Una multa di 4.560 euro, in alternativa a quattro mesi di reclusione: a tanto ammonta la pena per aver consentito lo sforamento dei livelli di diossina e altri inquinanti nei fumi dell'inceneritore di Falascaia a Pietrasanta. L'ex amministratore delegato di Tev Francesco Sbrana ha patteggiato questa mattina insieme al capo impianto Umberto Ricci, al quale sono stati comminati 3.990 euro al posto di tre mesi e quindici giorni di reclusione.
Non sono bastate le analisi condotte da Arpat, che hanno certificato i valori irregolari di monossido di carbonio e neppure la testimonianza di Francesco Ghetti, ex capo impianto, che ha raccontato alla Procura di Lucca come i dati venissero alterati tramite il software di monitoraggio. "La pratica di alterazione dei dati era adottata anche in altri impianti prima di proprietà del gruppo Termomeccanica e poi venduti a Veolia, in particolare a Vercelli e a Brindisi", ha dichiarato Ghetti.
Non è servita l'ammissione di Veolia Servizi Ambientali: il 29 maggio
2007 acquisì il controllo di Tev Spa Termoenergia Versilia e di
Vercelli Energia Srl e poi con una lettera del 30 giugno 2008, denunciò
che gli impianti "erano stati gestiti in violazione della normativa
dettata a tutela
dell'ambiente, mediante alterazione del cosiddetto software di monitoraggio delle emissioni, in
modo da far risultare un minor livello delle emissioni di ossido di carbonio nell'atmosfera".
Tutti questi elementi e il lungo impegno dei cittadini nell'opera di contro-informazione sulle magagne dell'inceneritore, non sono bastati per arrivare ad istruire il processo vero e proprio e aprire il dibattimento. Il giudice monocratico Nidia Genovese ha accettato il patteggiamento per i due imputati: la loro pena è sospesa e, fra cinque anni, non sarà mai esistita.
Chissà se fra cinque anni l'inceneritore di Falascaia mostrerà ancora le sue ciminiere stagliate nel cielo della Versilia. Tutta l'area dell'impianto è da bonificare e Veolia non intende assumersi l'onere di farlo. Così fra un mese la multinazionale potrebbe fare le valigie e lasciare anche Pioppogatto, nel comune di Massarosa: la Cigl ha lanciato l'allarme sulle lettere di licenziamento che sarebbero in arrivo per i 39 lavoratori, parlando addirittura del 15 maggio come data dell'addio di Veolia, che oggi "non è più in condizione di pagare neppure materiale di prima necessità come il gasolio e l'energia elettrica".
Il gruppo francese ha archiviato il bilancio del 2011 con una perdita di 490 milioni di euro e vuole dismettere il settore rifiuti in Italia. "Il commissario dell'azienda ce l'aveva detto, il 15 maggio vogliono chiudere con la Versilia", racconta Franco Mungai che è sindaco di Massarosa e anche presidente del Cav, il consorzio fra i Comuni versiliesi per i rifiuti.
E' preoccupato Mungai, perché la multinazionale va avanti per la sua strada: "Le nostre aziende della raccolta dei rifiuti, Ersu e Sea, non sono in grado i accollarsi i costi della bonifica di Falascaia, i debiti di Veolia, i crediti nei confronti dei Comuni e il funzionamento dell'impianto di selezione di Pioppogatto. Io ho chiesto un incontro urgente con Anna Rita Bramerini, assessora all'ambiente della Regione Toscana, insieme a Maura Cavallaro per la Provincia di Lucca, perché la Regione deve darci indicazioni precise su cosa fare".
Inoltre, continua il sindaco, "da Firenze dovrebbero chiamare i vertici di Veolia e costringerli a trattare ad un tavolo istituzionale più forte rispetto ai singoli Comuni".
Dietro le dichiarazioni ufficiali, sembra di vedere arrivare una sorta di commissariamento da parte della Regione e dell'Ato Toscana Costa, a fronte dell'incapacità di gestire una situazione ormai divenuta troppo grande per le amministrazioni locali. Per discutere della vicenda e per sfatare l'accusa di immobilismo, Mungai ha già convocato un incontro con i sindacati ma certamente i lavoratori sono esasperati.
Dove finirebbe la spazzatura versiliese in caso di emergenza? A Livorno e a Pisa, dove già finisce l'indifferenziato che esce da Pioppogatto e anche quella di Lucca e dello stesso comune di Capannori, eccellente nella raccolta differenziata ma a cui manca l'impianto di compostaggio per chiudere il ciclo dei rifiuti in modo virtuoso.
"Sarebbe una soluzione-tampone che la Provincia di Lucca deve studiare, però di certo non ci troveremo con i rifiuti accumulati per strada, le nostre aziende sono pronte a subentrare a Veolia nella gestione", dice in maniera ottimistica Italo Viti, assessore all'ambiente di Pietrasanta. Purché non si rimetta in funzione l'inceneritore di Pietrasanta, come invece la società Severa sta cercando di fare a Castelnuovo, grazie anche ad un certo silenzio dell'Ente provinciale.
Intanto da Firenze, l'assessore regionale alla Salute Daniela Scaramuccia, ha rassicurato i cittadini in merito allo studio in atto sulla popolazione nell'area del termovalorizzatore di Falascaia. "I campionamenti effettuati su matrici biologiche (latte, miele e pesci) hanno evidenziato valori inferiori ai limiti di legge, e anche ai livelli di attenzione".
In Versilia sia la mortalità per tumori che quella per malattie cardiovascolari è superiore alla media toscana. L'assessora aveva attirato su di sé le critiche e lo scherno dei comitati ambientalisti perché aveva detto che in quella zona "si mangia, si beve e si fuma troppo". Adesso arriva la risposta sullo studio sanitario che riporta dati positivi e l'assessora conferma l'importanza di un corretto stile di vita come primo fattore di prevenzione dalle malattie.
Sicuramente è vero, basta che il prossimo passo non sia dichiarare che l'incenerimento dei rifiuti fa bene alla salute.
http://www.gonews.it/articolo_130329_Cgcrv-Pirogassificatore-Regione-arbitro-giocatore.html
VIAREGGIO. E’ deciso: il progetto del co-generatore a biomasse di Bicchio è stato messo da parte dall’amministrazione comunale Lunardini. Il piano, contestato da comitati, da consiglieri comunali e anche dalla Commissione ambiente, prevedeva la nascita di un impianto gestito da Sea Risorse e destinato a bruciare gli sfalci del verde pubblico, anche in vesta della futura gestione del settore da parte della società controllata dal Comune. Era già stata rilasciato il nulla osta per la licenza edilizia, ma la pratica si era fermata per il voto del consiglio comunale e l’opposizione della Commissione ambiente.
Adesso il sindaco ha deciso di rinunciare al progetto: “Non verrà realizzato – spiega Lunardini – perché, dopo aver incontrato la dirigenza di Sea Risorse, che ha totalmente condiviso la scelta, abbiamo deciso di accogliere le indicazioni della Commissione e anche di tener conto delle preoccupazioni di tutela ambientale emerse a vari livelli. Il co-generatore viene tolto dal progetto di gestione in appalto del verde pubblico. Daremo la gestione del verde senza collegarla all’impianto del Bicchio”.
Soddisfatto il presidente della Commissione ambiente, Alessandro Bolognesi: “Questa decisione mi fa piacere – dichiara – perché significa che l’amministrazione comunale ha tenuto nella dovuta considerazione l’orientamento della Commissione ambiente e in generale del consiglio comunale”.
