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Co.As.Ver coordinamento versiliese

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Apr 20, 2012, 8:03:52 AM4/20/12
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VENERDÌ, 20 APRILE 2012
La Nazione
    Edizione di VIAREGGIO (ven, 20 apr 2012)
MASSAROSA PRESENTATA IERI LA NUOVA SNC PER LE AZIENDE DEI RIFIUTI IN DIFFICOLTA’ 
Veolià, salvi i quaranta posti di lavoro
Ma a chi la gestione di Pioppogatto?
QUALUNQUE società subentri a Veolià nello smaltimento dei rifiuti per i quaranta lavoratori Veolià non dovrebbero esserci problemi. I posti di lavoro, stando almeno all’accordo in Prefettura, saranno salvi. E questa è la buona notizia, che diventa ottima di questi tempi. Ma poi non c’è molto altro da dire. Il problema contenzioso con Veolià resta tutto aperto e finora chi sembra avere la partita vinta è proprio la multinazionale francese e non i comuni che hanno applicato tariffe esose e che si sono trovati con un impianto, Falascaia, inutilizzabile e dannoso. E’ di ieri la notizia che a livello nazionale è stata creata la nuova società, una snc, che riunisce tutte le aziende che gestiscono i rifiuti e che si trovano in difficoltà. In pratica ieri dovrebbe essere presentata la domanda di concordato. Anche in base alla quale Veolià si offre di continuare a gestire l’impianto di Pioppogatto (Falascaia resta chiuso) a costi puri. E questo potrebbe comportare anche uno sgravio per gli utenti. Ma poi? «Perché — insiste Andrea Antonioli di La Cgil che vogliamo — il Cav resta così tiepido sul fronte della vertenza contro Veolià? In sostanza — spiega il sindacalista — in questo momento ci troviamo con Veolià che ha diffidato i comuni rei di non aver pagato quanto a sua detta dovuto. Una posizione forte la loro, mentre i Comuni hanno semplicemente autoridotto la tariffa senza però colpire al cuore il problema: ossia aprire un contenzioso con Veolià rea, questa sì, di gravi inadempienze. Dopo che Mungai ha annunciato di aprire il contenzioso contro la società, sono passati due mesi e nulla è stato fatto». Perché, si chiede Antonioli, c’è questa debolezza dei Comuni verso Tev-Veolià che è gravemente inadempiene, che ha costretto a far pesare gravemente sui contribuenti quello un aumento continuo dei costi. «A maggior ragione — aggiunge Antonioli — perché dovrebbe essere Veolià a gestire l’impianto quando lei stessa dice che il contratto Davitti è ormai finito? Infatti, stando alla legge dovrebbe essere l’Ato» Domande che per ora non hanno risposte certe. «Con l’aggravio — rimarca Antonioli — che la Versilia per smaltire i rifiuti paga addirittura il doppio di Napoli che per portare in Olanda i rifiuti spende 90 contro noi che siamo passati da 188 a 176 centesimi a chilo. Ma qui c’era anche una commissione di vigilanza che doveva vigilare sul giusto funzionamento e sul giusto costo: cos’è che non ha funzionato?» Già.
r.batt.
 
La Nazione
 Edizione di VIAREGGIO (ven, 20 apr 2012)
ECOLOGIA E UN CONCORSO ERSU
Via all’operazione «Versiliana pulita»
Domani impegnati i ragazzi di tutti gli istituti
L’ANNO SCORSO fu un successone, con oltre 120 studenti impegnati a ripulire il parco della Versiliana da carte e rifiuti. Domattina «Versiliana amica mia» festeggerà la seconda edizione con una novità: il primo concorso «La cura del territorio», all’interno del progetto «Differenziamoci» ideato dall’Ersu e dai comuni di Pietrasanta, Forte, Massarosa, Seravezza e Stazzema. Il programma di «Versiliana amica mia», promossa da Comune, Croce Verde, Agesci, Amici della terra, Arci Marina e Avis, prevede il ritrovo alle 9,30 alla Fabbrica dei pinoli per l’iscrizione e la formazione delle squadre, che alle 10 cominceranno a pulire il parco. Alle 11,30 saranno ritirati i rifiuti differenziati e alle 12 avverrà la premiazione del concorso, al quale hanno partecipato ben 300 studenti di elementari, medie e superiori. «Si tratta di un’iniziativa ideata per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di tenere pulito l’ambiente — spiega l’assessore all’ambiente e alla pubblica istruzione Italo Viti — nonché di mantenere alta l’attenzione su questa tematica».
 
