando a evitare gli iceberg per andare il più lontasno possibile. Mi auguro che questo non accada e il consiglio comunale e tutti i consiglieri che hanno a cuore il bene della città dimostrino di aver compreso le vere intenzioni di Lunardini».
LA CONVERGENZA di tutti gli oppositori è anche il pallino di Milziade Caprili: «La via maestra è la raccolta di 16 o più firme di consiglieri comunali sotto una mozione di sfiducia al sindaco. Non ci sono più alibi per nessuno. Lo si faccia e subito e senza ulteriori lezioncine sia da parte di chi pensa di aver capito prima il carattere distruttivo di questa giunta, sia da parte di chi, sbagliando, ne ha resa possibile la nascita. Capisco i dubbi sul commissariamento. Ma più dei dubbi, in questo caso, valgono le certezze: con questa giunta il degrado diventerebbe irreversibile. Anche per le città esiste un punto di non ritorno. D’altra parte fra due mali ‘minus est semper eligendum’.La seconda e più grave possibilità consisterebbe nella cosiddetta navigazione a vista. Le cose andavano già male con una giunta sostenuta da una grande maggioranza, immaginatevi con questa compagine costretta a contrattare volta per volta scelte senza respiro e tutte concentrate a favorire ora l’uno ora l’ altro per racimolare i voti necessari. Immaginatevi che ne sarebbe del regolamento urbanistico. O quali risposte di equità ed efficienza potrebbero essere consegnate alla tante forme di disagio sociale».
A SINISTRA, al momento, è centrale la diplomazia messa in campo da via Regia che tenta di convincere le altre forse di opposizione a votare la mozione pendente. «Con l’Udc è stato un incontro molto interessante, ma non aggiungo altro», ha detto ieri sera Batistini. Segreti di Pulcinella: i democratici hanno chiesto a Eva Fabbri che l’Udc voti la mozione di sfiducia depositata dalla sinistra. Ma la coordinatrice dell’Udc ha preso tempo: «Riferirò alla direzione del partito e avremo il nostro confronto interno. Parlare con le altre forze politiche è utile, ma poi ognuno decide per sé». La direzione Udc ci sarà domani sera, poi giovedì il nuovo faccia a faccia coi democratici: chissà se i bersaniani tenteranno di incontrare anche Eugenio Vassalle del Fli...
 



 
 Il Tirreno
Pagina 1 - Prima Pagina
 
DOPO LA STRAGE DI VIAREGGIO
 
Treni sicuri, 11 richieste alle Fs
 
Più controlli e sanzioni. Carro scoperto con l’asse spezzato
 
 
 
 


Undici raccomandazioni alle Ferrovie da parte dalla commissione di esperti del ministero dei Trasporti nella relazione di indagine sulla strage di Viareggio. Si chiedono tra l’altro sanzioni per l’eventuale mancato rispetto delle norme sulle manutenzioni. Intanto scoperto a Trieste un carro cisterna con l’asse rotto: trasportava Gpl. FRANCESCONI A PAGINA 10
 
Pagina 10 - Regione
 
 
 
 


di Donatella Francesconi wVIAREGGIO Undici raccomandazioni, una dietro l’altra, nella relazione di indagine sul disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio. Il documento, reso pubblica ieri, è firmato dalla commissione istituita presso la Direzione generale per le investigazioni ferroviarie del ministero dei trasporti, guidata da Marco Pittaluga. Sono raccomandazioni normative e tecniche - dirette in primo luogo alle Ferrovie - che riprendono tutti i “buchi” nel sistema di manutenzioni, controlli, appalti, autorizzazioni messi in evidenza nel puntiglioso lavoro di inchiesta fatto, per la Procura di Lucca, da Angelo Laurino, ispettore superiore Polfer, e dalla sua squadra. A partire da quel sistema di manutenzioni per il quale la commissione chiede «una norma generale di applicazione di sanzioni - scrivono gli ingegneri Franco Branciamore, Lorenzo Loreto e Roberto Lucani - nei confronti dei soggetti coinvolti nei vari processi che abbiano tenuto comportamenti difformi da quelli previsti dalle norme». Poi l’esigenza di «introdurre l’utilizzo di dispositivi rivelatori di inizio di deragliamento», i cosiddetti sistemi anti-svio, «sui carri del parco circolante trasportanti merci pericolose partendo da quelli che presentano maggiore vetustà». Dispositivi che «devono essere necessariamente adottati anche sui carri trasportanti merci generiche quando in composizione con quelli trasportanti merci pericolose». A causare il disastro di Viareggio, con i suoi 32 morti, i feriti, e la distruzione, è stato all’origine l’asse che si è spezzato. Asse la cui frattura, che nessuno ha visto, «ha avuto un’incubazione inquadrabile in un arco di 10-20 anni». Ecco perché è necessario «introdurre l’obbligo della tracciabilità completa degli assili e di tutti i componenti fondamentali per la sicurezza e la stabilità dinamica dei carri, con particolare riguardo ai componenti sottoposti a sforzi ciclici». Se i componenti non sono tracciabili, il loro destino è segnato: obbligo di distruzione. Viareggio esplodeva tre anni fa. Il 27 marzo scorso, a Villa Opicina (Trieste) un verificatore di Trenitalia ha bloccato un carrocisterna della Vtg Germania che trasportava Gpl dall’Ungheria a Portogruaro. L’ispezioni visiva ha rilevato la rottura della traversa di testa di un carrello, che appariva spezzata di netto. La causa della rottura - è stato accertato - è da attribuirsi ad un riparazione (saldatura) che non è stata fatta a dovere e non ci doveva essere. Per questo l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria ha imposto che siano scartati tutti i veicoli che abbiano la traversa tubolare di testa composta da più pezzi saldati insieme. La domanda, guardando la foto scattata sul carro intercettato, è inevitabile: tra quali case, in quale stazione, questo treno avrebbe dovuto rompersi? Le raccomandazioni della commissione ministeriale, se troveranno orecchie e attuazione, possono davvero realizzare il sogno che tutti abbiamo in cuore: mai più.
 
 
Il Tirreno  Pagina 10 - Regione
 
la denuncia della CGIL
 
Ogni giorno 5 treni guasti
 
 
 
 


FIRENZE Sono stati 1.836 treni soppressi nel 2011, più di cinque al giorno, per carenze di manutenzione. In altre parole succede ogni giorno che ci sono dei treni che dovrebbero partire e che restano nei depositi perché sono rotti. I dati, resi noti ieri, sono contenuti in un memorandum costruito su dati forniti al sindacato dalla stessa azienda consegnato dalla Filt Cgil Toscana al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi nel corso di un incontro presenti anche i rappresentanti di Cisl e Uil. Sono 927 i locomotori che sono stati sostituiti in linea perché si sono guastati strada facendo. Dai dati emerge inoltre che ci sono quarantacinque capitreno in meno -su un totale di 505- e quando non se ne trova uno disponibile il treno non parte e resta in stazione. Treni puliti? Utopico pretenderlo - scrive Cgil in una nota - dal momento che sono appena sessanta gli addetti alla pulizia sui 480 presenti a maggio 2010.
 
Pagina 16 - Viareggio
 
Se l’asse non è tracciabile va distrutto
 
Strage: la Commissione ministeriale di indagine sul disastro ascolta Viareggio che chiede da 3 anni sicurezza lungo i binari
 
 
 
 


di Donatella Francesconi w VIAREGGIO Una frattura che scava l’asse sotto al treno per 10-20 anni. Nessuno la vede, nessuno la intercetta, nonostante il sistema apparentemente perfetto dei manutenzioni e revisioni. Questo racconta la relazione della Commissione di indagine sul disastro ferroviario di tre anni fa a Viareggio, istituita presso il ministero dei trasporti. Lo racconta perché l’hanno svelato le indagini, svolte con l’esperienza e la passione che animano le relazioni depositate alla Procura di Lucca dall’ispettore superiore della Polfer, Angelo Laurino, risultato del lavoro accurato dell’intera squadra della polizia ferroviaria messa insieme dal Procuratore capo Aldo Cicala. Lo racconta perché è emerso senza margini di dubbio durante l’incidente probatorio ed i passaggi nei laboratori della Lucchini di Lovere. La racconta perché è l’amara verità. Ed allora la Commissione istituita dalla Direzione generale per le investigazioni ferroviarie (direttore l’ingegnere Marco Pittaluga) non poteva fare finta di non vedere. Nascono dai giorni passati nel confronto a tutto campo che l’incidente probatorio ha offerto, ma anche dall’analisi delle carte, e dal confronto con tutte le parti interessate (familiari delle vittime e loro consulenti compresi) al quale la Commissione non si è sottratta), le undici raccomandazioni rivolte a Ferrovie, Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, Era (l’Agenzia europea) , lo stesso ministero dei trasporti. Raccomandazioni in alcuni casi da attuare «immediatamente». Come quella che chiede a Rete ferroviaria italiana di «avviare uno studio analitico sulla attuale distribuzione sul territorio italiano degli impianti di Rilevamento temperatura boccole». Studio che deve avere «lo scopo di evidenziare le tratte eventualmente non ancora coperte dal sistema nonostante siano superiori ai 60 chilometri, da dotare immediatamente con detti sistemi». Raccomandazioni normative e tecniche, quelle individuate dal lavoro svolto dagli ingegneeri Franco Branciamore (presidente della commissione), Lorenzo Loreto e Roberto Lucani). Cominciando dalla necessità di «introdurre l’obbligo di certificazione dei soggetti abilitati ad effettuare interventi di manutenzione finalizzati alla sicurezza del trasporto sul materiale rotabile trasportante merci pericolose sul territorio dell’Unione europea, certificazione che deve essere posta sotto il controllo degli Stati membri, escludendo qualsiasi forma di autocertificazione».La Commissione prescrive anche «l’istituzione un registro unico (Data-Base comunitario e/o internazionale) del materiale rotabile trasportante merci pericolose» che circola in Europa: «Tale registro deve contenere dati informatici adatti alla identificazione dei rotabili trasportanti merci pericolose, in termini di: dati tecnici e di omologazione; data di costruzione e/o riassemblaggio; storia manutentiva dei loro componenti importanti ai fini della sicurezza; percorrenze dei carri e dei loro componenti». È quella “tracciabilità” di treni e loro pezzi che Alberto Chiovelli, direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, ha voluto e difeso con forza subito dopo il disastro di Viareggio. Esponendosi a pesanti contestazioni proprio da parte dell’Europa e della lobby ferroviaria. E se i materiali non sono tracciabili, insiste la commissione, vanno «distrutti». La voce di Viareggio, che da tre anni chiede “sicurezza” è stata ascoltata. Ora dalle parole si passi ai fatti.
 
 
Pagina 16 - Viareggio
 
Granaiola (Pd): ora non restino solo intenzioni
 
 
 
 


VIAREGGIO «Voglio esprimere il mio apprezzamento alla Commissione ministeriale d'indagine sul disastro ferroviario di Viareggio, in particolare all'ingegnere Pittaluga e al suo staff, per aver pienamente rispettato il proprio mandato e averlo fatto con il supporto ed il confronto con tutte le parti coinvolte, sia civili, che istituzionali, che giudiziarie e senza mai perdere la sensibilità sul piano umano nei confronti dei familiari delle 32 vittime». Scrive così la senatrice del Pd, Manuela Granaiola, che sulla strage di Viareggio non molla un colpo. «Un esame serio che ha portato alla formulazione di raccomandazioni tecniche molto importanti per quanto riguarda il trasporto di merci pericolose e le procedure da adottare per rafforzare l'efficacia dei controlli, che sono fondamentali per il presidio della sicurezza da parte degli organismi preposti. Il rafforzamento del ruolo dell'Era, la tracciabilità completa degli assili, l'inserimento dei risultati delle prove eseguite sui componenti importanti ai fini della sicurezza in una banca dati europea criptata e non manipolabile, sono solo alcune delle raccomandazioni che concludono la relazione e che testimoniano la serietà e la competenza con cui si è svolto un lavoro così importante. Si tratterà ora di vigilare affinchè questo lavoro non si perda nelle “buone intenzioni” , ma condizioni fortemente il modo di lavorare delle nostre aziende ferroviarie e si possa restituire ai cittadini quella sicurezza sottratta, a cui hanno diritto e per la quale spesso hanno pagato e pagano tuttora un prezzo altissimo».
 
 
 
 
 
Pagina 3 - Cronaca
 
L’ALLARME SICCITÀ IN TOSCANA
La pioggia non servirà a niente «Un’estate con le autobotti»
 
La Regione firma lo stato di emergenza e attiva un piano straordinario per riparare le condutture ripristinare laghetti e scavare pozzi. Rossi: i comuni facciano le ordinanze anti-sprechi o lo faremo noi
 
di Mario Lancisi wFIRENZE Il climatologo Giampiero Maracchi annuncia che arrivano le piogge ma la Toscana, prima regione in Italia, decreta lo stato di emergenza per la siccità. Paradosso? Contraddizione? No, hanno risposto in coro Maracchi e il Governatore Enrico Rossi. Sì, perché le piogge saranno benefiche per l’agricoltura (forse), ma abbastanza inutili per combattere la siccità. Anzi, prepariamoci al peggio. «A partire dalla metà di agosto in alcune zone della Toscana ci potrebbe essere bisogno delle autobotti», prevede Rossi. Arriva la pioggia (là dove arriverà),ma non illudiamoci, insomma. «Se anche cadessero 200 millimetri di pioggia, che è pari alla media di questo periodo, non cambierà molto lo stato delle falde e dei fiumi e a beneficiarne sarà solo l’agricoltura. Questo perchè l’evaporazione è alta e l’acqua non riesce a penetrare più di tanto nel terreno», ha spiegato Maracchi. Siccità un anno ogni due. E’ dal 1990 che il climatologo, all’inizio con lo scetticismo dei più, ci avverte che il clima è cambiato a causa soprattutto delle emissioni di Co2 in atmosfera: «In 100 anni abbiamo immesso la stessa quantità di Co2 che viene naturalmente rilasciata in milioni di anni», ha raccontato Maracchi. Risultati? Ondate di caldo africane, piogge intense, alluvioni, gelo, sfasamenti stagionali e, appunto , siccità. «Dal 2000 a oggi ci sono state tre annate siccitose importanti e quattro di livello inferiore, il che vuol dire che quasi un anno ogni due abbiamo un problema di siccità. Complessivamente in Toscana negli ultimi mesi, è piovuto il 40% di piogge in meno rispetto alla media», informa Maracchi. Le ordinanze dei sindaci. Da qui, dall’analisi sui cambiamenti climatici, che il climatologo e direttore dell’Istituto di biometereologia del Cnr ha tenuto ieri alla giunta regionale, è scaturita la decisione della Regione di firmare un decreto per lo stato di emergenza. Al quale, tra due settimane, seguirà un piano dettagliato di interventi. A cominciare da un regolamento da condividere con i sindaci per fissare le condizioni sull’utilizzo dell’acqua. Che attualmente viene così consumata: 300 milioni di litri per bere, 250 per uso industriale e 100 milioni per l’agricoltura. «Scriverò ai sindaci invitandoli a emettere ordinanze di igiene sanitaria per limitare i consumi », ha spiegato Rossi. E là dove i sindaci non firmeranno ordinanze di divieto, «ci penserò io», ha aggiunto perentorio il Governatore. Le misure possibili di contenimento del consumo di acqua va dai divieti di annaffiamento degli orti e dei giardini alla sua interruzione durante la notte. Rete colabrodo. Accanto a questi interventi congiunturali, legati al grado di siccità che avremo nei prossimi mesi, Rossi ha annunciato un piano di misure strutturali. La principale riguarda il miglioramento e la riparazione delle tubazioni per ridurre le perdite della rete idrica. La rete toscana perde in media il 30% dell’acqua che trasporta. Una media non granché migliorata rispetto ai primi anni Novanta anche se nel frattempo le società dell’acqua sostengono di aver fatto - con le bollette salate pagate dai cittadini - investimenti importanti. E altri soldi, circa 20 milioni, che dovrebbero consentire, così assicura Rossi, interventi per 118 milioni di euro, saranno stanziati per accelerare l’esecuzione di interventi sulla rete colabrodo. Laghetti e pozzi. Tre milioni di euro saranno stanziati per la manutenzione straordinaria e il ripristino dei laghetti in Toscana per aiutare l’agricoltura. Sul territorio toscano, secondo un censimento del 2006, esistono 2462 piccoli invasi, la cui capacità complessiva, è pari a quella del grande invaso di Bilancino che conta oltre 70 milioni di metri cubi. L’acqua di questi invasi potrà essere utilizzata per l’agricoltura a cui la siccità sta creando danni che ammontano a circa 60 milioni. «Danni che al momento riguardano principalmente seminativi e cereali, che potranno ridursi in caso di piogge. I problemi più grossi potrebbero invece riguardare la produzione di olio e il vivaismo, che da solo rappresenta il 30% del Pil agricolo regionale», ha spiegato l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori. La sua collega all’ambiente Anna Rita Bramerini ha annunciato « una riedizione della legge del 2007 sulle norme per l’emergenza idrica che, tra le altre cose, permetterà l’accelerazione di opere urgenti e utili per fronteggiare l’emergenza come l’escavazione di nuovi pozzi». Adesso per scavare un pozzo occorre un anno, ma la Regione vuole accelerare i tempi. E intanto speriamo che piova, hanno concluso in coro, Rossi e i suoi assessori.
 
 
La Nazione  Edizione di VIAREGGIO (mar, 3 apr 2012)
Sandro Bennucci
FIRENZE
«LA TOSCANA è in stato d’emergenza per la siccità». Il decreto, firmato ieri dal presidente della Regione, Enrico Rossi, non esclude il ricorso alle autobotti, ma soprattutto prevede interventi rapidi, compresa la possibilità di battere nuovi pozzi con iter accelerato, e un bando da tre milioni di euro per la riattivazione di 2.462 laghetti per l’agricoltura. Tutto questo per affrontare una situazione che potrà diventare assai critica, in tutta la Toscana (con l’unica eccezione, forse della provincia di Lucca grazie ai tanti invasi Enel), soprattutto fra giugno e settembre. 
La notizia era stata annunciata, a La Nazione, dall’assessore Anna Rita Bramerini, durante il forum del 22 marzo, nel quale vennero anticipati anche alcuni provvedimenti confermati ieri nella conferenza stampa del governatore. Per esempio che, entro 15 giorni, la Regione invierà ai comuni un piano straordinario che farà scattare ordinanze dei sindaci per vietare l’innaffiamento dei giardini e il lavaggio delle automobili e razionare l’acqua la notte.
E’ vero che da oggi pioverà, ma secondo il meteorologo e climatologo Giampiero Maracchi, consulente della giunta per la crisi idrica, è acqua destinata a evaporare: sarà utile all’agricoltura, soprattutto per le semine stagionali e per gli olivi, ma non riuscirà a rimpinguare falde ormai ai limiti. Così abbiamo la terza emergenza idrica nell’arco di dieci anni, dopo quelle del 2003 e del 2007. Un’emergenza, è la teoria di Maracchi, dovuta ai cambiamenti climatici, capaci di alternare periodi di siccità a piogge devastanti, le famigerate «bombe d’acqua».

