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Co.As.Ver coordinamento versiliese

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Apr 22, 2012, 4:57:04 AM4/22/12
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DOMENICA, 22 APRILE 2012
La Nazione
 
      Edizione di VIAREGGIO (dom, 22 apr 2012)
«Elettrosmog, quattro le morti sospette»
La denuncia del comitato di Pedona durante la presentazione della Rete ambientale

«VOGLIAMO essere per le istituzioni un valore aggiunto e non un nemico da combattere». E’ decisa a dare battaglia per la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini, la neonata “Rete ambientale della Versilia”, presentata ufficialmente ieri mattina nei locali del Dopolavoro ferroviario. «Obiettivo della Rete — spiegano — è quello di unire le forze dei vari comitati-associazioni per affrontare al meglio i tanti problemi che affliggono il nostro territorio. La Versilia è la zona della Toscana con il più alto tasso di mortalità per cancro. Questo significa che le politiche ambientali non sono state affrontate con il giusto impegno. La Rete è costituita da persone che hanno a cuore il proprio territorio e vogliono collaborare con le istituzioni per risolvere i problemi da troppi anni lasciati a se stessi. Non siamo affetti da sindrome di “Nimby” (Not In My Back Yard, letteralmente “Non nel mio cortile”), ma per ogni problema riscontrato proponiamo sempre una alternativa. La Rete è aperta a tutti i comitati-associazioni e cittadini di buona volontà».
MOLTI sono stati gli interventi. «Tutta la Versilia dovrebbe essere inserita fra i Sin (Siti di interesse nazionale) per le condizioni di degrado del territorio e l’elevata mortalità — ha esordito Antonio Dalle Mura di Italia Nostra — . L’intera Viareggio si avvia a diventare un ecomostro. Il lago è una pattumiera e il Parco non interviene, l’amianto viene bruciato a cielo aperto e non ci sono politiche per l’energia pulita». «L’obiettivo è il numero zero — ha rilevato Massimo Mencarinidi Medicina democratica — : zero rifiuti, zero inquinamento, zero cancro. Le associazioni della Rete possono marciare separati ma colpire insieme». «Siamo tutti volontari che dedicano il tempo libero al loro impegno — ha detto Daniela Bertolucci dell’Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia — . Siamo riusciti a fare chiudere un inceneritore mentre nessun amministratore ha fatto nulla: con la Rete staremo ancora di più col fiato sul collo degli enti». Andrea Cecchini di Capezzano Vive ha annunciato invece che sarà inviata una lettera di risposta all’assessore regionale Daniela Scaramuccia che aveva affermato che la causa dell’elevata mortalità da tumori in Versilia era da attribuirsi allo stile di vita godereccio: la Rete contesta il fatto che ancora non si conoscono i risultati dell’indagine epidemiologica commissionata dalla Regione. «Già nel 2010 — ha affermato Jacopo Simonetta degli Amici della terra — avevamo lanciato l’allarme per l’approvvigionamento idrico e i fatti ci stanno dando ragione. Ora ci occupiamo del lapideo: sta crescendo l’attività di cava mentre diminuisce l’attività manifatturiera che compensava gli svantaggi. Abbiamo presentato i nostri dati ma nessuno ci ha risposto: la cosa più snervante è proprio questa». Ma la denuncia più pesante è stata fatta da Luca Coluccini di Pedona Ambiente e Salute: «Su invito del prefetto abbiamo raccolto dati epidemiologici sugli abitanti della zona per accertare i danni da elettrosmog: dal 1991 ad oggi un giovane è morto di leucemia e ci sono state altri tre decessi sospetti in paese, fra cui quello di una bambina di tre anni. Come si spiega un simile picco di tumori? I dati Arpat sono lacunosi, si doveva fare una bonifica e invece le antenne sono aumentate, il Comune era obbligato a fare un monitoraggio ma non lo ha eseguito: chiediamo che siano trovati siti isolati alternativi per installare i ripetitori e di essere esonerati dal pagamento dell’Imu per i danni che subiamo». «Incontriamo sempre un muro di gomma quando ci confrontiamo con Comune, Provincia o Arpat», ha rimarcato Emilio Cecchini di Salviamo Viareggio, che ha portato ad esempio il caso delle polveri Pm10: «I dati sono preccupanti ma non si fa nulla: si pensa che vengano da Milano? E poi: perché non si controllano le emissioni delle serre?».
 
La Nazione
   Edizione di VIAREGGIO (dom, 22 apr 2012)
IL CASO ALLARME PER L’INQUINAMENTO NELL’AREA DELLE CARBONAIE
«Valvole chiuse: dov’è finito il percolato?»
DOV’E’ finito il percolato della discarica delle Carbonaie? E’ uno degli interrogativi posti dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste versiliesi durante la presentazione del coordinamento. Andrea D’Alessandro del Comitato “Salviamo Viareggio” ha ricordato come il suo gruppo sia nato contro un inceneritore a biomasse da 15mila tonnellate l’anno da realizzare in una zona fortemente antropizzata. Poi «abbiamo iniziato a girare anche in altre zone e abbiamo scoperto ovunque discariche di eternit e vetroresina. Invito le autorità ad andare alle Carbonaie e a dimostrare che l’area è sicura. Durante un sopralluogo sono state trovate chiuse le valvole di scarico del percolato. Delle due l’una: o inizialmente erano aperte, e allora il percolato è finito nel depuratore senza le dovute autorizzazioni, oppure sono sempre state chiuse, e allora devono dirci dove è stato scaricato il percolato». Questo «è un rifiuto speciale — ha rilevato Emilio Pezzini — ma non si dice che inquina e che finisce anche nelle fogne».
 
      Edizione di VIAREGGIO (dom, 22 apr 2012)
LA POLEMICA L’ASSOCIAZIONE CHIEDE I DATI DELL’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA
«Falascaia, analisi eseguite solo su un pesce»
«COME possiamo fidarci di quello che ci dice la Regione che i primi risultati dell’indagine epidemiologica sulla popolazione nell’area del termovalorizzatore di Falascaia sono tranquillizzanti?». E’ stato durissimo l’intervento di Daniela Bertolucci dell’Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia, che ha letto alcuni passi di una relazione tecnica dalla quale si evince le analisi sono state effettuate su un solo pesce, su un solo campione miele e due di latte. «Come possono essere sufficienti? — ha sottolineato la Bertolucci — . In più si legge che è indispensabile un piano per rilevare la contaminazione ambientale e che nel 2006 le diossine non erano sensibili mentre nel 2008 erano diventate misurabili: cosa significa tutto questo e come fa l’assessore regionale Daniela Scaramuccia a dire che tutto è a posto?». L’assessore alcuni giorni fa aveva affermato che la Regione era in attesa da Arpat della versione definitiva dello studio, e da Ispo dei risultati della ricerca epidemiologica; inoltre era stata data informazione degli esiti in un convegno a Pistoia e che erano stati resi pubblici dati e atti sul sito internet dell’Asl 12. Invece, «ci sono solo delibere mentre noi vogliamo avere la relazione e leggere gli atti. Anche il presidente della Regione, Rossi, deve confrontarsi con noi sui contenuti».
 
 
      Edizione di VIAREGGIO (dom, 22 apr 2012)
ERSU PER L’ESTATE
Potenziato il servizio
di spazzamento
A Focette apre
un’isola ecologica
OLTRE 200MILA euro in più per ripulire dai rifiuti in modo capillare le strade del territorio, in primis la Marina. E’ quanto ha investito l’amministrazione comunale dopo aver già firmato un contratto di servizio con l’Ersu da 6,2 milioni di euro. Uno sforzo che per l’estate prevede il ripristino di due giri di raccolta e spazzamento, passando da 16 a 18 settimane, oltre alla realizzazione di un’isola ecologica a Focette, rivolta soprattutto ai villeggianti che vengono solo il fine settimana. «L’isola ecologica partirà il 1° maggio e servirà per conferire l’indifferenziato e il multimateriale — spiegano l’assessore all’ambiente Italo Viti e il direttore dell’ErsuWalter Bresciani Gatti — e in futuro prevediamo di realizzarla anche a Fiumetto. Inoltre abbiamo preso in considerazione la tipica ‘schizofrenia’ estiva di Marina, dove l’anno scorso ci furono problemi per la riduzione dei passaggi. A partire dal 14 maggio, fino a metà settembre, saranno quindi ripristinati i due giri mancanti e potenziato anche lo spazzamento, passando da 16 a 18 settimane e garantendo così un servizio migliore».
IN MERITO allo spazzamento meccanico, Comune ed Ersu hanno deciso di istituirlo 6 giorni la settimana, ossia 2 giorni a testa per Fiumetto, Tonfano e Focette, con il primo dedicato allo spazzamento e il secondo al lavaggio della strada, più l’autobotte ogni settimana e i conseguenti divieti di sosta. Oltre allo spazzamento, esteso alle frazioni, il 14 maggio partirà anche la raccolta della differenziata negli stabilimenti balneari. «Lavoreremo — concludono Viti e Bresciani Gatti — per potenziare il ‘porta a porta’: siamo al 52%, mentre la normativa impone di raggiungere il 65% entro la fine del 2012. Non resta che ampliarla alle zone mancanti, come l’Africa-Macelli, il Crociale e il Pollino».
 
 
      Edizione di VIAREGGIO (dom, 22 apr 2012)
IGIENE ALLA FOCE DEL FOSSO MOTRONE
Vietata la balneazione
MENO MALE che siamo ancora ad aprile, altrimenti non osiamo immaginare le ripercussioni dell’ordinanza con cui ieri il sindaco Domenico Lombardi ha imposto il divieto di balneazione alla foce del fosso Motrone. La decisione è stata presa dopo che venerdì l’Arpat ha comunicato al Comune i dati del primo campionamento delle acque, da cui è emerso che alla foce del Motrone l’area è da considerare «non idonea», creando una situazione «di grave pericolo — recita l’ordinanza — per l’igiene e l’incolumità e la salute dei bagnanti». Il divieto va dal bagno «Palazzo della spiaggia» (Focette) a «La Fortuna» (Motrone) fino a un ritorno alla normalità.
 
 
La Nazione
  Edizione di VIAREGGIO (dom, 22 apr 2012)
RIFIUTI ANCORA AGITAZIONE SINDACALE: DOMANI IL SIT-IN. LUNARDINI SCRIVE AL PREFETTO
«Il Comune deve 17 milioni alla Sea»
Stipendi salvi. Ma Antonioli avanza dubbi su conti, spese e tasse
IL CAOS della Sea Ambiente non s’è placato con l’intervento del sindaco Luca Lunardini che ha sbloccato il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Domani ci sarà comunque il sit-in di protesta davanti al municipio, e martedì è convocata la riunione in prefettura chiesta dalla Cgil. Ma Lunardini non ci sarà.
IERI il sindaco ha ricevuto la convocazione del prefetto e ha risposto annunciando che la situazione era stata risolta la mattina stessa dell’allarme stipendi. Non andrà a Lucca perché impegnato nei preparativi per la Festa della Liberazione, e ha mandato una copia de «La Nazione» con le notizie sul suo intervento alla Patrimonio. Lunardini infatti ha sbloccato il bonifico al comune di 3 milioni pro quota Tia, che al massimo entro martedì consentiranno il pagamento della mensilità del contratto di servizio a Sea, e quindi il pagamento degli stipendi di aprile.
L’RSA della Sea (Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Udb) continua però la polemica: «Fa piacere vedere che il sindaco Lunardini è più preoccupato del Pucciniano e del Carnevale che delle famiglie dei lavoratori di Sea Ambiente: fra l’altro sono loro a pulire dopo i corsi. La nostra mobilitazione continuerà e rimane l’appuntamento di lunedì alle 10 davanti al comune. Per solidarietà ci sarà una delegazione di lavoratori di Veolia che hanno addirittura corso il rischio del licenziamento. Vogliamo sapere dove sono finiti i circa 20 milioni di euro che il comune deve a Sea Ambiente e come l’amministrazione intende risolvere questo problema. Non vogliamo trovarci il mese prossimo alla disperazione. Chiediamo ai cittadini il massimo di comprensione».
INTERVIENE anche Andrea Antonioli della «Cgil che vogliamo». L’ex segretario della Camera del lavoro sostiene che «Sea deve avere dal comune 17 milioni, mentre Veolia ne vanta 6: dove sono finiti? Forse Sea Ambiente si fa prestare i soldi in banca per fronteggiare i ritardi del comune, ma in tal caso quanti interessi bancari vengono caricati sulla tariffa di smaltimento che pagano i cittadini? Quanti soldi della Tia si perdono nel passaggio dalla Patrimonio, che riscuote la tassa, all’amministrazione comunale? E a quanto ammonta l’evasione della Tia, visto che tra l’anno scorso e quest’anno i viareggini pagheranno il 36% in più, in aggiunta a qualche altra briciola di rincaro? L’amministrazione Lunardini sostiene che il costo dello smaltimento dovuto a Veolia è 115 euro a tonnellata, allora quanto abbiamo pagato in più, in questi anni, con una tariffa effettiva che è sempre stata attorno o sopra ai 170 euro a tonnellata?».
b.n.
 
Il Tirreno
 
Pagina 17 - Viareggio
 
RIFIUTI
 
Sea ambiente, lavoratori sotto il municipio domattina
 
 
 
 


VIAREGGIO Lavoratori di Sea ambiente in assemblea, domani, e l’azienda dei rifiuti presieduta da Riccardo Battaglia informa i cittadini che «si potrebbero verificare disservizi». La risposta dei sindacati (Cgil-Cisl-Uil-Fiadel-Usb) è così spiegata: «Fa piacere vedere che l'ex-neo sindaco Lunardini è più preoccupato del Pucciniano e del Carnevale che delle famiglie dei lavoratori di Sea ambiente che, fra l'altro, sono gli stessi a pulire, sempre e con efficacia, dopo i Corsi. La nostra mobilitazione deve continuare e continuerà, per cui rimane l'appuntamento, domani, davanti al Comune alle 10». I sindacati spiegano le ragioni della mobilitazione: «Dobbiamo e vogliamo sapere dove sono finiti i circa 20 milioni di euro che, ad aggi, il Comune deve a Sea Ambiente e come questa "acciottorata" amministrazione intende risolvere questo problema. Non vogliamo trovarci il mese prossimo in questa disperazione. Non vogliamo vivere in prossimo mesi con questa disperante eventualità di rimanere senza stipendio. Chiediamo quindi, ai cittadini il massimo di comprensione, di solidarietà».
 