VENERDÌ, 13 APRILE 2012
Edizione di VIAREGGIO (ven, 13 apr 2012) E’ FINITO con un patteggiamento il processo che vedeva come imputati due tecnici di Tev-Veolia, accusati di aver falsificato i dati di emissione di anidride carbonica dell’inceneritore di Falascaia. Con quest’ultimo patteggiamento si chiude di fatto l’ultima tranche di questa inchiesta avviata dal sostituto procuratore Antonio Mariotti. In fase istruttoria erano state identificate nove persone fra dirigenti e tecnici dell’impianto. Sette di loro avevano già patteggiato, gli ultimi due avevano invece preferito andare a processo che si era aperto l’8 marzo scorso con la costituzione delle parti civili. Ieri mattina, dinanzi al giudice monocratico Nidia Genovese, la seconda e ultima udienza. Che è stata brevissima. Il giudice ha infatti preso atto della richiesta di patteggiamento avanzata dai legali dei due tecnici, richiesta che è stata accettata anche dal pm Antonio Mariotti. Entrambi hanno patteggiato una pena detentiva convertita in pena pecuniaria: 4.460 euro a carico dell’ingegner Francesco Sbrana e 3.900 euro a carico del tecnico Umberto Ricci. Al processo erano stati ammessi come parti civili i sette sindaci della Versilia e la Provincia di Lucca tutelati dall’avvocato Enrico Marzaduri. Alla prima udienza, come si ricorderà, non furono ammesse a costituirsi parte civile le 130 famiglie che ritengono di aver subito danni alla salute da quando è entrato in funzione l’impianto, oggi spento. La richiesta era stata respinta perché il processo riguardava l’alterazione di alcuni dati e non specifici danni ambientali.Il Tirreno
Pagina 27 - Viareggio SOS RIFIUTI Dati taroccati a Falascaia, il tribunale infligge due multe
PIETRASANTA Due multe, rispettivamente per 4.560 e per 3.900 euro. È quanto si sono visti infliggere Francesco Sbrana, ex amministratore delegato di Tev Veolia, e il tecnico Umberto Ricci, anche lui dipendente di Tev, cioè della società che controlla l’impianto di incenerimento di Falascaia. Nel mirino il taroccamento dei dati di emissione dell’impianto: in pratica, l’azienda ha falsificato i dati relativi alla produzione di anidride carbonica nell’aria. I due imputati hanno patteggiato ieri in tribunale, dopo che nella scorsa udienza già 6 tecnici avevano scelto questa formula. E il giudice ha tramutato le pene detentive, appunto, in ammende. Respinte, invece, le richieste di parte civile per i presunti danni alla salute. In aula era presente anche l’avvocato Enrico Marzaduri, rappresentante legale dei 7 Comuni della Versilia. Che ha annunciato che chiederà i danni per conto delle amministrazioni. Nel frattempo, l’assessore regionale alla salute Daniela Scaramuccia risponde ai comitati e a chi aveva accusato la Regione di aver “abbuiato” i risultati dell’indagine epidemiologica nella zona del Pollino. Un’inchiesta avviata da Regione e Asl per capire quali conseguenze aveva avuto sulla salute la presenza dell’inceneritore in zona. E, perché no, anche sull’intera Versilia che per anni ha conservato un triste primato sui tumori. Ebbene, secondo l’assessore Scaramuccia quell’inchiesta non ha fatto rilevare alcunché di anomalo. Anche se i dati - spiega - verranno ufficializzati in un secondo momento, perché l’inchiesta deve ancora essere completata. Ma i valori emersi, sostiene l’assessore, sono rassicuranti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Edizione di VIAREGGIO (ven, 13 apr 2012) RIFIUTI IL COMUNE INTENDE PAGARE A TEV-VEOLIA 115 EURO A TONNELLATA CONTRO GLI ATTUALI 182«Possiamo ridurre la Tia del 30%»
Lunardini impegnato per far sostenere al Cav un’azione accettabile in tribunaleCONTI alla mano, nel 2013 il sindaco Luca Lunardini spera di poter abbassare la Tia di poco meno del 30%: basta che Tev-Veolia, che già hanno chiesto milioni di arretrati ai comuni, accettino la riduzione della tariffa di slatimento dei rifiuti da 182 a 115 euro a tonnellata, come l’ha calcolata il dirigente dell’ambiente Franco Allegretti.
«I TECNICI comunali — spiega Lunardini — hanno elaborato un’ipotesi di costo del servizio di smaltimento per il 2012 che sarà presentata al Cav: il costo si fermerebbe intorno a 115 euro a tonnellata, rispetto alla quota di 182 euro richiesti da Tev-Veolia. Questa stima, se accettata, consentirebbe una riduzione delle spese di circa il 30 per cento». La riduzione della Tia invece sarebbe un po’ inferiore a causa dei rincari del contratto di servizio per la raccolta fatta da Sea Ambiente.
INFATTI l’altra condizione da soddisfare per ottenere la forte riduzione della Tia è il contenimento, oltre che dei citati costi di smaltimento, anche dei costi legati alla raccolta rifiuti. Sea ha infatti ipotizzato un aumento del proprio piano finanziario, legato agli indici Istat e ad alcuni servizi aggiuntivi, di 1,2 milioni di euro per il 2012. «Il nostro intento — precisa il sindaco — è di elaborare con Sea un percorso per mantenere inalterati i costi del 2011». L’obiettivo principale dunque è ottenere un costo intorno a 115 euro a tonnellata per lo smaltimento, evitando che la valutazione suddetta sia considerata da Tev e da un eventuale giudice una mera iniziativa di autoriduzione come più volte accaduto in passato, cosa questa che potrebbe sfociare in una futura sconfitta legale.
«IN TAL senso — prosegue Lunardini — c’è la necessità che l’iniziativa nei confronti del gestore debba essere preceduta, da parte di Cav, da un’azione legale che contesti al gestore stesso l’inadempienza contrattuale rispetto all’articolo 12 del contratto Daviddi. Questo sia in riferimento alla nota chiusura di Falascaia che in risposta all’assurda diffida che Tev-Veolia ha inviato ai comuni versiliesi la settimana scorsa. Nell’ultima assemblea del Cav questo indirizzo è stato accolto nelle sue linee generali e non dubito che il Consorzio saprà e vorrà rapidamente e con determinazione perseguire questa azione senza ulteriori indugi evitando che i singoli comuni, Viareggio compreso, si vedano costretti ad attivare procedimenti autonomi per salvaguardare i propri equilibri economici e in ultima analisi le tasche dei cittadini. Queste posizioni sono state illustrate nella commissione consiliare ambiente e territorio tenutasi mercoledì mattina. Purtroppo solo informalmente, perché parte dell’opposizione non ha voluto parteciparvi, adducendo motivi formali. Ho chiesto e condiviso con il presidente della commissione Alessandro Bolognesi la riconvocazione non appena possibile, anche in vista dell’auspicata stesura di un ordine del giorno unico che il consiglio comunale possa votare per sostenere l’amministrazione in questa iniziativa».
Edizione di VIAREGGIO (ven, 13 apr 2012) VERDE PUBBLICO CONTRATTO FINO AL 2050: MA 700 MILA EURO ALL’ANNO APPAIONO INSUFFICIENTIA Sea Risorse la gestione delle Pinete di Levante e PonenteDA GIORNI l’amministrazione comunale annuncia l’imminente firma del nuovo contratto di servizio che passerà a Sea Risorse la cura delle grandi aree verdi pubbliche, a cominciare dalle Pinete di Levante e di Ponente. Alla gestione diretta del comune resteranno, secondo il progetto ora nelle mani del direttore generale Edoardo Rivola, le aiuole, le aree piccole, in particolare la Passeggiata. Dove il verde sarà curato direttamente dai dipendenti comunali guidati dal settore ambiente. Ma siccome i tempi del comune sono estenuanti, il tempo passa e il contratto con Sea Risorse non è ancora stipulato.
IL VALORE dell’affidamento annuo è al momento appena 720 mila euro, non molto per rimettere in sesto non solo le Pinete ma anche tutti i parchi di dimensioni maggiori. Si tratta di un servizio che finora è stato gestito con gli appalti alle cooperative, ma che diventerà compito stabile di Sea Risorse dalla quale è attesa, pare di capire, l’assunzione di personale specifico per questa nuova funzione. Il contratto resterà in essere, parallelamente al contratto di servizio principale per la raccolta differenziata, fino al 2050: un business quindi lungo, complesso, e economicamente importante. Ma che la gestione delle aree verdi sia fatta in appalto annuo, o con contratto di servizio fisso, la somma impegnata resta pur sempre quella di poco più di 700 mila euro, non potendo il comune impegnare di più. E questa cifra potrebbe rivelarsi piuttosto insufficiente rispetto alle ambizioni di rinascita della città coltivate dal sindaco Luca Lunardini. Al quale non servirà certamente ricordare il noto detto popolare delle «nozze coi fichi secchi».