IL PROBLEMA
 che presumibilmente ci accompagnerà fino all’autunno, i nostri lettori lo conoscono bene: è piovuto pochissimo fra l’autunno 2011 e l’inverno 2012, addirittura fra il 40 e il 70% in meno. E le nevicate fra la fine di gennaio e i primi di febbraio non sono riuscite a migliorare granché la situazione. A ogni 10 centimetri di neve corrisponde un apporto di pioggia di un centimetro e dunque anche il metro di neve registrato come punta massima sulle vette toscane non è stato sufficiente a raggiungere il valore di piovosità media. Risultato? le sorgenti collinari e montane presentano già in «veste estiva», le falde costiere sono in sofferenza. E non è difficile che possano esserci problemi per l’approvvigionamento dell’isola d’Elba fin dalle prossime settimane, con il primo, massiccio arrivo dei turisti.
Non è tutto: in alcune zone, in concomitanza con la diminuzione dell’acqua, potrebbe presentarsi il problema della qualità, dovuto all’aumento della concentrazione di sostanze legate alla potabilità: solfati, boro, nitrati.
«Ma non dobbiamo agire per l’emergenza, l’obiettivo dev’essere un piano strutturale per l’acqua in Toscana», ha detto Rossi. Aggiungendo: «Bisogna mettere il tema dell’acqua al centro delle politiche regionali per la tutela dell’ambiente, del territorio rurale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili, per la chiusura dei cicli industriali dell’acqua e di quello delle biomasse per l’uso dei fondi comunitari».
Intanto scatterà una massiccia campagna di comunicazione: sui giornali, alla radio, in tv. Per far capire alla gente che è fondamentale mettere il doppio pulsante sullo sciacquone. E che ci si possono lavare i denti con un filo d’acqua, senza lasciare il rubinetto aperto a tutta valvola.
sandro....@lanazione.net 
 
 
 La Nazione Edizione di VIAREGGIO (mar, 3 apr 2012)
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE ANNUNCIA UN TAVOLO TECNICO
Rinnovabili, Clini non ci sta
«Pronti contro il caro bollette»
Alessandro Farruggia
ROMA
«VOGLIAMO organizzare un tavolo tecnico di confronto e di esame per capire come sono costituite le tariffe dell’energia e la struttura degli incentivi, un tavolo che metta insieme non solamente l’Ambiente, lo Sviluppo Economico gli altri ministri coinvolti, ma anche l’Autorità dell’energia, la società civile e il mondo dell’economia». Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini (Imagoeconomica) rilancia. L’aumento dell’elettricità del 5.8% è già operativo. Ma ci sono ancora margini per evitare il salasso aggiuntivo del 4% che dovrebbe scattare a maggio. Ripulendo la bolletta dagli oneri impropri e finanziando diversamente una parte degli incentivi, anche attraverso una carbon tax che complessivamente alleggerisca il carico fiscale sul lavoro e premi le energie meno inquinanti. Certo è che il ministro dell’Ambiente non intende far pagare solo alle rinnovabili l’oggettivo caro bollette. La polemica con l’Autorità dell’energia è evidente, perché quei 10 miliardi di oneri aggiuntivi non tornano: alle rinnovabili ne andrebbero imputati solo 6, mentre i restanti 4 andrebbero a finanziare meccanismi come il Cip6 che premia le aziende energivore e che nulla ha a che vedere con le energie pulite e per oneri impropri e ‘interrompibilità’. 

AL MINISTERO dello Sviluppo Economico si osserva che un riequilibrio è imprescindibile e «molto presto» usciranno i decreti ministeriali, in modo da «andare verso un riallineamento degli incentivi a quelli che si pagano negli altri paesi». Tra i più attivi nel chiederlo c’è Confidustria, che è invece ferma nel garantire la tutela degli ‘energivori’ e del prezzo inferiore per i cosiddetti clienti ‘interrompibili’. Trovare una equazione non sarà facile. e anche per questo nonostante la sua determinazione la scadenza originariamente fissata da Passera a questa settimana slitterà a dopo Pasqua, perché allo stato non non c’è alcun accordo sui testi. 
«Il tavolo tecnico — avverte Clini — può essere una soluzione per trovare una sintesi accettabile e dovrà esaminare in modo preciso, trasparente e puntuale la formazione dei costi dell’energia, il ruolo delle fonti rinnovabili in un rapporto costi benefici, avvalendosi anche di studi economici qualificati come quelli dell’Irex e dell’Osservatorio Oir, e del contributo della Confindustria, delle associazioni di consumatori ed ecologiste». Studi come l’Irex annual report 2012 che mostra come le rinnovabili abbiano determinato anche tagli alla bolletta per 400 milioni di euro per l’effetto di ‘limatura’ dei costi di picco nei momenti in cui il fotovoltaico è in azione e che tutto considerato determineranno benefici per il sistema paese, in primis indotto e crescita dell’occupazione, stimabili in 38 miliardi al 2030. A sostegno di Clini si sono schierati le associazione di categoria delle rinnovabili, il Pd, Sel, i Verdi, i sindacati, gli ambientalisti. Ma la battaglia sarà dura. 
 
Palermo
 La Nazione  Edizione di VIAREGGIO (mar, 3 apr 2012)
Rifiuti Ostacolarono la raccolta a Palermo
Indagati cento dipendenti della municipalizzata
PALERMO. Sono un centinaio i dipendenti dell’Amia, l’ex municipalizzata per la raccolta dell’immondizia a Palermo, e della controllata Amia Essemme, addetta allo spazzamento delle strade, finiti nel registro degli indagati per interruzione di pubblico servizio: una svolta nell’inchiesta aperta dalla Procura del capoluogo siciliano dopo l’emergenza rifiuti che sta mettendo in ginocchio la città. A identificare gli operai che nei giorni scorsi hanno organizzato il blocco dell’attività della società impendendo di fatto agli automezzi di lasciare i depositi e ai colleghi di lavorare, è stata la Digos intervenuta durante i blocchi per filmare la protesta. Si procede a carico di ignoti per violenza privata e per verificare se l’accumulo di tonnellate di spazzatura non raccolta per giorni abbia provocato danni alla salute pubblica: alcuni cittadini hanno denunciato malori e l’assessore regionale alla Salute ha parlato di «rischio epidemia». Nella notte i vigili sono intervenuti per spegnere una trentina di roghi appiccati dai cittadini ai cumuli di rifiuti accatastati accanto ai cassonetti. 




Co.As.Ver coordinamento versiliese

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Apr 4, 2012, 7:53:57 AM4/4/12
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La Nazione
 
Edizione di VIAREGGIO (mer, 4 apr 2012)
Massimo Degli Esposti
MILANO
GLI INCENTIVI per le energie rinnovabili non sono un costo, ma un investimento che produrrà dai 22 ai 38 miliardi di benefici all’economia italiana di qui al 2030 e una riduzione delle emissioni di gas serra di 83 milioni di tonnellate l’anno. E anche in bolletta, nel 2011, gli italiani hanno risparmiato 400 milioni grazie all’elettricità prodotta a «costo zero» nei momenti di picco. Con le cifre del rapporto annuale Althesis, presentato ieri a Milano, i protagonisti della «green economy» scendono in campo contro la «lobby dei produttori sporchi». Contestano gli allarmismi per l’onere dell’incentivazione sulle tariffe elettriche (anche ieri il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha detto che gli aggravi in bolletta derivano «da ben altre voci») e ne temono le conseguenze, cioè un drastico taglio ai benefici per le energie pulite. Soprattutto per il fotovoltaico, che ora rischia un quasi annullamento del sostegno se la prossima revisione del conto energia confermerà le bozze circolate. 
Intanto, nell’incertezza, tutti gli investimenti sono in stand-by, con miliardi di commesse bloccate e decine di aziende in crisi. Insomma, rischia di sgretolarsi una filiera italiana in promettente crescita (da tripla A si è detto ieri), che l’anno scorso ha ‘esondato’ i confini esportando tecnologia e investimenti per oltre 2 miliardi. Il rapporto, curato dal professor Alessandro Marangoni, ha censito l’anno scorso 223 operazioni industriali per 7,8 miliardi complessivi di investimenti (pari allo 0,5% del Pil nazionale) e l’installazione addizionale di 4.338 MW tra eolico, fotovoltaico, hydro, geotermico, biomasse. 

IL FOTOVOLTAICO continua ad essere la tecnologia prevalente, con il 53% delle operazioni. Ma rispetto al 2010 si è ridotta la taglia media degli impianti e gli investimenti rallentano. Oltre all’incertezza sui nuovi incentivi, pesa l’aumento del costo del denaro per finanziarli che ne ha quasi azzerato la redditività già con il vecchio conto energia. La velocità della corsa resta però «impressionante» e di questo passo arriveremmo a oltre 30mila MW nel 2030, ben oltre gli obiettivi. Giusto quindi ricalibrare gli incentivi, ma con un «soft landing», una progressività che tenga conto dell’effettivo calo dei costi. Il miraggio della grid parity (equivalenza dei costi di produzione con la fonte fossile) è però vicino, a 3 o 4 anni al massimo. È comunque tutta l’energia «verde» a correre più del previsto ed è già a portata di mano l’obiettivo europeo che ci impone di coprire con fonti rinnovabili il 17% del fabbisogno. Ora dunque va alzata l’asticella e vanno spostati i campi d’azione dall’elettricità verso riscaldamento, trasporti e risparmio energetico in un nuovo mix più equilibrato, che tenga conto anche dei problemi di discontinuità dell’energia rinnovabile e della sua imprevedibilità. Serviranno reti più potenti per assorbire i picchi e «intelligenti» per indirizzarli, forme di stoccaggio (batterie, idrogeno, pompaggi nei bacini) per utilizzare gli eccessi, centrali tradizionali più flessibili per ammortizzarli, innovazioni nell’edilizia e nell’automotive per risparmiare di più e meglio. Insomma, c’è una rivoluzione in arrivo, tutta ancora da pianificare. E da finanziare.
 
 
Il Tirreno
 
Pagina 19 - Viareggio
 
Sfida a 6 per la poltrona di sindaco
 
Gli identikit dei candidati in lizza per succedere a Bertola: tra esperienza e tanta voglia di cambiare la politica
 
Il voto a CAMAIORE
 
 
 
 

CAMAIORE C’è chi ama i Pink Floyd e chi vorrebbe usare le musiche del “Gladiatore” come colonna sonora della sua campagna elettorale. C’è chi ha creato il suo slogan citando Papa Wojtyila e chi vuol far piazza pulita della vecchia politica. Nel giorno in cui la campagna elettorale entra nel vivo, ecco una piccola presentazione dei sei candidati alla poltrona di sindaco. Patrizia Gemignani. Ha 50 anni appena compiuti (è dell’Acquario) ed èun’insegnante di educazione fisica che al momento lavora come impiegata alla Piscina comunale. I suoi hobby sono i viaggi e il guardinaggio. E’appoggiata dalla lista civica Alternativa per Camaiore che non si schiera né a destra né a sinistra e intende puntare tutto sulla partecipazione dei cittadini. Il suo slogan è “Noi, insieme a voi”. Come colonna sonora della campagna elettorale sceglierebbe “Sì, buona sera” di Renato Rascel. «Dice ’Siamo piccoli ma cresceremo - spiega la Gemignani - e quindi rappresenta bene il nostro movimento». Francesco Ceragioli. Ha 49 anni (è dei Gemelli) e di professione è agente di commercio nel settore lapideo (ma è anche tra i fondatori del Gruppo archeologico e ha condotto trasmissioni tv). Nella sua lista civica “Costruiamo insieme il futuro” ha inserito tante donne e giovani: tutti a digiuno di esperienza politica. «Se diventerò sindaco - spiega Ceragioli - eliminerò tutti i privilegi. E con lo stipendio da primo cittadino darei lavoro a due giovani». Ceragioli è direttore della Caritas e da anni lavora nell’associazionismo e nel volontariato. Il suo slogan: “Noi siamo al servizio della città con il dono della gratuità”. Come canzone sceglierebbe “Money” dei Pink Floyd. »Perché critica - spiega Ceragioli - l’avidità dei politici». Fabio Pezzini. L’ex sindaco (dal 1975 al 1985 con la Dc) e presidente del consiglio comunale è il candidato più esperto. Lo psichiatra in pensione ha 72 anni (è del Toro) ma non ha perso la voglia di confrontarsi. Ad appoggiarlo la lista civica “Camaiore nel cuore” (nella quale sono confluiti anche Plie Psdi). Come canzone sceglierebbe “My Way” di Frank sinatra. i suoi hobby sono musica e lettura. lo slogan è preso in prestito da Giovanni Paolo II: «Ricordare il passato è impegnarsi per il futuro». Riccardo Micheli. Ha 61 anni ed è stato tra i fondatori di Forza Italia e del Pdl (e prima presidente dei commercianti). Fino alla rottura con il sindaco era assessore al Commercio. Ora Micheli fa parte di Fli, il partito di Gianfranco Fini. il suo slogan è: Per un Centrodestra serio e onesto». Micheli lavora in un negozio di elettronica di Camaiore e nel tempo libero ama andare a pescare. Come colonna sonora della campagna elettorale sceglierebbe il brano “Eh già” di Vasco Rossi”. Alessandro del Dotto. Il candidato unico del centrosinistra (è appoggiato da 7 liste) ha 30 anni (è del Leone) e nella vita fa l’avvocato e il docente universitario (a incarico). Il suo ingresso nel mondo della politica è avvenuto nel 2007 con l’elezione a consigliere comunale. Il suo slogan elettorale è: «Sta arrivando una nuova stagione». Come canzone sceglierebbe “All around the world” del gruppo inglese Oasis. Nel tempo libero ama passeggiare, correre e leggere. Alberto Matteucci. Ha 50 anni (è del Cancro) e di professione è commercialista. Con il sindaco Bertola condivide l’inizio della carriera politica in area democristiana. In passato è stato assessore con il sindaco Carla Dati e negli ultimi anni è stato segretario di Forza Italia prima e poi del Pdl. lo appoggia una coalizione con 5 liste (in cui figurano Pdl, Udc, Destra e due liste civiche). Il suo slogan? «Proseguiamo insieme». Come canzone della campagna elettorale ha scelto le musiche del Gladiatore. (g.d.)
 
 
Pagina 25 - Viareggio
 
FORTE DEI MARMI AL VOTO
 
 
 
 

FORTE DEI MARMI Segna sei il contatore delle liste elettorali a mezzogiorno di ieri, davanti all’ufficio del Segretario generale. E si completa così il quadro dei partecipanti. È senza sorprese dell'ultima ora l'atto di presentazione delle liste per le amministrative di primavera. Anche se qualche piccolo ritardo nel compilare i moduli necessari ha fatto temere (i fans) e sperare (qualche avversario) che la lista “Progetto Forte - Sindaco Monteforte” restasse al palo. «In verità - spiega lo stesso candidato sindaco Gabriele Monteforte, volevamo intenzionalmente presentare una lista di soli sette candidati, (tanti ne passeranno consiglieri comunali in caso di affermazione, ndr) con una motivazione ben precisa: volevamo ci fossero sette persone giovani e dinamiche tutte protese a chiedere consensi e che avessero la certezza, nel caso di vittoria elettorale della nostra lista, di entrare assieme nella compagine amministrativa. La legge ci ha imposto un minimo di otto candidati e quindi abbiamo dovuto adeguarci». Le liste di Umberto Buratti, James Popper e Vasco Franceschi sono note da giorni. Monteforte, insieme a Movimento a 5 stelle e Fuxia People le ha rese note nelle ultime ore. «In lista - dichiara Monteforte - ci saranno Giorgio Ulivi, figura conosciuta di commercialista e revisore dei conti, un balneare impegnatissimo nell'associazione di categoria e nelle battaglie contro la Bolkenstein come Luca Maccarone, Giovanni Checchi di Api, la pediatra Maria Teresa Puliti, un commerciante e sportivo come Alessandro Bindi, il riferimento di Fli, Luca Pedretti, e ancora Riccardo Santini e l’insegnante Elena Tomei. L'età media è di quarant’anni e sono tutti vogliosi di misurarsi con questa campagna elettorale». A scendere in lizza con i suoi alfieri, anche Fuxia People con il candidato sindaco Maria Teresa Baldini, vera novità di questa campagna, perché propone per la prima volta un candidato donna alla guida della municipalità. Professionista molto nota, la dott.ssa Baldini ha caratterizzato la lunga vigilia elettorale con un lavoro preparatorio consistente in una campagna di manifesti che sicuramente ha segnato una rottura in termini di immagine e linguaggio rispetto ai metodi usati da altri anche in passato. La lista di Fuxia People schiera Giuseppe Porta, Paolo Torrini, Loredana Mascherpa, Ilaria Bellinzona, Franco Pelletti, Edilia Spinetti, Marco Morini figlio di Antonio, notissimo gioielliere e dirigente dei commercianti cittadini, Luca Lanza, meglio conosciuto come Luca del Forte, altra figura notissima di commerciante, e ancora Francesco Tommasi artigiano ben conosciuto in città di famiglia fortemarmina doc e infine Claudio Gailli da anni apprezzato e intelligente antiquario del centro. Presentata martedì anche la lista del Movimento a 5 stelle. Per i grillini scende in campo come candidato sindaco David Lucii, commerciante di antichità. Con lui Andrea Capovani (operai magazziniere), Enrico Santambrogio (commerciante), Giampaolo Mano(odontotecnico), Massimiliano Barberi (operatore balneare), Olrando Balderi (yatch designer), Susanna Casini (impiegata nel settore lapideo), Max Bertoni (dottore in chimica) e Andrea Dalessandro (responsabile ufficio tecnico).(p.l.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 
 
Pagina 15 - Viareggio
 
IL PD
 
Corsetti: una mozione che sia della città tutta
 
 
 
 

VIAREGGIO Sfiducia o non sfiducia: questo il dilemma, tanto per dirla con Amleto. Il centrosinistra deve rinunciare alla mozione già presentata se vuole avere almeno un’occasione di mandare a casa il sindaco Lunardini, impegnato a serrare i ranghi intorno a sé, e la sua Giunta. Una scelta che il Pd è pronto a fare, come sostiene il segretario versiliese, Alberto Corsetti: «La mozione presentata ha il difetto di essere chiaramente di schieramento politico. Io penso che sia possibile, per dirlo con un’immagine chiaro, una mozione che porti, per così dire, il simbolo di Viareggio. Una mozione che vada al di là degli schieramenti politici, ma si basi sul senso di responsabilità». Responsabilità - è l’invito che Corsetti fa - «che il consiglio comunale deve prendersi, visto che il sindaco non ha voluto farlo». Ritirando le dimissioni per andare ad un voto in consiglio comunale a raccogliere la fiducia che sta cercando di tessere. «Ci vogliono, in questa fase - è la parola del segretario del Pd versiliese - uomini di buona volontà, pronti a sottoscrivere una mozione che metta insieme i sedici voti necessari, che possono essere anche di più, come spero. Perché serve una mozione maggioritaria che metta fine all’esperienza amministrativa di un sindaco che prende in giro la città ed anche il consiglio comunale non prendendosi la responsabilità di dire “sì ho una maggioranza”, oppure “no, non ce l’ho”. Per la giornata di oggi è fissata la riunione dei capigruppo, ma torna a riunirsi anche il direttivo comunale dell’Udc per esaminare l’esito del confronto avuto con il Partito democratico». Il consiglio comunale dovrebbe tenersi l11 aprile o al massimo il 12, ultimo giorno utile per discutere l’unica mozione di sfiducia al momento presentata: quella del centrosinistra (Pd, Sinistra Arcobaleno più Isaliana Lazzerini) che al momento non ha (e non avrà) i voti necessari per essere approvata. Se nuova mozione di sfiducia sarà, a partire dal giorno del consiglio bisognerà attendere altri dieci giorni (minimo) di agonia. Se questo è un governo...(d.f.)
Pagina 13 - Viareggio
 