Pagina 17 - Viareggio
 
Lago, Autorità di bacino limitata
 
La Regione: eccessivo subordinare al parere vincolante gli interventi, anche edilizi, che gravano sulla risorsa idrica
 
lega nord toscana
 
Interrogazione alla Regione senza risposta
 
 
 
 


«Il Lago di Massaciuccoli, anziché rappresentare una risorsa per il territorio, grazie al totale disinteressamento della politica locale e regionale sta diventando un grosso problema». È quanto sostiene il consigliere regionale della Lega Nord Toscana, Gian Luca Lazzeri. Tra i problemi ormai noti da anni - spiega Lazzeri - c’è l’inquinamento a causa di scarichi, la salinizzazione a causa dell’ingresso di acqua marina nel bacino, oltre che l’abbassamento del livello delle acque. È inconcepibile che continue denunce sullo stato di abbandono del lago vengano da comitati ambientalisti di cittadini, ai quali va il nostro plauso ed incondizionato appoggio per lo spiccato senso civico che dimostrano di avere, quando sono stati creati Enti appositi che dovrebbero gestirlo e fare continue ricognizioni sul suo stato. È grave che, se confermato, a specifiche denunce da parte di cittadini, anche se fossero pervenute in forma anonima, l’Ente Parco si sia disinteressato al problema trincerandosi dietro un presunto ed inconcepibile iter burocratico». Il gruppo consiliare della Lega ha presentato in Regione un’interrogazione «che non ha ancora ricevuto risposta». Sul tema interviene anche Alessia Brogi, segretario comunale della Lega Nord Toscana, che evidenzia quanto sia «fondamentale salvare il Lago perché significa salvaguardare oltre che l'ambiente anche aspetti quali la biodiversità, la flora e la fauna, il suolo, l'acqua, l'aria, la salute umana, e il patrimonio culturale di Giacomo Puccini».
di Donatella Francesconi wVIAREGGIO Era l’ultimo anno della Giunta Marcucci, il Regolamento urbanistico “padre” di quello che l’amministrazione Lunardini intende approvare in tutta fretta, e l’Aurorità del bacino del Serchio lanciò l’altolà sui consumi idrici del territorio in relazione allo stato di salite del lago di Massaciuccoli. Oggi che la salvezza del lago è nelle mani della Provincia di Pisa, alla quale la Regione ha passato il progetto del “tubone”, la derivazione che dal Serchio dovrà portare acqua buona al Massaciuccoli, un documento della stessa Regione sconfessa l’Autorità di bacino. È quello datato 31 marzo dello scorso anno, firmato dalla “Nucleo unificato regionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici”, seduta nella quale viene dato il Parere tecnico e istruttorio sul “Progetto di Piano di bacino”, stralcio “Bilancio idrico del bacino del lago di Massaciuccoli”. «Si ritiene eccessiva - si legge - la necessità di subordinare il parare vincolante dell’Autorità di bacino tutti gli interventi inerenti l’utilizzo di risorsa idrica, compresi gli interventi edilizi, soprattutto se tale parare è preso “a valle” di atti di pianificazione sia urbanistica che settoriale in generale, che recepiscono il piano stralcio e sui quali l’Autorità di bacino si è già espressa considerato il grado di dettaglio con il quale sono state elaborate le norme che analizzano e affrontano ogni tipo di impatto gravante sulle acque del bacino, e molte delle quali sono rivolte ad altri Enti (Regione, Province, Ato, Comuni) con competenze ben definite. Ciò detto il tubone - si ricorda - viene ritenuto da un parare Arpat «l’unico possibile rimedio a breve termine alla situazione di degrado del lago Massaciuccoli». Peccato solo - così si trova sottolineato - che «nel Rapporto ambientale non vi sia un capitolo dedicato al monitoraggio e al controllo dei possibili effetti ambientali derivanti dall’attuazione del Piano. Si ritiene necessario approfondire e ampliare le tematiche relative al monitoraggio e al controllo dei possibili effetti ambientali derivanti dall’attuazione del Piano in esame che si ritrovano nei vari documenti del Rapporto ambientale». Inoltre, «il Rapporto ambientale - si legge nel parere tecnico in questione - contiene un’illustrazione dei contenuti del Piano la cui costruzione risulta molto complessa e di non facile consultazione. Il Progetto di piano è stato aggiornato varie volte ma, considerata la consistenza del materiale presentato, gli aggiornamenti non sempre risultano fra loro coerenti». Si ritiene, inoltre, «che tale documento sia rivisto per renderlo più coerente, di più facile lettura anche con riferimento alla distribuzione di competenze tra l’Autorità di bacino e gli altri Enti. La revisione delle norme del Piano dovrà inoltre verificare la coerenza con la normativa nazionale e regionale in materia di bonifica e difesa del suolo»
 

 
 
 
Pagina 15 - Viareggio
 
Report stasera si occupa del licenziamento Antonini
 
in passeggiata
 
Sit-in per dire no alle panchine Enel
 
 
 
 


Panchine- centraline elettriche, per chiederne la rimozione l’appuntamento è per questa mattina in Passaeggiata, davanti al bagno Felice, alle 11,30. Nell’occasione - spiegano i promotori , l’associazione “Revolution13” - saranno raccolte ulteriori firme (oltre le 600 depositate) grazie alla collaborazione del “Comitato Regina Margherita”. Intanto, per martedì mattina, Enel e amministrazione comunale hanno indetto una conferenza stampa congiunta. Alla presenza di Diego Pirolo, responsabile sviluppo rete Toscana e Umbria di Enel infrastrutture e reti.
VIAREGGIO L’appuntamento è di quelli attesi: domani sera, su Rai 3, nella rubrica "C'è chi dice no" del programma “Report”, andrà in onda un servizio dedicato alla vicenda di Riccardo Antonini, ferroviere licenziato da Rete ferroviaria italiana, società del gruppo Fs. Il cui amministratore delegato è quel Mauro Moretti che sul disastro ferroviario di Viareggio (29 giugno 2009) è riuscito a far raccogliere migliaia di firme in calce alla richiesta di sue dimissioni, aprendo - con fatti e dichiarazioni - una ferita con i familiari delle vittime, e con la stessa città, a tutt’oggi aperta e sotto gli occhi di tutta Italia. Il 7 novembre dello scorso anno è la data del licenziamento di Antonini. Che si aggiunge ad altri licenziamenti contro i quali lavoratori e sindacati di Ferrovie si oppongono da tempo e che saranno oggetto del servizio di Report. Il 7 novembre non è una data a caso. Nell’anniversario della rivoluzione russa, a Lucca si è appena concluso l’incidente probatorio per il disastro ferroviario. Incidente probatorio che ha visto Antonini al fianco dei familiari delle vittime della strage, in qualità di consulente di un familiare prima e della Filt-Cgil dopo. L’incidente probatorio che si è concluso a novembre 2011 si era aperto a marzo dello stesso anno. Senza che Ferrovie avessero niente da eccepire sulla presenza del loro dipendente: né in udienze e tantomeno nei numerosi sopralluoghi sul campo, tra Viareggio e Lovere dove hanno sede i laboratori Lucchini scelti dal gip Silvestri. Almeno fino ad agosto, quando per Antonini arriva il provvedimento di sospensione per 10 giorni. Bisognerà attendere fino a novembre, dopo che esplode il caso del perito del giudice pagato (anche lui, viene da dire) dalla stessa Rfi che aveva come dipendente Antonini, per arrivare al licenziamento. Provvedimento del quale si discuterà in Tribunale a Lucca il prossimo 5 luglio: a tre anni esatti da disastro ferroviario che ha fatto 32 vittime, feriti, distruzione, dolore e lutto senza pace. Più un licenziamento. La rubrica "C'è chi dice no" va in onda al termine del programma principale di Report, quindi intorno alle 22.45/23.00. (d.f.)
 
 
Pietrasanta Pagina 27 - Viareggio
 
COMITATO SALVEZZA IMPRESE
 
Ricorso al fisco contro la Tarsu
 
«Perché 40 assunzioni in Comune in un momento così difficile?»
 
 
 
 


MARINA Ricorso contro il pagamento della Tarsu, concreto rischio di non assunzione dei dipendenti stagionali, no alla tassa di soggiorno nella sola Pietrasanta. Il Comitato per la salvezza delle imprese, che nei giorni scorsi si è incontrato con il sindaco Domenico Lombardi, lancia una sorta di aut aut al primo cittadino. «Come Comitato, che conta oltre 200 adesioni già su facebook e che è sigla di riferimento per albergatori e balneari, abbiamo ribadito al Sindaco che non abbiamo intenzione di pagare l'Imu sugli immobili con aliquota al 10.6 per mille: se ciò dovesse avvenire, l'immediata conseguenza sarebbe la riduzione del personale ed in alcuni casi la chiusura dell'attività. Il Comune ha la possibilità di intervenire diversamente sia sulle entrate che sulle uscite: siamo molto contrariati che 10 mesi fa siano stati assunti, tra Comune e Patrimoniale otre 40 persone a tempo indeterminato. Tutto questo in un momento di grande difficoltà economica andando a gravare su di una situazione già molto complicata. Abbiamo poi evidenziato - continuano dal Comitato - che anche sulla Tarsu ci accingeremo a proporre ricorso alla Commissione Tributaria, relativamente all' imputazione, secondo noi errata, dell'aliquota di riferimento per gli alberghi. Riteniamo che l'aliquota corretta sia quelle delle civili abitazioni, ovviamente nelle parti del fabbricato in cui non vi sia ristorazione.A bbiamo poi ribadito la singolare scelta di applicare la Tassa di Soggiorno, a macchia di leopardo, non crediamo che sia giusto subire una discriminazione fiscale tra territori confinanti».
 
 
Pagina 10 - Attualità
 
Da oggi si importa: l’Italia s’è mangiata l’ultimo pesce
 
Si pesca sempre meno e soltanto il 30 per cento di quanto si consuma Nel giorno della Festa della Terra allarme sullo sfruttamento delle risorse ittiche
 
 
 
 


ROMA Sono 10mila le specie mangiate finora dall'uomo, 130mila i chilometri quadrati di foreste persi ogni anno, 100mila i composti chimici immessi in natura. E se non bastasse, il continuo sfruttamento degli stock di pesca ha impoverito i mari oltre il punto di non ritorno. Con l’Italia che proprio ieri ha assaporato «l’ultimo pesce» cresciuto nei mari nostrani. Raccontano di una specie - quella umana - che si sta «mangiando» il mondo i dati diffusi dal Wwf e da altre associazioni ambientaliste in coincidenza con l’Earth Day, la festa della Terra che si celebra oggi in tutto il pianeta. Le cifre più scioccanti riguardano forse lo stato delle riserve ittiche, che sono la sola risorsa proteica di 3 miliardi di persone e il cui sfruttamento si è fatto sempre più intensivo nel corso dei decenni: 16 milioni di tonnellate di pescato nel 1950 diventate 87 nel 1996 - l’anno del picco storico - e scese a meno di 80 nel 2009 (163 se si includono i pesci allevati in acquacultura). Delle 200 specie di pesce più comunemente consumate (dati Fao) il 52% è completamente sfruttato e senza possibilità di future espansioni, il 19% è sovrasfruttato e l’8% è esaurito. Questo significa che la percentuale di stock per i quali è stato superato il massimo quantitativo di pesca sostenibile ha raggiunto il 79%: con conseguenze pesanti sulle capacità riproduttive delle diverse specie. Insomma una soglia record a sostegno della tesi che vuole, per il 2050, un mare popolato soltanto di granchi, meduse e pesci di taglia troppo piccola per servire a scopo alimentare. In questo quadro l’Europa, secondo un rapporto stilato da Ocean 2012 e dalla New Economics Foundation, è fortemente dipendente dagli altri paesi e lo è in particolare l’Italia, che a differenza di Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Francia e altri paesi del Nord, non ha flotte oceaniche e pesca solo in Mediterraneo. Gli italiani pescano appena il 30 per cento di quello che consumano e da oggi - il nostro Fish Dependence Day - si può dire che mangeremo solo pesce importato (nel senso che in teoria abbiamo già finito di consumare il quantitativo annuale made in Italy). La nostra autosufficienza è del resto in progressivo calo e nel giro di cinque anni è passata dal 34 al 30,2 per cento. «La Ue ha una delle più grandi e ricche aree di pesca al mondo, ma non gestisce in modo responsabile questa ricchezza», dice il rappresentante di Nef e Ocean2012, Aniol Esteban. «La pesca eccessiva rappresenta un danno per l'economia. Ogni anno perdiamo milioni di euro e migliaia di posti di lavoro». Nel 2009 la Banca Mondiale ha stimato le perdite legate al sovrasfruttamento delle risorse ittiche in 50 miliardi di dollari l'anno. Secondo il rapporto “Jobs Lost at Sea” della Nef, «soltanto il sovrasfruttamento di 43 dei 150 stock del Nord Est dell'Atlantico comporta una perdita annuale secca pari a 3,2 miliardi di euro. Soldi che potrebbero servire a sostenere almeno 100mila posti di lavoro».n.a. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 
 
Livorno
Pagina 14 - Livorno
 
Migliaia di medusine invadono la Terrazza Chiusa la passeggiata
 
Gonnelli (protezione civile): «Fenomeno fuori stagione legato all’aumento delle temperature». Partita la pulizia
 
 
 
 


di Anna Cecchini wLIVORNO Migliaia di “velelle”, i piccoli celenterati spesso accomunati alle meduse, hanno invaso il lungomare. E, trasportate dalle forti mareggiate degli ultimi giorni, si sono riversate sulla costa, spiaggiandosi a riva. Ieri mattina la Terrazza Mascagni era ricoperta da banchi di velelle, portate a riva dalla potenza dei flutti che durante la notte hanno scavalcato la balaustra esterna della passeggiata. Tanto che la Protezione civile ha deciso di transennare circa 400 metri quadrati di passeggiata (davanti al gazebo, in direzione del mare) per evitare che le persone, passeggiando, potessero scivolare sulle velelle. Non solo, colonie di celenterati dal tipico colore blu-viola ieri mattina ricoprivano buona parte della superficie marina intorno alla Terrazza e sono state segnalate in varie zone del lungomare. Molti i cittadini che, alla vista di questi banchi di piccoli celenterati, si sono spaventati, temendo anche che potessero avere effetti nocivi per l’uomo. Tante le telefonate arrivate in redazione per avere informazioni sulla “marea viola”. Immediato l’intervento dello staff della Protezione civile del Comune. «Il fenomeno che si è verificato - spiega Leonardo Gonnelli, responsabile Protezione civile - è un po’ fuori stagione, perché negli ultimi anni gli spiaggiamenti di queste piccole meduse in genere avvenivano verso giugno, quando si innalza la temperatura del mare. Spiegherei questo fenomeno con il fatto che per i prossimi giorni è previsto l’arrivo dell’anticiclone e quindi anche l’acqua sta cominciando a riscaldarsi. Abbiamo transennato la zona perché le velelle rendono scivolosa la pavimentazione e, essiccando, emanano cattivo odore». Presenti al sopralluogo anche Cooplat e Aamps, che già da ieri pomeriggio ha organizzato la pulizia della Terrazza con 10-15 unità, in modo da evitare che le sostanze acide contenute nelle velelle potessero erodere la pavimentazione. In un secondo tempo sarà verificato se effettuare un intervento di pulizia specifica. GUARDA IL VIDEO E LE FOTO DELLE VELELLE ALLA TERRAZZA www.iltirreno.it
 
 
Pagina 14 - Livorno
 
Nessun pericolo preludono alla bella stagione
 
 
 
 


Le “velelle” sono idrozoi (come le meduse) a forma di dischetto ovale, del diametro di 4-7 cm, sormontate da una cresta verticale che sembra una vela di un minuscolo scafo (da cui appunto il nome). Sono innocue per l'uomo e non sono particolarmente urticanti, anche se è preferibile non toccarle. Vivono nel Mar Mediterraneo galleggiando sulla superficie dell'acqua. Possono essere presenti in sciami lunghi anche diversi chilometri. La velella, detta nche "barchetta di San Pietro", in realtà è una colonia galleggiante di polipi muniti di una "vela" che fa muovere il sistema con l'aiuto del vento. La presenza nelle vicinanze dei litorali è solitamente causata da forti raffiche e consistenti mareggiate e prelude l'arrivo di temperature più alte.
 