 
La Nazione
  Edizione di VIAREGGIO (ven, 20 apr 2012)
La Regione spegne Comuni e comitati
«Bruceremo rifiuti nel pirogassificatore»
Il presidente Rossi: «Troppi localismi, la Toscana rischia il futuro»
Sandro Bennucci
FIRENZE
«LA REGIONE lotterà contro tutto e, se necessario, contro tutti, per realizzare il pirogassificatore di Castelfranco di Sotto, un impianto che elimina i rifiuti delle lavorazioni di pelle e cuoio. La Toscana non può essere solo buen retiro per i turisti, con il Chianti e il fagiolo zolfino, che pure sono importanti».
Questa volta il movimentista in prima linea è il governatore della Toscana, Enrico Rossi, schierato contro cinque amministrazioni comunali (Castelfranco di Sotto, Santa Croce, Montopoli, San Miniato, Santa Maria a Monte) strettamente legate a lui quando era sindaco di Pontedera, e contro una larga fetta del suo partito in provincia di Pisa.
Rossi ieri ha voluto dare un segnale al Consiglio di Stato, che deve decidere sul ricorso della Regione contro la sospensiva del Tar. Ma ha voluto dare anche «una spallata» alla Provincia di Pisa, che ha cambiato parere, schierandosi contro. E ai suoi compagni, ed ora ex amici, sindaci, che la settimana scorsa avevano lasciato che i comitati contro il pirogassificatore lo circondassero durante una manifestazione. Segnale e «spallata», sono arrivati con una conferenza stampa a Palazzo Sacrati Strozzi insieme a un gruppo di giovani ingegneri della NSE Industry, incaricati dalla Waste Recycling di progettare l’impianto. 

ANCORA il governatore: «La Toscana ha un pezzo di futuro nella chiusura delle filiere produttive. Il caso del pirogassificatore di Castelfranco di Sotto è emblematico. Noi vogliamo che un’impresa che vuole investire in Toscana, e ha tutti i permessi a posto, possa partire in tempi rapidi e certi. Lo sviluppo dev’essere anche industriale, altrimenti saremo costretti a vedere tanti nostri ragazzi emigrare lontano. Mi pare ci sia una sindrome di localismi, anche legittimi, e di interessi politici che sopravanzano sul diritto, sulla scienza, sul principio di precauzione. Sono pronto a ogni confronto, ma alla fine il diritto deve prevalere». 

LA WASTE RECYCLING presentò il progetto preliminare nel marzo 2010. La contrarietà dei Comuni è soprattutto di natura ambientale. Il pirogassificatore è visto come «mostro» che inquina e deturpa. E ostacolato, ora, anche dall’opposizione di centrodestra. Giovanni Donzelli, consigliere regionale del Pdl, disegna Rossi come «lo sponsor di una singola azienda» e teso a difendere «il business rosso dei rifiuti», anche perché, lui rivela, «responsabile della NSE per i rapporti con le istituzioni è Agostino Fragai, ex assessore, collega di Rossi nella giunta Martini».
sandro....@lanazione.net
 




 
 
 
Il Tirreno
 
Pagina 16 - Viareggio
 
Tubo misterioso, indaga la Procura
 
Aperto un fascicolo dopo l’informativa inviata dalla Capitaneria che ha raccolto l’allarme lanciato dai cittadini
 
come sta il lago
 
La Regione: monitoraggio continuo
 
 
 
 