IN DARSENA
 
Multe salate ai ristoranti: rifiuti fuori dai cassonetti
 
 
 
I commercianti respingono le accuse al mittente: c’è gente che fruga nei contenitori e lascia in giro i rifiuti che noi gettiamo. Pronti a dimostrarlo con un ricorso tutti insieme
 

VIAREGGIO Fioccano multe per i ristoranti della Darsena: 154 euro da pagare per avere abbandonato - questo il reato contestato dalla polizia municipale - rifiuti fuori dai cassonetti. Rifiuti tra i quali gli agenti del comandante Vincenzo Strippoli hanno trovato chiari indizi che portano ai locali sanzionati: tovagliette, sottobicchieri, scontrini, insieme a tanti altri materiali, tra cui gli avanzi di cibo. Non è la prima volta che le multe bussano alla porta - racconta Esmeralda Giampaoli, titolare del ristorante “Nitens” di via Coppino: «Ma questa volta non ci stiamo. Ed invitiamo gli altri locali che abbiano ricevuto sanzioni per lo stesso motivo a farsi avanti per opporsi tutti insieme». Al suo fianco c’è il collega dello storico “Barcobestia”, che del “Nitens” è dirimpettaio: «Io lavoro la domenica ma il lunedì sono chiuso. L’ultima multa arrivata è datata martedì: è evidente che non sono passati a ritirare la spazzatura e che tra la notte di domenica ed il martedì può essere accaduto qualsiasi cosa». Già. Perché la zona dei cassonetti, in via dei Mille, non è certo via Montenapoleone. «Una sera d’estate, con il ristorante aperto ed i tavoli fuori - racconta Giampaoli - un uomo è arrivato in bicicletta, si è spogliato completamente nudo, si è lavato alla fontana della piazza davanti alla Capitaneria, si è rivestito e se n’è andato. Domenica mattina, invece, sulle panchine della stessa piazza c’erano alcuni giovani con le siringhe ancora nel braccio. Senza contare quanti frugano a più riprese proprio nei cassonetti di via dei Mille, come ci è capitato di vedere». Chi cerca da mangiare od oggetti da rivendere o da utilizzare, nel caso che il cassonetto sia pieno si fa largo tra i rifiuti, sostengono i commercianti multati che chiamano all’appello la categoria. Un’ipotesi, quella che la responsabilità possa essere di chi si avventura nei cassonetti, che non convince fino in fondo la polizia municipale, impegnata in controlli a tappeto su quanto viene lasciato in giro invece che gettato negli appositi contenitori. «Noi di sicuro non siamo», afferma decisa Esmeralda Giampaoli: «E lo dimostreremo». (d.f.)
 
 
Pagina 3 - Attualità
 
La nuova moda: candidarsi
 
Nei 30 comuni alle urne record di liste e di aspiranti sindaci. Con i partiti frantumati
 
 
 
 

di Mario Lancisi wFIRENZE Conto alla rovescia per le elezioni amministrative del 6-7 maggio prossimo, che riguarderanno 440mila toscani. Ieri è scaduto il termine per la presentazione delle liste e da oggi scatta la campagna elettorale per il rinnovo dei consigli comunali di trenta Comuni, tra cui tre capoluoghi di provincia: Lucca, Pistoia e Carrara. I Comuni con una popolazione superiore ai 15mila abitanti sono cinque e per questi il sistema elettorale prevede un eventuale doppio turno (nel caso in cui al primo nessun candidato a sindaco superi il 50% dei consensi): oltre ai tre capoluoghi già citati, si tratta di Camaiore e Quarrata. Lucca e Pistoia sono le province che porteranno al voto il maggior numero di comuni (5 ciascuna). In provincia di Lucca, oltre a quelli del capoluogo, saranno chiamati alle urne i cittadini di Bagni di Lucca, Camaiore, Forte dei Marmi, Porcari mentre in provincia di Pistoia, si voterà a Marliana, Quarrata, San Marcello Pistoiese e Serravalle. La posta in palio. La posta politica in palio presenta due aspetti. Uno, più generale, riguarda gli umori e gli orientamenti dell’elettorato - una sorta di sondaggio sul governo Monti. Dopo quasi vent’anni non si vota più contro o a favore di Berlusconi, ma in campo c’è un governo tecnico mentre i partiti tradizionali sono in crisi e dilaniati dagli scandali. Dal caso Lusi a quello della Lega nord, per fare solo due esempi.L’altro aspetto, più legato alla tornata elettorale toscana, riguarda la sfida tra destra e sinistra. Tra i sindaci uscenti 8 sono di orientamento di centrodestra e 22 di centrosinistra. Si tratta di capire se il 22 a 8 a favore verrà confermato o modificato dalle urne. La vera partita si gioca nei comuni sopra ai 15mila abitanti e qui il rapporto è 3 a 2 a vantaggio del centrosinistra. Partiti frantumati. Il comune forse più significativo per un’analisi del voto è quello di Lucca. Dove il centrodestra si presenta diviso. Il sindaco uscente Mauro Favilla, 78 anni, non può contare più sull’apporto (almeno al primo turno) di Maurizio Dinelli, assessore della sua giunta, e di Piero Angelini, 76 anni, ex parlamentare della Dc, che fu uno dei pilastri della sua vittoria, cinque anni fa. Così come sarà interessante per il centrosinistra verificare l’impatto elettorale della maggioranza che si presenta a Carrara e che va da Sel all’Udc. E una caratteristica di queste elezioni è proprio l’estrema varietà delle coalizioni. Con alleanze molto eterogenee. Frutto certo di un voto che è locale, legato al territorio, ma anche della frantumazione che stanno subendo i partiti con il governo Monti. E io mi candido. Forse un effetto indiretto del governo Monti e della crisi dei partiti tradizionali è la moltiplicazione delle liste e dei candidati a sindaco e a consigliere comunale. A Lucca i candidati sindaci sono 11, le liste 24 per oltre 600 candidati consiglieri. A Carrara i candidati sindaci sono 10, le liste 21, di cui 7 (da Udc a Sel) appoggiano il sindaco uscente, il socialista Angelo Zubbani, mentre i candidati sono oltre 500 per 24 posti da consigliere comunale. A Pistoia 17 liste e 8 candidati in corsa per la poltrona di sindaco. Samuele Bertinelli (Pd) vincitore delle primarie di coalizione del 29 gennaio scorso, è sostenuto da 8 liste: Pd, Idv, Sel, Federazione della Sinistra, Spirito libero (Socialisti e Comunisti per Pistoia). A Forte dei Marmi (7.752 abitanti) 6 candidati sindaco, 6 liste e 56 candidati consiglieri. A Quarrata si presentano 5 candidati a sindaco mentre a Camaiore (34mila abitanti) presenta 359 candidati suddivisi in 16 liste che appoggiano 6 candidati sindaco. Il candidato di 90 anni. Molte le curiosità, spulciando tra le candidature. A Pistoia due degli otto candidati a sindaco sono cugini. Si tratta del piddino Bertinelli e del cugino Giacomo Del Bino, sostenuto appunto dalla lista del «Movimento cinque stelle». A Forte dei Marmi il chirurgo estetico Maria Teresa Baldini con la lista civica Fuxia People si presenta come profeta della «bellezza come valore per la politica». La Baldini cerca di conquistare i suoi possibili elettori attaccando la Casta dei vecchi partiti con manifesti in rima.A qualche chilometro di distanza, a Camaiore, la lista dei pensionati presenta un candidato di 90 anni, Antonino Pardini. Forse il più vecchio candidato della penisola. A Crespina, in una lista civica, c'è una donna inglese (Rachel Julier Inman, 48 anni, insegnante): si candida a consigliere. Essendo comunitaria non avrebbe potuto fare il sindaco e neppure il vicesindaco. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 
La Nazione 
  Edizione di VIAREGGIO (mer, 4 apr 2012)
Giochi fatti: ecco le 16 liste che sostengono
Cinque schieramenti per Alberto Matteucci del centrodestra. Tra questi l’Udc dell’ex
Queste le liste che sostengono il candidato sindaco del centrodestra Matteucci con i candidati al consiglio comunale. 
PDL
 Mario Andreini, 1958, apicoltore; Eros Baldini, 1963, avvocato; Francesco Barsottelli, 1982, impiegato; Massimo Benassi, 1970, consigliere di circoscrizione; Riccardo Bonuccelli, 1959, consigliere uscente con delega all’edilizia; Luca Caniparoli, 1989; Alessandro Ceragioli, 1947; Sara Cerù, 1985; Alessandro Cinquini, 1951, architetto; Andrea Da Prato, 1959; Alessya Dini in Mallegni, 1968, avvocato, vice-sindaco uscente; Mario Domenici, 1939; Simone Frugoni, 1974; Susanna Larini, 1969; Aureliano Lombardi, 1955; Luigi Maggi, 1946; Marcello Mancini, 1973, David Marcucci, 1971; Massimiliano Micheli, 1975, avvocato; Nicola Pardini, 1970; Maurizio Pezzini, 1966; Daniele Ricci, 1977, avvocato; Nedo Salvadori, 1944; Alessandro Santini, 1974, presidente della Fondazione Carnevale.
PER MATTEUCCI SINDACO Marco Daddio, 1974, commerciante e balneare; Ili Pedonese, 1946, commerciante; Andrea Anselmi, 1959, assicuratore; Sandro Barsottelli, 1966, commerciante; Maria Bergamini, 1951, commerciante; Bruno Betti, 1956, libero professionista; Nicola Biagiotti, 1969, albergatore; Claudia Bonuccelli, 1982, studentessa; Matteo Ciabattari, 1990, imprenditore; Alfredo Dalle Luche, 1969, artigiano; Raffaello Dazzini, 1944, pensionato; Riccardo Erra, 1963, impiegato; Daniele Giannotti, 1963, barista; Andrea Gronchi, 1975, dipendente della Finanza; Emanuele Lovi, 1988, operatore sociale; Filippo Luperini, 1988, studente; Piero Marchi, 1969, agente immobiliare; Maria Letizia Neri, 1985, dipendente del Consorzio di Promozione turistica; Marcello Nucifero, 1967, dipendente dell’Aeronautica; Antonio Palmerini, 1946, pensionato; Nicola Pellegrini, 1982, impiegato; Enrico Raffaelli, 1964, artigiano edile; Simone Tabarrani, 1984, operaio; Marco Tartaglia, 1975, commerciante.
LA DESTRA Alessandro Palmerini, 1989, studente; Giacomo Rivieri, 1977, commercialista; Alessandro Bartelloni, 1956, funzionario statale; Michele Bartoli, 1967, ristoratore; Alessandro Bianchi, 1984, edile; Andrea Cappelli, 1982, imprenditore; Franco Salvatore Costa, detto Ciccio, 1967, imprenditore; Rosina Costa, 1963, albergatrice; Luca Da Mommio, 1986, barista; Giorgio Faccio, 1950, allenatore di calcio; Andrea Felloni, 1974, imprenditore; Christian Graziani, 1989, promoter pubblicitario; Antonio Levato, 1971, imprenditore; Francesco Marchi, 1984, pizzaiolo; Vincenzo Marino, 1949, imprenditore; Salvatore Naitana, 1993, edile; Eleonora Pelletti, 1990, studentessa; Luca Pieruccetti, 1967, albergatore; Pierangelo Poli, 1954, autista, Valeria Satta, 1950, pensionata; Salvatore Sorrentino, 1976, albergatore; Stefano Tongiani, 1960, cuoco; Valentina Tropi, 1984, estetista; Francesco Zucconi, 1990, ristoratore.
UDC Giampaolo Bertola, 1952, dirigente bancario, sindaco uscente; Pier Francesco Pardini, 1973, balneare; Andrea Giannecchini, 1950, pensionato; Riccardo Bonuccelli, 1958, libero professionista; Andrea Da Prato, detto Anacino, 1974, sovrintendente della polizia; Fabrizio Pellegrini, 1966, artigiano edile; Andrea Andreini, 1967, artigiano; Giovanni Bonuccelli, detto «Giovannino», 1975, dipendente; Laura Antonelli, 1968, operaia; Mauro Biagi, 1964, impresario edile; Maria Vecoli, 1957, insegnante; Paolo Bartelloni, 1951, floricoltore; Francesco Benassi, detto Manale, 1968, ristoratore; Annalisa Bianchi, 1968, commerciante; Fabio Cerri, 1956, balneare; Massimo Di Lelio detto Buba, 1967, dipendente comunale; Pierfranco Diatz, 1949, insegnante; Danny Domenici, 1967, ausiliare del traffico; Roberto GiambastianI, 1971, grafico pubblicitario; Daniele Matteucci, 1986, commerciante; Stefano Paoli, 1971, commerciante; Paolo Poli, 1971, consulente aziendale; Sebastiana Ratti, 1958, commerciante; Massimo Vinardi, 1947, pensionato.
CITTADINI AL GOVERNO Claudio Larini, 1951, titolare di un autosalone, consigliere comunale uscente; Pier Luigi Garuglieri, 1960, professionista; Armando Altemura, 1961; Leandro Lalli, 1987; Giancarlo Prati, 1963; Carlo Carelli, 1948, commerciante, presidente della società di pallavolo di Camaiore; Armando Rizzo, 1951; Giulio Corfini, 1962; Sofia Casu, 1951; Fabrizio Bonuccelli, 1958; Anna Silvestro, 1971; Sara Bollea, 1974, titolare di un’agenzia di eventi; Maurizio Mastromei, 1953; Paola Pellegrinetti, 1956, infermiera, impegnata in iniziative umanitarie in Africa; Maurizio Pucci, 1964; Giulia Grossi, 1989, Napoli; Cristiano Roberto Paglianti, 1974, sovrintendente di ps; Stefano Bonuccelli detto Fragolone, 1970; Giuseppe Bartelloni detto Giubar; 1942; Giorgio Giorgetti, 1960; Alessio Rombi, 1974; Antonella Petrucci, 1960; Tiziana Piterà, 1951; Maurizio Luisi, 1950.
 