 
La Nazione
 
      Edizione di VIAREGGIO (dom, 22 apr 2012)
QUANDO intorno a un tavolo si siedono tutti, ma proprio tutti, significa che c’è una gran voglia di uscire dalla crisi che attanaglia anche il mondo della cultura e dello spettacolo. O comunque far fronte a queste difficoltà unendo le forze e dando vita alla tanto decantata «sinergia» attraverso «linee di azione comune». Termini su cui si sono trovati d’accordo all’unanimità, ieri mattina in Versiliana, i sindaci e i rappresentanti delle varie istituzioni culturali della Versilia, convocati dal presidente della Fondazione la Versiliana Dianora Poletti alla presenza del presidente della Provincia Stefano Baccelli. Oltre ai sindaci Domenico Lombardi (Pietrasanta), Ettore Neri (Seravezza), Michele Silicani (Stazzema) e al vice sindaco Ciro Costagliola (Viareggio), c’erano infatti il presidente del Centro arti visive di Pietrasanta Carlo Carli, il vice presidente del Pucciniano Marcella Baldini, il presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio Alessandro Santini, il presidente della Fondazione Città di Camaiore Maria Vecoli, il presidente della Fondazione Villa Bertelli Carlo Quadrelli e Costantino Paolicchi del Cda della Fondazione Henraux.
«E’ STATO compiuto il primo passo — spiega Poletti — per discutere sulle possibili soluzioni alle criticità che accomunano tutti gli enti culturali del nostro territorio. A partire, già da questa estate, dalla necessità di evitare quanto più possibile sovrapposizioni di eventi dello stesso genere, così come rendere disponibili al pubblico i diversi programmi in ogni ‘luogo’ di cultura per creare un vero e proprio circuito di eventi». Tra i comuni ci sarà un rapporto «pari tra pari», con la creazione di un coordinamento a più «teste» per le operazioni più rilevanti (dagli opuscoli ai totem) e un ufficio unico di comunicazione. «Le conseguenze di quella che potremmo definire una ‘Carta’ delle iniziative culturali — prosegue Poletti — sarà una maggior diffusione delle iniziative e un risparmio di costi, senza dimenticare finanziamenti e sponsor. Aggregare tutte le realtà versiliesi è una sfida faticosa, ma se cominciamo già ora a immaginare il ‘territorio’ Versilia dal 2013 in poi, con una programmazione coordinata e congiunta e proponendoci sul mercato con un’offerta culturale unitaria, saremo in grado di recuperare il ‘brand’ Versilia».
L’ALTRO obiettivo, infine, consisterà in un sistema ramificato di biglietteria per facilitare turisti e versiliesi nell’acquisto dei biglietti d’ingresso. « Il prossimo step sarà costituire un tavolo operativo più ristretto che possa concretizzare le linee guida emerse da questo incontro: la data sarà fissata subito dopo le elezioni amministrative a Camaiore e Forte dei Marmi». La sinergia è partita.
Daniele Masseglia
 
 
  Edizione di VIAREGGIO (dom, 22 apr 2012)
ALCOL, BIBITE GASSATE E PATATINE: RINCARO DA 2 A 50 CENTESIMI. ENTRATE PER OLTRE 270 MILIONI
Ora il governo tassa anche il ‘cibo spazzatura’
ROMA 
SI CHIAMA ‘Patto per la salute 2013-2015’ e contiene tagli e ‘tasse di scopo’ per 8 miliardi di euro sulla sanità. Con un occhio a quanto già succede nel resto d’Europa. Chi fa pagare i ticket sui ricoveri e chi li impone per le visite di medici di famiglia e specialisti. Chi «stringe» sui farmaci e chi fa pagare l’ambulanza. Chi taglia le esenzioni e chi tassa junk food e soft drink, cioé cibo e bevande «spazzatura». Ecco il punto. 

IL NUOVO tributo allo studio sui prodotti alimentari saturi di grasso e zuccheri e anche sull’alcol piace al ministro competente, Renato Balduzzi, e alle Regioni più che mai a rischio di sforamento dei bilanci. Ma le industrie del settore frenano, mentre il popolo dei consumatori-contribuenti italiani, secondo un sondaggio della Coldiretti, all’80% vedrebbe come il male minore l’eventuale balzello su merendine e «happy hour».
Ai primi di marzo, si era parlato dell’ennesima novità in materia fiscale per la pubblicazione di uno studio a più mani sulla rivista ‘Igiene e sanità pubblica’, in cui gli autori — Grazia Labate, Isabella Mastrobuono, Giuseppe Sorbara e Daniela Visconti — fra l’altro citavano le scelte già operate in Paesi europei come Danimarca, Finlandia, Ungheria e Francia a proposito della tassazione di cibi e bevande «non politicamente corretti». E Grazia Labate, ricercatrice in Economia sanitaria all’Università inglese di York ed ex sottosegretario alla Sanità nel governo Amato (2000-2001), è tornata sull’argomento nei giorni scorsi intervenendo a un convegno sulla dieta mediterranea promosso a Roma dal Lion’s Club. 

BEN VENGA, dunque, la ‘junk food tax’? Con cinquanta centesimi al litro sui superalcolici e 2,5 centesimi per ogni lattina di bibite gassate entrerebbero nelle casse dello Stato circa 270 milioni di euro. Ma nel ‘pacchetto’ dovrebbero rientrare anche i cibi ad alto contenuto di grassi, sui quali sono ancora in corso approfondimenti intorno a un tavolo tecnico predisposto dal ministero. «Una tassa di scopo, la proposi a luglio 2011, assieme a quella sul fumo, a proposito dei costi del Servizio sanitario nazionale, guardando a cosa succede negli altri Paesi europei — ha spiegato Grazia Labate — Giustamente non per fare cassa; o per avanzare odiose forme di co-payment, ma per investire in primo luogo nella salute presente e futura». Secondo l’esperta, questa potrebbe essere la leva per attivare un circuito virtuoso. «Come incentivo alla produzione e al consumo di cibi salutari, a partire da frutta e verdure — ha aggiunto — contemperando ed equilibrando l’incidenza dell’Iva sui prodotti alimentari e favorendo le forme imprenditoriali che di certo non mancano in un Paese come il nostro, culla della dieta mediterranea. Sarebbe ben strano che proprio noi non cogliessimo l’occasione, visti anche i dati su sovrappeso e obesità nei bambini».
B. Rug.
 
      Edizione di VIAREGGIO (dom, 22 apr 2012)
PRUNO si anima oggi per l’8.a Festa della farina di castagne con prodotti tipici, laboratori e momenti di approfondimento ambientale. Verrà infatti presentato il progetto «Quattro passi in montagna per un turismo eco sostenibile» ma anche come è opportuno procedere nel debellamento del parassita che ha ferocemente attaccato i castagni dell’Alta Versilia riducendo ai minimi termini il prodotto. Organizzata dall’Associazione Filiera della Castagna, alla festa parteciperà l’esperto conoscitore dei prodotti locali Riccardo Lagorio, mentre gli alunni del comprensivo Martiri di Sant’Anna prenderanno parte ad un laboratorio didattico sull’uso della farina di castagne. 
INTANTO stamani alle 10,30 si torna a parlare di montagna e rischio idrogeologico. Il Consorzio di Bonifica illustrerà la collaborazione attiva con gli imprenditori agricoli che a fronte di un compenso possono pulire i torrenti. Partecipano: l’on. Raffaella Mariani, il consigliere regionale Loris Rossetti, il sindaco di Stazzema Michele Silicani, il presidente dell’Unione Comuni Maurizio Verona, il presidente del Consorzio Bonifica Fortunato Angelini, l’agronomo della Cia Massimo Gay e il responsabile Coldiretti Versilia Maurizio Del Chiaro.


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Apr 23, 2012, 8:11:06 AM4/23/12
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LUNEDÌ, 23 APRILE 2012
      Edizione di VIAREGGIO (lun, 23 apr 2012)
CASO FALASCAIA TUMORI: LA RETE AMBIENTALE DELLA VERSILIA REPLICA ALLA SCARAMUCCIA
«Assessore venga a cena da noi»

Le associazioni chiedono chiarezza sull’esistenza di dati tranquillizzanti
«INVITIAMO l’assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia a venire in Versilia per spiegare meglio ai cittadini come sta procedendo l’indagine epidemiologica su Falascaia. Saremo anche lieti di invitarla a cena (qui da noi si mangia e si beve molto bene)». Replica così la Rete ambientale della Versilia alle affermazioni della Scaramuccia in merito all’iter dello studio e allo stile di vita godereccio quale causa dell’elevata incidenza di tumori in zona. Il coordinamento delle associazioni rileva come il sito dell’Asl 12 non fornisca indicazioni e quindi invita l’assessore, qualora «sia a conoscenza di dati ancora non ufficiali», a farli pubblicare perché tutti possano fruirne. Quanto al fatto che i campionamenti effettuati su latte, miele e pesci avrebbero evidenziato valori inferiori ai livelli di attenzione, «noi non sappiamo di esami eseguiti dopo il 2008. Sono stati fatti esami di recente?». Invece, circa i risultati dei campionamenti del 2008, l’Asl non precisa «nella relazione al convegno di Pistoia che le diossine da “non misurabili” sono diventate “misurabili”: quindi la diossina è aumentata rispetto alle analisi precedenti, come affermò lo stesso dott. Angotzi a Rete Versilia». 
PASSANDO allo studio Arpat sulla modellistica di ricaduta e alla ricerca epidemiologica di Ispo, dai documenti nel sito dell’Asl, per la precisione da quello più recente del novembre 2011, «già cinque mesi fa l’Arpat sembrava aver messo a punto ma non aveva reso disponibili i modelli diffusionali per il precedente e l’esistente impianto, mentre l’assessore afferma che “il 3 aprile Arpat ha presentato lo studio al Comitato scientifico di garanzia che ha espresso apprezzamento e dato indicazioni di dettaglio per l’indagine epidemiologica. Quando tutti i passaggi saranno completati, renderemo pubblici i risultati”. Quindi, si annuncia l’arrivo di documenti che ancora non esistono ufficialmente; si rimanda ancora e per un tempo non precisato. Ma quanto dovremo aspettare? Auspichiamo che lo studio venga pubblicato insieme agli altri eventuali documenti stilati e non resi pubblici. Così come auspichiamo che venga realizzato l’incontro pubblico per informare la cittadinanza preannunciato nella lettera del 2011». La Rete chiede anche «quali dati epidemiologici stia esaminando l’Ispo: cinque mesi fa ancora non era stato validato il protocollo dettagliato dello studio epidemiologico dal Comitato scientifico di garanzia. Così domandiamo se il progetto sia stato validato e auspichiamo che venga pubblicato al più presto. Senza un protocollo validato definitivo, come potrebbe essere stato possibile procedere nell’indagine?». E allora: «a quali dati epidemiologici rassicuranti si è potuta riferire l’assessore?». 
«A NOI sembra — conclude la Rete — , in base ai dati, che agli annunci di Asl e istituzioni non siano ancora seguite azioni concrete. Cosa dobbiamo fare perché lo studio epidemiologico venga portato a termine con celerità? Intanto ribadiamo quanto citato nella lettera dell’Asl del novembre 2011 in risposta a una nostra lettera in cui si faceva riferimento a una indicazione del dottor Valerio Gennaro sulla possibilità di svolgere in pochi mesi e con costi ridotti una indagine preliminare basata su dati d’archivio già in possesso: “per poter prendere in considerazione questa indicazione abbiamo la necessità di conoscere obiettivi, modalità d’indagine e risultati attesi di tale indagine”. Auspichiamo che l’Asl chieda al dottor Gennaro (Ist di Genova) questi dettagli e che si dia il via all’indagine preliminare». 
 
 
Pagina 12 - Viareggio
 
«Quelle panchine-cabine vanno rimosse»
 
Presidio in Passeggiata e raccolta di firme contro la nuova struttura davanti al bagno Felice
 
 
 
 


VIAREGGIO La Sovrintendenza, nel valutare il progetto di rifacimento della Passeggiata, nel 2009 era stata chiara: le cabine elettriche erano da posizionare all’interno delle aiuole esistenti con schermatura a verde». Invece sono spuntate le panchine-cabina elettrica, che riuniscono all’interno più di una vecchia struttura. Quelle rivestite in un legno che già mostra cenni di usura e dovrebbe, invece, apparire ancora lucido e nuovo perché tale è. Ieri mattina si sono mobilitati l’associazione “Revolution13”, appena nata, il comitato “Regina Margherita” che ha già quasi raccolto un migliaio di firme per chiedere la rimozione della panchina-cabina collocata davanti al bagno “Felice”. A portare la solidarietà anche il comitato dei cittadini “Salviamo Viareggio”, i consiglieri comunali del Pd Leonardo Betti e Chiara Romanini (gli unici politici che si sono visti), il comitato Marco Polo. Al quale, nei giorni scorsi, Arpat ha risposto in merito all’esposto presentato: i valori delle emissioni sono nei limiti, ma «superiori a valori comunemente presenti in ambiente urbano o all'interno di residenze, nei luoghi in cui normalmente si permane». Così che, questa la conclusione cui è giunta l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, si evidenzia «l'inopportunità di una esposizione inconsapevole e indebita». Il che vuol dire - sottolinea Marcello Ricci per il Comitato Marco Polo - «che il congegno dovrebbe essere corredato da un cartello indicante i rischi (come prevede la normativa) ed essere inaccessibile al pubblico». Invece, anche ieri mattina, numerose erano le persone che si sedevano a lungo sulla nuova struttura, e tra questi numerosi genitori anche con bambini piccoli. (d.f.)
 
La Nazione
 Edizione di VIAREGGIO (lun, 23 apr 2012)
PROTESTE IN PASSEGGIATA E AL TERMINETTO
Erbacce, sporco, droga
e panchine «elettriche»
ANCORA proteste. Ieri in Passeggiata c’è stato il sit-in contro le cabine Enel mascherate da panchine. L’associazione Revolution 13 spalleggiata da Chiara Romanini e Leonardo Betti del Pd ha raccolto firme e ha informatoe i passanti della reale natura delle sedute. I promotori attendono la conferenza dell’Enel e il parere dell’Asl ma si affidano a quantod etto da Arpat e Soprintendenza per convincere il comune a rivedere il progetto di installazione di altre 6 cabine-panchine. Al Terminetto invece Daniel Griva per il Movimento cittadini contesta le condizioni in cui si trova piazza Bastia: se fosse un erbario sarebbe perfetta, purtroppo invece vorrebbe essere una piazza pubblica ma le erbacce folte e altissime ne pregiudicano la fruizione dai cittadini: «La piazza è frequentata da giovani poco raccomandabili e sospettiamo che vi si spacci la droga. La piazza è davanti la casa dell’assessore Fantoni che in campagna elettorale si era tanto adoperato per tenerla pulita...».
 
La Nazione
Edizione di VIAREGGIO (lun, 23 apr 2012)
CAMAIORE LA CAMPAGNA DEL CENTROSINISTRA
Vendola sostiene Del Dotto
«Una nuova stagione politica»
DIVENTA sempre fiammeggiante la campagna elettorale in vista del voto amministrativo del 6 e 7 maggio. A Camaiore, a sostenere il candidato del centrosinistra Alessandro Del Dotto è intervenuto il leader nazionale di Sel (Sinistra Ecologia e Libertà), Nichi Vendola (nella foto) che ha parlato della necessità e dell’impegno «per lavorare per una nuova stagione politica». Vendola ha parlato al teatro dell’Olivo invitando i presenti a sostenere il candidato Alessandro Del Dotto che ha assicurato di guidare una coalizione «che vuole fare politica per passione e non per interesse».
 