Pagina 15 - Viareggio Carbonaie, stop ai veleni nella fogna Il rapporto dell’Arpat rivela che non c’è nessuna autorizzazione allo smaltimento del percolato nel depuratore
di Donatella Francesconi wVIAREGGIO Stop allo scarico in fognatura del “brodo” formato dai rifiuti della discarica alle Carbonaie. Almeno per il momento. Dopo che il “Tirreno” ha posto la questione dello smaltimento del percolato nel depuratore ( e di lì dritto al mare) e delle relative autorizzazioni, il 20 marzo una verifica di Arpat sul luogo della ex discarica ha rilevato «che il percolato non defluiva verso il depuratore in quanto la valvola di controllo risultava chiusa». Si tratta del sistema con cui il “brodo” dei rifiuti viene drenato dalla collina già bonificata. Valvola chiusa perché l’autorizzazione a scaricare il percolato in fognatura al momento non c’è. Quella vecchia (primo lotto di bonifica) è scaduta e quella nuova non è ancora stata rilasciata. Affinché sia lecito mandare il percolato al depuratore attraverso la fognatura è necessario un protocollo tra titolare della bonifica (Comune) e gestore dell’impianto di depurazione (Gaia), «al fine di verificare se le modalità dell’emungimento siano compatibili con la funzionalità del depuratore ricevente». Così spiega Arpat, senza lasciare margini di dubbio. Il protocollo indicato come necessario al momento non c’è. Rispondendo al “Tirreno” (28 febbraio) Daniele Franceschini, responsabile della divisione “Depurazione e fognatura” di Gaia alla domanda se il depuratore di Viareggio sia autorizzato a gestire il percolato rispondeva: «No. Se viene portato con le autobotti». In questo caso la normativa (Decreto Ronchi) considera il percolato come un rifiuto. Se lo stesso materiale arriva al depuratore direttamente dalla fognatura, per la legge (Decreto acque) si tratta di un “refluo”. L’impianto, però, rimane lo stesso. Con i suoi limiti. Durante i lavori di bonifica del primo lotto delle Carbonaie, spiega Arpat, «il percolato è stato inviato al depuratore di Gaia, senza determinare problematiche ambientali, mediante condotta fognaria. Previo processo di decantazione e filtrazione per l’abbattimento dell’ammoniaca presente nel percolato stesso in elevate concentrazioni». Ora è in corso, da gennaio, l’intervento di bonifica del secondo lotto. E sarà necessario smaltire tutto il percolato che si trova sotto la collina di rifiuti in fase di rimozione. Arpat ricorda di aver «prescritto che prima dell’inizio dei lavori di scavo sottofalda» venisse definito il protocollo Comune-Gaia. Una questione, quella del protocollo, emersa tra metà febbraio e metà marzo nelle interrogazioni dei consiglieri comunali Betti e Romanini (Pd), così come nella richiesta di poter disporre della documentazione, formulata invano dal presidente della commissione ambiente del Comune, Alessandro Bolognesi. Alla domanda del “Tirreno”, ancora Franceschini (Gaia) spiegava: «Non c’è un accordo diretto tra amministrazione comunale e Gaia: è Ato che deve fornire l’autorizzazione. E, comunque, c’è la conferenza dei servizi, l’esito della quale è un atto autorizzativo». Oggi, Arpat annuncia: «In previsione del completamento del secondo lotto di bonifica sono state avviate, con specifiche conferenze dei servizi convocate dalla Autorità idrica toscana le necessarie procedure autorizzative al conferimento, tramite condotta, all’impianto di depurazione sia delle acque provenienti dal pompaggio che dell’eventuale percolato proveniente dalle tre vasche di messa in sicurezza».
Pagina 15 - Viareggio Acqua di falda inquinata dai rifiuti le analisi
La qualità delle acque della falda acquifera nell’area delle Carbonaie ha valori di zinco, solfati, azoto «indubbiamente alterati dalla presenza della discarica». Così spiega Arpat: «La qualità della falda non ha subito modifiche rispetto al passato ed ha continuato ad avere parametri alti quali ferro, zinco, solfati nettamente superiori ai valori limite di legge con distribuzione praticamente uniforme tra i punti di monte e di valle della rete di monitoraggio. In alcuni controlli si sono rilevati anche concentrazioni di piombo e nichel superiori ai valori limite, cloruri e conducibilità molto elevati, informando gli organi competenti». Insomma, «la falda del sito dove è collocata la vecchia discarica è alterata». Su questo Arpat, che dal 1998 esegue controlli sulla qualità dell’acqua di falda non ha dubbi: «E la bonifica mediante asportazione dei rifiuti è il primo passo per definire le azioni utili per migliorare la qualità delle acque stesse».
Pagina 15 - Viareggio E l’Arpat indaga anche sullo smaltimento Verifica sul trattamento dei fanghi da parte di Gaia e richiesta al Comune di documenti sulla discarica
VIAREGGIO A settembre 2011 Arpat ha avviato sul depuratore di Gaia, di propria iniziativa, «una verifica amministrativa relativa allo smaltimento dei fanghi, con acquisizione di documenti, avvenuta nei mesi successivi e tutt’ora sotto esame. Nel mese di marzo è stato effettuato un campionamento sulla linea fanghi del medesimo impianto, le cui analisi sono in corso». Dopo il sopralluogo del 23 febbraio scorso, spiega Arpat, «è stato richiesto al sindaco di Viareggio di trasmettere la documentazione relativa all’allaccio delle rete fognaria del sistema di drenaggio del nuovo sito di discarica controllata e di emettere ordinanza per la rimozione di rifiuti in aree limitrofe alla medesima». L’attività di indagine diArpat «a seguito delle notizie di stampa e di altre segnalazioni, sta procedendo con la ricerca di altri documenti e attraverso sopralluoghi, campionamenti e verifiche su quanto disponibile». Il 2 marzo Arpat ha richiesto a Comune «e per conoscenza alla Provincia ed alla Asl, di relazionare circa lo stato di avanzamento dei lavori». Arpat ha anche «ricordato le prescrizioni» già fornite ed inerenti «la funzionalità del sistema di drenaggio e di tenuta delle vasche raccolta dei rifiuti, il protocollo tra Comune e gestore del depuratore, le modalità di attuazione del monitoraggio ambientale da parte della Direzione lavori con periodicità mensile, il cronoprogramma per le verifiche di fondo scavo. (d.f.)
Pagina 15 - Viareggio IL CIRCOLO PD «Troppi i killer in giro fra Bicchio ed il Varignano»
VIAREGGIO «Avere scoperto che da tempo il percolato proveniente dalla discarica delle Carbonaie viene inviato al depuratore cittadino senza che esista uno straccio di autorizzazione, ci dice con quanta faciloneria, superficialità ed incoscienza avvengano queste operazioni». Interviene così Alessandro Nasini, segretario del circolo Pd Bicchio-Varignano: «Ancora una volta abbiamo la conferma che esiste una "negligenza" sistematica su tutto il campo vasto dei controlli sanitari», scrive Nasini. Che continua: «I cittadini del Cotone , nel 2002 chiesero con insistenza ad Arpat di conoscere gli esiti dei controlli sulle emissioni in atmosfera dei camini delle 17 industrie insalubri di I Classe insediate in quel piccolo fazzoletto di terra. Ebbene non hanno mai avuto risposta. Perchè dal 1980, anno in cui iniziò la costruzione del comparto artigianale del Cotone, nessun controllo è stato fatto. Sempre i cittadini di Bicchio e del Cotone, da tre anni chiedono di conoscere la qualità dei fumi che escono dai bruciatori delle serre: sorpresa! Non sono soggetti a controlli. Questi tre esempi danno una immagine reale del precario stato di sorveglianza a cui il territorio in questione è sottoposto». Il Circolo Pd Varignano-Bicchio, conclude Nasini, «rinnova ancora una volta la contrarietà a che venga costruito il cogeneratore a biomasse, in area Pip dei Comparini. La costruzione di un inceneritore spingerebbe verso il basso il livello di "salubrità" dell'area aprendo la strada ad altri insediamenti "insalubri». Il circolo, infine, «esprime forti perplessità anche sulla trasformazione dell'impianto di Pioppogatto e chiede che ne venga rivalutata la posizione ed il ruolo nell'ambito della distribuzione nel territorio della provincia degli impianti per il trattamento dei rifiuti».
Pagina 15 - Viareggio Lago, azioni su vasta scala per migliorarne la salute
VIAREGGIO L’azione di Arpat per quanto riguarda l’area del bacino del Massaciuccoli «è orientata allo stretto controllo delle pressioni ambientali che minacciano il lago, con particolare riferimento alle pressioni provenienti dall’uso agricolo del suolo nelle aree limitrofe al lago». È un cavallo di battaglia della Regione quello per cui la pistola fumante dell’omicidio del lago debba essere trovata nelle mani degli agricoltori tra Massarosa e Vecchiano. Eppure la stessa Arpa racconta ben altro, quando mette in evidenza la pessima qualità delle acque della falda tutto intorno alle Carbonaie (e l’acqua, si sa, per propria natuta ferma non sta) proprio sulla sponda del Massaciuccoli. Ma non solo. Anche i rilievi sul tubone misterioso di via Cimarosa raccontano un’altra storia. Visto che Arpat torna a ripetere di «stare indagando per evidenziare la possibile presenza di scarichi abusivi di privati sul cui controllo è stata sollecitata l’autorità competente che è il Comune di Viareggio». Comune la cui voce nessuno ha ancora ascoltato in questa vicenda che la Capitaneria ha voluto segnalare alla Procura. (d.f.)