 Edizione di VIAREGGIO (mer, 4 apr 2012)
CENTROSINISTRA SI VA DA FDS, SOCIALISTI, PROGETTO COMUNE PER ARRIVATE A DIPIETRISTI, SEL E PENSIONATI DEMOCRATICI
Sette tra movimenti e partiti a fianco del Pd Del Dotto
Queste le liste che appoggiano il candidato sindaco del centrosinistra Del Dotto.
PD
 Alessandro Barsanti, 37 anni, operatore sociale; Pietro Bemi, 28, medico radiologo; Angelo Benedetti, 40, operaio; Riccardo Bianchi, 43, impiegato; Andrea Bonuccelli, 38, avvocato; Simone Bonucelli, 31, direttore di banca; Massimo Ceragioli, 51, impiegato; Corrado Coppedé, ispettore di polizia di stato; Daniela Corsetti, detta Katia, 54, insegnante; Gloria D’Alessandro, 52, insegnante; Graziano Dalle Luche, 53, segretario d’albergo; Lorenzo Dalle Vedove, 23, studente; Gianluca Gaspari, 24, cameriere; Anna Graziani, 42, casalinga; Paola Grillotti, 39, balnerare; Simone Leo, 36, avvocato; Fabrizio Maggi, 49, medico chirurgo; Giorgio Pardini, 54, artigiano; Federico Pedonese, 29, praticante avvocato; Sara Pescaglini, 26, studente; Nicola Raffaelli, 25, studente; Daniele Spelta, 26, operaio edile; Valeria Maria Francesca Stenta, 26, studente; Alberto Susini, 39, funzionario Camera di Commercio.
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA Andrea Favilla, bagnino; Samanta Barontini, agente di commercio; Giuseppe Bartelloni, medico; Chiara Bertola, commerciante; Alessandro Bertolucci, pensionato; Nadia Bigi, scenografa teatrale; Andrea Da Mommio, barista; Olga Silvana Del Sorbo, impiegata Dogana; Danila Di Ciolo, artista; Simone Forassiepi, dottore filosofia; Maria Elisa Cassandra Mallegni, studentessa; Giacomo Mallegni, falegname; Ambra Mangiavacchi, geometra; Enrico Marchetti, dipendente della Provincia; Mario Matteucci, detto Pippé, pensionato; Ave Mazzetti, assistente dentale; Giuliano Morganti, pensionato; Bruno Moriconi, studente universitario; Riccardo Musetti, pensionato; Corrado Pedonese, dipendente distribuzione; Luca Pescaglini, agente di commercio; Claudio Rizzo, dipendente supermercato; Ilaria irene Beatrice Rosi, impiegata studio notarile; Francesco Santini, commerciante.
PSI Ida Maria Patrizia Corbellini, 1962, commerciante; Fernanda Di Giusto, 1929, casalinga; Paola Guelfi, 1951, artigiana; Elodie Lebigre, 1980, cittadina; Cinzia Musetti, 1961, casalinga; Elisabetta Pizza, 1989, insegnante di danza classica; Stella Romanini, 1989, barman; Marcello Barsaglini, 1965, veterinario; Giuseppe Bartelloni, 1959, perito navale; Marco Antongiovanni, 1957, ingegnere; Augusto Bonuccelli, 1954, presidente cooperativa sociale; Nicola Bonuccelli, 1972, operaio; Massimo Francesconi, 1974, perito agrario; Giacomo Franchi, 1986, tecnio posturale; Franco Lari, detto Gagginom 1955, professore al Nautico; Simone Lombardi, 1989, perito elettrotecnico; Giuliano Mastromei, 1950, operaio; Romano Modaffari, 1941, commercialista; Alberto Montalbano, detto Mancini, 1947, barman; Roberto Orsucci, 1949, pensionato; Graziano Pancetti, 1952, avvocato; Bruno Pellegrini, 1941, pensionato cantieri navali; Angelo Tabarrani, 1956, artigiano, gruppo Infioratori; Alessandro Tartaglia, 1959, artigiano.
PROGETTO COMUNE Rinaldo Lari detto Claudio, 1956, geometra; Giovanna Angeli, 1966, ragioniere; Luciano Baldaccini,19892, commerciante; Roberto Baldi, 1980, agricoltore; Leonardo Benassi, 1955, insegnante di educazione fisica; Roberto Bigi, 1971, artigiano; Stefania Da Prato, 1984, studentessa; Roberta D’Alessandro, 1974, impiegata; Federico Fazzi, 1958, insegnante di educazione fisica; Alessandro Gabrielli, 1977, assistente bagnante; Andrea Lari, 1982, geometra; Ettore Lari, 1941, pensionato; Andrea Linfatici, 1961, agente di commercio; Adriana Merciadri, 1954, agricoltore; Stefano Moriconi, 1973, avvocato; Moreno Moschetti, 1956, perito edile; Tania Palagi, 1991, studentessa; Giuseppe Paoli, 1949, ex artigiano; Serena Pardini, 1978, impiegata; Valentina Pieroni, 1983, praticante avvocato; Laura Prini, 1951, insegnante in pensione; Marina Saba, 1976, responsabile risorse umane.
IDV Davide Dalle Mura (1977) geometra; Antonio Vanni (1951) architetto; Danilo Costantin (1982) agricoltore; Carlo Duca (1974) tecnico meccanico; Laura Lunardini (1970) insegnante; Giovanni Romano Lombardi (1959) scrittore; Anna Orsi (1965) balneare; Giovanni Cortopassi (1943) pensionato; Gianluca Tabarrani (1986) geometra; Leandro Confetti (1960) magazziniere; Paolo Montevecchi (1966) tecnico sicurezza sul lavoro; Andrea Bottari (1969) operaio; Alessandro Betti (1948) operaio cantieri navali; Mara Ramacciotti (1942) pensionata sanità; Cristiano Raffaelli (1970) dipendente Coop; Alessandra Cortopassi (1970) segretaria Federalberghi; Emma Dinelli (1945) assicuratrice; Francesca Silicani, (1985) impiegata.
SEL 
Marino Barsotti, 54 anni balneare; Michelangelo Bianchi, 41 anni fabbro; Nicola Bibolotti, 41 anni disoccupato; Nicola Bonuccelli, 33 anni barman; Luciano Cinini, 69 anni maestro in pensione; Veronica Cortopassi, 53 anni insegnante; Lisa D’Alessandro, 32 anni operatrice sociale; Eugenio Gherardi Angiolini, 58 anni fotografo e insegnante; Nicola Ghirardi, 38 anni falegname navale; Marco Liberatori, 22 anni studente; Amando Mancini, 63 anni dipendente Gaia; Vezio Moriconi, 41 anni librario; Remo Pagliai, 54 anni dipendente Salt; Giulia Pellegrini, 29 anni studentessa; Andrea Pescaglini 41 anni fornaio; Olga Rita Rovai, 58 anni dipendente comunale di Pietrasanta; Gerardo Santini, 32 anni operaio; Alessandro Vallerini 46 anni marittimo. 
PENSIONATI DEMOCRATICI Leonardo Becagli 1980, Fernardo Becagli 1935, Chiara Vigilucci 1985, Veronica Barbuti, 1986; Anna Maria Bigicchi 1962, Gabriella Vornoli 1985, Maria Cristina Mutti 1957, Dina Riggi 1951, Lucia Avesani 1946, Maria Citti 1940, Maria Agnese Giannini 1940, Elisabetta Bonuccelli 1938, Liliana Madrigali 1935, Silvana Cesarali 1932, Franca Polidori 1952, Roberto Rao 1973, Paolo Dalle Mura 1953, Giovanni Polidori 1952, Oriano Mecchi 1948, Adolfo Pagliai 1932, Antonio Pardini 1921.
La Nazione
 Edizione di VIAREGGIO (mer, 4 apr 2012)
Il Futuro al centro dei disegni programmatici
di due formazioni molto attese alla prova
COSTRUIAMO INSIEME IL FUTURO Daniele Dinelli, studente, 1993, Simona Bertelli insegnante 1970, Gionata Raffaelli, funzionario assicurativo 1986, Laura Da Prato cuoca diplomata 1972, Valentina Iardella ragioniera 1980, Nanda Dalle Luche veterinaria 1961, Serena Arrosti laureata in scienze motorie 1974, Silvia Giannini laureata in economia 1981, Alessandro Petri ingegnere 1982, Cristina Luchini avvocato 1968, Caterina Ferri biologa 1985, Alessandro Ceragioli laureato in informatica 1982, Chiara Raffaelli studentessa in economia 1991, Massimo Pellegrini dirigente assicurativo 1962, Vincenza Maria Crisalli agente immobiliare 1960, Antonella Marsili laureata in farmacia 1966, Pasquale Giaconi biologo 1956, Matteo Fibbiani studente universitario 1988, Gabriele Vicari scultore e pittore 1971, Dario Cucchiara laureato in informatica 1974 e Luca Dalle Luche operaio 1990.
FUTURO E LIBERTA’ Anna Maria Cavallini, 1961, soccorritrice; Giovanna Antonini, 1964, agente immobiliare; Simonetta Attuoni, 1956, operatrice socio-sanitaria; Giulio Battaglini, 1978, impiegato; Norina Bellinnazzi, 1934, pensionata; Crescenzo Biondi, 1938, pensionato; Paola Campioni, 1941, agente immobiliare; Debora Chiarini, 1974, imprenditrice; Pier Carlo Dal Torrione, 1960, imprenditore; Sara Del Corso, 1987, studentessa; Denny Scalzo, 1988, operatore televisivo; Laura Fabbri, 1956, commerciante; Sandro Frugoni, 1960, operaio specializzato; Marco Giannelli, 1958, impiegato; Andrea Larini, 1959, commerciante; Alessandro Marchetti, 1970, ristoratore; Veronica Marino, 1977, imprenditrice; Pier Luigi Nesi, 1952, agente immobiliare; Monica Pedonese, 1965, impiegata; Claudio Romani, 1962, commerciante.
 
  Edizione di VIAREGGIO (mer, 4 apr 2012)
TRA NOMI NOTI E GIOVANI RAMPANTI
C’è chi è Alternativa
e chi punta sul cuore
ALTERNATIVA PER CAMAIORE Nicola Angiolucci, 1960, imprenditore settore alimentare; Gianni Bedini, 1957, direttore orto botanico di Pisa; Giuseppe Bottos, 1960, agente immobiliare; Maria Teresa Carloni, 1960, commerciante; Sandro Castoro, 1964, artigiano; Sara Di Leonardo, 1986, studentessa universitaria; Carmelo Donzella, 1955, commerciante; Georgiana Drajneanu, 1974, casalinga; Paolo Farina, 1948, commerciante; Gaia Giberti, 1973, agente immobiliare; Gionata Lemmetti, 1975, commerciante; Daniele Maiolani, 1967, imprenditore settore telecomunicazioni; Giovanni Mari, 1949, pensionato; Giancarlo Marracci, 1936, albergatore e tour operator; Elio Merciadri, 1959, impiegato; Gabriele Migliorini, 1977, hair stilist; Emiliano Moriconi, 1974, artigiano; Alessandro Morelli, 1946, commercianti; Stefano Patrizi, 1980, geometra; Leonardo Pedonese, 1962, libero professionista; Giuliana Pellegrini, 1960, insegnante-scrittrice; Emanuela Pellini, 1966, imprenditrice settore estetico; Luciana Pieruccetti, 1962, impiegata; Roberto Volpi, 1969, assicuratore.
CAMAIORE NEL CUORE Fabrizio Di Giusto, 1950, commerciante in pensione; Luisella Audero, 1963, giornalista; Sabrina Domenici, 1967, fotografa e commerciante; Carmela Saracino, 1944, commerciante in pensione; Matteo Barsotti, 1987, studente; Gabriele Bonuccelli, 1963, ristoratore; Armando Brillante, 1958, dipendente Asl; Emanuele Caldarera, 1938, preside in pensione; Carlo Alberto Carrai, 1974, presidente del Consorzio di promozione turistica; Silvano Chicchi, 1947, ex commerciante; Andrea Domenici, 1960, architetto; Elio Franciosi, 1945, pensionato; Loris Gentili, 1946, pensionato; Giampaolo Marchi, 1944, ingegnere; Franco Marsili, 1943, dirigente sportivo; Giorgio Marsili, 1944, ingegnere; Wanier Palmerini, 1977, ingegnere; Doadi Pardini, 1961, artigiano; Ermanno Pardini, 1952, dipendente della Lazzi; Mario Pardini, 1959, commerciante; Marco Parducci, 1961, geometra; Carlo Piconcelli, 1948, artigiano; Riccardo Porciani, 1952, commerciante e conduttore tv; Antonio Vecoli, 1944, ex commerciante.
 
Edizione di VIAREGGIO (mer, 4 apr 2012)
RUSH finale per le liste elettorali. Ieri mattina è stato depositato l’elenco degli ultimi candidati per le liste Buratti sindaco, Fuxia People e Progetto Forte, andando a completare il quadro dei 6 in lizza per la poltrona di primo cittadino: Umberto Buratti (Buratti sindaco), James Popper (Centrodestra unito per Popper Sindaco), Vasco Franceschi (Insieme per il Forte), Gabriele Monteforte (Progetto Forte), Maria Teresa Baldini (Fuxia People), David Lucii (Movimento 5 stelle).
BURATTI SINDACO: Giuliana Cecchi 55 anni logopedista; Michele Molino 46 anni commercialista; Emanuele Tommasi 45 anni arredatore navale; Francesco Mattugini 48 anni libero professionista; Alessio Felici 35 anni ingegnere civile e barman; Rachele Nardini laureata in scienze politiche; Simone Tonini 35 anni giornalista; Angela Fontana medico; Lorenzo Lucacchini 29 anni laureato in scienze motorie e preparatore atletico; Italo Bibolotti artigiano. 
CENTRODESTRA UNITO PER POPPER SINDACO: Franca Amadei 66 anni presidente Auser; Fabio Balderi 51 anni assicuratore; Ettore Baldi 33 anni titolare del bar ristorante Le Gazzelle; Francesco Bertola 38 anni agente immobiliare; Gaio Giannelli 35 anni ristoratore titolare de Il Pozzo di bugia; Fabio Giannotti 34 anni studente; Filippo Grasso 41 anni insegnante di tennis; Giovanni Lombardi 54 anni agente immobiliare; Attilio Pagani 62 anni commerciante; Rosa Polacci 40 anni presidente degli agenti immobiliari. 
INSIEME PER IL FORTE: Matilde Aliboni 21 anni studentessa; Franchesco Chiroli detto Franco 65 anni pensionato; Piero Franchi 69 anni pensionato; Benedetta Maggi 31 anni libera professionista; Pier Angelo Maggi 64 anni pensionato; Marco Mariani 46 anni commercialista; Carla Mattugini 42 anni imprenditrice balneare; Stella Mazzei 63 anni pensionata; Enrico Stagetti 53 anni agente immobiliare; Egisto Tarabella 58 anni titolare di un’agenzia di pratiche auto.
PROGETTO FORTE: Luca Pedretti 28 anni laureando lettere e filosofia e socio agenzia immobiliare; Gianni Checchi 47 anni agente immobiliare; Elena Tomei 35 anni professoressa e titolare di una scuola di lingue; Alessandro Bindi 41 anni commerciante; Maria Teresa Puliti 51 anni medico pediatra; Luca Maccarone 31 anni imprenditore balneare; Riccardo Santini 41 anni commerciante; Giorgio Ulivi 46 anni dottore commercialista. 
FUXIA PEOPLE: Marco Morini 26 anni commerciante; Giuseppe Porta 62 anni medico chirurgo - psichiatra; Ilaria Bellinzona 38 anni con master in strategie aziendali; Paolo Torrini 70 anni pensionato; Edilia Spinetti 56 anni casalinga e animalista; Franco Pelletti 47 anni ristoratore; Loredana Mascherpa 44 anni dottoressa in economia; Luca Lanza 52 anni operatore commerciale; Claudio Gailli 61 anni commerciante; Francesco Tommasi 56 anni artigiano.
MOVIMENTO 5 STELLE: Andrea Capovani 26 anni diplomato in tecnico dei servizi alberghieri e della ristorazione; Enrico Santambrogio 47 anni commerciante; Gianpaolo Mano 46 anni odontotecnico; Massimiliano Barberi 45 anni operatore balneare; Orlando Balderi 43 anni bioarchitetto e yacht designer; Susanna Casini 52 anni impegnata nel settore del marmo nell’azienda di famiglia; Max Bertoni 27 anni laureando in Chimica all’Università di Pisa; Andrea Dalessandro 41 anni responsabile ufficio tecnico.





Co.As.Ver coordinamento versiliese

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Apr 6, 2012, 7:56:05 AM4/6/12
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VENERDÌ, 06 APRILE 2012
Il Tirreno
 
 
Pagina 18 - Viareggio
 
Scarichi nel Massaciuccoli, segnalazione alla Procura
 
La Capitaneria di porto ha inviato a Lucca testimonianze raccolte e fotografie Il Parco, invece, non ha ritenuto di intervenire sulla base del filmato ricevuto
 
 
 
 

di Donatella Francesconi w VIAREGGIO La Capitaneria di porto, guidata dal comandante Pasquale Vitiello, non ha esitato di fronte alle segnalazioni ricevute dai cittadini del comitato “Salviamo Viareggio” relative allo scarico di acque maleodoranti e di colore giallastro nel canale Le Quindici in via Cimarosa, località Frassetti, a Torre del Lago. Ed ha inviato alla Procura di Lucca (guidata da Aldo Cicala) il verbale di sommarie informazioni al quale sono allegate ben sei foto del luogo e del fenomeno che i cittadini hanno monitorato realizzando un video visibile sul sito del blog “Salviamo Viareggio”. Procura che, al momento, non risulta invece interessata da parte dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arpat) che in un comunicato ufficiale, diffuso in questi giorni, informa di avere a che fare con il fenomeno dal 14 dicembre 2011. Con il sospetto che si possa trattare di «acque contaminate», ma senza aver preso - al momento - alcun provvedimento. Compeltamentte diverso il comportamento tenuto dalla vigilanza del Parco nel cui ambito di tutela ricade la zona in cui il fenomeno è stato riscontrato. Dopo aver ricevuto via mail la segnalazione del video realizzato dal comitato, il comandante Benedetti ha così risposto: «In data 28 marzo (dopo, dunque, che la stampa locale aveva dato ampia notizia degli scarichi, con tanto di foto, ndr) veniva indirizzata una mail che segnalava genericamente una “situazione ambientale” (imprecisata) rimandando ad un link Internet contenente un filmato. Mancando del tutto riferimenti alla natura della segnalazione, i riferimenti di data e luogo del predetto presunto inquinamento, i soggetti che hanno rilevato i fatti segnalati ed il firmatario della mail». Insomma, di fronte al video (ma sarà stato visto?) il Parco si è perso nella burocrazia, spiegando che « per poter procedere formalmente ed efficacemente ad un controllo necessita che la segnalazione sia riconosciuta come effettivamente inoltrata da soggetto avente titolo per il soggetto giuridico collettivo e che i dati vengano forniti al più presto al fine di verificare se effettivamente il fatto segnalato sia in area Parco e se sia pericoloso per l’ambiente». Insomma, il video - solo per il Parco - non è un riferimento buono per muovere uomini e mezzi al fine di tutelare quell’ambiente che all’Ente presieduto oggi da Fabrizio Manfredi è affidato.
 
 
Pagina 18 - Viareggio
 
Canale, Arpat avvia le analisi sulle acque
 
 
 
 

VIAREGGIO Qualità delle acque che vanno al mare da verificare dopo la moria di pesci dei giorni scorsi. Così, ieri mattina, l’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arpat) assistita dagli uomini della Capitaneria di porto, hanno posizionato sotto il ponte di Pisa un “Campionatore per macroinvertebrati bentonici” realizzato con lamelle di faesite - è stato spiegato - che entro un mese saranno colonizzate da larve di insetti e crostacei che, una volta prelevati dai biologi Arpat - saranno gli indicatori biologici di qualità delle acque «Tutto ciò che all’interno delle lamelle - ha spiegato il biologo di Arpat - viene riconosciuto e e dalla’analisi si ricava l’indice biologico». Lo scopo dell’indice biotico esteso (questa la dicitura) è quello di formulare diagnosi della qualità di ambienti di acque correnti sulla base delle modificazioni nella composizione delle comunità di macroinvertebrati, indotte da fattori di inquinamento delle acque e dei sedimenti o da significative alterazioni fisiche dell’alveo bagnato. Insomma, a seconda di quali “animaletti” si insedieranno sul campionatore e di come saranno le loro condizioni, capiremo la qualità delle acque del Burlamacca. «Si tratta - sottolinea la guardia costiera - della prima esperienza di questa tipologia di analisi in un corso d'acqua della provincia di Lucca. Tutto ciò a principale tutela del gran numero di persone, cittadini, pescatori e diportisti, che quotidianamente vivono e lavorano in prossimità del corso d'acqua che divide in due la città». Nell’attesa dei primi dati, sono stati 350 i chili di pesce rimosso dopo la moria che Arpat ha imputato alla presenza, nelle acque dei canali che arrivano al Burlamacca, di un’alga che proliferando ha scatenato un virus che ha ucciso le specie ittiche. Ieri mattina, mentre Arpat era sul posto. ad attirare l’attenzione degli uomini della guardia costiera è stata la scia biancastra che viaggiava in direzione mare e non sembrava avere fine. Forse detersivo, o forse uno scarico di altra natura. La domanda è inevitabile: siamo proprio sicuri che le acque del mare viareggino siano davvero e ancora da bandiera blu? (d.f.)
 
 
Pagina 22 - Viareggio
 
MASSAROSA
 
Come cambiare la città? Lo decidono i cittadini
 
 
 
 

MASSAROSA Si apre, con l'avviso in pubblicazione sul sito del comune di Massarosa, la fase attiva della partecipazione dei cittadini, alla formazione del nuovo strumento urbanistico. Fino al 4 luglio infatti si potranno presentare proposte di intervento (osservazioni specifiche) per la formazione della variante generale al regolamento urbanistico. «Lo scopo - spiega il vicesindaco Adolfo Del Soldato - è quello di favorire un ampio processo partecipativo all'atto con il quale il Comune disciplina lo sviluppo del territorio. Le proposte potranno riguardare alcuni particolari settori di intervento. Voglio lanciare un appello al mondo professionale e ai cittadini: non abbiamo aperto una fase di osservazioni già prima dell'adozione del Piano, ma abbiamo dato la possibilità di fare proposte su questioni specifiche, in modo da disegnare un regolamento urbanistico realistico e calzante con le esigenze del territorio. Questo vuol dire - conclude Del Soldato - che non è il caso di presentare richieste non attinenti ai punti indicati". Gli argomenti in discussione sono infatti la riclassificazione degli edifici storici, la conferma o modifiche alle zone di trasformazione, la conferma o riconsiderazione di B6 (dove si può costruire lasciando un 50% di area pubblica), le zone B5, nuove previsioni per strutture a destinazione turistico-ricettiva, proposte per lotti di edificazione diretta». L'avviso è consultabile sul sito internet del comune di Massarosa.
 
 
Pagina 22 - Viareggio
 
AMBIENTE
 
L’energia pulita si impara
 
 
 
 

Studenti alla scoperta dell'energia pulita. L'appuntamento è per mercoledi prossimo dalle 9 alle 12 per gli alunni delle scuole medie di Massarosa che si recheranno in visita agli impianti fotovoltaici realizzati da Sermas al Brentino e nella frazione di Piano di Conca. Il progetto didattico-educativo, iniziato lo scorso febbraio, ha visto il coinvolgimento di circa 600 studenti delle scuole elementari, medie e superiori di Viareggio, Forte dei Marmi, Camaiore e Massarosa ed è stato promosso dai docenti del piano integrato locale di educazione ambientale per la Versilia che ha sede presso il Cred (Centro risorse educative e didattiche) di Viareggio. .Ad accogliere gli alunni delle scuole di Massarosa e ad accompagnarli nella visita guidata agli impianti saranno il presidente di Sermas Battaglia con il cda aziendale, il sindaco di Massarosa Franco Mungai e l'assessore all'ambiente Damasco Rosi. Il progetto - finanziato da Regione e Provincia per far conoscere le tematiche ambientali - terminerà il prossimo 18 aprile con la visita da parte della scuola Elementare Carducci di Forte dei Marmi.
 