«Sul lago di Massaciuccoli la Regione non è affatto ferma». L'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini risponde alla consigliera regionale Marina Staccioli. «Dal 2010, da quando cioè mi occupo di questa materia - dice l'assessore - monitoriamo costantemente gli interventi previsti dai due accordi di programma stipulati nel gennaio 2006 che insieme definiscono le azioni per il risanamento e la tutela del lago, quello cosiddetto dell'"entroterra versiliese" e quello proprio della tutela del lago di Massaciuccoli». La prima necessità, ricorda l'assessore, è stata «dare impulso agli accordi, partendo da quello del lago Massaciuccoli e definendo fin dal novembre 2010 che fosse la Provincia di Pisa l'ente competente alla progettazione definitiva e all'appalto delle opere relative alla realizzazione del cosiddetto tubone per la derivazione di acqua dal Serchio. La Regione ha messo a disposizione circa un milione e mezzo di euro per la progettazione. Il progetto preliminare è stato formalmente approvato dal Comitato di sorveglianza il 4 luglio e dal Ministero dell'ambiente il 19 ottobre 2011. In base al cronoprogramma i lavori saranno conclusi entro il dicembre 2015. Almeno tre volte l'anno il Comitato si riunisce per monitorare il rispetto dei tempi per la realizzazione degli interventi previsti per il risanamento e per coordinare tutti i soggetti coinvolti a vario titolo».
di Donatella Francesconi wTORRE DEL LAGO Tubo di via Cimarosa, con relativo scarico nel canale “Le Quindici” ( e di lì al Massaciuccoli): dopo la denuncia del comitato cittadino “Salviamo Viareggio” raccolta dal “Tirreno” la Procura di Lucca (pm Lucia Rugani) ha aperto un fascicolo, delegando le indagini alla Capitaneria di porto guidata da Pasquale Vitiello. Che ha saputo mettere insieme un gruppo di giovani ed esperti ufficiali particolarmente attenti alle questioni ambientali e alla qualità delle nostre acque. Acqua gialla, maleodorante: il tubo, monitorato dai cittadini, per parecchi giorni ha dato questo risultato, La Capitaneria, informata di quanto avvenendo, ha messo a verbale le informazioni raccolte dai cittadini e documentate con foto e video e ha inviato un’informativa alla Procura guidata da Aldo Cicala. E non solo: la guardia costiera ha effettuato in proprio un primo campionamento delle acque. Tornando poi sul posto insieme ai tecnici di Arpat. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ai primi aprili, ha reso noto che lo scarico era oggetto di sopralluoghi Arpat fin dal 14 dicembre 2011. Sopralluogo in seguito al quale l’Agenzia ha chiesto al Comune di Viareggio «la planimetria delle fognature bianche della zona». Planimetria che gli uffici del Comune hanno inviato ad Arpat solo il 24 febbraio 2012. Una volta appurato che da quel tubo devono uscire solo acque meteoriche, il 30 marzo Arpat è tornata a scrivere agli uffici comunali di competenza, al Parco, alla Provincia, alla autorità di bacino per «evidenziare come si ritenga opportuno che venga attivato da parte del Comune stesso un monitoraggio delle acque che risiedono nella stazione di sollevamento che le tratta prima che queste vengano immesse nello scarico in questione e quindi nel canale». Questo perché non è da escludere - così concludeva Arpat - che le stesse acque possano essere «contaminate». Va detto che, a parte la Capitaneria di porto, nessun altro Ente del territorio chiamato in causa da Arpat, si è posto il problema di dare risposte ai cittadini. Né a parole e tantomeno con qualche provvedimento. Dal Comune (assessore all’ambiente il torrelaghese Athos Pastechi e assessore ai rapporti con il Parco l’altrettanto torrelaghese Antonio Tedeschi) non abbiamo ascoltato una parola. E tantomeno dalla Provincia. Il cui assessore all’ambiente, Maura Cavallaro, da troppo tempo tace sulle questioni ambientali viareggine. Tanto che, sollecitata dal “Tirreno”, sui troppi interrogativi ancora aperti in merito ai lavori di bonifica delle Carbonaie, ancora non ha mai risposto. Da ultimo, è bene ricordarlo, neppure l’Ente Parco del neopresidente Fabrizio Manfredi ha ritenuto di intervenire sulla vicenda dello scarico misterioso.
 