La NazioneEdizione di VIAREGGIO (lun, 23 apr 2012)
TASSE E MAXI IMU PUCCINELLI CHIEDE RIDUZIONI DI ASSESSORI E MEMBRI DELLE SOCIETA’
«Lunardini tagli i compensi ai poltronati»
L’anti-politica inizia a farsi sentire in città
di BEPPE NELLI
LO STATO prende sempre più e sempre meno dà. Tasse alle stelle, Imu da esproprio, tagli dei trasferimenti ai comuni. E intanto i servizi sono sempre più cari e fanno sempre più schifo. Gli unici che non mollano un cent delle proprie prebende, quelli della nuova casta nobiliare mantenuta dai cittadini, sono i politici locali e romani, incollati alle loro ricche poltrone. Ma tira aria di rivolta, anche se il bello deve venire. A Viareggio la resa dei conti ci sarà l’anno prossimo. Alle elezioni di Forte e Camaiore sarà presto per vedere una vera rivolta contro i partiti sanguisughe. Ma in città c’è chi si preoccupa a chiede alla giunta Lunardini di tagliare tutti i compensi dei poltronati a fronte di aliquote Imu che s’annunciano disastrose per tutti. E intanto nasce un nuovo comitato anti-politica.
BRUNO Puccinelli, il consigliere salva-Lunardini, interpreta l’intervento di Asio Vivaldi del Pdl come il preannuncio delle aliquote massime dell’Imu: «Se sarà così il sindaco Lunardini tagli drasticamente il numero degli assessori e le remunerazioni dei Cda delle società partecipate, girando alle casse comunali le somme risparmiate. Sarebbe un gesto di solidarietà per i durissimi impegni finanziari che la crisi impone ai cittadini. Se questo taglio fosse improponibile, invito tutti gli assessori e tutti i nominati nei Cda delle partecipate a rinunciare all’indennità riservandosi solo l’equivalente del gettone di presenza per ogni seduta del consiglio comunale». Scommettiamo che nessuno si taglierà nulla né al comune di Viareggio né nel resto della Versilia?
SAREBBERO PICCOLE cifre, in realtà, se commisurate ai compensi dei parlamentari e dei consiglieri regionali che pure si fregiano del titolo di onorevoli. Dimezzando i parlamentari e i loro esosi compensi lo Stato risparmierebbe ogni anno un quinto della manovra Monti. Ma da quest’orecchio i politici non ci sentono. E così nasce un nuovo comitato anti partiti: il Cca-Dop, vale a dire «Comitato cittadini autonomi da ogni partito».
TRA I PROMOTORI c’è Foffo Martinelli, balneare, che ha lanciato la battaglia contro il caro bolletta dell’acqua. Il comitato nasce contro tasse, prevaricazioni, «e senza nessun interesse di ingresso nella politica» ma per «controllare e monitorare ogni intervento dei partiti che leda gli interessi del popolo». Praticamente, almeno l’80% di quel che hanno combinato finora i partiti. Tra le richieste, di nuovo, riduzione dei Cda delle società pubbliche con nomine non più basate sulla spartizione politica, rispetto della legge 241 sulla trasparenza degli atti, e il rispetto del referendum sull’acqua che col 96% dei voti ha bocciato la privatizzazione dei servizi idrici. Di fatto, il nuovo comitato chiede ai partiti di mollare l’osso. Il regolamento del Cca-Dop vieterà l’ingresso di politici e le discussioni sui partiti, ma ovviamente il comitato avrà una funzione di denuncia soprattutto in campagna elettorale.






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Apr 24, 2012, 8:03:43 AM4/24/12
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MARTEDÌ, 24 APRILE 2012
 
      Edizione di VIAREGGIO (mar, 24 apr 2012)
«Sindaco, ora chiuda la Patrimonio
Troppi ritardi per trasferire i fondi Tia»
I lavoratori Sea in piazza: vogliono certezze per gli stipendi futuri

«SINDACO, vieni a parlare con noi». Una folla di lavoratori, quelli di Sea Ambiente che hanno rischiato di rimanere senza stipendio, ha tenuto ieri mattina l’assemblea sindacale davanti al municipio. Per chiedere certezze sui salari dei prossimi mesi, e chiarimenti sul circolo vizioso dei soldi della Tia che vengono riscossi dalla Patrimonio e poi sembrano sparire senza arrivare nelle casse di Sea Ambiente. La società infatti deve avere dal comune almeno 17 milioni di arretrati accumulati negli anni. Alla fine Luca Lunardini è sceso nella fossa dei leoni. Ha dato garanzie per gli stipendi, ma nessuna spiegazione sui soldi della Tia.
GIUSEPPE Moriconi dell’Rsa aziendale ha aperto le danze. I lavoratori volevano essere ricevuti tutti dal sindaco, che invece chiedeva di parlare a una delegazione. Alla fine è sceso. Anche perché coi dipendenti Sea c’era anche l’Rsu del municipio, preoccupata per gli stipendi dei comunali. E in aggiunta, anche i sindacati del settore turismo alle prese coi tagli al contratto di lavoro nel settore alberghiero. Ovvia la richiesta base: «Che fine fanno i soldi della Tia? Perché deve esserci la trafila di tanti passaggi? E non sarebbe meglio mettere in liquidazione la Patrimonio Srl e riportare la riscossione dei tributi direttamente negli uffici comunali?».
IMPROVVISAMENTE s’è materializzato il solito fantasma che agita gli incubi della giunta Lunardini: non solo debiti ereditati, ma anche il sistema delle partecipate creato da Marco Marcucci. Che oggi, secondo molti sindacati, è un problema e non un vantaggio. Lunardini non s’è perso d’animo e ha spiegato che «gli stipendi sono la priorità, e saranno sempre pagati. Ma tutti voi sapete che il governo ci ha tagliato altri 4 milioni di trasferimenti, e i problemi sono colossali. Io non voglio aumentare le tasse, ma qua si rischia che per pagare gli stipendi dovremo eliminare altre spese del bilancio comunale». Sulla Patrimonio Lunardini ha detto che il suo obiettivo è da sempre ridurre le partecipate, ma in questo momento la chiusura dell’Srl non è possibile. Perché? Lo spiega il direttore generale Edoardo Rivola: «I dipendenti assunti senza concorso non possono più essere fatti rientrare in comune o nelle altre società. E’ il caso anche di quelli della Versilia Servizi. I dipendenti assunti a concorso sono solo quelli del comune che avevano accettato il trasferimento alla Patrimonio. Su 54 impiegati possono tornare in comune solo 15-20 persone addette ai tributi. L’articolo 4 della legge 148/11 infatti ha stabilito che le società a partecipazione pubblica devono rispettare l’articolo 35 del Dlgs 165/01, per il quale è obbligatoria la selezione pubblica per assunzioni e incarichi».
LA GRIFFE MM brilla anche in questo caso. La vecchia storia delle assunzioni con selezioni orali di 9 minuti (vedi i verbali della commissione su «assuntopoli» ai tempi dell’ultimo centrosinistra) torna a galla ma con qualche problema per i lavoratori che erano stati stabilizzati anche dal centrodestra. L’idea di Cristina Ceragioli dell’Rsu comunale, «spalmare i dipendenti della Patrimonio in municipio e nelle partecipate», sembra così inattuabile. I lavoratori Sea vogliono la fine della Patrimonio per avere certezze salariali, i lavoratori della Patrimonio non sono certo d’accordo.
DALL’ASSEMBLEA sindacale però è emersa un’altra opinione detta a più voci: «Sea Ambiente ci ha strumentalizzato per far pressione sul comune». «Io non l’ho detto», ha replicato Lunardini annuendo però col capo. Il sindaco ha riferito che nel colloquio con l’Ad di Sea Ambiente, precedente l’allarme salari, non era emerso infatti alcun problema. Poi, come si sa, Lunardini ha comunque sbloccato il bonifico di 3 milioni della Patrimonio. Ma si capisce anche Sea che deve avere 17 milioni. E sono solo una parte dei problemi finanziari del comune, che secondo i sindacati da un anno non paga i fornitori. E’ anche l’opinione di Milziade Caprili, presente all’assemblea: «E’ vero che siamo ben oltre la perdita di credito commerciale per cui comprare anche una bulletta diventa un problema?». La domanda, all’americana, non è «comprereste un’auto usata da quest’uomo», ma piuttosto «gliela vendereste a credito?».
b.n.
 
  Edizione di VIAREGGIO (mar, 24 apr 2012)
Ma il Comune non paga più i fornitori
Crisi di liquidità per decine di milioni
Aziende dei rifiuti, appalti di opere pubbliche, coop sociali: sofferenza infinita
di BEPPE NELLI
UNA CIFRA catastrofica, dell’ordine di alcune decine di milioni, costituisce la sofferenza di cassa del comune che da sempre si barcamenta tra anticipi di cassa e rinvii di pagamenti. Questo spiega perché l’amministrazione ha raggiunto 17 milioni di debito con Sea Ambiente; perché deve oltre 6 milioni a Veolia; perché deve pagare 3 milioni di avanzamento dei lavori dell’asse di penetrazione a Varia, che starebbe per fatturare altri crediti; perché anche le cooperative sociali vantano pagherò non onorati da mesi, spiccioli al confronto delle somme precedenti, ma essenziali per la sopravvivenza dei servizi socio assistenziali. Non pubblichiamo la soffiata sull’esatto ammontare di questo squilibrio di cassa per non creare allarmismi. Ma la situazione è grave. Ancor più coi nuovi tagli del governo Monti alla finanza locale. E pensare che basterebbe una sforbiciata ai parlamentari per tornare a respirare...
IERI mattina s’è diffusa la voce che non c’era più benzina per le auto dei vigili urbani. Il Dg Edoardo Rivola, sentito l’economato, ha smentito: per i prossimi tre mesi sono stati fatti i mandati di pagamento e di impegno. Ma intanto le cooperative sociali come Crea, che svolgono servizi socio sanitari e educativi, devono avere 300 mila euro dal comune e 200 mila euro dall’Asl che pure è indietro coi pagamenti. E senza queste liquidazioni, sono a rischio anche gli stipendi dei dipendenti. L’Asl Versilia sta saldando solo ora le fatture da luglio a ottobre 2011, la fattura più arretrata del comune è dicembre. Le coop devono anticipare gli stipendi: ma fino a quando?
IN QUESTA situazione è chiaro che ieri anche l’Rsu comunale ha chiesto al sindaco certezze sugli tipendi dei dipendenti diretti del municipio, che ogni mese temono di veder saltare il pagamento. La situazione, ben nota alla direzione generale e ai servizi finanziari, è che dal 2002 il comune va avanti con le anticipazioni di cassa della tesoreria, cioè della Cassa di risparmio di Firenze, il che è come un’azienda che si regge sullo scoperto di conto corrente e ha sul groppone i lauti interessi bancari. In comune sperano che col prossimo 1° luglio i problemi di cassa, cioè di liquidità, finiranno grazie alle entrate delle scadenze fiscali. Perché sia così bisogna che i viareggini, famiglie e imprese, abbiano i soldi per pagare le stangate di Mario Monti. Il sistema è infatti ad alto rischio default, come dicono i tecnici che vengono dalla Bocconi. Secondo Rivola se il consiglio comunale votasse il piano delle alienazioni e la tassa di soggiorno s’alleggerirebbe la pressione sullo sbilancio di cassa. Se, se, se.
QUESTO non spiega come il debito verso Sea Ambiente sia diventato 17 milioni, dai 7 che c’erano all’elezione di Lunardini. Si torna alla domanda dei sindacati: «Dove sono finiti i 21 milioni della Tia?». Però il direttore generale conferma che il transito dei soldi dalla Patrimonio al comune rallenta la disponibilità dei fondi con cui pagare i debiti per cui è accaduto che il comune abbia saltato qualche rata mensile o abbia ovviato con l’anticipo bancario che costa la bellezza del 6%: soldi buttati al vento grazie anche al labirinto delle società partecipate, una specie di piaga d’Egitto come del resto i mutui swap, due sirene della finanza creativa a cui anni fa nessun ente pubblico sembrava resistere. Tanto il conto lo paghiamo noi, mica i politici.
NON E’ rassicurante vedere che al momento dall’opposizione arrivano solo critiche demagogiche ma non ricette risolutive. Del resto, anche Fli Pd e Udc votano le stangate sui cittadini e i tagli ai comuni delle manovre Monti. Così resta aperta la questione di vita o di morte, e non per metafora: come fronteggiare la sparizione di 4 milioni che versava lo Stato? Qualche tecnico comunale suggerisce a Lunardini di andare avanti a spendere come se nulla fosse e, quando col disavanzo non sarà possibile chiudere il bilancio di previsione 2012, chiamare il commissario ad acta. Al bilancuio ci pensi lui. Se così facessero tutti i comuni, Monti dovrebbe intervenire. Ma forse lo farebbe da par suo: raddoppierebbe un’altra volta l’Imu. La partita infatti si gioca su questa imposta: in comune temono che nemmeno portando l’aliquota al 10,6 per mille su seconde case e immobili diversi il pareggio di bilancio sarebbe assicurato. Del resto è il problema di Massarosa e Pietrasanta: i comuni Pd, come quelli dell’interno della Toscana rossa dalla Liberazione in poi, avevano già messo l’aliquota della stangata al limite massimo. Se poi Equitalia metterà all’asta la casa di chi non può pagare, pazienza. Ma con gli ultimi tagli di Monti, Massarosa e Pietrasanta ora non hanno più strumenti per recuperare.
 
 
 
Il Tirreno
 
MARTEDÌ, 24 APRILE 2012
 
Pagina 1 - Viareggio
 
I lavoratori Sea: dateci garanzie
 
Viareggio: presidio davanti al Municipio per chiedere certezze sul pagamento degli stipendi Oggi incontro tra sindacati e azienda. Ma i conti non tornano IN CRONACA
 
Pagina 15 - Viareggio
 
I lavoratori Sea: dateci garanzie
 
Assemblea davanti al Municipio. Il sindaco: per un Comune è prioritario pagare gli stipendi
 
 
 
 


di Donatella Francesconi wVIAREGGIO Diciotto milioni di debito, euro più euro meno: questa la cifra del contenzioso tra Comune e Sea ambiente, la società partecipata che gestisce la raccolta dei rifiuti indifferenziati. In mezzo tra i due “contendenti” c’è la Viareggio Patrimonio, la società interamente pubblica alla quale il Comune di Viareggio ha affidato la riscossione dei tributi, fin dal 2006. Ieri mattina i lavoratori di Sea, in assemblea davanti al Muncipio, hanno posto al sindaco Lunardini la domanda delle domande: se il Comune non paga Sea al punto che sono a rischio gli stipendi, che fine fanno i soldi che i cittadini versano nelle casse della Viareggio Patrimonio quando pagano la Tia (Tariffa igiene ambientale)? Ma, soprattutto, perché Se ambiente non torna a riscuotere direttamente la Tia? Perché la Viareggio Patrimonio finisce per essere la cassa del Comune. Una sorta di salvadenaio cui attingere, di volta in volta, a seconda dei “buchi” da tappare. E restano in coda i debiti da saldare sui servizi, dai rifiuti al trasporto pubblico locale. Tante che ieri pomeriggio, dopo aver incontrato Sea ambiente, lo stesso Lunardini si è visto anche con Vaibus per mettere a punto quello che lui stesso, davanti ai lavoratori Sea, ha definito «piano di rientro». Come ormai avviene da mesi Luca Lunardini ha affrontato da solo il confronto pubblico. Al suo fianco non c’era l’assessore all’ambiente, Athos Pastechi, che sembra scomparso dalla scena politico-amministrativa della città; assenti anche il direttore generale del Comune, Edoardo Rivola, che pure maneggia le questioni economiche dell’amministrazione insieme al ragioniere capo, Maurizio Nieri, arrivato in Municipio ad assemblea terminata. Con lui il presidente della Viareggio Patrimonio, Stefano Lazzari. «Lei ci garantisce lo stipendio: sì o no?». I dipendenti di Sea l’hanno chiesto, megafono alla mano, al primo cittadino. «Questa è la priorità che abbiamo...». Lunardini lo ripete come un “mantra”: «Il pagamento degli stipendi è prioritario per un Comune, Ma potremmo trovarci a fare scelte dolorse da altre parti... La situazione economica è allucinante. E l’annunciato taglio da 4 milioni sui tarsferimenti dello Stato porterà problemi immensi...». Rispondendo alla specifica questione del debito con Sea ambiente, Lunardini ha spiegato: «Come mai nasce? Quattro anni fa abbiamo trovato una situazione ignorantissima trovata... La mia colpa è di non essere riuscito, quattro anni dopo, a cambiare...Una delle riforme da fare è sicuramente quella di risolvere questo problema: il meccanismo per cui il Comune soffre i ritardi nei trasferimenti». Nel pomeriggio di ieri, dopo l’incontro con i lavoratori, l’appuntamento con l’azienda: «Ribadiamo che vogliamo garantire gli stipendi...poi il resto del debito che pure dobbiamo dare...». Resto del debito che - raccontano i lavoratori - non saldare significa, per esempio, «non poter acquistare i pezzi per l’officina senza pagare alla fattura». La memoria dei cittadini è più lunga di quella dei politici: «Signor sindaco - ricorda una lavoratrice - quando fu eletto disse che aveva intenzione di ridurre le società partecipate. Avete venduto Sea gas che portava utili. E oggi il dubbio è che Sea ambiente sia l’ultima zavorra che dovete affondare». Oggi i sindacati dell’azienda dei rifiuti saranno in Prefettura. A sindaco, amministrazione, Viareggio patrimonio la richiesta di essere lì, a spiegare cosa sta accadendo oltre che a «prendere impegni precisi davanti al Prefetto».
 