 
Pagina 13 - Regione
 
LUCCA
 
Pali da ormeggio dai brick del latte
 
Il tetrapack riciclato dalla Lucart per le tipiche pertiche veneziane
 
 
 
 

LUCCA Tetrapack riciclato per costruire i tipici pali di ormeggio delle gondole e degli altri battelli nella laguna di Venezia. Ecco cosa significa in pratica l’accordo firmato dalla Lucart Group, il gruppo multinazionale di Lucca leader nel mercato del tessuto cartaceo cologico (carta igienica, carta per cucina, tovaglioli, tovaglie, fazzoletti), con la società Rein, produttrice di attrezzature in plastica riciclata per usi in ambienti marini. Attraverso un’innovativa linea produttiva, unica in Italia e messa a punto negli stabilimenti Lucart di Lucca, l’azienda riesce a ricavare un materiale facilmente riutilizzabile dal tetrapak, la carta impermeabile utilizzata per costruire i contenitori per il latte e altre bevande. Questo processo di trattamento, oltre al recupero delle fibre di cellulosa dei contenitori raccolti grazie alla differenziazione dei rifiuti e utilizzate da Lucart per produrre carta ecologica, permette infatti di avviare al recupero in altre attività manifatturiere anche la parte di materiale plastico e di alluminio utilizzato per costruire la pellicola impermeabile di questi contenitori. In questo caso il polietilene e l’alluminio (dopo un particolare trattamento), verranno utilizzati dalla società Rein srl di Venezia per la realizzazione dei tipici pali da ormeggio veneziani, da segnalazione, in sostituzione dei tradizionali pali in legno che hanno una vita ridotta, evitando così inoltre il taglio, di centinaia di alberi.
 
 
Pagina 19 - Viareggio
 
Crisi in Comune: oggi la nuova sfiducia
 
Per la nuova mozione si prevedono 15 firme e 16 voti. Il sindaco: io vado avanti con la mia proposta fino a che è possibile
 
Cima e Pastechi: non abbiamo litigato
 
 
 
eva fabbri (udc) Riconfermiamo l’ uscita dalla maggioranza e l'impegno ad assumere le iniziative per interrompere l'attuale negativa esperienza amministrativa
 

«Non c’è stata alcuna lite». Antonio Cima, assessore al commercio, ed Athos Pastechi, con delega all’ambiente, giurano di andare d’amore e d’accordo dopo che il “Tirreno” ha pubblicato l’indiscrezione (i corridoi hanno orecchie...) su un loro scontro nei giorni scorsi. «Non abbiamo mai discusso animatamente fra noi - scrivono i due assessori firmando insieme una nota congiunta- tantomeno per la questione dei 20mila euro da destinare alla Viareggio Mare-Notte blu. Con Edoardo Rivola non si è discusso della cosa e neppure il direttore generale ha preso le parti di alcuno». In realtà radio Muncipio racconta di un assessore al commercio particolarmente ombroso, anche alla luce delle notizie apprese sui limiti introdotti nel Regolamento urbanistico sugli edifici della Passeggiata, dove non si potranno realizzare (salvo accettazione delle osservazioni presentate) i negozi della media distribuzione che, invece, lo stesso Cima aveva autorizzato dando il via libera al cambio di destinazione d’uso di due cinema del salotto buono.
VIAREGGIO Si è conclusa la fase delle osservazioni al Regolamento urbanistico adottato dal Comune. In totale sono arrivate 641 osservazioni, per la maggior parte da privati cittadini. Alla prima scadenza ne erano pervenute 405; altre 236 sono giunte nel periodo di proroga: "Possiamo dire - commenta l'assessore all'urbanistica Roberto Bucciarelli - che un cittadino su 100 ha scritto al Comune in merito al Regolamento urbanistico. Ciò significa che c'è stata una buona partecipazione della città all'elaborazione di questo importante strumento urbanistico. Gli uffici inizieranno la verifica puntuale dei documenti, valutando la loro coerenza con la normativa esistente e con gli obiettivi del Regolamento urbanistico e del piano strutturale». Il Regolamento urbanistico è stato adottato dal consiglio comunale il 28 novembre 2011 e pubblicato sul Bollettino della Regione Toscana il successivo 21 dicembre. L'esame delle osservazioni - prevede il sindaco Luca Lunardini - dovrebbe prendere tutta l'estate. Dopo di che, sempre che ci siano le condizioni per farlo, il consiglio comunale sarebbe in grado di adottarlo definitivamente nel prossimo autunno. Questo rimane uno dei nostri obiettivi, come ho avuto modo di dire più volte».
di Donatella Francesconi w VIAREGGIO Già se ne parla come “la firma del Venerdì Santo”: questa mattina alle 11 tutti, penna in mano, nell’ufficio di Paolo Spadaccini. Per dire sì, vergando nome e cognome, alla sfiducia nei confronti del sindaco Lunardini e metter così fine all’esperienza del centrodestra al Governo della città. Quindici firme - è la previsione - e sedici voti: perché Paolo Spadaccini, invocando il proprio ruolo di presidente del consiglio comunale, assicura il voto ma senza aggiungere il proprio nome alla mozione. Resta da capire cosa farà l’altro consigliere Udc, Michele Di Santo, che pure nel corso della riunione del direttivo comunale del partito a tarda notte avrebbe deciso di condividere la linea di un Udc al quale non ha ancora aderito (è solo entrato nel gruppo consiliare). «Se ci sono 15 firme ed una dichiarazione ufficiale - è il commento del sindaco nella serata di ieri - allora trarrò le mie conclusioni. Dal canto mio sto ancora lavorando fino a quando è possibile e dignitoso farlo. E sto lavorando su precisi percorsi progettuali». Che, però, non sembrano aver convinto l’Udc. Il Comitato comunale del partito guidato da Eva Fabbri (alla riunione c’erano anche gli esponenti lucchesi) - si legge in una nota di ieri mattina - «ha evidenziato che non ci sono più le condizioni di condivisione di una esperienza amministrativa che nell’ultimo periodo ha mostrato poche luci e tante ombre». In questo ultimo anno - afferma Eva Fabbri - «abbiamo dato molte indicazioni per favorire un cambio di rotta nella gestione amministrativa della città, ma siamo rimasti inascoltati, anzi, talvolta anche derisi. Ringrazio comunque il sindaco che ha voluto fare un ultimo tentativo per cercare ancora il nostro appoggio, ma purtroppo la situazione ci appare irrecuperabile. Pertanto, riconfermiamo la nostra uscita dalla maggioranza e l'impegno ad assumere in piena autonomia le iniziative utili sia per interrompere l'attuale negativa esperienza amministrativa sia per prepararci, dal punto di vista politico e programmatico, alla scadenza elettorale del 2013». Drastico il commento di Paolo Spadaccini: «Mi sembra che il mio partito abbia scritto la propria posizione sulla pietra». Mentre il centrosinistra tace, si fa sentire - in vista dell’appuntamento di oggi - il coordinatore comunale di Fli, Eugenio Vassalle: «Sia chiaro che chi non firmerà dopo quello che ci siamo detti in tutte le riunioni fatte, o è un parolaio o è stato vittima della campagna acquisti. Per me è un capitolo chiuso».
 
 
La Nazione
    Edizione di VIAREGGIO (ven, 6 apr 2012)
SEMBRA QUASI un appuntamento all’Ok Corral, ma in realtà quello di stamani che dovrebbe in teoria decretare l’ultimo duello a colpi di voti e la successiva morte (politica, s’intende) della giunta Lunardini, potrebbe risolversi in una sparatoria a salve. I ‘frondisti’ della giunta Lunardini si ritrovano infatti alle 11 nella sala dei consiglieri al primo piano del palazzo comunale per firmare l’ormai famosa mozione di sfiducia del primo cittadino. Ma il progetto, portato avanti con iniziativa bipartisan, rischia però di naufragare nel nulla perché, alla fine dei giochi, i voti dell’Udc potrebbero effettivamente mancare. Paolo Spadaccini forse vota la mozione in consiglio comunale, ma non la firma in quanto presidente del consesso. Michele Di Santo, peraltro non ancora tesserato Udc, fa sapere che mai e poi mai né fla irmerà né la voterà.
PER PORTARE in consiglio una mozione di sfiducia bastano 12 firme, ma poi all’atto pratico, come detto, servono 16 voti per l’approvazione in consiglio comunale. Stamani in sostanza la mozione sarà firmata e protocollata. Trovare le 12 firme non sarà un problema. I guai per i frondisti nasceranno al momento del voto in consiglio comunale. Il conteggio è già partito. L’adesione riguarda i 9 del Pd, più 2 di Sinistra Arcobaleno e 1 di Vivere Viareggio. E siamo a 12. Poi ci sono 2 del gruppo misto. E siamo a 14. Spadaccini forse voterà a favore e si andrebbe a 15. E l’ultimo voto? Al momento Di Santo dice che non voterà quella mozione. In ballo c’è anche Puccinelli, altro ago della bilancia che opposizione e maggioranza stannno tirando per la giacchetta. Come si comporterà al momento del voto? Difficile dirlo adesso.
AL MOMENTO ci limitiamo a registrare il pensiero di Michele Di Santo. «Sono ancora in una fase di riflessione — ha detto — ma sicuramente no, non firmo la mozione. E neppure la voto. Sono venuto via dal Pdl perché governato da un padre-padrone. Ma ribadisco che intendo valutare volta per volta l’eventuale appggio a Lunardini, da uomo libero, senza condizionamenti di sorta né da una parte né dall’altra. Del resto credo che Lunardini non sia il bersaglio di questa mozione. Sta pagando per colpe non sue».
I PROMOTORI della mozione bipartisan non si perdono però d’animo. Antonio Batistini capogruppo del Pd preferisce non rilasciare dichiarazioni e si limita a dire che «se abbiamo deciso di ritrovarci domattina (oggi per chi legge) vuol dire che abbiamo i nostri motivi». Eugenio Vassalle del Fli manda un ultimo messaggio ai possibili firmatari «Chi non firmerà dopo quello che ci siamo detti in tutte le riunione fatte — ha chiosato — è un parolaio. Per quanto mi riguarda l’era Lunardini è finita, è un capitolo chiuso e bisogna guardare avanti».
Paolo Di Grazia
La Nazione   Edizione di VIAREGGIO
(ven, 6 apr 2012)
EQUILIBRI
Puccinelli diventa
l’ago della bilancia
LA QUESTIONE politica è più che mai in ballo. Di Santo è uscito allo scoperto dicendo che non voetrà per la mozione di sfiducia. Cosa farà invece Bruno Puccinelli? Dalla parte della maggioranza sono sicuri: anche lui non voterà quel documento presentato dalle minoranze. Le tratattive sono aperte.
      Edizione di VIAREGGIO (ven, 6 apr 2012)
IL RETROSCENA DIMISSIONI IMPROVVISE DI ANDREA ORLANDI DA CONSIGLIERE DELLA PATRIMONIO
L’Udc va avanti con la linea dura, ma il fronte si spacca
L’UDC ribadisce la sua sfiducia alla giunta Lunardini. Lo ha fatto mercoledì sera al termine di una riunione ospitata alla Capannina del Marco Polo. «La linea politica da seguire è stata decisa all’unanimità», ha detto il segreatio comunale Eva Fabbri. ma in realtà voci fuori dal coro ci sono state. Ne sono testimonianza le dimissioni improvvise di ieri mattina di Andrea Orlandi da consigliere della Patrimonio. Dimissioni in aperto conflitto con il suo partito di appartenza, cioé l’Udc. Il diretto interessato preferisce non commentare, ma sta di fatto che ha depositato tre lettere (al sindaco, al presidente della Patrimonio e al segretario del suo partito) nelle quali in sostanza spiega che nel corso della riunione di mercoledì sera è stato zittito in malo modo in quanto ha espresso perplessità sulla linea politica da tenere. Qualcuno gli avrebbe fatto notare che il suo disaccordo nasceva dalla volontà di mantenere l’incarico alla Patrimonio. Di qui le dimissioni per poter tornare a parlare all’interno del partito senza sentirsi vincolato in alcun modo.
Ad ogni buon conto nell’Udc comunale ha nuovamente prevalso la linea dura nei confrotni della giunta Lunardini espressa dal segretario Eva Fabbri: «Dopo un lungo ed approfondito dibattito il comitato comunale ha preso atto che le proposte avanzate dal sindaco sono insufficienti e non tengono conto della gravità della situazione. Non ci sono più le condizioni di condivisione di un’esperienza amministrativa che nell’ultimo periodo ha mostrato poche luci e tante ombre. In questo ultimo anno abbiamo dato molte indicazioni per favorire un cambio di rotta, ma siamo rimasti inascoltati, talvolta anche derisi. Ringrazio comunque il sindaco che ha voluto fare un ultimo tentativo per cercare ancora il nostro appoggio, ma purtroppo la situazione ci appare irrecuperabile».
 
La Nazione  Edizione di VIAREGGIO
(ven, 6 apr 2012)
ITER CONCLUSO
Le osservazioni
al Regolamento
Urbanistico
sono a quota 641
SI E’ CONCLUSA definitivamente la fase delle osservazioni al Regolamento urbanistico adottato dal Comune. In totale sono arrivate 641 osservazioni, per la maggior parte da privati cittadini. Alla prima scadenza ne erano pervenute 405; altre 236 sono giunte nel periodo di proroga. «In media – commenta l’assessore all’urbanistica Roberto Bucciarelli – un cittadino su 100 ha scritto al Comune in merito al Regolamento urbanistico. Ciò significa che c’è stata una buona partecipazione della città. Nel bene o nel male, la gente ha voluto dire la sua sul regolamento». Adesso l’amministrazione comunale dovrà valutare e tenere conto di ogni singola osservazione. Gli uffici inizieranno la verifica puntuale dei documenti, valutando la loro coerenza con la normativa esistente e con gli obiettivi del piano strutturale. «Personalmente — prosegue Bucciarelli — sono soddisfatto: continueremo a portare avanti il lavoro perché crediamo di poter consegnare alla città uno strumento utile a favorire una nuova partenza dell’economia locale. Attualmente infatti, dal punto di vista normativo ci troviamo in una fase di doppia salvaguardia, il che comporta regole eccessivamente restrittive».
Il Regolamento è stato adottato dal consiglio comunale il 28 novembre 2011 e pubblicato sul Bollettino della Regione Toscana il successivo 21 dicembre. «L’esame delle osservazioni – prevede il sindaco Luca Lunardini – dovrebbe prendere tutta l’estate. Dopo di che, il consiglio comunale sarebbe in grado di adottarlo».
 
 La Nazione  Edizione di VIAREGGIO
(ven, 6 apr 2012)
QUERCETA ATO
Stanziati i fondi
per il depuratore
Staccioli: «Gaia
adesso provveda»
ARRIVANO i soldi per realizzare l’impianto di Querceta che consentirà la depurazione delle acque reflue nell’Ato 1-Toscana Nord. Lo annuncia Marina Staccioli, consigliera regionale del Gruppo Misto e coordinatore di Movimento Identità Toscana. «Le risorse destinate dalla Regione Toscana — spiega in una nota — sono pari a 1,8 milioni di euro, sufficienti a coprire quasi del tutto le spese. Ma è il gestore del servizio idrico, cioè Gaia, che deve dare attuazione al progetto. I fondi regionali verranno infatti stanziati di pari passo all’avanzamento dei lavori». Per l’Ato 1, inoltre, la Regione ha stanziato altri 1,9 milioni di euro per l’anno 2012-2013.
«Basta col rimpallo delle responsabilità — continua la Staccioli — i ritardi nell’attuazione di questa opera sono da imputare al soggetto gestore del servizio idrico e ai Comuni dell’area. Oltretutto l’Ato 1 è quella che ha investito e investe meno nel rinnovo della rete: poco più del 30% del capitale previsto. L’attuale depuratore riesce a malapena a sopperire alle esigenze, a maggior ragione d’estate. Puntualmente — dichiara inoltre la Staccioli — con la stagione turistica si ripresentano gli stessi problemi: pericolo di inquinamento del fiume e di conseguenza del mare nelle immediate vicinanze alla foce. Rischi che conosciamo bene, a cui si aggiunge la salmonellosi». Gli interventi previsti per l’implementazione dell’impianto sono già inseriti nel Piano di Ambito, dunque i costi sono già stati calcolati nella formulazione delle tariffe. Il che significa: nessun aumento in bolletta in seguito alla realizzazione del nuovo depuratore».

 
   Edizione di VIAREGGIO (ven, 6 apr 2012)
ROMA 
EPPUR si muove. La prima fase del piano di ammodernamento del trasporto pubblico locale lanciata da Trenitalia nel 2009 con investimenti per 1.250 milioni di euro inizia a dare i suoi frutti con i primi treni consegnati a Toscana, Lazio e Liguria ai quali seguiranno quelli che andranno a Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto e Lombardia. Ma Trenitalia sa bene che serve molto di più e così ieri ha annunciato un nuovo piano da 1.250 milioni di euro: le gare dovrebbero partire entro poche settimane e già Ansaldo Breda e Bombardier si sono dette pronte. Vista la crisi, la boccata di ossigeno è fondamentale.

«SUL FRONTE dei trasporti il vero problema del Paese — ha sottolineato l’ad di Fs, Mauro Moretti — è far fronte alle necessità dei pendolari nelle grandi città: abbiamo infatti una domanda in aumento, che nei soli primi tre mesi del 2012 è cresciuta di un altro 6%. E così, dato che in questi anni abbiamo risanato, questo ci dà oggi la possibilità di reinvestire gli utili fatti con i Frecciarossa nel trasporto regionale». 
Il piano 2009 — che sarà terminato a luglio 2014 — aveva finanziato l’acquisto di 350 carrozze a due piani di tipo Vivalto, in costruzione nelle officine di Ansaldo Breda e verranno consegnate al ritmo di 12-14 al mese, il che consentirà di allestire (a seconda della composizione) da 50 a 66 treni nuovi di zecca. Sempre con il piano 2009 erano state acquistate 150 locomotive E464, costruite dalla Bombardier a Vado Ligure: 100 sono state già consegnate le restati arriveranno entro la metà del 2013, portando il totale a 688. Terzo pilastro di quel piano era il ‘revamping’ delle vecchie carrozze, che ne riqualificherà 1600 entro il 2014. Considerando che le carrozze destinate al servizio pubblico locale sono ben seimila, il grosso resta da fare ed è con questa consapevolezza che le Ferrovie hanno dato il via al nuovo investimento da 1.25 miliardi che saranno utilizzati per acquistare 130 treni (90 metropolitani e 40 convogli diesel) più una opzione per altri 60. E che ce ne sia urgente bisogno lo dimostra l’attuale deficit di capacità nelle ore di punta, ammesso ieri anche da Moretti.