Pagina 19 - Viareggio «Rifiuti, l’obiettivo è ridurre la bolletta»
VIAREGGIO Obiettivo primario: ribassare la tariffa della Tia, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti. «I tecnici comunali - spiega il sindaco Luca Lunardini - hanno elaborato una ipotesi di costo del servizio di smaltimento per il 2012. Secondo questa bozza, che sarà presentata al Cav (il Consorzio Ambiente Versilia, che riunisce i Comuni del nostro comprensorio), il costo si fermerebbe intorno a 115 euro a tonnellata, rispetto alla quota di 182 euro richiesti da Tev-Veolia. Questa stima, se accettata, consentirebbe una riduzione delle spese di circa il 30 per cento». Lunardini precisa: «Con questo risultato si avrebbe un significativo taglio della Tia, magari non pari al 30 per cento, a causa della presenza di costi pregressi relativi al recente passato, ma ci sarebbero comunque effetti benefici di alleggerimento della tariffa». Altra condizione da soddisfare per ottenere questo risultato è il contenimento, oltre che dei citati costi di smaltimento, anche dei costi legati alla raccolta rifiuti. La società Sea ha infatti ipotizzato un aumento del proprio piano finanziario, legato agli indici Istat e ad alcuni servizi aggiuntivi, di 1,2 milioni di euro per il 2012. «Il nostro intento - aggiunge il sindaco - è di elaborare con Sea un percorso per mantenere inalterati i costi del 2011». L'obiettivo principale dunque è ottenere un costo intorno a 115 euro a tonnellata per lo smaltimento, evitando che la valutazione suddetta sia considerata da Tev e da un eventuale giudice un’autoriduzione. Cosa che sfocerebbe in una battaglia legale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
La Nazione Edizione di VIAREGGIO (ven, 13 apr 2012) «In Versilia record di tumori
E’ colpa dell’alcol e delle sigarette»La sortita dell’assessore Scaramuccia fa indignare ViareggioVIAREGGIO
«QUI in Versilia si mangia, si beve, e si fuma troppo». Uno stile di vita godereccio. Così si era espressa alcuni giorni fa l’assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia, in merito alle cause dell’alta incidenza di tumori nella zona (la più alta della Toscana), durante un incontro alla Croce Verde di Viareggio sul nuovo piano sanitario. Una frase che aveva fatto indignare i presenti e si è diffusa, scatenando un’ondata di critiche, a partire da Laura Del Freo della Fp-Cgil Sanità alla consigliera regionale Marina Staccioli. «Un’affermazione arrogante, superficiale e offensiva della dignità della popolazione versiliese — ha tuonato la Rete dei comitati e associazioni ambientali della Versilia — , che ci sembra più adatta ad un “Bar dello sport” che ad un assessore regionale alla Salute, un’affermazione inopportuna, sia che si dica in un contesto privato che in uno pubblico, non all’altezza dei compiti di una rappresentante dei cittadini». E proseguiva: «Questa “epidemia” casuale di cancro non riguarda solo individui, nell’accezione del significato, statisticamente trattati, ma riguarda persone. Qui si sta abbassando l’età della mortalità per cancro e questo dovrebbe preoccupare fortemente un responsabile della salute, umanamente e statisticamente». Per la Rete le cause dei tumori in Versilia sono legate soprattutto all’inquinamento: emissioni degli inceneritori, lavorazioni con sostanze tossiche, l’impiego di fertilizzanti, le coperture di amianto, discariche a contatto della falda, sorgenti elettromagnetiche.
IERI è arrivato un intervento chiarificatore dell’assessore Scaramuccia: «Alla base della questione di valori di mortalità che sono più alti della media regionale e che mostrano un andamento tendente comunque ad omogeneizzarsi con quelli regionali, esistono un insieme di fattori di rischio legati ad aspetti ambientali, occupazionali e di stile di vita. Su questa linea, e non da oggi, la Regione Toscana è attiva per la sorveglianza del rischio oncologico, e non solo». E la questione degli stili di vita? «Le mie affermazioni sono state sollecitate proprio dagli interventi che avevano preceduto il mio, sulla necessità di investire di più in prevenzione e stili di vita. E su questo, la Società della Salute della Versilia aveva preso impegni precisi. Del resto, non è una novità che l’80% di mortalità e malattie sono dovute a stili di vita errati. Le prime cause di morte, ci dice l’Organizzazione mondiale della sanità, sono ipertensione arteriosa (21,7%), fumo di tabacco (18,8%), ipercolesterolemia (11,1%), sovrappeso e obesità (10%)».
Gianfranco Poma
Edizione di VIAREGGIO (ven, 13 apr 2012) Malattie incurabili, la Regione fa chiarezza
Rassicuranti i primi dati dell’indagine epidemiologica. E’ allarme anche per l’alcol«L’INDAGINE sulla popolazione nell’area del termovalorizzatore di Falascaia è in fase avanzata di realizzazione. I campionamenti effettuati su matrici biologiche (latte, miele e pesci) hanno evidenziato valori inferiori ai limiti di legge, e anche ai livelli di attenzione». L’assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia risponde alla lettera aperta inviatale dalla Rete dei comitati e associazioni ambientali della Versilia. «Non vogliamo certo nascondere i dati — dice Scaramuccia — , anzi, siamo l’unica Regione a pubblicare annualmente lo stato di salute della popolazione. Al momento siamo in attesa da Arpat della versione definitiva dello studio, e da Ispo dei risultati della ricerca epidemiologica. Il 3 aprile Arpat ha presentato lo studio al Comitato scientifico di garanzia, composto da cinque esperti, che ha espresso apprezzamento e dato indicazioni di dettaglio per l’indagine epidemiologica. Quando tutti i passaggi saranno completati, renderemo pubblici i risultati». Lo studio, finanziato dalla Regione con 135mila euro, è partito nel 2009; sul suo stato di avanzamento è stata data informazione al convegno del dicembre scorso a Pistoia su “Impianti di incenerimento: esperienze di studi e monitoraggio nella ricerca della compatibilità ambientale”. Inoltre sono stati resi pubblici dati e atti, inserendoli sul sito internet dell’Asl 12 nell’area Dipartimento di prevenzione, pagina “Indagine Falascaia”. Come riferiamo a pagina 19 del fascicolo nazionale, l’assessore Scaramuccia chiarisce anche le sue frasi sulla questione degli stili di vita dei versiliesi, additati come causa dell’elevata incidenza di neoplasie: «Le mie affermazioni sono state sollecitate dagli interventi che avevano preceduto il mio, sulla necessità di investire di più in prevenzione e stili di vita. E su questo, la Società della Salute della Versilia aveva preso impegni precisi. Del resto, non è una novità che l’80% di mortalità e malattie sono dovute proprio a stili di vita errati». E cita poi alcuni risultati dello studio Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) 2010. Tra gli adulti 18-64 anni, i consumatori di alcol a rischio sono il 24% nell’Asl 12, rispetto al 20% della Toscana, e anche tra i ragazzi 14-18 anni, i bevitori (74%) sono più che in Toscana (72%); la guida sotto l’effetto di alcol: 15% in Versilia, 10% in Toscana; fumo regolare di sigarette: 30% in Versilia, 28% in Toscana. I dati Ars (Agenzia Regionale di Sanità) di mortalità evidenziano che in Versilia la mortalità è in diminuzione, come nel resto della Toscana, anche se si mantiene sempre al di sopra dei valori regionali. Negli ultimi anni, comunque, la differenza si sta riducendo.
LA REGIONE interviene dopo appunto la dura presa di posizione della Rete dei comitati e associazioni ambientali della Versilia sulle affermazioni della Scaramuccia, e la richiesta di informazioni sullo stato di avanzamento della ricerca sull’inquinamento a Falascaia, per il quale sosteneva fossero stati spesi 300mila euro. La Rete ricordava che la Versilia «è uno dei territori più inquinati della Toscana», per la presenza di due impianti di incenerimento per rifiuti, le attività lavorative che impiegano sostanze aromatiche tossiche e cancerogene, le lavorazioni dei materiali lapidei, l’utilizzo in agricoltura di fitofarmaci e fertilizzanti, la presenza di 17mila metri quadri di coperture in amianto soprattutto sul mare, le sorgenti elettromagnetiche, una discarica sul lago di Massaciuccoli a contatto con la falda freatica; inoltre «la presenza di un arco alpino che protegge la Versilia dai venti nordici, facendoci godere di un microclima particolarmente dolce, che naturalmente consente ai versiliesi di crogiolarsi nel cibo, nel vino e nel fumo, ma che impedisce ricambi d’aria con la conseguenza di ristagni d’inquinanti». La Rete evidenziava poi che la la mortalità per tumore in Versilia risulta maggiore a Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi e Stazzema, e che i tumori più frequenti sono stati rilevati al polmone, al fegato, alle vie biliari, alla vescica e al seno. E concludeva con un appello: «Non dobbiamo né permettere, né tollerare più che un politico venga a fare affermazioni arroganti, ridicole, qualunquiste, irrispettose di un territorio e dei suoi abitanti».