 
Pagina 15 - Viareggio
 
 
 
 


VIAREGGIO A rispondere alla domanda su dove siano finiti i soldi che i cittadini versano nelle casse della Viareggio patrimonio per assicurarsi smaltimento rifiuti e pulizia della città, ci prova Andrea Palestini, consigliere comunale del Pd e presidente della commissione di controllo sulla Viareggio Patrimonio. «Guardando gli ultimi estratti conto che Comune e Viareggio Patrimonio si scambiano mensilmente si nota che tra venerdì scorso e ieri è stato effettuato un versamento di 3,4 milioni dalla Patrimonio al Comune». Versamento con il quale è stato garantito il pagamento degli stipendi. Per questo mese. Ma le cifre della Viareggio Patrimonio raccontano ben altro, come mette in evidenza Palestini: «I conti mettono in evidenza una serie di problemi. A cominciare dal fatto che alcune partite sono bloccate. Penso ai mutui Gaia per i quali l’azienda idrica ha chiesto un rinvio al 2014, ma anche al canone che la Viareggio Versilia congressi non ha mai pagato alla Viareggio Patrimonio». Con il benestare dell’amministrazione che ha nominato prima il presidente della società pubblica e poi il liquidatore. Non va sottovalutato il fatto - prosegue Palestini - «che al 31 dicembre 2001 dei 21 milioni e 600mila euro fatturati di Tia ne mancavano, da riscuotere, 6 milioni e 300mila euro. Non ho il dato aggiornato ad oggi, sempre sul 2011, ed è probabile che la cifra si sia ridotta. ma resta il fatto che la crisi c’è e che ga sentire i suoi effetti sui pagamenti che i cittadini si trovano a dover effettuare». Anche considerando che il maxi aumento che i viareggini si sono ritrovati nelle bollette Tia dell’anno in corso. Ultima questione, quella dei trasferimenti che il Comune ha inserito nel bilancio di previsione da parte di Mover e della stessa Viareggio Patrimonio: 3 milioni dalla società dei parcheggi e 3,9 da quella del presidente Lazzari. «Cifre mai trasferite», conclude Palestini e che quindi mancano al bilancio comunale. (d.f.)
 
 
Pagina 15 - Viareggio
 
Rifondazione: basta promesse illusorie
 
 
 
 


« Una posizione ambigua e ondivaga, quella del sindaco Lunardini, di chi non sa che pesci prendere rispetto ad una situazione che è sfuggita di mano a questa amministrazione». Interviene così il circolo “Caracol” di Rifondazione comunista: «Abbiamo finalmente scoperto che i soldi della Tia sono serviti per pagare gli interessi sull' immane buco di bilancio del Comune. Una situazione surreale che vede come uniche vittime sacrificali dei giochi di palazzo i lavoratori e i cittadini. Oggi si terrà l' incontro in Prefettura: chiediamo che azienda e Comune facciano l' unica cosa giusta da fare: non illusorie promesse d' intenti, ma garanzie sul futuro dei lavoratori e delle lavoratrici della Sea».
 
 
Pagina 15 - Viareggio
 
CAPRILI (SINISTRA ARCOBALENO)
 
«A chi fa gola acquistare Sea?»
 
La richiesta: si faccia chiarezza sullo stato del bilancio comunale
 
 
 
 


VIAREGGIO Sulla vicenda Sea interviene Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra Arcobaleno, presente ieri mattina all’assemblea dei lavoratori Sea davanti al Municipio. «Oltre alle condizioni generali - drammatiche o quasi- dei Comuni italiani che contemporaneamente si sono visti trasformati in esattori dello Stato centrale e portati, da una sorta di strangolamento continuo e di taglieggiamento delle risorse, a dover aumentare tariffe e tasse e gabelle oltre questo da noi ci sono delle incapacità specifiche della giunta a mettere in piedi uno straccio, magari solo uno straccio, di politica economico-finanziaria dell'Ente». Ciò premesso, la domanda che Caprili pone merita risposta chiare e urgenti: «Ci potrebbero essere giochi attorno alla parte pubblica di Sea Ambiente? Ci sono problemi per salari e stipendi di dipendenti collegati ad attività comunali o simili? E le cooperative da quando non sono pagate? E i fornitori? Non sarebbe bene la convocazione della commissione bilancio unitamente a quella di controllo sulla Patrimonio con i capigruppo al fine di sapere come realmente stanno le cose e poter così adeguatamente preparare un consiglio comunale con al centro questi temi, lasciando perdere le contorsioni dei trasvolatori della politica e degli arrampicatori sugli specchi?».
 
 
      Edizione di VIAREGGIO (mar, 24 apr 2012)
Il Cca-Dop nasce sabato sera
Appuntamento alla Croce Verde
E’ IN PROGRAMMA sabato alle 21 alla Croce Verde la riunione costitutiva del Cca-Dop, il Comitato cittadini autonomi da ogni partito. «I cittadini — ha sottolineato Foffo Martinelli, uno dei promotori — sono stanchi di essere vessati da imposte e tasse di ogni timpo e di essere prevaricati su un bene di vitale importanza e di sopravvivenza come l’acqua». Il Comitato punta ad essere una forza pulsante sul territorio.
 
 
Il Tirreno
Pagina 20 - Viareggio
 
«Sulle antenne solo promesse dal Pdl»
 
Pd e Alternativa per Camaiore all’attacco sull’elettrosmog. La Gemignani: monitoraggio e sgravi ai cittadini
 
 
 
 


CAMAIORE «Una farsa clamorosa». Così Simone Leo e Alberto Susini definiscono la promessa del Pdl di togliere le antenne e limitare le installazioni di fonti di emissioni elettromagnetiche sul territorio comunale, suggellata di fronte all'ex Ministro Maurizio Gasparri. All’attacco anche la lista civica Alternativa per Camaiore: la candidata sindaco Patrizia Gemignani su questo tema ha puntato molto. «Pare che Matteucci si sia convertito, folgorato sulla via di Damasco - attaccano Leo e Susini - ricordiamo che, in consiglio comunale, ha sempre votato contro le nostre proposte di maggior tutela e protezione della salute dai fenomeni elettromagnetici il sigillo della conversione se lo è fatto mettere da Maurizio Gasparri, il padre del decreto legislativo che ha tolto i poteri ai Comuni per quanto riguarda la limitazione o lo spostamento delle antenne, è il Codice che consente di installare le antenne praticamente anche in testa ai bambini». «La proliferazione di antenne? Una sciagura da prendere sul serio - dichiara Alessandro Del Dotto, candidato Sindaco - L'apertura e i rapporti con il mondo della tutela ambientale e della tutela della salute. La sensibilità per le situazioni umane e personali che motivano i timori della gente, per la propria vita e per la pr!opria sa lute. La garanzia di anni di forte impegno nella ricerca e nella elaborazione di proposte di regolamentazione comunale serie e restrittive dello strapotere di quelle multinazionali cui Gasparri si piegò nel 2003 con il suo Codice. Questo offriamo alla città. Da Pedona, a Capezzano, a Lido, a Camaiore, il mio impegno va seriamente per delocalizzazione degli impianti radiotelevisivi e per trovare ubicazione degli impianti di telefonia. Sulla vicenda interviene anche Alternativa per Camaiore. «Fino a oggi - affermano dalla lista che molto punta sull’Ambiente - ci risulta il netto contrario di quanto sostenuto dal Matteucci in quanto è in atto un continuo installamento di antenne anche per telefonia mobile, ( vedi alberghi) ed anche nel programma, al contrario, non vi è alcuna traccia sul totale dislocamento di tali antenne.Forse sarebbe il caso intanto iniziare una accurato e continuo monitoraggio di eventuali sforamenti e il controllo attraverso dei "cartellini" su ogni singola antenna per evitarne il proliferare selvaggio. Serve anche uno sgravio fiscale per le abitazioni vicine alla antenne stesse».
 
Pagina 21 - Viareggio
 
Versamenti Tarsu “spariti”: ai cittadini cartelle da 1000 euro
 
Decine di casi segnalati a Pietrasanta: i cittadini pagano ma il saldo non risulta. Denunce contro le poste private
 
 
 
 


PIETRASANTA Decine di cartelle esattoriali per bollette e tasse che risultano non pagate anche se i cittadini hanno versato le somme dovute. A finire sotto accusa - con denunce presentate anche in questi giorni da cittadini di Pietrasanta che si sono visti recapitare cartelle esattoriali da oltre 1000 euro - è la società Poste e Poste che fino all’anno scorso aveva un ufficio (poi chiuso) anche in paese, nella zona di Vallecchia. Tutte le persone che hanno sporto denuncia hanno detto di aver pagato tramite gli sportelli di Poste e Poste (l’azienda massese in franchising che offre servizi postali). Ma a quanto pare la società non avrebbe poi provveduto a girare le somme agli enti interessati (tra i quali anche il Comune). E così molti pietrasantini si sono visti recapitare queste maxi-cartelle. «Qualche giorno fa - racconta una delle persone che si sono viste recapitare a casa solleciti di pagamento - mi è arrivata questa cartella da 1500 euro per tasse sulla spazzatura che non sarebbero state pagate. Poche settimane prima era accaduto qualcosa di simile con arretrati sul gas da 900 euro. Anche a mia figlia è arrivata una cartella da 600 euro sempre per la fornitura di gas. Noi abbiamo le ricevute dei versamenti effettuati tramite Poste e Poste». La signora venerdì scorso ha sporto denuncia per truffa ed appropriazione indebita presso il commissariato di Polizia di Forte dei Marmi. Nella stessa situazione sono finiti anche diversi professionisti cittadini che hanno utilizzato gli sportelli per pagare tasse e bollette. «Ho ricevuto - spiega un professionista - una bolletta da 1600 euro per la Tarsu arretrata di 5 anni. Mi sono informato: sono tantissime le persone nella stessa situazione a Pietrasanta. Molto probabilmente sarà creato un comitato per tutelare i cittadini». Questi non sono certo gli unici casi segnalati. Tantissime proteste - almeno una ventina - documentate sono state raccolte anche dallo sportello Consumatori attivo presso il Comune di Pietrasanta ogni giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 (tel 0584-795232; consumatori...@gmail.com). Nel gennaio scorso era stato lo stesso comune a consigliare a chi avesse problemi a rivolgersi allo sportello. Gli esperti di Feder Consumatori e Movimento Consumatori, su segnalazione del Comune hanno quindi attivato tutte le procedure per verificare per quali motivi le bollette non risultassero pagate. A gennaio il comune - che ha sporto una denuncia ai carabinieri - aveva parlato di un «problema di trasferimento dati». Ma evidentemente, visto quello che sta accadendo in questi giorni, molte delle situazioni non sono ancora state risolte. Dal Comune fanno sapere che comunque, nei mesi scorsi, alcuni dei versamenti richiesti sono stati effettuati sanando le situazioni. Sul sito Internet dell’azienda sono pubblicati alcuni riferimenti telefonici, tra i quali anche un numero verde: ma i cittadini dicono di avere difficoltà a parlare con gli operatori. E anche ieri nessuno ha risposto alle nostre chiamate. Chi ha ricevuto cartelle ha la possibilità di ottenere il blocco della messa in mora. Innanzitutto servono le ricevute dei pagamenti effettuati. Per ottenere il blocco serve anche una denuncia che può essere fatta da polizia o carabinieri, oppure presso lo sportello della Federconsumatori del giovedì. Il Comune, per le cartelle a esso dovute, sta valutando come poter bloccare le scadenze fino alla soluzione del problema e a un chiarimento, si spera definitivo, di tutte le questioni rimaste in sospeso. Gabriele Dini
 
La Nazione
 Edizione di VIAREGGIO (mar, 24 apr 2012)
OGGI IL VOTO DI FIDUCIA AL SENATO SUL DECRETO FISCALE
Dall’Imu bis ai rifiuti,
così ripasseremo alla cassa
Nicoletta Magnoni
BOLOGNA
FINO a poco tempo fa, la pressione fiscale a quota 45% era considerata una soglia psicologica da non raggiungere. Ora che siamo su quel livello, ampiamente superato se consideriamo l’effetto evasione, è addirittura difficile orientarsi fra le tante, troppe voci che che compongono il quadro del prelievo complessivo. Oggi si aggiungerà un tassello con il voto di fiducia sul decreto fiscale al Senato. Le associazioni di consumatori e quelle di categoria, che fanno calcoli basati su medie di redditi, di aliquote e di consumi, quantificano la stangata 2012 in 2.500 euro in più a famiglia e sostengono che i contribuenti lavorano fino ad agosto solo per coprire il pagamento delle tasse. Sono grandi numeri a grandi linee. E il calcolo, per quanto approssimativo, non è completo perché all’orizzonte si profilano nuovi rischi per i contribuenti.
 
      Edizione di VIAREGGIO (mar, 24 apr 2012)
Il Salva Italia cambia anche gestione e smaltimento
rifiuti: dal 2013 verrà applicata la Res (rifiuti e servizi); sarà più una tariffa che un tributo, come la Tia in vigore in molti Comuni al posto della Tarsu; entro ottobre 2012 un decreto stabilirà 
le regole, compresa la maggiorazione tra 30 e 40 centesimi a metro quadro
 
      Edizione di VIAREGGIO (mar, 24 apr 2012)
MILANO 
PIETRO SALINI esce allo scoperto per raccontare la sua sfida ai Gavio per il controllo di Impregilo. Il presidente e ad del gruppo romano convoca a Milano i giornalisti e attacca l’attuale managment Impregilo (Massimo Ponzellini presidente, Alberto Rubegni ad): chiede l’azzeramento del cda, critica le scelte industriali, propone l’uscita dal business delle concessioni per concentrare l’attività nelle costruzioni, non si sbilancia sull’ipotesi di Opa («È una società quotata, non posso parlare») ma critica il sistema bancario che apre la borsa solo per «rientrare di qualche credito salvando società decotte, anzichè finanziare coraggiosi progetti di sviluppo». 