«IL TRASPORTO pubblico locale — ha detto il ministro dello Sviluppo Corrado Passera — è al centro all’attenzione del governo. Siamo intervenuti in questo settore sin dall’inizio con il Salva Italia con il quale abbiamo destinato 1.2 miliardi per sopperire alla mancanza di fondi e poi con il Cresci Italia abbiamo aperto il mercato e liberalizzato il trasporto pubblico locale. Puntiamo sulle ferrovie sia dal punto di vista infrastrutturale che della filiera produttiva, che può e deve essere rilanciata». E infatti il nuovo piano è ossigeno per le aziende del settore e darà linfa a 17 impianti in 10 regioni che occupano complessivamente 8 mila dipendenti. 
A. Farr.






Co.As.Ver coordinamento versiliese

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Apr 7, 2012, 6:18:38 AM4/7/12
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SABATO, 07 APRILE 2012
Il Tirreno
 
 
Pagina 17 - Viareggio
 
Prevenzione: va in pensione il dottor Angotzi
 
 
 
 

È andato in pensione il dottor Giuliano Angotzi (in foto), direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl 12. In azienda dal 1987, quando entrò come responsabile del servizio di prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, circondato già da una meritata fama di competenza professionale nella medicina del lavoro e in tossicologia occupazionale in particolare. Da allora la sanità versiliese ha potuto beneficiare della sua opera come direttore del dipartimento di prevenzione e come direttore sanitario nel periodo difficile di riduzione a 12 delle Unità Sanitarie Locali toscane e di accorpamento degli ospedali. In seguito il dr. Angotzi ha preferito tornare al suo lavoro originario di Responsabile della prevenzione nei luoghi di lavoro. Dove ha lavorato senza far mai mancare la sua esperienza e la sua professionalità.
 
 
Pagina 33 - Viareggio
 
L’ACCORDO
 
L’impianto Ersu di via Olmi accetta i rifiuti vegetali
 
 
 
 

PIETRASANTA Sarà possibile conferire i rifiuti vegetali direttamente presso l’impianto Ersu di via Olmi. A sancirlo un accordo firmato recentemente dalla stessa azienda e dal Gruppo di Mestiere giardinieri della Versilia, costituito all’interno della Confartigianato Imprese Lucca e rappresentato dal direttore Roberto Favilla. «I vantaggi di questa intesa sono sia di carattere economico che di tempistica di conferimento - spiegano dall’azienda di raccolta e smaltimento rifiuti Ersu - con la possibilità di creare una filiera fra operatori professionali e società che si occupano di recupero dei rifiuti ed impiego delle biomasse in modo da poter parlare di sistema e superare la logica di impianto-cliente». «Così facendo - conclude Ersu nella presentazione dell’accordo con i giardinieri - sarà anche possibile combattere l’abusivismo nello smaltimento dei rifiuti vegetali, creando procedure e accessi agli impianti facilitati».
 
La Nazione
 Edizione di VIAREGGIO (sab, 7 apr 2012)
PIETRASANTA ACCORDO FRA ERSU E GIARDINIERI
Regolamentato e agevolato
il conferimento del verde
ACCORDO fatto tra Ersu e giardinieri per regolamentare e agevolare il conferimento del verde. E’ stata infatti sottoscritta tra Ersu ed il Gruppo di Mestiere Giardinieri della Versilia (costituito all’interno della Confartigianato Imprese) un’intesa finalizzata a disciplinare il deposito dei rifiuti al l’impianto di via Olmi. L’accordo prevede nello specifico l’istituzione di una fascia oraria con privilegio di accesso per i giardinieri iscritti al gruppo di mestiere della Confartigianato e la possibilità di conferire le biomasse vegetali in tronchi di diametro minimo 10 centrimetri senza alcun costo (il corrispettivo per il conferimento dei rifiuti vegetali decresce all’aumentare delle quantità conferite). Fissato anche un tariffario agevolato per fasce chilometriche, per i servizi di trasporto dei rifiuti vegetali svolti da Ersu per i giardinieri. Le finalità dell’accordo sono molteplici: offrire un servizio agli operatori professionali quanto più possibile corrispondente alle loro esigenze, combattere l’abusivismo nello smaltimento dei rifiuti vegetali creando procedure e accessi agli impianti facilitati e aprire agli operatori professionali la possibilità di distinguere tra il rifiuto e la biomassa vegetale, offrendo un canale di recupero a costo zero e incentivare il conferimento dei rifiuti negli impianti di recupero.
 
 
    Edizione di VIAREGGIO (sab, 7 apr 2012)
Carbonaie: i terreni già bonificati
si riempiono di percolato da trattare
BONIFICA delle Carbonaie: la V Commissione consiliare della Provincia ha incontrato i rappresentanti di Arpat per un punto sull’avanzamento dei lavori. Precisato che quella delle Carbonaie non è una discarica ma una bonifica ambientale, è stato rilevato che in corso una procedura di autorizzazione presso Ato per poter scaricare il percolato e le acque di bonifica nella fognatura, cosa che sarà possibile a patto che si effettuino controlli costanti sul funzionamento del depuratore: dai controlli sulle falde e sui terreni liberati dai rifiuti è emerso che gli scavi si riempiono di liquido, originato dal percolato della vecchia discarica ed acque di falda, che deve essere raccolto e trattato. La Commissione ha concluso i lavori chiedendo agli uffici degli enti interessati di continuare a monitorare con cura e costanza la situazione.
 
Il Tirreno
Pagina 19 - Viareggio
 
Sugliano salva sindaco e giunta
 
Traghettato nella Dc, l’ex presidente di Mover convince Michele Di Santo che lascia l’Udc e non vota la sfiducia
 
Quando Di Santo criticò Lunardini: in consiglio c’è da vergognarsi
 
 
 
 

Michele Di Santo, eletto nella liste del Pdl, entra in consiglio al posto di Alessandro Santini, capogruppo passato alla guida della Fondazione Carnevale. Il 23 febbraio lo “strappo”: Di Santo annuncia il passaggio al gruppo dell’Udc che in consiglio ha il presidente Paolo Spadaccini. «Tutto il mio impegno profuso in questi anni con l’amministrazione, tutti i programmi che avevo preparato, i progetti presentanti - afferma il consigliere nello spiegare la propria scelta - sono rimasti lettera morta. E questo mi ha dato visibilmente fastidio. Quando la crisi di Giunta scoppia con l’Udc che lascia la maggioranza, Di Santo è al fianco del presidente e ci mette del suo nel criticare l’amministrazione ed il sindaco: ««Ogni tanto c’era da vergognarsi in consiglio. E questo mi ha dato terribilmente fastidio». (d.f.)
di Donatella Francesconi wVIAREGGIO «Era già tutto previsto», cantava Riccardo Cocciante continuando: «Anche l'uomo che sceglievi e il sorriso che gli fai mentre ti sta portando via...». Michele Di Santo, consigliere comunale nelle fila prima del Pdl e poi dell’Udc ha scelto il suo “uomo” ieri pomeriggio firmando un comunicato insieme a Ginetto Sugliano (ex presidente Mover) nel quale annuncia il suo passaggio di partito con l’adesione alla Democrazia cristiana, spiegando - nero su bianco: «Non voterò, con scienza e coscienza, alcuna sfiducia all'amministrazione comunale e con cui mi confronterò con onestà intellettuale per riordinare quegli obiettivi di fine mandato che la città tutta attende». Di Santo sembra essersi svegliato da un brutto sogno. Seduto al fianco di Paolo Spadaccini, presidente del consiglio comunale e uomo-chiave dell’Udc, appena la crisi in Comune scoppia non risparmia dichiarazioni pesanti: «Ogni tanto c’era da vergognarsi in consiglio. E questo mi ha dato terribilmente fastidio». È il giorno in cui l’Udc esce dalla maggioranza e Di Santo compare in tv e e foto tra le fila del gruppo cui ha aderito. Salvo scrivere, nel comunicato diffuso ieri: «L’Udc, nella sua ultima riunione, ha deciso di abbandonare la maggioranza e lasciare il centrodestra per appoggiare il centrosinistra». Quel centrosinistra che ieri mattina si è riunito con Eugenio Vassalle (Fli ). Nino Sergiampietri (Vivere Viareggio) e lo stesso Paolo Spadaccini per firmare con loro una nuova mozione diversa da quella presentata dal solo centrosinistra in apertura di crisi: 14 le firme e 15 i voti con la dichiarazione di assenso di Spadaccini. Ma Michele Di Santo, pur atteso, non si è presentato. Mandando in fumo la speranza di sfiduciare il primo cittadino, oggi salvato da Ginetto Sugliano che si è “portato via” il consigliere ondivago. Al voto in consiglio finirà 15 a 15: e Lunardini con la sua Giunta festeggiano la ritrovata maggioranza. Che potrebbe vedere per Di Santo l’assessorato al bilancio: «Non vi aspiro - spiega il consigliere - anche se alcuni non negano le mie eventuali qualità, soprattutto nel settore finanziario». «Non c’è limite al ridicolo», commenta Andrea Palestini, consigliere del Pd. Massimiliano Baldini, coordinatore del Movimento cittadini, punta il dito sulla «coppia Di Santo -Spadaccini. Entrambi fieri sostenitori e firmatari di tutti i provvedimenti della Giunta Lunardini fino a poche settimane fa, di fronte al cambio di rotta del loro partito, se ne inventano di tutti i colori pur di frapporre ostacoli alla sfiducia». Per Milziade Caprili (Sinistra Arcobaleno): «Ho firmato una seconda mozione solo - altrimenti mi sarebbe andata più che bene la prima - perché mi è stato detto che era condizione sine qua non sarebbe stato raggiunto il fatidico numero 16. Il balletto indegno che la città è costretta a vedere ci dice che così non sarà...»
 
La Nazione
  Edizione di VIAREGGIO (sab, 7 apr 2012)
Quattordici firme e 15 voti: non bastano
Di Santo passa alla Dc Toscana, sembra un flop la nuova mozione di sfiducia a Lunardini
di BEPPE NELLI
QUATTORDICI firme, 15 voti. Per ora. La nuova mozione di sfiducia che ha sostituito quella a 12 firme già ritirata dal centrosistra ha un testo deideologizzato e meta-partitico che la rende accettabile da sinistra a destra andata e ritorno. Sarà protocollata stamani perché, come ha detto Andrea Palestini, «speriamo che il Vener-Di Santo porti consiglio». Giochino di parole che rinvia a Michele Di Santo, e con lui a Bruno Puccinelli, detentori di quel voto che ancora manca per mandare a casa il sindaco Luca Lunardini. Ma Palestini non sapeva ancora che Di Santo aveva già lasciato l’Udc per aderire alla Democrazia Toscana Toscana proprio in antitesi a quello che ha definito un appoggio al centrosinistra.
IERI mattina nella saletta delle commissioni si sono riuniti i consiglieri dello schieramento trasversale autore della nuova mozione: Giulio Barsacchi, Antonio Batistini, Lorenzo Bertoli, Leonardo Betti, Milziade Caprili, Romina Cortopassi, Giorgio Fruzza, Isaliana Lazzerini, Antonio Nicoletti, Andrea Palestini, Franco Paterni, Chiara Romanini, Nino Sergiampietri, Eugenio Vassalle. Qualche assente per ragioni di lavoro ha firmato subito dopo, non Paolo Spadaccini, accompagnato dalla coordinatrice dell’Udc Eva Fabbri, al quale il partito ha chiesto di non sottoscrivere la mozione per ragioni etiche essendo lui il presidente del consiglio comunale. Spadaccini però ha assicurato che la voterà.
IL TESTO è breve: «Il consiglio comunale di Viareggio, considerata la gravissima crisi economica e sociale che colpisce la nostra città, ritenuto che la giunta Lunardini abbia dimostrato di non saper affrontare questa situazione, che questa condizione di paralisi del governo cittadino non possa proseguire ulteriormente, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 52 Dlgs 267/00 sfiducia il sindaco Luca Lunardini». Per essere approvata, col conseguente immediato commissariamento del comune, servono 16 voti. Per legge deve essere discussa non prima di 10 giorni e non oltre 30 dalla presentazione. La conferenza dei capigruppo è già fissata per martedì. «Intendo metterla in votazione l’undicesimo giorno», ha detto ieri Spadaccini. Se viene protocollata stamani, sarà votata il 18 aprile. «Data fatidica», ha commentato Palestini.
PER ORA dunque la mozione è sostenuta organicamente da Pd, Sel, Fds, Arcobaleno, Vv, Fli e Udc. Nell’Udc il caso di Michele Di Santo, divenuto capogruppo pur non essendo iscritto e quindi non soggetto alla disciplina di partito come Spadaccini, è già chiuso. Di Santo è già passato alla Dc rinata che appoggia Lunardini. Resta Bruno Puccinelli, ondivago, ma questi singoli suffragi divengono soggetti a trattativa. Nei giorni scorsi ci sono state discussioni sul regolamento urbanistico, il cambio degli assessori, e chissà che altro. Del resto una firma sulla mozione non è un’obbligazione, anche chi ha firmato potrebbe non confermare il voto in consiglio. E con questo clima ballerino ci sono anche possibili assenze per malattia, astensioni, e chissà che altro. Bilancio di previsione, regolamento urbanistico, mozione di sfiducia: sono atti accomunati dal numero minimo di 16 voti richiesti per l’approvazione, la maggioranza qualificata che nessuno al momento ha. Si rischiano 11 giorni di vero mercato delle vacche. «In questa situazione sarebbe meglio andare a casa», s’è lasciato scappare ieri l’assessore Antonio Cima. La maggioranza organica, di qua e di là, manca. La decenza arranca.
 
Il Tirreno
Pagina 24 - Viareggio
 
Bocchette, partono i lavori per le strade
 
La zona industriale vuol diventare eco-sostenibile. Gli interventi affidati alla ditta Varia
 
 
 
IL PRESIDENTE Nonostante la crisi stiamo cercando di ottenere altri fondi dall’Unione Europea: in ballo ci sono ancora tre milioni di euro
 

CAMAIORE Un'area industriale ecosostenibile, a minor impatto ambientale possibile. Prendono il via, subito dopo Pasqua, i lavori per il progetto Apea (area produttiva ecologicamente attrezzata) nell'area artigianale delle Bocchette. A darne notizia lo stesso Consorzio, ad effettuare gli interventi la Varia Costruzioni. «La ditta che effettuerà i lavori - annuncia lo stesso Consorzio Le Bocchette - sarà la Varia Costruzioni, ditta con la quale avremo nei prossimi giorni un incontro per definire l'iter procedurale. Nei giorni a venire, il Consorzio si attiverà con comunicazioni costanti agli associati, informando su problematiche legate a scavi, allacci, chiusura accessi o quant'altro possa essere di interesse collettivo». Il progetto Apea nasce dalla volontà del Consorzio le Bocchette, subito accolta dall'amministrazione comunale di Camaiore, di garantire un'area industriale più vivibile, più bella e sostenibile. «Siamo sicuri - commenta il presidente Sergio Cerri - che con il progetto Apea si offrirà una opportunità di crescita all'area e alle imprese appartenenti alla stessa». Il Consorzio inoltre sta lavorando di concerto con il Comune perché oltre al primo progetto Apea, di 3 milioni di euro, possa essere ripresentato un nuovo progetto, per integrare e a completare le strade, seppur poche, rimaste escluse con il primo progetto. Grazie al progetto Apea infatti si sono aperte ulteriori progettazioni, complementari ai principi del bando, legate a bandi dell'Unione Europea. «Che ci auguriamo siano visti con favore dalla stessa Commissione Europea - scrive il presidente - così da essere ammessi e finanziati; avremo la conferma nei mesi a venire». Questi progetti tra l'altro darebbero vita a nuovi ed ulteriori piani di lavoro, e possibilità di investimenti, ma anche di business con altri paesi, scambio di pratiche e miglioramenti per tutta l'area artigianale. «Siamo fiduciosi e nonostante il periodo "nero" - dice la direttrice del Consorzio Chiara Serreli - vogliamo proseguire verso un percorso di crescita: abbiamo il dovere morale di farlo. Altre idee e progetti, legati ad altri aspetti, come la formazione, stanno mano a mano, prendendo piede e dovrebbero vedere la loro realizzazione entro breve».
 
 
Pagina 22 - Viareggio
 
Un tesoro in cucina con gli erbi di campo È la “Via dell’orto”
 
l’evento
 
 
 
 

CAMAIORE Un grande orto a cielo aperto, con appezzamenti coltivati, sementi, erbe. Mancano ormai meno di dieci giorni all'appuntamento che, in breve tempo, è entrato nei cuori dei camaioresi. Torna infatti sabato e domenica prossimi (14 e 15 aprile) "E' la via degli orti", giunto alla sua terza edizione. Novità del 2012: quest'anno sporte in tela gratis per tutti i visitatori. Orti, sementi, erbe ed erbarie saranno protagonisti assoluti della manifestazione. Tra i tanti eventi collaterali, confermata, dopo il successo del 2011, l'iniziativa "Andar per erbi", una passeggiata nei dintorni di Camaiore alla ricerca di erbe spontanee, che si terrà domenica 15 aprile, all 10.30. «Alcuni professori della Facoltà di Agraria dell'Università di Pisa - spiega il presidente della Circoscrizione 1 Giovanni Bonuccelli - accompagneranno i partecipanti in un'escursione nella zona di Teneri, spiegando caratteristiche e proprietà delle erbe spontanee, riprendendo una tradizione locale un tempo molto praticata dai camaioresi». Si tratta di una passione, quella per gli erbi, che a Camaiore prende sempre più piede. Durante tutto l'anno infatti si susseguono iniziative del genere, che quasi sempre terminano con gustosi pranzi a base delle erbe appena colte nei campi. Per questi due giorni bucolici a Camaiore sono attesi personaggi di livello nazionale e volti noti del piccolo schermo, i cui nomi sono ancora top secret. Novità di questa edizione la distribuzione di sporte agli stand, come chiarisce l'assessore al turismo e all'ambiente Claudia Bonuccelli: «Quest'anno abbiamo deciso di collegare gli "Orti" all'iniziativa nazionale "Porta la Sporta", a cui il Comune di Camaiore ha sempre aderito. Quale occasione migliore di questa per promuovere i valori della tutela dell'ambiente e del territorio? Distribuiremo agli stand presenti durante "È la via dell'orto" le sporte riutilizzabili, che saranno così distribuite ai visitatori.
 
 
Pagina 4 - Cronaca
 
Lombardo pronto a lasciare Sicilia verso nuove elezioni
 
 
 
 

PALERMO La Sicilia scivola verso il voto anticipato, ancora un volta sotto i colpi della magistratura. Il governatore Raffaele Lombardo, per il quale giovedì è partita la richiesta di rinvio a giudizio dopo l’imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato, ha assicurato che non resterà ad aspettare la decisione del giudice. «Prima che il gup emetta qualunque giudizio - ha dichiarato - mi sarò già dimesso, indifferentemente dal fatto che ci sia un rinvio a giudizio o l’archiviazione. Anche nel caso in cui dovessi convincermi a seguire il rito abbreviato, esaurita quella fase, un minuto prima del verdetto sarò un semplice cittadino e non più presidente della Regione. Decido questo per amore della Sicilia e rispetto per la carica che ricopro». Le elezioni anticipate in Sicilia, dunque, per dirla con Lombardo, «sono un’idea plausibile». Effetto delle dimissioni, infatti, è lo scioglimento dell’Assemblea. Intanto il presidente della Regione si difende: «Non ho mai segnalato un’impresa, un lavoro, una concessione, un’autorizzazione, nè favorito mai nessuno».
 