Edizione di VIAREGGIO (ven, 13 apr 2012) L’INTERVISTA AMOROSO SPIEGA LE CAUSE DELLE MALATTIE. «SONO IMPORTANTI L’AMBIENTE E LA GENETICA»«Per le neoplasie lo stile di vita conta ma non troppo»«MI SEMBRA una frase semplicistica e superficiale. Le parole dell’assessore Scramuccia sono un pezzo della realtà ma non esauriscono il problema». Questo il parere del dottor Domenico Amoroso, direttore del centro oncologico dell’ospedale Versilia, in merito alla querelle sui tumori.
Quanto conta lo stile di vita?
«E’ ovvio che come molti possono immaginare la causa delle neoplasie è multifattoriale. E’ vero che a scatenare la malattia sono anche gli stili di vita, ma c’entrano anche l’ambiente e la genetica: si stima infatti che almeno il 30% dei tumori sia legato ad uno stile di vita scorretto, e non è un dato di poco conto, ma è solo una parte del problema. Gli studi del MeS (il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) hanno rilevato che nella popolazione versiliese c’era, rispetto alla Toscana, una maggiore incidenza di fumatori, una minore attività fisica e una maggiore tendenza all’obesità, tutti fattori di rischio per le neoplasie e le malatti cardiovascolari. Da qui a dire che questa sia la causa del maggior numero di neoplasie in Versilia è difficile e non estrapolabile. Si può comunque dire che la correzione dello stile di vita concorre alla riduzione dei rischi per neoplasie. E’ chiaro che fumare trenta sigarette al giorno facilita i tumori, come una dieta ricca di grassi».
Com’è la situazione?
«Ci sono anche tanti distinguo da fare e non si deve confondere l’incidenza con la mortalità. La prima tende ad aumentare perchè grazie agli screening si riesce ad intervenire in tempi precoci e ad evitare il decesso (ormai siamo al 50% di sopravvivenza). La mortalità in Versilia ha avuto un picco soprattutto per i polmoni ma sta rientrando nella media regionale, e questo è un dato importante, forse anche perchè calano i giovani che fumano».
Quali sono le cause dell’elevata incidenza in Versilia?
«E’ in corso uno studio da parte dell’Ispo e non abbiamo dati definitivi. Certo è che nell’insorgenza delle neoplasie non esiste un unico fattore ma è tutto un insieme di cause. Conta l’ambiente in cui si vive e si lavora, come ad esempio se si abita vicino ad un inceneritore. Come pure mi preoccupa l’area di Bicchio dove ci sono serre e si impiegano potenziali agenti cancerogeni. C’entra molto anche l’aspetto genetico e qui è difficile ancora poter intervenire. Fatto sta, sono tanti gli aspetti che contribuiscono a far insorgere un tumore. Concordo con la Rete che il problema è complesso e che serve un distinguo più serio».
La Nazione Edizione di VIAREGGIO (ven, 13 apr 2012) Pramac, spenti i sogni del solare
Bilanci in rosso per il fotovoltaicoIl consiglio approva i conti 2011, una perdita sui 90 milioni di euroPino Di Blasio
CASOLE D’ELSA (Siena)
IL SOLE «brucia» i conti della Pramac, il fotovoltaico appesantisce i bilanci dell’azienda di Casole d’Elsa, che dell’energia fa uno dei suoi punti di forza. Ma mentre la divisione «Power», vale a dire la produzione di gruppi elettrogeni da 1 fino a 2500 kw, ha fatto registrare una crescita dei ricavi, e il settore «handling», quello dei macchinari per la logistica industriale, si conferma su fatturati oltre i 20 milioni di euro, è il «Solar» il punto debole del gruppo. Già nel bilancio del terzo trimestre, riferito al 30 settembre, la produzione di pannelli solari aveva fatto segnare un decremento del 28% dei fatturati. E il taglio degli incentivi qualche mese fa era solo una preoccupazione.
Ieri il consiglio d’amministrazione del gruppo Pramac ha approvato il bilancio 2011, confermando i risultati pesantissimi del comparto fotovoltaico, Una riunione preceduta da una nota di Borsa Italiana che annunciava la sospensione delle negoziazioni delle azioni Pramac, in attesa di una nota dell’azienda. Uno stop deciso proprio per evitare contraccolpi a Piazza Affari di «rumors» legati ai conti. L’ultima seduta, quella di mercoledì, non era andata affatto male per l’azienda: + 3,22%, con il titolo che si è fermato a 56 centesimi e una capitalizzazione sopra i 17 milioni di euro. Ma nemmeno la Borsa ha regalato sorrisi al gruppo retto dalla famiglia Campinoti. Dall’inizio dell’anno il titolo ha perso più del 30%, come molti altri del listino del resto.
PIÙ BRILLANTE l’andamento nel Motomondiale: la scuderia Pramac, motorizzata Ducati, ha chiuso il primo gran premio in Qatar con il nono posto di Hector Barbera, che ha preceduto Valentino Rossi, primo pilota Ducati. Tra l’altro il circuito di Losail, dove si corre di notte, è illuminato grazie ai generatori Pramac, come quello di Shanghai per la Formula 1.
In attesa di rivedere il paddock ecologico e la livrea verde della moto sui circuiti, la Pramac però deve decidere cosa fare della divisione «Solar». La concorrenza sui pannelli fotovoltaici è cruenta, l’iniezione ricostituente degli incentivi governativi è finita. All’orizzonte c’è la joint venture con la multinazionale russa Renova, che già a novembre aveva in portafoglio il 50% della Pramac Swiss, lo stabilimento in Svizzera (a Riazzino) dedicato alla produzione di pannelli fotovoltaici. Un accordo da perfezionare nei prossimi giorni, ma subordinato all’ottenimento dei finanziamenti necessari per avviare lo stabilimento. Per questo le trattative con le banche creditrici sono state febbrili in questi mesi. Tanto più che il gruppo Renova è già entrato nella corporate governance della Pramac, tramite la Kinfield Investing, la società che fa capo al presidente di Renova, Viktor Vekselberg. La Kinfield ha già il 6,72% delle azioni Pramac.
MA IL BILANCIO 2011 spegne tutti i sogni di gloria sul settore del fotovoltaico. Il trend dell’ultimo trimestre 2011 ha fatto scattare l’allarme. Un mese fa il cambio in consiglio d’amministrazione, con l’ingresso di Gaetano Tedeschi (con deleghe proprio sul Solar) al posto di Pascal Verrière. Poi la revoca della convocazione dell’assemblea, prevista inizialmente per il 15 aprile. Infine il consiglio d’amministrazione di ieri, chiusosi a tarda serata e con il comunicato ufficiale sul bilancio 2011. La Pramac chiude con una perdita sui 90 milioni di euro, provocata non dai fatturati in calo nei settori chiave, ma dalla svalutazione della partecipazione in Pramac Swiss, la società che avrebbe dovuto produrre i pannelli in Svizzera. Un dietrofront pesante, destinato ad avere diverse conseguenze.