PARLIAMO del gotha italiano delle costruzioni, di colossi con miliardi di contratti in portafoglio in tutto il mondo. Ora agguerriti concorrenti, un domani, nei disegni di Salini, alleati o addirittura fusi un un unico «campione» italiano, capace di sfidare i big stranieri su tutti i quadranti del globo. Salini, che ha rastrellato in Borsa il 25,7% di Impregilo quasi impattando la quota (29,5%) con la quale i Gavio, liquidati i soci Ligresti e Benetton, controllano in solitudine la società, ora vuole stringere e far valere il suo investimento in Impregilo che vale, dice il presidente, «un quarto di miliardo».
I Gavio però non mollano e non usciranno per nessun motivo dalla stanza dei bottoni della società, ha garantito l’altro giorno il supermanager del gruppo Bruno Binasco. Le aperture a Salini sono solo spiragli: il cda di venerdì scorso ha accettato di convocare un’assemblea per rinnovare il cda, come chiedeva il socio romano, aprendolo anche alle minoranze e ha approvato un piano industriale che illustrerà giovedì prossimo.

MA SALINI incalza. Illustra un maxi piano 2015 (studiato «per cinque mesi — precisa —, e non venti giorni») che vedrebbe i due gruppi fusi fatturare 7,5 miliardi (contro i circa 3,5 attuali), più altri 23 di commesse già nel cassetto in tutti i continenti e con un ebitda di un miliardo. Il mercato c’è, dice Salini; quel che manca sono le dimensioni giuste per cogliere le occasioni. Nel settore delle costruzioni, infatti, «essere piccoli non è bello per niente», perchè significa «essere superati, schiacciati, vinti». La Salini, quindi, ha deciso di crescere in fretta. Dal 2010 consolida l’acquisita Todini, già integrata industrialmente, risanata e ora parte di una crescita (il 21% annuo) fatta sulla spinta delle commesse oltre il miliardo di dollari in Danimarca, Etiopia, Uganda e Malaysia. In vista ci sono altre opere, tra cui il terzo ponte sul Bosforo, e un impianto idorelettrico sul Nilo da 5200 Mw di potenza.
La ratio del progetto di aggregazione con Impregilo, un progetto «basato sul consenso», quindi non ostile, creerebbe un gruppo presente in oltre 50 Paesi con circa 30mila dipendenti. Prevede la cessione delle attività in concessione di Impregilo (Ecorodovias, Fisia, Fisia Babcock) per «riallocare le risorse» nelle costruzioni, che rendono di più, e beneficerebbero di sinergie ed economie di scala per circa un miliardo. Raggunti i target, aggiunge Salini, «potremmo dare soddisfazioni agli azionisti» anche con un dividendo straordinario. L’operazione, conclude, creerebbe «un soggetto investment grade», capace di finanziarsi sul mercato obbligazionario, cosa sempre più importante dato che «il credito sarà una risorsa scarsa».
Massimo Degli Esposti
 
 
La Nazione
Pagina 16 - Viareggio
 
L’incubo della mafia sui bagni «Ci useranno come “lavatrici”»
 
L’allarme di un assessore: la criminalità punta a investire qui grazie alle aste delle concessioni Imprenditori preoccupati: non vogliamo che le nostre aziende servano per ripulire soldi sporchi
 
 
 
 


di Matteo Tuccini wVIAREGGIO La camorra sta allungando le mani sulla Versilia? L’interrogativo è da tempo sulla bocca di tutti, a partire dagli imprenditori. Pochi giorni fa un’inchiesta del Venerdì di Repubblica raccontava di interessi della criminalità organizzata per le attività turistiche e commerciali della zona. Bagni in primis. E all’assemblea di Roma un assessore della provincia di Savona ha messo in guardia: occhio, che la messa all’asta delle concessioni attira appetiti loschi. «Non vogliamo diventare - ha detto - delle “lavatrici” di soldi sporchi». A giudicare dalla letteratura sulla mafia, dalle inchieste della magistratura e dai precedenti investimenti di clan e famiglie in Versilia, l’allarme si fonda su dati concreti. E il carico da 11, secondo i balneari, saranno le gare delle concessioni. Che “ingolosiranno” la mafia, spesso bisognosa di investire grossi capitali da far fruttare. «Di questi interessi poco legittimi abbiamo parlato per mesi - spiega Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale della Fiba Confesercenti - ed è chiaro che la messa all’asta dei bagni offre un’occasione a dir poco unica di far rientrare nel mercato legale capitali di dubbia provenienza». Ma l’attività di riciclaggio di denaro sporco potrebbe non essere l’unica per la criminalità organizzata. Lo stesso Lardinelli, negli incontri pubblici, presentò il caso di un balneare che in Campania fu... invitato dalla camorra a cedere la propria concessione. La risposta al suo no fu un attentato a colpi di pistola. «Non ho testimonianze dirette di richieste di estorsione - dice Lardinelli - ma non mi meraviglierei affatto se la presenza della mafia si facesse più pressante. So anch’io che non è più, o forse non lo è mai stata, confinata al sud, e che al centronord gli interessi della criminalità stanno trovando sbocchi in numerose attività». Indagini e arresti delle forze dell’ordine, del resto, evidenziano gli affari dei clan su locali ed esercizi commerciali da Firenze appunto alla Versilia. Certo, non è il caso di agitare lo spauracchio per secondi fini, come l’evitare le aste delle concessioni. La mafia è una cosa seria e già le strumentalizzazioni sono inaccettabili. «Non bisogna correre il rischio - afferma Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini di Ascom - di mettere l’accento sul pericolo mafioso come una minaccia inevitabile, che impone di evitare la riassegnazione delle concessioni demaniali. Vorrebbe dire che lo Stato non può comportarsi in un certo modo perché è sotto scacco. Vero è, invece, che le pressioni della grande finanza perché si rivoluzionino le nostre spiagge provengono anche da ambienti loschi. E la politica, temo, non ne è indifferente».
 
 
Pagina 18 - Viareggio
 
Una catena contro la ciclopista che attraversa i luoghi di Puccini
 
Il comitato per gli usi civici impedisce la realizzazione del percorso tra Vecchiano e Torre del Lago Inutile anche la mediazione della Provincia. Il progetto da 3 milioni di euro è fermo
 
 
 
 


di Ilaria Bonuccelli wTORRE DEL LAGO Il collegamento fra Lucca e Massaciuccoli è stato inaugurato a settembre: quasi 27 chilometri di percorso lungo il Serchio e nel padule a ridosso del lago. Il collegamento (18 chilometri) da Ponte a Moriano a Celle è in fase di finanziamento. E la Provincia di Pisa, insieme al comune di Vecchiano, lavora per collegare Pontasserchio con bocca di Serchio. Eppure la pista ciclabile Puccini, che porta ai luoghi del Maestro, rischia di restare incompiuta. Di non arrivare mai alla casa di Puccini a Torre del Lago. Tre milioni di progetto bloccati da pochi chilometri in territorio di Vecchiano, per il veto dell’Associazione degli usi civici di Migliarino. Una catena su un tratto di strada sterrata è il simbolo di questa opposizione che nessuno si spiega. Non la Provincia di Lucca che, attraverso la Regione, ha sollecitato una soluzione; non il Comune di Vecchiano né la Provincia di Pisa che sulla ciclopista Puccini investono risorse e immagine. «L’obiettivo strategico di questa pista - sottolinea il presidente della Provincia, Stefamo Baccelli - è la fruizione diversa dei luoghi pucciniani, all’interno di un progetto di marketing culturale e turistico. Una pista ciclabile che può mettere a disposizione fino a un centinaio di chilometri di tracciato in un ambiente naturale straordinario diventa una risorsa per l’economia del territorio. Non a caso, il 27 maggio abbiamo in programma una ciclopedalata da Celle, luogo di origine della famiglia del Maestro, a Massaciuccoli. E stiamo già organizzando un sito web dedicato che diventerà un importante veicolo di promozione delle nostre terre». E’ questa la ragione che ha portato Lucca e Pisa, insieme, a progettare un investimento di circa 3 milioni. Così non la pensa, però, l’Asbuc di Migliarino che, per statuto deve «valorizzare le potenzialità dei beni di uso civico, regolamentandone l’accesso e la fruizione nell’interesse collettivo». L’associazione, che ha in gestione un’area dove un tempo era consentita la caccia, si oppone al tratto di ciclopista dal ristorante Menotti a Vecchiano a Torre del Lago. «Il dato grave - osservano Baccelli e l’assessore provinciale alla mobilità, Francesco Bambini - è che questa associazione si è rifiutata per varie volte di partecipare alle riunioni sul tracciato indetta dai vari enti coinvolti nel progetto. Alla fine, si è presentata a una riunione convocata dalla Regione a Firenze per dirimere la questione». «Ci siamo lasciati con una bozza di accordo - denuncia Bambini - ma al momento di firmarlo l’Asbuc si è tirata di nuovo indietro». E tutto si è fermato. «Il paradosso - evidenzia Baccelli - è come gli interessi, per quanto legittimi, di un’associazione che rappresenta solo una parte, minoritaria della comunità, possano bloccare l’interesse collettivo».
 
 
Pagina 16 - Viareggio
 
NUOVA PROTESTA A PARIGI
 
Mamma Cira prova a incontrare Sarkò
 
 
 
 


VIAREGGIO Andrà a Parigi in questi delicati giorni del ballottaggio per le presidenziali cercando di essere ricevuta da Nicolas Sarkozy o, in alternativa, dalla première dame Carla Bruni. Cira Antignano - la madre di Daniele Franceschi, l’operaio morto in circostanze misteriose all’interno del carcere francese di Grasse, in Costa Azzurra, nell’agosto di due anni fa - proverà insomma a sfruttare la campagna elettorale per il rinnovo del capo di stato francese per ottenere qualche risposta più convincente dalle autorità francesi riguardo alla morte del figlio. E preannuncia azioni clamorose di fronte all’Eliseo, sede della presidenza della repubblica. Intanto domani, 25 aprile, proprio Cira Antignano sarà una delle protagoniste della manifestazione che i radicali hanno organizzato a Roma per sollevare il problema delle condizioni dei detenuti all’interno delle carceri italiane e straniere. Sul fronte dell’inchiesta aperta dalla magistratura francese sulla morte di Daniele Franceschi, intanto, è arrivata la comunicazione ufficiale da parte dell’ambasciata francese a Roma che gli organi del giovane sono da considerarsi a tutti gli effetti dei “reperti” e dunque che difficilmente potrà essere accolta la richiesta della mamma di Daniele che possano essere restituiti alla famiglia per la sepoltura. (cla.ve.)
 
Pagina 16 - Viareggio
 
Invasione di velelle sulle spiagge versiliesi
 
 
 
 


VIAREGGIO Invasione di velelle sulle spiagge. Una colonia di grandi dimensioni di meduse del tipo “Velella Velella”, anche conosciute come Barchette di San Pietro, ha raggiunto il litorale. Fenomeno, quest’ultimo, che ha interessato le coste da Livorno sino a Genova. Nessun allarme, però, come ha confermato il biologo Silvio Nuti, del Cetus di Viareggio, con il quale la Guardia costiera di Viareggio collabora assiduamente come testimonia l'evento dei due delfini spiaggiati nei giorni scorsi. Il dottor Nuti ha infatti spiegato ai marinai che il fenomeno è dovuto alla concomitanza due fattori: le temperature di marzo e il vento di scirocco che da qualche giorno soffia sulle nostre coste. Infatti, l’acqua un poco più calda del mare ha causato la fioritura al largo del Mar Tirreno ed il vento di Libeccio le ha portate sulle nostre rive. Inoltre, la presenza delle velelle è indice di mare pulito. Nulla di cui preoccuparsi, quindi; infatti, la specie non è urticante ed, anzi, potrebbe essere addirittura utilizzata come esca.
 
 
Pagina 3 - Attualità
 
Erano invisibili, si sono organizzati
 
IL COMITATO
 
 
 
 


Il Comitato dei piccoli imprenditori invisibili (www.copii.it) ha sede a Empoli, in via dei Neri 29. Nato come Onlus nel cuore produttivo della Toscana, vuole essere il portavoce dei problemi dei piccoli imprenditori che sono stati costretti a chiudere la propria impresa o sono in difficoltà. Tante le adesioni arrivate da tutta Italia: gli iscritti sono attualmente oltre 400, di cui almeno la metà residenti in Toscana. Significative anche le presenze dell'Emilia-Romagna, del Friuli e della Sardegna. La quota associativa parte da un minimo di 5 euro ed è finalizzata alla creazione di un fondo di solidarietà. Un legale e un commercialista offrono i propri servizi gratuitamente. Prossimo obiettivo del Comitato lavorare ad un dossier - da sottoporre a governo e Parlamento - che raccolga alcune tra le storie più significative della categoria.






Co.As.Ver coordinamento versiliese

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Apr 25, 2012, 5:15:36 AM4/25/12
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MERCOLEDÌ, 25 APRILE 2012
      Edizione di VIAREGGIO (mer, 25 apr 2012)
IL CASO STIPENDI IMPEGNO DEL COMUNE PER IL FUTURO
Sea, sospeso lo stato d’agitazione sindacale

SOSPESO lo stato d’agitazione sindacale dei dipendenti di Sea Ambiente dopo l’incontro delle parti ieri in Prefettura a Lucca. Il vicesindaco Ciro Costagliola ha firmato un impegno del comune a garantire, in futuro, il regolare pagamento degli stipendi del personale che, ha fatto notare ieri il sindaco Luca Lunardini, ammontano a 400 mila euro al mese compresi i dirigenti e compresa Sea Risorse («Ben più della rata mensile di oltre 1 milione che il comune paga per il servizio»). Gli stipendi di aprile comunque erano stati sbloccati già venerdì scorso dall’intervento del sindaco alla Patrimonio col bonifico di 3 milioni della quota Tia. I sindacati hanno chiesto però, pena la ripresa dell’attivazione, regolari pagamenti per il rientro di 17 milioni di debito arretrato che il comune ha con Sea Ambiente.
 