Co.As.Ver coordinamento versiliese

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Apr 8, 2012, 4:06:37 AM4/8/12
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DOMENICA, 08 APRILE 2012
Il Tirreno
 
Pagina 13 - Viareggio
 
Pagina 21 - Viareggio
 
«Ambiente, basta chiacchiere»
 
Patrizia Gemignani a Falascaia: via l’inceneritore ma non a spese dei cittadini
 
 
 
 

CAMAIORE Aderire al piano "Rifiuti Zero". Dismettere (o meglio far dismettere dalla società) l'impianto di incenerimento. Incentivare la raccolta differenziata e l'energia pulita. E' sull'ambiente che Patrizia Gemignani, candidata sindaco di "Alternativa per Camaiore", ha incentrato gran parte del suo discorso. Non a caso, per presentare il suo programma, ieri mattina, ha scelto proprio un piccolo stand davanti l'impianto di Veolia di Falascaia. Sotto un cielo minaccioso di pioggia e con il grande inceneritore alle spalle Gemignani ha parlato chiaro. «Questo impianto deve essere smantellato. Ma deve essere bonificata anche tutta l'area e i fossi d'acqua. Non a spese dei cittadini, che mi pare hanno già pagato cara questa gestione dei rifiuti, ma a spese della società». Dietro di lei alcuni dei candidati al consiglio comunale. Davanti diversi cittadini, e molti rappresentanti dei comitati ambientalisti di Capezzano e Camaiore. L'altro punto forte del programma è la partecipazione. «Il Comune deve farsi sentire all'interno di Cav. Ma i cittadini e i comitati - ha detto Gemignani - devono partecipare attivamente a tutte le scelte che li riguardano. Siamo stanchi della politica che non fa altro che parlare: agli indecisi chiedo un ultimo sforzo di fiducia nei nostri confronti. Siamo una piccola lista civica autofinanziata e senza tessere di partito in tasca - ha concluso - ma comunque andranno le elezioni, la nostra lista civica sarà presente e continuerà a portare avanti le proprie battaglie». Marco Pomella
 
 
Carbonaie, controlli Arpat sul percolato negli scavi
 
 
 
 

VIAREGGIO È alta l'attenzione della Provincia sulla vicenda della bonifica della discarica delle Carbonaie. Dopo la riunione informativa e il sopralluogo effettuato nelle scorse settimane, la quinta commissione consiliare nei giorni scorsi, insieme alla vice presidente della Provincia e assessore all'ambiente Maura Cavallaro ha incontrato i rappresentanti di Arpat che hanno illustrato nei dettagli lo stato di avanzamento dei lavori. Quella delle Carbonaie non è una discarica ma una bonifica ambientale di cui Arpat sta monitorando con cura tutte le operazioni. È in corso, inoltre, una procedura di autorizzazione presso Ato per poter scaricare il percolato e le acque di bonifica nella fognatura, cosa che sarà possibile a patto che si effettuino controlli costanti e puntuali sul funzionamento del depuratore. Arpat, infatti, ha svolto attività di controllo sia sulle falde acquifere che sui terreni fino ad oggi liberati dai rifiuti e ha segnalato che durante le operazioni di bonifica gli scavi tendono a riempirsi di liquido, originato dal percolato della vecchia discarica ed acque di falda, che deve essere adeguatamente trattato.
 
 
Pagina 31 - Viareggio
 
Sotto la tenda niente festa per chi lotta per il lavoro
 
Dalla Panem di Altopascio all’Alce di Fornoli, giorno amaro per tanti operai Il sindacalista Braccini: «La disoccupazione mette a rischio anche le famiglie»
 
L’ALTRA PASQUA »LE VITTIME DELLA CRISI
 
 
 
 

LUCCA L’altra Pasqua è quella di chi lotta anche nel giorno di festa per non perdere il proprio posto di lavoro, in difesa del salario e della dignità, con una famiglia da mandare avanti e un futuro pieno di nubi come il cielo di questi giorni. Alla Panem si ritroveranno ancora una volta sotto il tendone, dove sulla studa sarà messo il solito pentolone per preparare il pasto agli operai che si alterneranno anche oggi al presidio sul piazzale dell’azienda. Che una volta, fino a qualche anno fa, era l’orgoglio del paese , s’identificava con la tradizione di Altopascio. Oggi invece è simbolo di lotta. «Abbiamo trascorso qui Natale e Capodanno e adesso ci apprestiamo a passarci anche la Pasqua», dice Roberto, uno de 57 operai che dal 4 dicembre ruotano sotto il tendone. Per ora nessuno spiraglio di soluzione e neanche soldi, visto che non si è ancora visto un euro della cassa integrazione. Il casoPanem non è l’unico in Lucchesia. E’ la terza Pasqua che trascorrono con il solo sostentamento della cassa integrazione i 76 operai - e le loro rispettive famiglie - dell’Alce, l’ex cartiera di Fornoli destinata a diventare una centrale a biomasse. Il progetto è pronto, ma i migliori presupposti perché vedesse la luce sono saltati due anni fa, quando il governo Berlusconi, in piena opera di tagli, abbattè drasticamente l’importo dei certificati verdi. Un provvedimento che minò le basi per la costituzione di quella new.co. (acronimo per new company, nuova società) che doveva nascere, con un partner esterno alla società Alce che fa parte della multinazionale Silvateam). Da allora per gli operai (che all’epoca erano un centinaio, ed erano in cassa integrazione già dal lugno del 2009) il tempo si è fermato. «Siamo in stand-by - dice oggi con una punta di amara ironia Placido Gabelloni, Rsu dell’Alce -. Dopo il taglio dei certificati verdi, gli investimenti per la centrale si sono fermati. Adesso attendiamo che l’attuale governo emetta il nuovo decreto sulle energie rinnovabili. Se arriveranno fondi per chi opera in questo settore, possiamo sperare che finalmente il progetto della centrale prenda corpo e che in un futuro non lontano potremo riprendere a lavorare in questa nuova attività». Nel frattempo, operai e rispettive famiglie vanno avanti come possono, da acrobati a far quadrare bilanci che poggiano su entrate da 700-750 euro al mese di cassa integrazione, che possono diventare, per alcuni periodi (quando l’Alce riprende la lavorazione del tannino) 1.300 se si lavora per un mese filato. «Siamo fermi dal luglio del 2009 - ribadisce Gabelloni - ma per ora non si vede la luce in fondo a questo tunnel. Gli incentivi del governo saranno determinanti. Se non ci saranno, dal primo gennaio 2013 saremo in mobilità. Ormai abbiamo esaurito tutti gli ammortizzatori sociali». La lista dei lavoratori condannati a una Pasqua magra non si esaurisce purtroppo qui. Casi di grandi aziende a parte, sono tanti ex lavoratori di piccole imprese, estintesi nel silenzio, a bussare spesso alla porta del sindacato. Come racconta Massimo Braccini, segretario provinciale della Fiom, che racconta di questa inarrestabile processione. «Oltre che come sindacalisti - dice Braccini - ci troviamo spesso ad operare come assistenti sociali. Da noi viene la gente con le lacrime agli occhi, perché spesso al lavoro perduto si accavalla la fine di una famiglia o di un matrimonio». Barbara Antoni Fabrizio Tonelli
 
 
Pagina 17 - Viareggio
 
Morti al Versilia, c’è un nuovo allarme
 
Esponente del Pdl chiede l’intervento della commissione parlamentare sulla Sanità guidata da Leoluca Orlando
 
Il secondo decesso sospetto a chirurgia suscita altri interrogativi da chiarire
 
 
 
 

VIAREGGIO - La notizia di una seconda morte dovuta a problemki di suturatrice ha suscitato non poco scalpore nell’opinione pubblica e naturalmente dentro l’Asl Versilia. Oggi pubblichiamo due interventi che chiedono chiarezza su quello che sta succedendo al Versilia. Stefano Benedetti è un noto consigliere del centrodestra di Massa, molto attivo nel campo della sanità che lancia una accusa quasi inverosimile nella sua gravità. Milziade Caprili chiede invece che si arrivi il prima possibile a chiarire le cause della morte del pensionato;Manfredi, Ma al di là delle polemiche politiche è necessario che anche l’Asl chirisca quanto prima quanto è successo. I tempi della giustizia sono troppo lunghi, il reparto deve ritrovare fiducia e serenità in tempi brevissimi.
LIDO DI CAMAIORE E ora c’è chi chiede l’intervento della commissione parlamentare sulla Sanità, presiedura da Leoluca Orlando dell’Italia dei Valori. A chiederlo è Stefano Benedetti, consigliere comunale del Pdl a Massa. «Vi chiedo un particolare interessamento circa l' argomento in oggetto per pervenute nuove informazioni, che fra qualche giorno esporrò anche alla Procura della Repubblica di Lucca. Benedetti spara cifre di difficille verifica. «Sono stato informato da un anonimo che durante l' anno 2011 le morti sospette al Versilia potrebbero essere state 42 su un totale di 45 degenti deceduti dopo un intervento chirurgico, anzi, sembrerebbe che la maggior parte dei pazienti morti siano stati operati più volte dallo stesso chirurgo e sempre per la stessa patologia. «Per questo motivo, prima di inoltrare l' esposto presso la Procura della Repubblica e di richiedere l' avvio delle indagini parlamentare e regionale, credo, sia indispensabile acquisire tutta la documentazione e le informazioni sotto elencate, soprattutto per accertare se quanto mi è stato riferito corrisponde a verità ». Poi Benedetti nella lettera inviata all’onorevole Lucio Barani, che della commissione parlamentare è il vicepresidente, elenca i documenti che dovreebbero essere presi. Anche Milziade Caprili chiede rapidità di indagine e polemizza con Lunardini.. «Le notizie – gravi non c’ è dubbio- che provengono dall’ ospedale unico dovrebbero certamente consigliare cautela ma non una sorta d’ occultamento perché altrimenti scatterebbe una “ cattiva ed immeritata pubblicità” come,incautamente,afferma il Sindaco. « Il problema – continua Caprili, consigliere comunale nonchè presidente della Croce Verde –non è la pubblicità ma l’ accertamento puntuale di ciò che è accaduto. Questo viene chiesto dalle famiglie delle persone colpite ma anche dai medici e dai dirigenti dell’ ASL. Toccherà – come sempre,del resto- alla Magistratura accertare le eventuali responsabilità. « Ci sarà però consentito aggiungere, di nostro, che se le macchine che paiono all’ origine di questi disastri sono state ritirate ci sarà pure una ragione e non tutta ascrivibile solo ad una forma di precauzione? Potremo aggiungere di come sia rilevante il lavoro che si svolge in luoghi come l ‘ Ospedale e come gli errori o le mancate cautele o i superficiali controlli o l’ errata manutenzione di macchinari anche i più elementari , di come tutto questo possa essere all’ origine di vere e proprie tragedie. Proprio perché ci teniamo al nostro Ospedale, ma siamo più amici della verità ,proprio per questo chiediamo a gran voce che le indagini siano le più rapide possibile: la sostanza c’ interessa, la pubblicità va bene per le merendine».
 
 La Nazione
 
 Edizione di VIAREGGIO (dom, 8 apr 2012)
LA PROCURA MARTEDI’ PROSSIMO SI POTRANNO CONOSCERE LE PRIME MOSSE DEGLI INQUIRENTI
Il pm Mariotti: «Ci vuole la massima cautela di fronte a certi fatti»
PER IL MOMENTO la procura di Lucca si è limitata a protocollare l’esposto denuncia presentato nelle ultime ore — tre settimane dopo il decesso — dal familiari di Maida Signorini, la 53enne di Vallecchia, scomparsa il 14 marzo scorso nel reparto di rianimazione, dove era ricoverata dopo un intervento chirurgico all’intestino. Il pm Antonio Mariotti, titolare dell’inchiesta per la scomparsa di Bruno Marcello Manfredi, non sa ancora se il nuovo fascicolo (l’apertura è un atto dovuto, dopo la presentazione dell’esposto denuncia curato dall’avvocato Gabriele Dalle Luche) verrà affidato a lui ma è molto probabile che possa essere abbinato a quello del pittore viareggino scomparso il 26 marzo anche se, come ripetono i medici dell’Asl 12. si tratta di due casi completamente diversi. Per il caso Manfredi ci sono addirittura trentasette persone iscritte sul registro degli indagati.
«NON POSSO dire niente — ha detto il magistrato —: risentiamoci dopo Pasqua, quando avrà messo a fuoco la vicenda, sulla base della documentazione che si è stata presentata dal legale della famiglia della donna scomparsa. E’ chiaro che un po’ di cautela è necessaria». Cautela legata anche al fatto che a disposizione della Procura, non ci sono altri elementi se non l’esposto denuncia della famiglia della scomparsa. Il magistrato non indende minimizzare assolutamente la vicenda ma ci vorranno alcuni giorni per inquadrare in maniera precisa i contorni — medici e clinici — della vicenda.
 
 
Il Tirreno
Pagina 3 - Attualità
 
L’edilizia deve ripartire riqualificando l’esistente
 
Marson (Regione): bisogna accelerare le procedure per il riuso del patrimonio L’ambiente toscano è bellissimo, stiamo lavorando al nuovo piano paesaggistico
 
 
 
Molti interventi lì per lì sembrano produrre un ritorno economico ma nel lungo periodo svalorizzano il territorio rendendolo meno attrattivo. La costa maremmana è unica
 

L'assalto alla costa non si è fermato. Qua e là affiorano nuovi progetti, sogni di cemento, lottizzazioni simulate nella speranza che diventino attuabili. «Ho invece l'impressione che l'edilizia sia piuttosto ferma - replica Anna Marson, assessore regionale all'urbanistica e al territorio - ed è noto il peso economico che occupa su scala regionale. Il problema è come farla ripartire disgiungendo l'economia dell'edilizia dal consumo di nuovo suolo agricolo. InToscana c'è molto da fare riqualificando sia le aree già urbanizzate lungo la costa che il patrimonio delle piccole città e dei borghi dell’entroterra costiero». Come farete a scindere le due cose? «Da una parte stiamo lavorando per migliorare la legge 1. La discussione è in corso ed entro l'estate spero di portare il testo in giunta. Fra le modifiche intendiamo semplificare e accelerare le procedure per riuso del patrimonio edilizio esistente e la riqualificazione delle aree urbanizzate. Dall'altra parte è in corso la nuova redazione del piano paesaggistico, che contiamo di concludere entro l'anno. Il valore e l'unicità del patrimonio paesaggistico anche della costa rappresenta per la Toscana un elemento di attrattività economica non solo per il turismo ma per molte attività produttive per le quali il paesaggio costituisce un importante fattore localizzativo». In alcuni punti troppo sfruttata... «Molti interventi nel breve termine sembrano produrre un ritorno economico, ma nel lungo termine svalorizzano il territorio nel suo insieme, rendendolo anche economicamente meno interessante». La Regione può dire basta alle seconde case? «Messa così non è facile da attuare, servono politiche alternative che promuovano agricoltura, artigianato e forme di ospitalità che incentivino economie integrate nel territorio. Solo così riusciremo a evitare o comunque contenere le seconde case». D'altra parte non sempre i Comuni, soprattutto i più piccoli, sono in grado di resistere alle pressioni dei grandi gruppi edilizi. «In questo momento non è facile per i sindaci far quadrare i bilanci. Gli oneri di urbanizzazione, nel breve periodo, sembrano dare ossigeno alle casse comunali, ma i nuovi insediamenti richiedono altre spese e infrastrutture e i conti finiscono per non tornare». Troppo spesso le Rta, residenze turistiche alberghiere, diventano seconde case. «Se è per questo vi è una pressione per trasformare anche gli alberghi in seconde case. In Versilia, ad esempio». Noi toscani non abbiamo piena consapevolezza del nostro paesaggio, tra i più belli al mondo. «Mi auguro che il piano paesaggistico, anche attraverso nuove cartografie, rappresenti l'importanza di questo patrimonio. Certo è che in Italia ci sono pochi tratti di costa belli come quella maremmana, che vanno mantenuti e riprodotti». La costa è bellissima ma è sfregiata dai porti turistici. Non sono troppi? Lei stessa, un po’ di tempo fa, avanzò la proposta di costruirli con strutture più leggere, non necessariamente col cemento armato. «Certo, si tratta di capire come e dove: la stessa soluzione non va bene ovunque. A Talamone, ad esempio, non si può fare un porto come quello di Piombino. Dobbiamo tener conto del contesto nel quale s'interviene». Troppo spesso la cementificazione viene legata al rilancio dell'economia. Ad esempio, un campo da golf presuppone la costruzione di un pase. Non è incredibile? «Sì, oltretutto con le prospettive di cambiamento climatico, l'esigenza d'acqua induce a riconsiderare la prospettiva». Anche per questo le decisioni in materia urbanistica andrebbero centralizzate. Sottratte ai Comuni e affidate alla Regione. «Non trovo desiderabile che vi sia un solo soggetto a decidere: ad ogni problematica vi deve essere un livello appropriato della decisione, con la piena applicazione del principio di sussidiarieta'. E' quello che cercheremo di fare con la modifica alla legge 1». (a.v.)




Co.As.Ver coordinamento versiliese

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Apr 11, 2012, 8:03:11 AM4/11/12
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http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=9234&filtro=


MERCOLEDÌ, 11 APRILE 2012
Il Tirreno
 
Pagina 14 - Viareggio
 
Asl, Sassoli attacca: basta con i veleni
 
Il direttore generale della Asl difende medici e struttura dopo i casi di pazienti sottoposti a interventi e poi morti
 
A sostituirlo potrebbe arrivare Calamai
 
 
 
 

A giugno andrà in pensione: è stato un ultimo anno all’insegna dei conti da far quadrare per Giancarlo Sassoli, direttore generale della Asl Versilia. Fino a poche settimane fa nomi per la successione non ne circolavano. E questo aveva preoccupato tutti, facendo immaginare uno scenario di accorpamento per la Asl Versilia. Non solo per funzioni, come denunciato in questi giorni dalla Cisal, ma anche come struttura dirigenziale. Compllce il fatto che dopo Sassoli, entro fine 2012, andranno in pensione altri dirigenti di peso della stessa Asl. Da qualche giorno, però, un nome circola con insistenza: è quello di Monica Calamai, attuale direttore generale della Asl 6, quella livornese. Molto contestata ma confermata a gennaio di quest’anno nella propria posizione dopo un valzer di poltrone alla guida delle Asl toscane che ha visto solo due conferme: quella di Calamai e quella di Fausto Mariotti (ex direttore dell'Asl 6) che resta alla guida dell'azienda sanitaria di Grosseto. Provincia di cui è orginario.
VIAREGGIO «A questo clima io non ci sto!». Lettera aperta del direttore generale dell'Asl all’indomani delle denunce sui casi di morti sospette all’ospedale Versilia. «Sento forte il desiderio prima di tutto di tranquillizzare l'opinione pubblica - scrive Sassoli - e tutti quelli (tanti) che accedono all'ospedale: vengono in un presidio ospedaliero degno di un paese e di una regione civile. Al "Versilia" infatti si erogano milioni di prestazioni annue tutte di alta qualità e, nel 2011, rispetto alla considerevole produzione di 15.063 interventi chirurgici ci siamo tenuti ampiamente nella percentuale di eventi avversi prevista dai parametri internazionali più evoluti. Abbiamo un'ottima Asl, un ottimo ospedale. Ed episodi - mai nascosti - che contraddicono, raramente, questa qualità non possono scalfire il giudizio che viene dato nelle valutazioni del Mes (S. Anna), nelle indagini del Tribunale del malato ma soprattutto nel giudizio quotidiano dei nostri utenti». Rimane, continua Sassoli, «ferma e piena la nostra disponibilità a collaborare con gli organi della giustizia e con tutte le autorità tutorie sia locali che nazionali. Anche per evitare che interessi poco nobili, e questi sì sospetti, (e non le morti al Versilia) possano condizionare la cronaca e i giudizi. Manifestando comprensione e vicinanza ai familiari, rinnovo l'invito a continuare a recarsi al "Versilia" serenamente. Confermo la fiducia ai miei professionisti - in primis ai primari - di tutte le discipline che qui lavorano e che trovano e hanno trovato nella loro professionalità e nel loro impegno l'unica ragione del loro incarico e mi appello a tutti i medici di medicina generale e ai pediatri di famiglia come a tutti i dipendenti ed ai cittadini perchè abbiano un sussulto positivo nei confronti del loro ospedale rivendicando il molto di buono continuamente erogato e tollerando in maniera comprensiva i pochi difetti e/o ritardi».
 