 
Pagina 16 - Viareggio
 
«Basta con Moretti»
 
Strage: i familiari delle vittime a Regione e Legambiente
 
 
 
 


VIAREGGIO «Ancora Moretti … ma basta!». L’associazione “Il mondo che vorrei”, con la presidente Daniela Rombi contesta l’iniziativa promossa oggi a Firenze, da Regione e Legambiente, che vede la presenza di Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie. «Il "cavalier-Moretti" partecipa alla 1^ sessione assieme a Ermete Realacci e Enrico Rossi. Oltre a loro vi sono assessori, presidenti, amministratori delegati … Invitare il signor Moretti a partecipare a convegni, seminari, conferenze ci vuole un bello stomaco. Noi siamo tra coloro che né lo invitiamo, né siedono al suo fianco». Il perché è presto detto, nelle parole dei familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009: «Moretti è indagato nella strage di Viareggio (32 vittime, feriti gravi e gravissimi …) in qualità di amministratore delegato; a poche ore dalla strage e nei mesi successivi ha rilasciato dichiarazioni vergognose ed offensive nei confronti delle vittime; è responsabile di una politica aziendale che ha contribuito a penalizzare la sicurezza in ferrovia; ha licenziato il ferroviere che non ha subito intimidazioni a fianco dei familiari nell’incidente probatorio; ha vergona nel guardare le foto dei nostri cari morti bruciati, lo disturbano». Infine- conclude Rombi - «ci chiediamo: come si fa ad invitare una simile persona e a discutere assieme di cose nell'interesse della collettività? Sappiate che il suo interesse per la "collettività" è meno di niente! Viareggio e tutti gli altri incidenti in ferrovia lo dimostrano amaramente. Basta, basta con Moretti! E con chi oggi lo "coccola" o addirittura si genuflette».
 
 
Pagina 18 - Viareggio
 
MASSAROSA
 
Rifiuti, il comune trova l’accordo
 
Ersu chiedeva 2 milioni di arretrati: ora ne bastano 537mila
 
 
 
 


MASSAROSA Trovato l’accordo con Ersu per sistemare la disputa legale riguardante i debiti da 2.700.000 euro contratti dal comune. Il comune di Massarosa e l’azienda dei rifiuti si sono accordati per una transazione davanti al giudice. «In questo modo - spiega l’assessore Damasco Rosi - potremo sbarazzarci dei decreti ingiuntivi fatti pervenire alla precedente amministrazione dalla Ersu. Il comune, secondo quanto richiesto da due decreti ingiuntivi risalenti al 2007 e al 2008, avrebbe dovuto pagare in totale oltre 2milioni e 700mila euro. Con l’accordo dovrà versarne 537mila dilazionati in 10 anni». A rappresentare il comune davanti al giudice civile c’era l’avvocato Elena Larini. Il legale della Ersu era invece Roberto Polloni.
 
 
Pagina 11 - Regione
 
stabilimento Solvay
 
Operaio ucciso dall’amianto, l’ex direttore a giudizio
 
 
 
 


ROSIGNANO Rinviato a giudizio Piero De Gaudenzi, l’ex direttore della Solvay, accusato di omicidio colposo per la morte di Romano Posarelli, ex dipendente dello stabilimento di Rosignano scomparso due anni fa per adenocarcinoma polmonare, malattia riconosciuta dall’Inail come conseguenza dell’amianto respirato sul luogo di lavoro. L’udienza preliminare si è svolta ieri mattina al tribunale di Livorno davanti al giudice delle indagini preliminari Giovanni Zucconi ed è durata circa un’ora e si è conclusa con la decisione del giudice di rinviare a giudizio De Gaudenzi - 92 anni, direttore dello stabilimento dal 1976 al 1982 - e di accogliere, dunque, la tesi del pubblico ministero. La prima udienza del processo è stata fissata per il 29 settembre al tribunale di Cecina. Inoltre, l’Ona, Osservatorio nazionale dell’amianto, che da 4 anni lotta per il riconoscimento delle vittime dell’amianto sul lavoro, per cui il caso Posarelli rappresenta una causa pilota, è stata ammessa al processo come parte offesa, e i familiari di Posarelli si sono costituiti come parte civile. L’Inail aveva già riconosciuto a Posarelli il nesso di causalità della malattia con la mansione professionale svolta all’interno della fabbrica come tubista nel reparto calderai. Questo reparto, negli anni’70 era tra quelli a più elevato rischio di esposizione, in quanto il lavoro veniva svolto su parti di impianto per la maggior parte coibentate con l’amianto. E i consulenti del pm hanno sottolineato che, in sostanza Solvay avrebbe fatto lavorare Posarelli senza le necessarie protezioni pur essendo esposto a concentrazioni 500 volte superiori alla soglia limite. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 
 