 
 
Il Tirreno
 
 
Pagina 20 - Viareggio
 
Larini: «Meno antenne?Impegno serio»
 
Il Pdl contro il centrosinistra: hanno ignorato il problema per anni. Il comitato: l’amministrazione non ascolta i cittadini
 
 
 
 

CAMAIORE «Sulla salute pubblica non si scherza, e non si fanno strumentalizzazioni». A replicare a Simone Leo E Alberto Susini del Pd è Claudio Larini di Cittadini al Governo. La questione è quella delle antenne, e dello spostamento e delle limitazioni promesse dal candidato Matteucci. «Sull'ambiente - scrive Larini - in fase di stesura del programma, è stata prestata una particolare attenzione da parte di "Cittadini" e della coalizione dell'attuale maggioranza, a tutte le problematiche legate ai rifiuti e l'inquinamento da onde elettromagnetiche. Tutto quanto espresso dal candidato Matteucci sulla questione in oggetto è frutto di studi e impegno espressi sul programma a cui faranno seguito fatti concreti. La politica può essere strumentale e giocare sulle parole. Ma, sul fattore salute pubblica non si scherza, tutti noi del territorio, chi in un modo e chi nell'altro, è stato colpito. Serve un impegno serio che sgombri il campo da ogni dubbio. Ridurre antenne e ripetitori e l'impatto di onde elettromagnetiche sui residenti è la parola d'ordine. Quindi l'impegno di Matteucci è l'impegno della coalizione che tutti noi ci impegneremo a rispettare e far rispettare». In redazione giunge anche la lettera di Daniele Franceconi, un ristoratore che vive a Pedona. «Non ho tessere di partito in tasca - scrive - ma posso solo dire che il Pdl è stato l'unico partito che veramente ha fatto qualcosa per questo paese: parcheggio, illuminazione con 20 lampioni, gli allacci per il gas, la pulizia ordinaria della strada che ci colllega a Camaiore, l'adeguamento delle ex scuole elementari ad ambulatorio medico, la ristrutturazione della chiesa e del parcheggio, il servizio navetta per accompagnare i pensionati a riscuotere alle poste a Corsanico». Poi arriva alla questione antenne. »Il candidato Matteucci - scrive il lettore - è stato l'unico che ha proposto un programma adeguato e fattibile sulla possibile rimozione delle antenne da Pedona». Anche il Pdl fa naturalmente sentire la sua voce. »È facile prendere posizione cavalcando la giusta protesta dei cittadini quando si ricopre il ruolo di opposizione. Il centrosinistra non ha votato, a suo tempo, nemmeno lo spostamento dell'ubicazione dell'antenna di Capezzano su Monte Balero, zona non sensibile e migliorativa della precedente. Per non parlare dell'installazione di antenne per la telefonia sulle torri-faro del campo di calcio di Camaiore e del traliccio al campo sportivo del Magazzeno, realizzate entrambe durante l'amministrazione di centrosinistra. Non si condivide la legge sulla liberalizzazione dell'installazione delle antenne? Si facciano - scrive il Pdl - tutti gli atti per abolirla. Ma non ci risulta che il Pd o i due suoi esponenti di spicco, nonché candidati al consiglio, e lo stesso candidato sindaco Del Dotto abbiano mai promosso questa iniziativa. L'attacco ad Alberto Mattuecci è palesemente strumentale e vorrebbe screditarne l'affidabilità». Interviene anche il comitato di Capezzano. »Non sembrerebbe credibile - scrivono - la proposta di delocalizzare le antenne di Pedona. Questa affermazione di cotanta portata potrebbe essere interpretata anche come un segno di strategia elettoralistica. Ma, comunque, la nostra sfiducia poggia su varie esperienze pratiche nei rapporti con i suddetti uffici dell'amministrazione, dove ha prevalso, a nostro avviso, una impostazione di netta chiusura verso le più evidenti ed elementari richieste per l'osservanza del rispetto per l'ambiente e per la salute delle persone. Richieste spesso supportate da ragioni motivate e da riferimenti normativi o giurisprudenziali». Marco Pomella
 
 
La Nazione  Edizione di VIAREGGIO
(mer, 25 apr 2012)
LA SALUTE
IN GABBIA

(...) MA per arrivare ai fiori e alla siepe ci sono volute le lamentele dei cittadini. Per carità, le nuove cabine Enel — ne sono previste sette — garantiranno la copertura dei sovracconsumi estivi senza più cadute di tensione. Non si possono pretendere le comodità moderne e l’arcadia bucolica dei tempi andati. Pur tuttavia, est modus in rebus. Fareste giocare i vostri figli su una gabbia di Faraday? Le cabine elettriche sono fatte per starci seduti a chiacchierare? Tutto è sicuro fino a prova contraria. Anche le dighe sono sicure (nella strage del Vajont crollò il monte, non il cemento): ma sul camminamento nessuno ci farebbe una pista d’atletica. E i tralicci dell’alta tensione non sono nati per il free climbing. L’amministrazione comunale doveva pensarci meglio, prima di autorizzare quella pedana che svilisce la Passeggiata. Se non se ne può fare a meno, per vivere comodi, per lo meno copriamo le cabine tra piante, fiori e aiuole, come aveva suggerito la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali. Detto questo, chi ostacola ogni progresso tecnologico rinunci pure ai vaccini, agli antibiotici, ai telefoni cellulari, al riscaldamento d’inverno... Noi preferiamo tenerci le comodità moderne, ma pretendiamo che rispettino l’ambiente e la salute delle persone. E anche il loro gusto estetico: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza».
 
  La Nazione   Edizione di VIAREGGIO
(mer, 25 apr 2012)
La cabina elettrica non è più una panchina: sarà
Dopo le proteste l’Enel cambia linea: cartelli di avviso e addobbi floreali. Un
ATMOSFERA elettrica a palazzo comunale. Una conferenza stampa ad «alta tensione», quella convocata ieri mattina dall’Enel per presentare le 7 cabine elettriche che verranno collocate, nel giro di un anno, lungo la Passeggiata. Le stesse per cui domenica scorsa un gruppo di cittadini ha manifestato il proprio disappunto, proprio di fronte al primo (e per ora unico) esemplare già collocato di fronte al bagno Felice. Quelle, per intenderci, che assomigliano a panchine ma che non lo sono. E su questa amletica dicotomia, «essere, o non essere» una panchina, si sono accesi gli animi dei comitati cittadini, arrivati in comune per comprendere il potenziale di pericolosità dei nuovi impianti tecnologici e chiedere le debite precauzioni in materia di pubblica sicurezza ai tecnici della società elettrica. 
LA BUONA notizia: sulle cabine verranno sistemati al più presto, come invocato dai comitati, dei cartelli informativi per avvisare i passanti sulla vera natura degli impianti. Del tipo: «Se avete intenzione di sedervi sappiate che io sono una cabina elettrica». Come per altro suggerito, magari in un’altra forma, da Arpat nell’ambito della sua indagine, dove si aggiunge che le rilevazione sulle emissioni magnetiche sono al di sotto dei valori limite imposti per legge e rimandando comunque all’Asl il compito di approfondire le verifiche. 
LE PRECISAZIONI. Le nuove installazioni non sono panchine. «Come non sono panchine le scale delle chiese, eppure la gente si siede». A precisare la natura degli impianti è il responsabile delle relazioni esterne di Enel Luciano Martelli. Peccato però che nell’invito arrivato nella posta elettronica delle redazioni, recapitato da Riccardo Clementi (un altro responsabile relazioni esterne) si specifichi che la conferenza stampa «è convocata per presentare le innovative “cabine-panchina” che Enel sta realizzando con l’amministrazione». Ma se per le dichiarazioni prevale, come in giurisprudenza, il criterio gerarchico allora quelle presentate ieri non sono panchine. Sono solo cabine elettriche. «Con questi nuovi impianti — spiega l’ingegnere Diego Pirolo, responsabile Enel sviluppo rete Toscana e Umbria — sarà possibile risolvere il problema dei consumi elettrici legati all’oscillazione dei prelievi, che raddoppiano in estate quando si raggiunge un massimo di 8,7 mega watt a differenza dei 4,5 dell’inverno. Il servizio elettrico trarrà grandi benefici in termini di continuità ed efficienza». 
LE RASSICURAZIONI. «L’esposizione al campo elettrico è nullo — aggiunge Pirolo — La gabbia di Faraday impedisce, con un sistema isolante, l’uscita all’esterno dei campi elettrici. L’emissione dei campi magnetici delle nuove installazioni invece si ferma a 0,2, massimo 1 micro Tesla, ben al di sotto dei limiti imposti dai decreti legislativi che fissano il massimo di esposizione a 3 micro Tesla». Se sul lato tecnico l’impianto è compiuto, dal punto di vista estetico ci sarà ancora da lavorare. Al termine dell’opera di riqualificazione della Passeggiata le cabine verranno ornate con addobbi floreali e siepi di cortesia. Sarà Enel stessa a provvedere all’abbellimento, non il comune. Per realizzare il progetto «tra i più tecnologici e innovativi del panorama italiano» Enel infrastrutture e reti ha investito 600mila euro. Non si placano però le contestazioni. Secondo i comitati infatti «il progetto non rispetta i criteri imposti dalla Sovrintendenza». Nel nulla osta ai lavori infatti veniva specificato che le cabine dovevano sorgere all’interno delle aiuole già esistenti, schermate a verde e inaccessibili, con una forma spiovente per consentire lo scolo dell’acqua piovana. «Noi non ci fermeremo» annunciano lasciando il Palazzo.
Martina Del Chicca
 
 La Nazione Edizione di VIAREGGIO
(mer, 25 apr 2012)
MASSAROSA POSSIBILE RIDIMENSIONAMENTO DEL PUNTO DI PRIMO SOCCORSO
«Meno medici in servizio sul territorio»
Denuncia del consigliere regionale Staccioli: «Cittadini penalizzati»
ALLARME a Massarosa per la ventilata soppressione del medico sulle ambulanze nel servizio. E’ la denuncia presentata a livello regionale dal consigliere del gruppo Misto, Marina Staccioli. «C’è infatti la possibilità che l’Asl — spiega — riorganizzi il servizio di emergenza e urgenza, eliminando il medico a bordo delle ambulanze che operano nel comune di Massarosa: i cittadini si ritroverebbero così con solo infermieri presenti sul territorio». Una situazione di chiaro disagio per gli oltre ventimila residenti, molti dei quali nelle frazioni collinari disseminate su un fronte di oltre dieci chilometri. Di fronte a questa eventualità, il consigliere regionale Marina Staccioli ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale alla Salute, Daniela Scaramuccia nel quale viene chiesto quale sarà il futuro del servizio di soccorso a Massarosa. «Il punto di raccolta dei medici — spiega Staccioli — verrebbe fissato all’ospedale di Viareggio ed è chiaro che i tempi di risposta alle emergenze si allungherebbero. Non è chiaro invece quali sarebbero i vantaggi economici della scelta, visto che gli stessi medici dovrebbero raggiungere il luogo dell’intervento con un’ulteriore automedico». Per Marina Staccioli sarebbe a rischio anche il punto di primo soccorso a Massarosa. «E’ una realtà importante — conclude — per l’accesso alle cure dei cittadini, spesso con situazioni non gravi. Senza un medico per le emergenze tutti sarababo costretti a recarsi al pronto soccorso di Viareggio, congestionando ancora di più e dilatando i tempi di risposta anche per i casi di piccola rilevanza».
 
 
 Il Tirreno
Pagina 9 - Regione
 
Schettino non ha salvato nessuno
 
Anche secondo gli esperti tedeschi la manovra dopo l’impatto è stata casuale
 
Nasce un comitato toscano per smantellare il relitto nella regione
 
 
 
 

È nato un comitato per chiedere di mantenere in Toscana lo smantellamento della Costa Concordia: lo ha annunciato il presidente della Regione, Enrico Rossi: «Penso che ci si riunirà - ha detto - già da questa settimana per capire cosa possiamo proporre sia all’impresa che ha vinto la gara che alla Costa Crociere». Nel comitato ci saranno il sindaco di Isola del Giglio, Ortelli, il presidente della Provincia di Grosseto, Marras, i sindaci e i rappresentanti delle autorità portuali di Piombino, Livorno, Carrara. Rossi ha confermato la sua fiducia nel prefetto Gabrielli e ha detto che a Roma «c’è stata un’apertura sulla legittimità della richiesta. Siccome la nave è naufragata nell’ Arcipelago toscano credo sia legittimo anche un ritorno del lavoro di rimozione e smantellamento». Secondo Rossi sono arrivati «segnali positivi» anche dalla Titan-Micoperi, vincitrice della gara.
ISOLA DEL GIGLIO I tedeschi continuano a occuparsi del capitano Schettino, responsabile del naufragio della Concordia all’isola del Giglio: un’equipe di scienziati di Rostock ha simulato al computer gli ultimi minuti del percorso della nave, «smascherando» errori e bugie del comandante. Per il professor Sven Dreessen, intervistato da Die Welt, Schettino avrebbe commesso una serie di errori: il primo è ovviamente essersi avvicinato troppo alla costa; il secondo di non aver chiuso in tempo le paratie fra un scompartimento e l’altro, per isolare la zone della nave ormai allagate. «Le paratie si chiudono in 60 secondi, ma qualcuno deve premere un pulsante». La decisione più grave sarebbe stata quella di non dare l’allarme generale tempestivamente. Se i passeggeri fossero stati subito avvertiti, si sarebbero salvate più persone. «Quando una nave si inclina di 20 gradi le scialuppe non possono più essere calate in mare», spiega l’esperto. Schettino ha detto di non aver dato l’allarme per non scatenare il panico; per lo studio, però, solo dall’1 al 3% dei passeggeri avrebbe reagito col panico: gli altri sono andati alle postazioni di salvataggio. Non basta. Schettino avrebbe mentito sulla manovra dopo l’incidente. La simulazione dimostra che l’impatto con la roccia è durato dai 6 ai 9 secondi, e ha comportato che a poppa la nave si sia riempita di acqua in 2-3 minuti: cosa che l’ha resa non manovrabile. Nella simulazione si può constatare come nel percorso fino alla roccia dove si è incagliata, la nave sia stata spinta dall’abbrivio, «dalle correnti e dal vento del nordest. Il capitano non avrebbe mai potuto virare verso la costa - spiega Dreessen - e verso il porto».





Comunicato elettrosmog.pdf

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Apr 26, 2012, 8:11:18 AM4/26/12
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GIOVEDÌ, 26 APRILE 2012
 
Pagina 18 - Viareggio
 
GEMIGNANI
 
Chiesta riunione urgente per l’emergenza rifiuti
 
 
 
 


CAMAIORE «I partiti blocchino momentaneamente la campagna elettorale e facciano convocare un consiglio comunale straordinario per discutere della questione rifiuti». A chiederlo è la candiadato sindaco della lista Alternativa per Camaiore Patrizia Gemignani. «Bisogna capire chiede la Gemignani - perché il Comune di Camaiore non si è presentato ad un importante appuntamento dal Prefetto come del resto hanno fatto gli altri 6 comuni che sono all' interno del Cav, inoltre che si renda noto ai cittadini qual è la posizione della nostra amministrazione all' interno del Cav in merito alla gestione dei rifiuti, e sulle scadenze imminenti a cui il comune non può mancare. Se vuole soprattutto mandare in fumo tutto il lavoro svolto finora dai comitati che promuovono soluzioni alternative. Ricordiamo che il Comune di Camaiore è di notevole importanza per la questione della gestione dei rifiuti». La Gemignani ha anche ricordato che i comuni versiliesi non hanno fatto abbastanza pressioni per arrivare a un accordo con Veolia sui rifiuti e le tariffe.«Come Lista Civica alternativa per Camaiore quindi auspichiamo che nella gestione dei rifiuti subentrino Sea ed Ersu e chiediamo l' adesione al piano rifiuti zero ed inoltre dare inizio al progetto di riconversione dell'impianto di Pioppogatto».
 
 
 
      Edizione di VIAREGGIO (gio, 26 apr 2012)
CABINA ELETTRICA
La panchina
«morì»
fanciulla
ENEL precisa di aver utilizzato la dizione «cabine-panchina» in riferimento all’orrenda struttura della Passeggiata citando espressioni usate dai giornali. Ora, siccome i giornali non hanno inventato nulla mentre invece la cabina elettrica è stata presentata come una panchina, se ne deduce che è stato il comune a dargli questa denominazione e quest’uso. «Benché non ci sia alcun pericolo per la salute come già precisato in conferenza stampa (repetita juvant; Ndr), né alcun problema a segnalare le cabine — scrive l’Enel — nei documenti tecnici e nei comunicati stampa Enel conferma di non aver mai parlato di panchine bensì di coperture architettoniche». E’ la stessa dizione che non piace all’ex sindaco Ghigo Gemignani per la cabina elettrica di piazza Shelley: «In questa piazza troneggia una maxi panchina di plastica rosa. E sotto che c’è? Naturalmente l’ennesima centralina Enel. Evidentemente Enel e buongusto non riescono ad associarsi. Tutta colpa di Enel o anche dei nostri amministratori che rilasciano concessioni senza accuratezza?».
 