Pagina 1 - Prima Pagina PISTOIA Terremoto Pd se ne vanno 139 militanti
Terremoto nel Pd pistoiese a pochi giorni dalle elezioni. 139 militanti hanno deciso di non rinnovare la tessera. A PAGINA 12
Pagina 12 - Regione PARTITO NELLA BUFERA Terremoto nel Pd, in 139 vanno via I sostenitori del candidato battuto alle primarie accusano i vertici
PISTOIA Terremoto nel Pd pistoiese a pochi giorni dalle elezioni amministrative. Centotrentanove militanti, sostenitori della lista «Scegliamo Pistoia» che candidava alle primarie Roberto Bartoli, arrivato secondo e poi uscito dal partito perchè escluso dalla lista del Pd per le elezioni del 6 e 7 maggio, hanno deciso di non rinnovare le tessere del partito per il 2012. «Il motivo - si legge in una nota dei 139 - è il trattamento da noi subito, come minoranza interna al Pd pistoiese e come sostenitori di Bartoli, da parte della maggioranza uscita dall’ultimo congresso e dalle stesse primarie». I 139 denunciano, in particolare, «il segretario comunale Paolo Bruni e quello provinciale Marco Niccolai, mancati al loro ruolo di garanti e di coordinatori dell’intero partito». I sostenitori di Bartoli precisano che avevano deciso di attendere che fossero concluse le elezioni prima di rendere pubblica la loro decisione, ma di aver cambiato idea dopo che il segretario Paolo Bruni, «ignorando e sminuendo chi nel partito ha posizioni diverse da quelle della maggioranza, e segnatamente dalle sue, ha disinvoltamente affermato che solo pochi tesserati avevano seguito Bartoli fuori dal Pd, lasciando intendere che altrettanto pochi lo avrebbero fatto in seguito». Accuse rimandate al mittente da Bruni, che oltre a sottolineare le lunghe discussioni interne, ha detto che alcuni dei 139 «erano iscritti da poco, e altri un anno sì e uno no». Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario regionale Pd, Andrea Manciulli, che ha detto che abbandonare il partito è una scelta sbagliata». Bartoli dopo l’esclusione dalla lista del Pd si era riservato di fare una lista civica, idea poi abbandonata a seguito dell’incontro Manciulli, che però determinò la decisione di Bartoli di lasciare il Pd. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 12 - Regione LA SFIDA DI CISPEL Un’azienda unica del gas per risparmiare
di Gabriele Firmani wFIRENZE «Gare per la distribuzione del gas, la Regione riduca il numero degli ambiti previsti». La richiesta di rimettere mano all'attuale suddivisione del territorio toscano in 12 differenti ambiti ottimali, che da qui al 30 giugno dovrebbero dar vita ad altrettante gare per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas per il periodo 2013-2024, è arrivata dal convegno Confservizi Cispel che ha riunito ieri mattina a Firenze i presidenti delle tre maggiori società del gas operanti in Toscana, Asa, Estra e Toscana Energia. «Ridurre l'attuale numero di 12 ambiti - ha spiegato Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel - comporterebbe migliori economie di scala, e soprattutto favorirebbe l'avvio di importanti sinergie fra le tre aziende toscane del gas». D'accordo con De Girolamo si è detto il presidente di Toscana Energia, Lorenzo Becattini: «Bandire 12 differenti gare per appena 240 comuni toscani metanizzati è una proposta al di fuori da ogni principio di razionalità. Un minor numero di ambiti porterebbe all'avvio di quel processo di aggregazione teso a formare un'unica grande azienda toscana dell'energia, che imparentandosi intelligentemente anche con il settore dei rifiuti, potrebbe divenire un vero e proprio motore di sviluppo dell'intera economia regionale». Favorevole a "gettare il cuore oltre l'ostacolo", e a offrire "tutto lo spirito di abnegazione necessario", per arrivare a una "maggiore efficienza del sistema del gas toscano", anche il presidente di Estra, Roberto Banchetti: «Con la massima attenzione del caso, e senza forzature, siamo disponibili a fare fino in fondo la nostra parte». Con un’azienda unica, la Toscana potrebbe risparmiare fra i 130 e i 150 milioni di euro nell’acquisto della materia prima.
Pagina 18 - Livorno RIGASSIFICATORE «Offshore ok a settembre 2013» L’annuncio del sindaco. Ma Olt anticipa l’entrata in funzione
LIVORNO «Entro settembre 2013 il rigassificatore davanti alle coste di Livorno dovrebbe essere in funzione, secondo quanto ci dicono le aziende che lo realizzano». E' quanto reso noto ieri dal presidente di Anci Toscana, Alessandro Cosimi, intervenendo a Firenze ad un incontro sulle reti del gas organizzato da Cispel Confservizi. Il sindaco Cosimi ha spiegato che la nave impianto (chiamata in gergo Fsru, Floating storage regassification unit) che servirà da piattaforma per il rigassificatore Olt di Livorno «è già pronta a Dubai e, a breve dovrebbe essere nella condizione di dirigersi verso le nostre coste». «Il rigassificatore - prosegue il sindaco - è un impianto del quale oggettivamente è difficile pensare di poter fare a meno. Il problema è l'approvigionamento del gas, e più impianti come questo potrebbero permettere una maggiore autonomia per il nostro Paese». Aproposito della tempistica, però, c’è da dire che quella del sindaco non sembra andare d’accordo con quello dell’azienda. Olt ha infatti ribadito che il cronoprogramma, annunciato di recente, è sempre valido e che , soprattutto, «il rigassificatore entrerà in funzione nel primo semestre del 2013».
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SABATO, 14 APRILE 2012Il Tirreno
Pagina 17 - Viareggio Bicchio, l’impianto a biomasse non si farà La decisione del Comune in accordo con Sea risorse: gestione del verde senza proseguire il progetto
VIAREGGIO È deciso: il progetto del co-generatore a biomasse di Bicchio è stato messo da parte dall'amministrazione comunale Lunardini. Così annuncia una nota ufficiale del Comune. «Il piano, contestato da comitati, da consiglieri comunali e anche dalla Commissione ambiente - si legge nella nota - prevedeva la nascita di un impianto gestito da Sea Risorse e destinato a bruciare gli sfalci del verde pubblico, anche in vesta della futura gestione del settore da parte della società controllata dal Comune. Era già stata rilasciato il nullaosta per la licenza edilizia, ma la pratica si era fermata per il voto del consiglio comunale e l'opposizione della Commissione ambiente». Adesso il sindaco ha deciso di rinunciare al progetto: «Non verrà realizzato - spiega Lunardini - perché, dopo aver incontrato la dirigenza di Sea Risorse, che ha totalmente condiviso la scelta, abbiamo deciso di accogliere le indicazioni della Commissione e anche di tener conto delle preoccupazioni di tutela ambientale emerse a vari livelli. Il co-generatore viene tolto dal progetto di gestione in appalto del verde pubblico. Daremo la gestione del verde senza collegarla all'impianto che avrebbe dovuto sorgere a Bicchio». Soddisfatto il presidente della Commissione ambiente, Alessandro Bolognesi, consigliere del Pdl spesso dissidente, l’uomo dal quale qualcuno attendeva il sedicesimo “sì” sulla mozione di sfiducia al sindaco Lunardini nel consiglio comunale fissato per il 17 aprile: «Questa decisione mi fa piacere - dichiara Bolgonesi - perché significa che l'amministrazione comunale ha tenuto nella dovuta considerazione l'orientamento della Commissione ambiente e in generale del consiglio comunale». Il comitato di cittadini “Salviamo Viareggio” ha annunciato la propria presenza alla seduta del consiglio il 17. «Le nostre priorità sono diventate altre - spiega l’amministratore delegato di Sea risorse, Francesco Garruto - e non c’è stata comprensione del progetto. Così siamo arrivati alla decisione di non procedere, di comune accordo con uno dei nostri soci, il Comune di Viareggio».
Pagina 19 - Viareggio CARBONAIE Betti e Romanini (Pd): quali rischi per le nostre acque?
VIAREGGIO «In passato, in fondo al labirinto, si nascondeva il minotauro. Oggi, nei tentacoli della burocrazia, del silenzio e dei rimbalzi, in fondo al labirinto c'è una autorizzazione. Quell'atto che, come dice la parola, concede di scaricare nel depuratore "acque reflue" provenienti dalla Carbonaie». Tornano ad intervenire così i consiglieri comunali del Pd, Leonardo Betti e Chiara Romanini, tra i primi a sollevare dubbi sullo scarico in questione: «Noi lo chiamiamo percolato, e lo facciamo alla luce della definizione data allo stesso dalla direttiva CE 31/03 che non solo lo nomina ma gli ha anche dato un codice Cer ovvero quello che si dà ai rifiuti. Questo liquido, di cui le Carbonaie sono piene, e che è visibile ad occhio nudo anche senza essere dei chimici, veniva portato al depuratore. Ai tecnici ed ai dirigenti intervenuti ponemmo una semplicissima domanda: il gestore del depuratore (Gaia) ha autorizzato tale immissione? E da lì si aprirono le porte dei "sì, credo", "non lo so", "chiedetelo ad Ato", "probabilmente sì", "evidentemente". Insomma, dopo due mesi questo pezzo di carta nessuno sa dove è, se c'è, se ce lo siamo inventato. Eppure anche Arpat lo chiede da tempo. Ad aprile 2012 di questo foglio non c'è traccia, pare non ci sia. Dunque, il percolato va nel depuratore senza che qualcuno abbia detto che può andarci. E se nessuno ha detto che può andarci, perché ci va? Ci poteva andare? Quali rischi corre la popolazione dopo che per mesi il percolato è andato nel depuratore? Oggi i tubi dalle Carbonaie al depuratore sono chiusi, il biologo del Comune però elogiava il nostro depuratore come uno dei migliori della Toscana. Evidentemente qualcosa non torna. E anche l'autorizzazione, come il minotauro, fa parte della mitologia che, come si sa, è il racconto di un mito».