Pagina 10 - Regione
 
COMITATI ALL’ATTACCO: REFERENDUM TRADITO
 
Publiacqua, utili record ma se li prendono i soci
 
 
 
 


Il referendum sull'acqua dell'anno scorso? E’ rimasto lettera morta. Tutto come prima, almeno per ora. E il Forum toscano dei movimenti torna ad alzare la voce. Il bersaglio è Publiacqua, gestore di quell’ambito (destinato a sparire da giugno, quando avremo un'Autorità unica per la regione) che interessa le 4 province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo: 49 Comuni in tutto. Nel 2011, l'anno stesso del referendum - sottolineano i comitati - Publiacqua ha festeggiato un utile record di oltre 16 milioni. Di quella somma ne ha investito però solo un terzo: gli altri 11 milioni e mezzo verranno distribuiti come dividendi ai soci. E questo - nota il Forum – proprio quando il Cispel lamenta che non c'è copertura finanziaria per molti interventi urgenti sulla rete e mentre c’è forte preoccupazione per la siccità, al punto che in Toscana è già stato dichiarato lo stato di crisi idrica. Insomma solo 5 milioni investiti su 16. Ma Publiacqua non è una società qualsiasi, dal momento che i suoi incassi vengono dalle bollette dei cittadini. In base a una legge nazionale del '96, siamo infatti noi utenti a finanziare gli investimenti nel comparto idrico, della depurazione e delle fognature; siamo noi che ci paghiamo la manutenzione degli acquedotti o la costruzione di nuove reti. Le tariffe dell'acqua vengono stabilite infatti in base alle opere da realizzare. E d’altra parte - spiega Publiacqua - noi non abbiamo altri introiti: non riceviamo né fondi regionali né nazionali. «Totalizzare utili è positivo no? vuol dire che siamo un'azienda sana», nota il presidente Erasmo D'Angelis. A indignare il Forum è però prima di tutto quel dividendo per i soci. «Sono soldi che tornano ai Comuni, i quali li useranno per servizi ai cittadini», ribatte D'Angelis. Vero, ma solo in parte. Perché i 49 comuni partecipano per il 60% a Publiacqua; l'altro 40 è in mano a un partner privato, Acque Blu Fiorentine, che è composto in gran parte da Acea e poi in piccole percentuali da Mps e da Suez Environment. Di qui l'attacco del Forum: «I loro utili, così come i fondi per gli investimenti – scrive – sono usciti dalle tasche di noi utenti che abbiamo visto aumentare le tariffe, già tra le più alte d'Italia, del 20% in tre anni» . E dunque «in definitiva non è stata tolta la remunerazione del capitale investito» dai gestori, come chiedeva il referendum, e in più sindaci e soci privati si distribuiscono i dividendi «invece che accantonarli in previsione del rimborso che dovranno tirar fuori» se andrà in porto il ricorso al Tar presentato dallo stesso Forum per ottenere il rispetto dell'esito della consultazione del 2011. «Dopo il referendum si è creato un vuoto legislativo, e noi siamo le prime vittime - controbatte D'Angelis - ora la palla è al governo e al Parlamento, sono loro a dover decidere. Noi viviamo una situazione di incertezza che ci danneggia. Abbiamo investimenti enormi da realizzare e non si può aumentare la tariffa dell’acqua: in questa fase alcune funzioni sono passate all'Autorità nazionale del gas e dell'energia. I comitati – conclude – stanno sbagliando bersaglio: non devono prendersela con Publiacqua ma con il governo. E poi non è vero che abbiamo le tariffe più alte d'Italia: la bolletta media è di 240 euro l'anno».(g.v.)
 