 
 
La Nazione Edizione di VIAREGGIO
(gio, 26 apr 2012)
ENERGIA LIQUIDATO IL SOCIO D’OLTRALPE DELLA JOINT VENTURE PER L’ATOMO. LA SOCIETÀ PERDE 40 MILIONI
Nucleare: Edf lascia, Enel le paga 10 milioni per il no italiano
ROMA
ARRIVA il conto del secondo addio dell’Italia al nucleare per l’Enel. Il gruppo, come ha riportato l’agenzia di stampa Radiocor, ha versato una buonuscita di 10 milioni di euro a Edf, che ha deciso di uscire dalla joint venture paritetica Sviluppo Nucleare Italia dopo il referendum del giugno 2011. Enel ha liquidato il socio d’oltralpe, ma non ha sciolto la società: Sviluppo Nucleare Italia, come risulta dal bilancio 2011 del gruppo, diventa una controllata di Enel Ingegneria e Servizi. La joint venture era stata costituita nel 2009 sull’onda dei progetti del governo Berlusconi e si candidava a realizzare e gestire le prime 4 centrali Epr previste in Italia. L’avvio era atteso nel 2020. In due anni di vita, Sviluppo Nucleare Italia ha accumulato una perdita di circa 40 milioni: un conto nel quale si devono includere gli studi e le consulenze attivate per riaccendere i motori, subito spenti dal «no» degli italiani. 

INTANTO, la tecnologia e le reti intelligenti di Enel sbarcano a Tokyo. Con un workshop alla Ambasciata d’Italia, Enel Distribuzione ha presentato alle 10 utilities elettriche giapponesi e alle istituzioni pubbliche di controllo e indirizzo del mercato dell’energia la propria soluzione tecnologica nel campo delle smart grid. Presentate anche le aree di collaborazione con Nec, il colosso industriale giapponese dell’elettronica, insieme alla quale Enel intende sviluppare soluzioni globali e sinergie nelle reti intelligenti.
 


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Apr 29, 2012, 6:24:13 AM4/29/12
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DOMENICA, 29 APRILE 2012
Il Tirreno
 
 
Pagina 15 - Viareggio
 
Passeggiata, i lavori lato piazza Mazzini
 
Le cabine Enel tanto contestate cambieranno la copertura e saranno rese inaccessibili a chi le usa per sedersi
 
 
 
 

di Donatella Francesconi wVIAREGGIO Le contestate cabine Enel, oggi utilizzate come panchine ma come tali “rinnegate” dalla società elettrica di fronte ai giornalisti (invitati per i chiarimenti sulle cabine-panchina nel comunicato stampa di invito) avranno una nuova copertura. Al posto di quella in legno, già molto rovinata. È una delle novità scaturite dal “vertice” che si è tenuto in questi giorni tra Comitato Passeggiata, assessore Bucciarelli ed Enel stessa, dopo le proteste dei cittadini, le misurazioni di Arpat che ha ritenuto «inopportuno un uso inconsapevole» delle nuove strutture ed affidato alla Asl ulteriori verifiche sul fronte salute. Dalla conferenza stampa ad oggi, sulla cabina in legno davanti al bagno “Felice” è spuntato un cartellino blu che avverte “cabina elettrica”. Ma l’esigenza di cambiare il tipo di copertura - spiegano i commercianti - è emersa anche dall’esigenza di aver maggiore pulizia. Enel ha assicurato, secondo le indiscrezioni emerse sull’incontro di questi giorni, che la maxi cabina elettrica sarà circondata da siepi. Così da essere inaccessibile e non più utilizzabile come panchina, anche considerando che di panchine, a lavori della Passeggiata terminati, ne arriveranno adatte allo scopo. Insomma, qualche risultato la protesta del comitato “Regina Margherita” l’ha ottenuto . Anche se resta da capire dove saranno posizionate le altre, visto che la Sovrintendenza nel 2009 - nel parere integrante il permesso a costruire - chiedeva che le cabine Enel fossero collocate «nelle aiuole esistenti e schermate dal verde». A proposito di lavori in Passeggiata, l’assessore Bucciarelli - in occasione del confronto di questi giorni - ha annunciato ai commercianti che le ruspe sono pronte ad intervenire anche lato piazza Mazzini, per proseguire con l’opera di rifacimento tra il Molo ed il Belvedere delle Maschere. A lavorare in questo secondo tratto di Passeggiata sarà la Quadrifoglio scavi, una delle imprese che in associazione con le altre ha vinto l’appalto finanziato nell’ambito dei progetti Piuss (fondi regionali e comunali). I commercianti hanno chiesto le più ampie rassicurazioni che non si lavori come invece sta accadendo, in questi giorni del ponte 25 aprile-primo maggio, nella zona del Molo. Dove sono stati lasciati scoperti ed in bella vista cumuli di terra, dove tutta la zona dei locali si è trovata “ingabbiata” tanto da arrivare a sospendere l’attività in alcuni casi. «Abbiamo avuto dall’impresa - raccontano i negozianti - l’assicurazione che potremo continuare a lavorare». Una preoccupazione più che legittima: «Siamo disposti a sacrificarci - è la voce dei commercianti - e lo abbiamo detto fin da subito. Ma è anche vero che i lavori, quali che siano, si possono fare in mille maniere». È anche vero, va sottolineato, che gli accordi presi con i referenti delle categorie, incaricati di farsi portavoce delle intenzioni dell’amministrazione per il salotto buono della città, sono cambiari e ri-cambiati e poi ancora cambiati. Sulla base di quelle che sono state le esigenze delle imprese edili coinvolte nell’appalto. Con il risultato che nell’unico vero “ponte” di un inizio 2012 “nero” profondo, la Passeggiata si è ritrovata ingabbiata, aperta, con le ruspe, oltre che stretta tra il mercatino della Terrazza della Repubblica, la Darsena in festa per Yare. Qualche malcontento è il minimo...
 
 
Pagina 7 - Attualità
 
Stangata sulla luce, pesano le “rinnovabili”
 
L’aumento di maggio (+4,3%) va a copertura degli incentivi che ora il governo ha deciso di tagliare
 
 
 
 

di Andrea Di Stefano wMILANO Da martedì primo maggio la bolletta della luce sarà più cara del 4,3%, con un aggravio annuo medio di oltre 21 euro. L'incremento si somma a quello deliberato lo scorso 30 marzo. L'Autorità per l'energia aveva allora approvato l'aggiornamento del secondo trimestre 2012 esclusivamente per le componenti legate alla materia prima, alle tariffe di rete e agli oneri per la distribuzione dell'elettricità (l’aumento dal primo aprile era stato del 5,8% con un aggravio medio annuo sulla bolletta di 27 euro) annunciando che alla fine di aprile si sarebbe reso necessario un ulteriore incremento per il periodo maggio-giugno, a copertura della cosiddetta componente A3 della bolletta, quella cioè in cui vengono trasferiti sulle utenze elettriche i costi degli incentivi alle rinnovabili. Ora il governo ha deciso di correre ai ripari. Con l’obiettivo dichiarato di evitare futuri ulteriori balzi della bolletta, il ministero dello Sviluppo economico, di concerto con quello dell’Ambiente e dell’Agricoltura, ha infatti messo a punto a metà aprile i nuovi decreti per l’incentivazione delle fonti rinnovabili, che prevedono il risparmio di 3 miliardi di euro all’anno rispetto al precedente regime, con un drastico ridimensionamento soprattutto dei sostegni al fotovoltaico. Tra le voci della bolletta elettrica gli “oneri generali del sistema elettrico” (dove troviamo anche la famosa componente A3 legata agli incentivi per le energie rinnovabili) incidono per circa il 7% della spesa totale lorda, ma comprendono anche il finanziamento agli utenti industriali che consumano enormi quantità di energia (come le Ferrovie dello Stato e aziende siderurgiche come Alcoa solo per fare alcuni esempi), lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari deciso dopo il referendum del 1986, i costi della ricerca e i bonus elettrici. Sulla bolletta finale bisogna poi applicare Iva e altre accise che portano la fiscalità ad incidere per circa il 14% del costo finale. Proprio a proposito di rinnovabili resta poi un giallo ancora da chiarire: secondo uno studio realizzato dalla Camera di Commercio di Milano i prezzi dell'energia crescono nelle ore serali. La causa sarebbe da ricercare proprio nel crollo dei prezzi sulla borsa dell'energia, che spinge gli operatori a rifarsi nelle ore notturne.
 
 
Pagina 31 - Viareggio
 
AMBIENTE
 
A scuola a piedi con il progetto Piedibus
 
 
 
 

SERAVEZZA Per il momento i piccoli alunni delle elementari di Querceta coinvolti sono una diecina. Bambini della seconda, terza e quarta elementare di Seravezza che a scuola ci vanno a piedi e per questo, ieri mattina, hanno ricevuto dall’assessore all’ambiente Roberta Lombardi, una speciale pettorina. Quella del progetto Piedibus (distribuita insieme a cappellini e spillette del Parco): a scuola a piedi e in sicurezza lungo un tracciato pedonale che va da Rio Magno alla scuola elementare di Seravezza. L’iniziativa, realizzata grazie alla partecipazione di alcuni sponsor e in collaborazione con il Parco delle Alpi Apuane, rappresenta il primo passo, in senso proprio questa volta, per educare i baby cittadini al rispetto dell’ambiente. «Grazie a voi - ha detto Lombardi rivolgendosi ai piccoli alunni - dieci macchine restano ferme nel parcheggio e non inquinano». Alla cerimonia di consegna delle pettorine, oltre all’assessore, anche i rappresentanti della scuola, del Parco e il comandante della Polizia Municipale Mauro Goduto.





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Apr 30, 2012, 4:34:23 AM4/30/12
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LUNEDÌ, 30 APRILE 2012
 
Pagina 12 - Viareggio
 
COMITATO MARCO POLO
 
«Stop alle cabine-panchine» La mobilitazione continua
 
 
 
 

VIAREGGIO Il Comitato Marco Polo, che si è schierato a fianco di quello “Regina Margherita” contro le cabine-panchine spuntate in Passeggiata torna a chiedere, come scrive Marcello Ricci, «una immediata rimozione dei congegni già esistenti e la rinunzia a quelli futuri». Il Comitato evidenzia: «Riteniamo che le cabine-panchina Enel possano comportare rischi per la popolazione esposta, a seconda dei valori di campo elettromagnetico originati. L'installazione di ulteriori 6 congegni comporterà un aumento di campo elettromagnetico almeno nell'area immediatamente adiacente agli stessi. Il campo dovrà essere monitorato costantemente per verificare i valori di picco e di media, soprattutto nei momenti di pieno regime, che riteniamo siano più elevati rispetto a quelli ora rilevati già molto significativi. I cartelli circa la tipologia di struttura ed i rischi sono un obbligo di legge. L'idea di tali installazioni nei pressi di abitazioni e persone confligge con il concetto di stima del rischio».
 
Pagina 3 - Attualità
 
Mille posti, 300 milioni di lavori La nave in Toscana è un affare
 
Lo scafo da smantellare, i venti cassoni da realizzare, i rifiuti speciali da smaltire, la logistica: ecco perché il “risarcimento” alla regione dopo il disastro è una grande opportunità economica
 
di Mauro Zucchelli wLIVORNO «Più breve sarà il tragitto e meglio è. Personalmente auspico che il relitto del Concordia possa andare dall'isola al porto di Livorno, che è il più vicino e anche il più attrezzato». Non poteva essere più chiaro, esplicito e univoco il ministro dell'ambiente Corrado Clini quando sabato ha scelto la platea tv del Tg1 per mandare un messaggio inequivocabile su quel che, adesso che l'appalto della rimozione è stato assegnato, c'è da fare per il Costa Concordia (e per l'isola del Giglio). Ma dietro il porto di Livorno non c'è solo un bacino o una banchina, c'è il sistema Toscana: l'ha ripetuto il governatore Enrico Rossi. Un business difficile da quantificare ma che, secondo la stima di un operatore del settore, potrebbe coinvolgere per almeno un anno da 800 a 1500 addetti. Ancora niente di deciso definitivamente e se la Toscana incassa impegni significativi da parte del governo, non va sottovalutata ad esempio la concorrenza di Palermo: i bacini hanno arci-fame di lavoro, appartengono a Fincantieri che è ben dentro i meccanismi decisionali pubblici (appartiene al ministero dello sviluppo economico) e sono alle porte elezioni incerte come non mai. Il presidente della Regione ha chiamato a conclave i vertici degli enti locali di tre città (i sindaci di Livorno, Piombino e Carrara più il presidente della Provincia di Livorno) insieme alle rispettive Autorità portuali: ma – è il compito a casa che Rossi ha dato a tutti – anziché limitarsi a cucire un fronte comune fra le istituzioni, bisogna coinvolgere le imprese toscane. Dieci giorni per dar tempo a ciascuna città di raccogliere proposte e idee dalle aziende del territorio (a Piombino è già in agenda per giovedì una riunione di Confindustria, Cna e le maggiori imprese di carpenteria): saranno gli ingredienti per costruire il “pacchetto Toscana”. L'idea-guida ha tre gambe. La prima riguarda Piombino: dista 38 miglia marine dal Giglio, dunque più vicino di Civitavecchia alla quale la joint venture Titan-Micoperi aveva pensato come quartier generale logistico. Anche l'Authority piombinese conferma che sono disponibili aree dove installare il cantiere: in pole position Montegemoli già urbanizzata, eventualmente ok anche l'Irfird o, in terza battuta, Poggio Batteria. La seconda ha a che fare con l'enorme mole di lavori di carpenteria che il piano Titan-Micoperi prevede: e qui vorrà pur dire qualcosa il fatto che in questi ultimi giorni il governatore Enrico Rossi e, prima di lui, il responsabile della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli (che ha in mano passaggi-chiave nell'iter autorizzativo della rimozione) hanno speso parole assai impegnative in faccia a faccia con i lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania, da tempo alle prese con i carichi di lavoro insufficienti. Non solo: potrebbero aver qualcosa da dire in questo campo anche le forti tradizioni metalmeccaniche che tutta la costa livornese ha, soprattutto nell'indotto delle grandi fabbriche (Lucchini a Piombino, raffineria Eni a Livorno, Solvay a Rosignano) e, a Livorno, nelle riparazioni navali. Il terzo tassello del puzzle riguarda il porto al quale appoggiarsi per l’operazione di smantellamento del relitto. Livorno: è il porto più vicino e ha un bacino grande in muratura che ha bisogno sì di essere rimesso in funzione ma, a dar credito al pool di 32 ditte riunite nella Gestione Bacini spa, può bastare un intervento limitato. Ma nono sono amncati i “mal di pancia” perché il bacino è nel cuore della Porta a Mare, a ridosso delle case del futuro porto turistico (e anche il cantiere di megayacht Azimut lo vorrebbe per puntare ai panfili oltre i 90 metri). Il piano di Rossi per non far litigare i livornesi? Limitare al più a 12 mesi la permanenza del relitto nel bacino e solo nella seconda fase. In un primo momento, andrà in un’altra banchina del porto. Dove? Lo spazio deve trovarlo l’Authority, e non sarà facile. Ma Fiorenzo Milani, ex capo pilota e presidente del Propeller, ricorda: «Nell’incidente della Cape Horn, all’inizio la nave la tennero in rada per i primi interventi. Livorno ce l’ha fatta quella volta, può farcela ancora».


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