Pagina 17 - Viareggio Morto all’Asl, non è stata la suturatrice Così dichiarano medici e direttore generale incontrando l’onorevole Lucio Barani che ha svolto un sopralluogo ispettivo L’INTERROGAZIONE
VIAREGGIO «Un ospedale bene organizzato, nonostante le esigue risorse messe a disposizione dalla Regione che lo considera un fanalino di coda». Così Lucio Barani, onorevole del Pdl, al termine del sopralluogo ispettivo all’ospedale Versilia. Sopralluogo che arriva dopo l’apertura da parte della Procura di Lucca di un’inchiesta sulla morte di Marcello Manfredi, 77 anni, entrato in ospedale per un intervento chirurgico all’intestino l’11 marzo e deceduto il 26 dello stesso mese. «Non è stata la suturatrice ed oggi ne abbiamo la certezza»9, ha dichiarato Barani: «Chi ha affermato il contrario ne dovrà rispondere». Sul caso delle morti al Versilia Barani ha presentato anche un’interrogazione parlamentare. Lasciando villa Pergher, la sede della direzione della Azienda sanitaria, l’onorevole del Pdl ha lanciato un allarme: «Gli operatori sanitari con questo clima non sono più sereni...». Un’immagine certo non incoraggiante per i tanti potenziali utenti dell’ospedale Versilia e della sua chirurgia... (d.f.) di Donatella Francesconi wVIAREGGIO «Non ci sono stati problemi con la suturatrice della Johnson&Johnson” il giorno dell’intervento al signor Marcello Manfredi». Parole del direttore generale della Asl, Giancarlo Sassoli: «Così apprendo dal chirurgo, dottor Marco Arganini». Sassoli l’ha detto a chiare lettere in occasione della visita ieri mattina, dell’onorevole Lucio Barani (Pdl) membro della commissione parlamentare sugli errori e gli sprechi in sanità. All’incontro era presenti, per l’Azienda sanitaria anche i medici Antonio Latella (direttore sanitario), Luciano Nocentini (direttore unità operativa di chirurgia mininvasiva), Massimo Cecchi (direttore del blocco operativo) e lo stesso Marco Arganini (direttore di chirurgia generale). Arganini è anche uno dei due primari che hanno ricevuto dalla Procura di Lucca un avviso di garanzia dei 37 firmati dal pm Antonio Mariotti proprio in relazione al caso del decesso di Marcello Manfredi. Ventiquattro dei quali riguardano altrettanti medici del Versilia (tra rianimazione e chirurgia) e 13 dipendenti della multinazionale americana. Che oggi viene completamente scagionata dalle parole del direttore generale della Asl e dai fatti che così abbiamo ricostruito dale parole di Sassoli, Latella e del personale della farmacia interna all’ospedale che fornisce la strumentazione. L’intervento. La suturatrice utilizzata il 12 marzo nel corso dell’intervento subito da Marcello Manfredi per la rimozione di un tumore all’intestino, al termine dell’operazione - alla quale era presente anche un tecnico della multinazionale - viene gettata nei rifiuti da smaltire. Un segnale - spiega la Asl - «del fatto che tutto fosse andato bene». E che niente facesse presagire quanto accaduto il giorno dopo, 13 marzo, quando Manfredi, visibilmente peggiorato, torna in sala operatoria accusando una peritonite che non gli lascerà scampo e sulla quale c’è un’unica certezza: un punto interno è saltato. La segnalazione. A paziente riaperto (e richiuso) scatta la segnalazione di “evento avverso”. La Asl avvisa il ministero della salute. Nel farlo, però, non riesce ad indicare i dati della suturatrice che deve descrivere con la dicitura «lotto non disponibile». Perché lo strumento è già stato avviato verso lo smaltimento. Ed è impossibile - così ha spiegato ieri la Asl - ricostruire a che lotto appartenesse. Alla domanda se si possa pensare che quella strumentazione sia riconducibile ai codici prodotto EC60, SC60, LONG60 per i quali la “Johnson&Johnson” ha avviato il 16 marzo (tre giorni dopo il secondo intervento subito da Manfredi) il richiamo dal mercato con “avviso di sicurezza urgente” inviato al ministero e di lì a tutti gli organismi interessati, il direttore generale della Asl risponde: «Possiamo presupporlo». Ed il direttore sanitario conferma. Dal canto suo la multinazionale americana, nei giorni scorsi è stata chiara: il richiamo dei tre tipi di suturatrici in data 16 marzo scorso è stato di tipo «cautelativo e volontario senza essere a conoscenza e senza alcun collegamento con l'evento dell'ospedale Versilia». Le dichiarazioni. Lo scenario è dunque radicalmente mutato rispetto alle dichiarazioni rilasciate nei giorni successivi all’apertura dell’inchiesta da parte della Procura di Lucca. Lo stesso ministro della salute, Renato Balducci così si era espresso parlando proprio delle suturatrici meccaniche: «Su queste macchine, che sono tecnicamente dispositivi medici, esiste sicuramente un problema di maggiori garanzie relativamente alla loro messa in commercio, anche relativamente alla loro utilizzazione». Nelle dichiarazioni rilasciate al “Tirreno” il giorno stesso dell’avviso di garanzia il dottore Stefano Buzzigoli, primario di anestesia, così raccontava: «Ad una prima ricostruzione della vicenda, la responsabilità è da attribuire al malfunzionamento di uno strumento ospedaliero. Che naturalmente dovrà essere confermato dalle perizie tecniche». Mentre il collega Marco Arganini così parlava: «Dopo aver applicato i punti di sutura con una macchinetta apposita, ci siamo resi conto che una graffetta era rimasta aperta, lasciando uno spessore di circa un millimetro. Abbiamo segnalato immediatamente quanto accaduto al Ministero come da prassi quando si verificano situazioni di questo genere».
Pagina 17 - Viareggio Quarantacinque morti tra fine 2010 e 2011 Il dato reso noto da Stefano Benedetti è confermato dalla Asl: percentuale inferiore a quella nazionale il consigliere Chi ha casi analoghi può contattarmi: ho intenzione di costituire un comitato per arrivare ad accertare la verità con ogni mezzo
VIAREGGIO Quarantacinque morti tra chirurgia e rianimazione (post intervento chirurgico) nel 2011: è il dato reso noto nei giorni scorsi dal consigliere comunale di Massa, Stefano Benedetti. Dato confermato ieri mattina dall’Azienda sanitaria nell’incontro con l’onorevole del Pdl, Lucio Barani. «Un dato di mortalità che si attesta sullo 0,58% degli interventi eseguiti - spiega il direttore generale Giancarlo Sassoli -: una percentuale al di sotto di quella nazionale». Alle dichiarazioni di Sassoli si aggiungono quelle di Antonio Latella, direttore sanitario dell’Asl Versilia: «Quando non mi dicono di cosa è morto un paziente dispongono sempre i riscontri diagnostici. Perché non voglio che vi sia decesso per il quale non si individui la causa». Resta il fatto che su 15mila interventi eseguiti in un anno, per 45 famiglie di altrettanti pazienti restano il dolore ed i dubbi sulla morte dei propri cari. Così undici familiari di altrettanti casi di decessi post operatori hanno consegnato storie e perplessità allo stesso Benedetti. Il quale racconta la storia di una donna di 75 anni, entrata all’ospedale Versilia senza aver mai sofferto di gravi patologie e morta dopo l’operazione di rimozione di un polipo all’intestino «perchè si era strappato un punto interno, dato manualmente, come è venuta a sapere la figlia da alcuni medici presenti in sala operatoria». Quasi tutti coloro che si sono fatti avanti, racconta il consigliere comunale di Massa, «hanno parlato di punti che hanno ceduto e hanno confermato che alla maggior parte degli interventi era presente il dottor Marco Arganini», che di chirurgia è il primario. «Ora non rimane che indagare a fondo - commenta Benedetti - per capire se è il caso di affidare la questione alla Commissione parlamentare oppure di presentare delle denunce alla Procura della Repubblica. Invito tutti coloro che sono interessati a trasmettermi la propria testimonianza: perchè, accertato che ne sussistono i presupposti, è mia intenzione costituire un comitato civico per intraprendere tutte le azioni e le iniziative ritenute opportune per addivenire alla verità. Per questo motivo ho già incaricato un pool di avvocati che saranno a disposizione del comitato e dei cittadini per fornire tutta la consulenza e le prestazioni necessarie al buon esito della vicenda». (d.f.)