 
 
Pagina 7 - Attualità
 
«Gli anti-Casta siamo noi» Grillini lanciati
 
A Pistoia, Lucca e Carrara le liste 5 Stelle potrebbero essere decisive nel ballottaggio
 
elezioni»volti nuovi
 
 
 
 


di Mario Lancisi wFIRENZE Beppe Grillo, toscano di adozione (possiede una villa a Bibbona), se li è coccolati tutti i suoi grillini, candidati a sindaco per le prossime elezioni amministrative del 6-7 maggio, nell’ultimo week-end. Da Tiberio Papi, 37 anni, fisioterapista di Reggello a Lorenzo Olivotto, 30 anni, esperto di informatica, che si presenta a Pitigliano. Da David Lucii, 47 anni, commerciante di Forte Marmi a Giacomo Del Bino, 44 anni, educatore, candidato a Pistoia. Da Daniela Rosellini, 44 anni, dipendente Inps di Lucca a Matteo Martinelli, 33 anni, funzionario dell’Agenzia delle entrate, candidato a Carrara. Sei personaggi in cerca di un successo imprevisto. I sondaggi (vedi articolo a parte) danno il movimento “5 Stelle” all’7,5 per cento, ma se chiedi ai candidati quale risultato firmerebbero a rispondono spavaldi: «Vogliamo vincere». Fatto è che in alcuni comuni, come Lucca, Pistoia e Carrara, in caso di ballottaggio , i voti dei grillini si annunciano decisivi per far vincere il candidato di destra o di sinistra. Ma loro, i candidati a sindaco, assicurano che non daranno indicazione di voto. Nè a destra e nè a sinistra. Internet e l’anti-Casta. Tira un vento a favore per i grillini. Dice Alfonso Bonafede, 33 anni, avvocato fiorentino, una della prima ora (si è presentato nel 2009 a Firenze e conquistò il 2%): «Il movimento è molto cresciuto. E anche i nostri candidati sono di qualità. Quando Grillo è venuto a Carrara c’era un fiume di gente, forse qualche migliaia». Ma da cosa sono attratti questi elettori in cammino verso Grillo e il suo movimento? «Quando c’è una nuova forza politica che cresce vuol dire che il malcontento verso la classe politica è diffuso», spiega Bonafede. Ma non è il malcontento leghista contro le tasse: «Noi siamo piuttosto figli di internet e dell’anti-Casta, della rabbia giusta. La gente non sopporta i privilegi dei politici ma neppure la loro inaccessibilità», aggiunge l’avvocato fiorentino, che sta portando avanti una class action contro la Tav a Firenze. La democrazia del mouse. Pietro Bernocchi, dei grillini di Lucca, è un lavoratore in mobilità di una multinazionale, ha 49 anni, alle spalle un’esperienza politica nell’Ulivo e poi in An, spiega che si è avvicinato a Grillo perché attratto dall’idea che tutti i cittadini con un clic del mouse possono comunicare, decidere, partecipare alla politica «senza filtri». Dice: «Di Grillo mi piacciono tre aspetti: la chiarezza del linguaggio, la limpidezza e l’essere uno fuori dal coro e dalle regole comuni». L’uomo del vaffa e della democrazia dal basso, via internet, insomma. Gli fa eco il carrarino Martinelli: «Del movimento 5 Stelle mi piace il fatto che chi fa politica condivide con gli altri le scelte e a contare non è la fedeltà al partito ma il merito, la competenza». Nuovi alla politica. I grillini sono personaggi nuovi alla politica. Sì, c’è chi viene dalla sinistra e dalla destra, ma in generale, almeno i candidati, quelli più in vista, sono in gran parte degli under 50 attratti dal verbo di Grillo. Nati e cresciuti nei suoi show e poi da lui quasi portati per mano dai teatri ai consigli comunali: «Mai una tessera in tasca. L’ultima volta ho votato per un partito di cui non avevo sentito la pubblicità», racconta Martinelli. Il che la dice lunga sui grillini come quelli che sono stati sempre al largo dei partiti e dei «teatrini della politica». Per cui si salva, turandosi il naso, il partitino di nessuno, la lista fuori del coro. Fuori dalla società della politica dei partiti. Ecco un altro tratto saliente del movimento “5 Stelle”: quello di concepire la politica e la democrazia senza i partiti. Organizzazione, quest’ultima, del Novecento. Loro sono i figli della Rete, non della sezione. Comunicano e decidono tramite internet e skype. Solo una volta alla settimana si riuniscono in qualche locale o a casa di qualche militante. E poi i temi. Da quelli ambientali alla trasparenza e alla mobilità. «La mia battaglia principale è per porre lo stop al cemento. Forte dei Marmi è ormai diventato un suk arabo di case in vendita», spiega ad esempio Lucii, candidato a sindaco. «Voglio conquistare la maggioranza», dice. È una boutade, ma indica uno stato d’animo vincente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 
 