 
Pagina 14 - Viareggio
 
L’assessore regionale manda in ospedale il gruppo di esperti
 
 
 
 

VIAREGGIO «La Regione farà, come prassi, un audit all'ospedale della Versilia, per chiarire tutte le fasi che nel mese di marzo hanno portato alla morte per infezione di due pazienti. La magistratura svolgerà le proprie indagini». Così, nel tardo pomeriggio di ieri, il comunicato ufficiale dell’assessore regionale Daniela Scaramuccia. Che aggiunge: «Voglio sottolineare però che l'ospedale unico della Versilia è una struttura che garantisce prestazioni di qualità, come è stato confermato di recente anche dall'indagine dell'Agenas, che per alcune prestazioni lo vede ai primi posti nella classifica nazionale. E in occasione della verifica dei requisiti di accreditamento chirurgico svolta nel dicembre 2011 dall'apposita Commissione regionale, il Dipartimento chirurgico dell'azienda sanitaria 12 della Versilia ha dato risultati in linea con gli standard di qualità, e ha dimostrato un'adeguata applicazione delle pratiche per la sicurezza dei pazienti anche per quanto riguarda il controllo delle infezioni ospedaliere". Dopo le morti di due pazienti (il 14 e il 26 marzo scorsi) in seguito a due interventi chirurgici all'ospedale di Lido di Camaiore, l'assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia ci tiene a fare completa chiarezza, ma anche a tutelare il buon nome della struttura sanitaria versiliese. "Le due suturatrici meccaniche della Johnson & Johnson presenti al Versilia - ricorda l'assessore - sono state sequestrate dalla magistratura, in seguito alla morte del paziente avvenuta il 26 marzo (le altre 6 macchine suturatrci della stessa marca, presenti a Siena, 2, e Careggi, 4, sono state ritirate cautelativamente dalla stessa ditta produttrice, ndr)». Appena ricevuta la notizia del decesso del paziente - ricorda Scaramuccia - il Centro gestione rischio clinico «si è attivato immediatamente, effettuando una verifica in tutte le strutture sanitarie pubbliche: dalla quale è risultato che questi dispositivi (ad eccezione degli 8 sequestrati o ritirati) non sono più in uso. Ma non ci siamo fermati qui. Come ormai da anni facciamo di routine in occasione di eventi avversi, vogliamo analizzare a fondo i due casi, per capirne la dinamica e individuare le cause delle due morti. Per questo ho disposto l'audit. Ma, lo ripeto, il Versilia è un ospedale di qualità». Le relazioni preliminari stilate dalla direzione dell'Azienda sanitaria sui due casi sono già sul tavolo dell'assessore Scaramuccia. L'audit verrà condotto entro la settimana in corso dal Centro regionale gestione rischio clinico, con esperti in ambito chirurgico e terapia intensiva. Nel dicembre 2011, l'area chirurgica dell'ospedale Versilia - come ricorda l'assessore Scaramuccia - ha superato positivamente una simulazione di verifica da parte della Commissione regionale. Nel 2011 l'attività chirurgica complessiva è stata di 15.063 interventi (comprensivi degli interventi programmati e urgenti in regime ordinario, di day surgery e di chirurgia ambulatoriale). La struttura complessa di chirurgia generale - ricorda la Regione - ha erogato il 10% di questa attività (il 90% è stata erogata da altre unità operative), e dei 1.082 pazienti operati in regime programmato, l'1,4% (16 pazienti) sono stati sottoposti a revisione chirurgica per complicanze e lo 0,4% è deceduto.
 
 
Pagina 14 - Viareggio
 
Percolato, non c’è autorizzazione
 
La Provincia: procedura in corso e controlli sul funzionamento del depuratore
 
 
 
 

VIAREGGIO Arpat ha svolto attività di controllo sia sulle falde acquifere che sui terreni fino ad oggi liberati dai rifiuti nell’ex discaroca delle Carbonaie. Ed ha segnalato «che durante le operazioni di bonifica gli scavi tendono a riempirsi di liquido, originato dal percolato della vecchia discarica ed acque di falda, che deve essere adeguatamente raccolto e trattato». Nelle scorse settimane, porprio “Il Tirreno” aveva sollevato la questione sollecitato dal comitato cittadino “Salviamo Viareggio” e dai consiglieri comunale del Pd Chiara Romanini e Leonardo Betti. Si era detto, in occasione degli articoli pubblicati a più ripresi (che il consigliere comunale Milziade Caprili aveva raccolto ed inviato alla Procura di Lucca) che si creava allarme e che si stava «esagerando». Bene. Oggi l’attenzione sul percolato la pone Arpat e la consegna alla commissione della Provincia guidata da Isaliana Lazzerini. la stessa in cui, più di un consigliere provinciale, sia di maggioranza che di opposizione, si è affannato ad affermare che alla Carbonaie «va tutto bene». Alle domande che il “Tirreno” aveva posto sulle modalità di smaltimento del percolato (che finisce nelle fognature e poi nel depuratore attraverso l’impianto di sollevamento della fognatura presente sul posto) si sono avute le risposte più disparate da Comune e tecnici responsabili di bonifica, cantiere e azienda idrica Gaia, proprietaria del depuratore. Secondo la quale pur non potendo smaltire il percolato se consegnato con le autobotti, in virtù solo di una conferenza dei servizi, lo stesso impianto era invece in grado di ricevere e trattare il liquido proveniente dalla discarica. Oggi una nota della stessa Provincia ammette: «È in corsouna procedura di autorizzazione presso Ato per poter scaricare il percolato e le acque di bonifica nella fognatura, cosa che sarà possibile a patto che si effettuino controlli costanti e puntuali sul funzionamento del depuratore». Autorizzazione per quanto riguarda i lavori di bonifica dell’area sotto la montagna di vecchi rifiuti in via di bonifica. Ma il percolato che la discarica produce, come sottolineato da Arpat, e quello filtrato dalla collina nata dalla precedente bonifica, in base a quale autorizzazione finiscono oggi nel depuratore? Donatella Francesconi
 
La Nazione
      Edizione di VIAREGGIO (mer, 11 apr 2012)
AMBIENTE L’ARPAT CHIEDE CHIARIMENTI ULTERIORI
Smaltimento del percolato
Arriva lo stop della Provincia
IL PERCOLATO prodotto dai rifiuti dell’ex discarica delle Carbonaie non finirà nella rete fognaria, almeno fino a quando non saranno presentate le autorizzazioni. La notizia è arrivata a Palazzo Ducale mercoledì scorso durante la riunione della commissione ambiente presieduta dalla consigliera della sinistra Isaliana Lazzerini. «A chiudere il rubinetto, la valvola — spiega Lazzerini — è stata Arpat a seguito dell’ultimo sopralluogo nell’area di Bicchio». Stando a quanto spiega la consigliera il depuratore di Viareggio non avrebbe l’autorizzazione per lo smaltimento dei liquami prodotti dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi. Da tempo i cittadini, riuniti nei comitati, e i consiglieri del Partito democratico Chiara Romanini e Leonardo Betti avevano obiettato sulla pratica di smaltimento del percolato da considerare, a tutti gli effetti, «un rifiuto speciale» e per questo motivo da trattare secondo procedure specifiche in uno dei 55 siti toscani autorizzati. Arpat chiede inoltre al Comune di presentare, in merito ai lavori di bonifica del secondo e ultimo lotto della discarica, una relazione dello stato dei lavori e l’attuazione di un monitoraggio mensile.
 
 
Il Tirreno
Pagina 14 - Viareggio
 
LA POLEMICA
 
«Troppi tumori, “scomparsa” l’inchiesta su Falascaia»
 
 
 
 

VIAREGGIO «In Versilia si beve, si mangia e si fuma troppo». Queste parole, che l’assessore regionale alla salute Daniela Scaramuccia avrebbe usato nell’incontro con i cittadini di alcuni giorni fa per spiegare i troppi casi di tumore, hanno scatenato una bufera. I comitati per l’ambiente versiliesi, infatti, attaccano duramente l’assessore. Chiedendole che fine ha fatto la famosa indagine epidemiologica sugli effetti dell’inceneritore di Falascaia, per cui Firenze aveva stanziato i soldi. E la polemica viene rilasciata dalla consigliera regionale (ex Lega) Marina Staccioli. , «Basta con l’addossare la colpa solo alle cattive abitudini alimentari dei cittadini - dichiara Staccioli - l’assessore tiri fuori i dati reali sull'inquinamento derivante dagli inceneritori e dalle discariche. La Versilia, infatti, costituisce un caso a sé, tristemente in vetta alla classifica toscana per incidenza del cancro. E siamo stufi delle risposte evasive dell’assessore - dichiara Staccioli - che si limita a ripetere come un mantra che in Versilia si beve, si mangia e si fuma troppo». «In Versilia si sono succeduti due impianti di incenerimento dei rifiuti - ricorda Staccioli - che hanno emesso per decenni diossina e altri agenti inquinanti. Il territorio è stato inoltre a lungo caratterizzato dalla presenza di attività lavorative a rischio, che necessitavano l’uso di materiali pericolosi. A ciò si aggiunge una vasta costellazione di edifici in cui è stata rilevata la presenza di amianto». Fari puntati anche sulla discarica in riva al Lago di Massaciuccoli, accusata di contaminare la falda freatica attraverso il percolato. Su quest’ultimo punto in particolare la consigliera ha già presentato alcune interrogazioni.
 
 
La Nazione
      Edizione di VIAREGGIO (mer, 11 apr 2012)
SENTENZA
«L’Iva sulla Tia
non è legittima»
LA CORTE di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte costituzionale che nel 2009 aveva stabilito che la Tia è un tributo e non una tariffa e pertanto su di essa non poteva essere caricata l’Iva. La sentenza della Cassazione secondo la Lega Consumatori apre la strada dei rimborsi. I cittadini hanno il diritto di chiedere il rimborso relativo al pagamento dell’Iva sulla Tia. Lo sportello della Lega Consumatori in via Cavallotti 97 è aperto il mercoledì dalle 16 alle 19 e il venerdì dalle 9 alle 12 (366/9750650).
 
 
Il Tirreno 
Pagina 9 - Economia
 
CRITICHE A PASSERA
 
Rinnovabili, Rossi all’attacco «No al taglio degli incentivi »
 
 
 
 

di Gabriele Firmani Enrico Rossi contro Corrado Passera. Il ministro dello Sviluppo economico ha annunciato, nei giorni scorsi, l'intenzione, da parte del governo di rimettere mano al pacchetto di incentivi in vigore per la realizzazione di nuovi impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma il governatore toscano ha prontamente replicato che «tale passo indietro equivarrebbe a un vero e proprio disastro per lo sviluppo dell'intero settore della Green economy». «Alla prossima conferenza Stato-Regioni - ha anticipato Rossi - presenteremo una proposta di legge, da far poi recepire al governo tramite decreto, che preveda, assieme al mantenimento inalterato degli attuali regimi di incentivazione fiscale per le energie rinnovabili, la proroga oltre il 31 dicembre 2012 della possibilità di deduzione del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli immobili. E se non si sa dove andare a reperire le risorse necessarie al finanziamento di entrambi i piani - ha continuato - si vadano a prendere dagli incassi derivanti dall'abolizione del “beauty contest” per l'assegnazione delle frequenze televisive del digitale terrestre». D'accordo con Rossi si è detto anche il deputato e responsabile Green Economy del Partito democratico, Ermete Realacci: «La ripresa dell'economia italiana - ha sottolineato - non può che passare dallo sviluppo delle energie rinnovabili; non possono essere ritenute accettabili le prime bozze di riforma al piano di incentivi, alcune per altro circolate su carta intestata Enel. In Toscana ci sono già 26140 imprese impegnate nella produzione di prodotti di beni e tecnologie green». Va giù pesante contro la sortita del ministro Passera anche l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini: «Non si può assistere ogni anno - ha dichiarato - a cambiamenti in materia di incentivi, che sono destabilizzanti per le imprese che intendono investire in nuovi impianti ad energia rinnovabile». Per Bramerini il futuro verde della Toscana rimane comunque segnato: «Due - ha ricordato - due saranno i filoni, biomasse e geotermia, attorno a cui sviluppare la produzione di energia rinnovabile». Il primo riceverà alimentazione dalla manutenzione dei boschi e dagli scarti della lavorazione agroforestale,mentre la geotermia potrà continuare a svilupparsi tramite la realizzazione di nuove centrali utilizzanti il calore presente nel sottuosuolo delle province di Siena, Pisa e Grosseto.
 
 
La Nazione 
  Edizione di VIAREGGIO (mer, 11 apr 2012)
Sandro Bennucci
FIRENZE
«SE FERMANO gli incentivi in questo momento ci uccidono... Viceversa, ci basta avere un po’ di sostegno per un paio d’anni ancora. Poi gli impianti alimentati con le energie rinnovabili avranno lo stesso costo di quelli a gas e carbone. E l’Italia e il mondo cambieranno faccia».
Nel giorno in cui la Regione Toscana prende l’iniziativa per «stoppare» il decreto del ministro Corrado Passera che abolisce gli incentivi per le rinnovabili, scende in campo anche Giuseppe Ricci, direttore dello stabilimento Power One di Terranuova Bracciolini, azienda leader nella produzione di inverterfotovoltaici. Che vanta un centro di ricerca e sviluppo composto da duecento ingegneri lanciati verso il grande obiettivo: catturare l’energia del sole e del vento.
La 
Power One detiene il 15% della produzione mondiale degli inverter: è seconda solo alla tedesca Sma che ha il 30%. E proprio qui, nel Valdarno, si può giocare la scelta strategica: far restare l’Italia nella zona discendente della vecchia rivoluzione industriale o diventare nazione satellite, protagonista della nuova rivoluzione, quella dell’energia rinnovabile.
Non crede, direttore Ricci, che gli incentivi statali abbiano drogato il mercato e che forse è giusto un riequilibrio?
«Non lo nego, ma è folle fermarsi proprio ora che siamo vicini al grande risultato: ossia al punto di ottenere l’energia a costo zero. Gas e carbone sono alla fine: costano, danneggiano la Terra e incidono negativamente sulla salute...».
Quando avete deciso di scommettere sul sole e sul vento?
«Fra il 2008 e il 2009. Prima ci dedicavamo all’elettronica, agli elettrodomestici e ai componenti per le telecomunicazioni».
Un cammino in discesa?
«Sì. Eravamo al nono posto, nel mondo, nel 2009, con l’1-2% della produzione. oggi siamo secondi. E abbiamo dato una forte spinta all’occupazione...».
In quali termini?
«Eravamo 400-450 a lavorare qui. Oggi siamo 600. E altri 600 addetti sono impegnati nell’indotto. Parlo di assunzioni a tempo indeterminato: solo il 20% ha il contratto a termine».
Poi c’è il fiore all’occhiello, il gruppo di ricerca e sviluppo...
«Gli ingegneri sono compresi nei numeri che ho citato, ma il fatto importante è che il loro gruppo cresce di 30 unità all’anno. Le prospettive sono ottime, se non ci tagliano le gambe...».
Che cosa serve, oltre al mantenimento degli incentivi?
«Un piano energetico nazionale. L’ho detto: siamo a un passo dall’energia a costo zero... Ecco, è come se avessimo fatto crescere un bambino, già pronto per andare a lavorare. Poi ci dicono che bisogna ricominciare daccapo».
Crede davvero che potremo fare a meno di carbone e petrolio?
«Sì. Ogni edificio può diventare una piccola centrale capace di produrre energia. Con milioni di nuovi posti di lavoro e un nuovo business. Guardi: non sto sognando».
sandro....@lanazione.net
 
La Nazione
  Edizione di VIAREGGIO (mer, 11 apr 2012)
FIRENZE
«LE SOLE NOTIZIE
 di tagli agli incentivi per le energie rinnovabili, in Toscana, hanno già provocato disastri», dice il governatore Enrico Rossi. Che subito spiega: «Chi stava investendo si è fermato e ora possono essere a rischio ben 20 mila posti di lavoro. Come farà la nostra regione a centrare l’obiettivo previsto dal decreto nazionale del Burden Sharing (quota 16% di rinnovabili nel 2020) con tagli così drastici? Se non ce la faremo saremo penalizzati, dovremo pagare di più perché scatta un meccanismo sanzionatorio».
Quello di Rossi è un grido d’allarme, ma anche l’annuncio di una mobilitazione forte per fermare il decreto che il ministro per le infrastrutture e lo sviluppo economico, Corrado Passera, starebbe per varare. Alcune bozze già in circolazione, aggiunte alle dichiarazioni dello stesso ministro, hanno convinto il presidente della Regione a tenere una conferenza stampa insieme all’assessore all’ambiente, Anna Rita Bramerini, e Ermete Realacci, deputato del Pd e presidente onorario di Legambiente.
Ancora Rossi: «In Toscana gli incentivi hanno creato un’industria che, ripeto, dà lavoro, direttamente o indirettamente, a oltre 20 mila persone e che ha punte di eccellenza nella ricerca e nello sviluppo. E’ vero, forse, che con gli incentivi si è un po’ esagerato, ma è altrettanto vero che non è possibile tagliare tutto di punto in bianco. La soluzione è allinearsi alla Germania. E mantenere al 55% le detrazioni per l’efficienza energetica degli immobili».
Quali azioni metterà in campo la Toscana? Rossi scriverà al ministro Passera e al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, perché faccia la «dovuta pressione sul governo, per far capire che quello delle rinnovabili è un settore strategico, da non abbandonare assolutamente». mentre Realacci, ha promesso un intervento sui gruppi parlamentari del Pd.
Sandro Bennucci




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