Pagina 7 - Attualità
 
COSA HANNO FATTO
 
Dal no alla Tav alle discariche le battaglie dei consiglieri
 
 
 
 


FIRENZE Le prime amministrative in cui il movimento 5 Stelle è riuscito a far eleggere almeno un consigliere in tutti i comuni in cui ha presentato una propria lista sono state quelle del maggio dello scorso anno. In tutto sono 7 i consiglieri grillini in Toscana: 2 ad Arezzo e 1 ciascuno a Grosseto, Figline, Montignoso e Empoli. Le battaglie più importanti finora sostenute sono quelle della ripubblicizazione dell'acqua, della chiusura degli impianti di incenerimento dei rifiuti e del no alla Tav. A Empoli Gabriele Sani risulta in prima linea nella lotta contro il pirogassificatore, il cosiddetto inceneritore portatile. A Grosseto Giacomo Gori, titolare di un'officina meccanica e di autoriparazioni, prestato alla politica, oltre a battersi per la chiusura e bonifica della discarica delle Strillaie, è in prima fila, a fianco dei comitati cittadini, nell'opposizione al progetto di realizzazione del nuovo polo logistico che dovrebbe sorgere in località Braccagno. Tutti i consiglieri eletti tengono poi attivo un proprio blog personale, in cui sono tenuti ad aggiornare puntualmente il resoconto della propria attività in consiglio. (G.F.)
 
 
Pagina 7 - Attualità
 
Per l’ultimo sondaggio è al 7,5%
 
Il movimento di Beppe Grillo intercetta i voti leghisti in uscita e tallona IdV e Udc
 
 
 
 


ROMA Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo guadagna oltre tre punti in soli due mesi, secondo il Barometro politico Demopolis-l'Espresso: era al 4,5 per cento in febbraio, sale verso l'8 con l'avvicinarsi del voto del 6 maggio, in ascesa negli ultimi giorni. L'opposto di quanto succede alla Lega: era al 10,4 in febbraio, precipita al 7 oggi. La crisi della Lega è testimoniata anche dall'analisi dei flussi elettorali tra il 2010 e il 2012. Su 100 elettori leghisti (due anni fa erano 4 milioni) 55 affermano di voler confermare il loro voto, 33 si dichiarano potenziali astenuti o incerti, 12 si orientano a scegliere un altro partito: il Pdl o Grillo. In buona compagnia: solo un italiano su quattro dichiara di scegliere volentieri alle prossime amministrative un partito tradizionale. Gli altri preferiscono votare per una persona o per una lista civica. Queste le intenzioni di voto fotografate dal sondaggio: il Pd è dato al 26,0%, il Pdl al 23,0%. l’Idv all’8,8%. l’Udc 8,3%, il Movimento 5 Stelle al 7,5%, Sel al 7,2%, poco più della Lega che è al 7%. Fli è data al 3,7%, Rifondazione Comunista al 2%. I trend elettorali del Movimento 5 Stelle di Grillo evidenzia una crescita costante e in rapida accelerazione. Rispetto al 2,5% di giugno 2010, Grillo era salito al 3,6% nel luglio 2011 per poi avere un leggero calo al 3,2% nell'ottobre successivo. A quel punto è però cominciata una salita al 4,5% nel febbraio 2012, divenuto il 7,5% odierno. L'indagine è stata condotta da Demopolis per l'Espresso dal 14 al 16 aprile.







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