Pagina 33 - Viareggio Non pagavano le tasse beccati 800 furbetti L’accertamento del Comune ha riguardato Tarsu e Ici relative al 2011 «Recuperato 1 milione e mezzo di euro di imposte che ci spettavano»
di Luca Basile wPIETRASANTA Quanti sono i furbetti che per dolo o ignoranza non hanno pagato nel 2011 in terra di Pietrasanta l’imposta sulla casa (leggi Ici) e la tassa sullo smaltimento rifiuti per l’importo dovuto? Stando ai dati forniti dagli uffici comunali, poco meno di 800. Per 1 milione e mezzo di euro di imposte evase e, ad oggi, recuperate. Numeri, quelli resi noti dall’amministrazione Lombardi a margine dell'attività di accertamento tributario, che confermano che la lotta all’evasione era e resta una priorità per gli enti e in particolare per i Comuni in cronica carenza di cassa. «Uno dei principi dell’equità fiscale - spiega l’assessore alle politiche finanziarie Daniela Ferrieri - è la lotta all’evasione, con il recupero di risorse ed il consolidamento della base impositiva. Una corretta distribuzione del carico fiscale ci sembra aspetto di assoluta rilevanza, ovviamente senza applicare un’esasperata campagna di accertamenti. In poche parole il recupero di risorse ingiustamente tolte alla comunità rappresenta, per quanto ci riguarda, un atto dovuto». Entrando nei dati numerici dell'indagine tributaria, emerge un’evasione di 755.641 euro alla voce Tarsu e 704.361 euro per quanto riguarda l'Ici. «Scendendo nel dettaglio della tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani - spiegano in Comune - il valore accertato, riferito all’evasione, è così rappresentato: 273.660 euro provengono dalla vera e propria omissione (174 soggetti interessati), mentre 481.981 euro da dichiarazioni infedeli (255 i soggetti interessati). La superficie accertata e dunque recuperata, che va a consolidarsi per gli anni futuri, riporta alla luce un totale di 39.339 metri quadri, di cui 11.027 che erano stati completamente omessi e 28.312 provenienti da dichiarazioni infedeli». Come a dire che un quarto della superficie fino ad oggi non tassata era stata volutamente non segnalata e denunciata agli uffici comunali da 174 soggetti riconducibili a privati e aziende. Per quanto riguarda l’Ici dei 704.361 euro accertati, 380.355 provengono da versamenti incompleti, in gergo tecnico liquidazioni (155 i soggetti interessati), e 324.006, 48 da dichiarazioni omesse o infedeli (190 i soggetti interessati). «L’attività svolta dall’Ufficio Tributi - sottolinea Ferrieri - relativamente all’Ici ha riguardato prevalentemente la tipologia delle aree fabbricabili». Pagina 15 - Viareggio Bancarotta, chiesti 4 anni per Pastechi Fallimento della Team Fish: dure richieste del pm per l’assessore alla municipale e per gli ex amministratori della società IN TRIBUNALE»PARLA IL PM
di Matteo Tuccini wVIAREGGIO Quattro anni di carcere per l’assessore alla polizia municipale Athos Pastechi. E tre anni a testa per gli ex amministratori della Team Fish Giovanni Ciocia e Giuseppina Valenti. Sono dure le richieste di condanna del pubblico ministero Antonio Mariotti per il fallimento della società di prodotti ittici, che vede Pastechi, Ciocia e Valenti accusati di bancarotta fraudolenta. Secondo la Procura, Pastechi avrebbe usato la Team Fish - di cui ufficialmente non ha mai fatto parte, né come socio né come amministratore - come una sorta di scatola vuota per compiere vari raggiri contabili. Con il fine - sostiene il pm - di arricchirsi, grazie a fatture fasulle e ad altre operazioni. Il tutto “sfruttando” come prestanome Ciocia e la Valenti: amministratori sulla carta, ma non di fatto. In fumo tutte le altre accuse. È proprio la bancarotta l’unico capo d’imputazione che resta in piedi del processo per i fatti del lago. Che ha visto sul banco degli accusati, oltre a Pastechi - all’epoca dei fatti contestati era presidente della circoscrizione Torre del Lago - il sindaco di Camaiore Giampaolo Bertola. Per quest’ultimo, però, come per gli altri 14 imputati, l’uscita dal processo con esito positivo è praticamente cosa fatta. Oltre alla prescrizione, che ha cancellato quasi tutti i capi d’accusa, ieri in tribunale il pm ha formulato le richieste di assoluzione per le persone coinvolte nell’episodio dell’incendio doloso a Torre del Lago e del terreno adibito a parcheggio a Camaiore. «Branzini per il suo locale». Nella sua requisitoria, il pm Mariotti spiega il perché Pastechi debba essere condannato. In pratica, secondo la Procura Pastechi avrebbe gestito direttamente la Team Fish, come se fosse stato lui il padrone. «Tant’è vero - dice il magistrato - che i conti della ditta li teneva il suo commercialista». Questa Team Fish, insomma, sarebbe stata una sorta di azienda fantoccio, diretta sulla carta da persone - prima Ciocia e poi la Valenti - che in realtà non comandavano nulla. Una scatola vuota da cui trarre profitto con fatture fasulle: almeno 40, dice il pm, quelle ritrovate nel corso delle indagini. «Pastechi - spiega il pm - ha fatto acquistare dalla società Team Fish branzini, vini e altri prodotti che poco c’entravano con la ragione sociale dell’azienda: questi prodotti, in realtà, erano destinati al Caffè del mare, ristorante di proprietà di Pastechi stesso». Per Ciocia e Valenti, ritenuti comunque «subordinati» all’assessore, la condanna richiesta è stata inferiore. Le richieste di assoluzione. Nell’udienza di ieri a Lucca è stata chiesta dal pm l’assoluzione per le accuse prescritte e per le altre rimaste in piedi. A partire dall’incendio doloso di una baracca sul lago di Massaciuccoli, contestato a Pastechi e alla guardia del Parco Maurizio Balestri come escamotage per deviare le indagini. Cassato dalla Procura anche l’episodio che riguardava direttamente il sindaco Bertola, e cioè il presunto abuso d’ufficio per il terreno adibito a parcheggio a Camaiore. In realtà, le due ordinanze di sgombero del Comune smontano l’accusa. Per Bertola, in attesa della sentenza, «la conferma che non c’è mai stato reato». Il verdetto a fine maggio. E a proposito di sentenza, il tribunale ha fissato le prossime udienze all’11 e al 21 maggio. Quest’ultima sarà la data del verdetto dei giudici.
Pagina 19 - Viareggio L’APPUNTAMENTO Progettazione partecipata: incontro a villa Paolina
VIAREGGIO L’associazione culturale “Versilia Nostra”(www.versilianostra.it) organizza per questo pomeriggio alle 18, a villa Paolina l’incontro dal titolo “La Viareggio che vorrei”. Sarà present il bio-architetto Massimo Carli che interverrà sul tema della “Progettazione partecipata”. Intesa, spiegano gli organizzatori dell’appuntamento, come «un modo diverso di progettare la città ed i suoi quartieri attraverso la consultazione preventiva di chi in questa o quella zona abita, lavora, transita». Il caso discusso sarà quello di piazza Dante e del progetto dell’amministrazione comunale contestato dai residenti per l’aggravio di traffico che porterà davanti a negozi e abitazioni della zona della stazione. A condurre l’incontro sarà Rossella Martina, promotrice di una lista civica in previsione delle amminsitrative 2013.
DOMENICA, 15 APRILE 2012
Pagina 10 - Regione Rossi contestato minaccia querele la foto
Il governatore Rossi ieri mattina è stato contestato dagli attivisti dei comitati contro il pirorigassificatore. «Per chi lavori Rossi? Per i privati». Rossi si è accalorato: «Io sono una persona seria che lavora per il bene pubblico. La querelo se continua con queste offese». La Nazione
Edizione di VIAREGGIO (dom, 15 apr 2012) Pirogassificatore, insulti a Rossi
Pontedera: il governatore reagisce a muso duro ai contestatoriPONTEDERA
NEANCHE la sua Pontedera ha evitato al governatore toscano ed ex sindaco Enrico Rossi — il sindaco della battaglia anni ’90 contro il trasferimento di mezza Piaggio a Nusco — la ormai consueta contestazione contro il pirogassificatore che dovrebbe sorgere a Castelfranco. E che Rossi continua a ritenere necessario e assolutamente non pericoloso, come dicono l’Arpat toscana e la Asl, mentre il comitato ’anti’ non lo vuole assolutamente. I pirogassificatori sono un tipo di inceneritori a vapore acqueo, e quello previsto a Castelfranco è della società Waste Recicling, che lo prevede nel suo piazzale. Alcuni giorni fa la contestazione varcò anche il (vicino) confine della provincia di Firenze, dirigendosi su Empoli, dove Rossi era in visita, mentre in precedenza era già scoppiata in località della provincia pisana. Ieri erano pochi, una decina, ma agguerriti, i contestatori arrivati di prima mattina davanti ai cancelli dell’istituto Fermi, nel villaggio scolastico di Pontedera, dove Rossi era atteso per un convegno sulla disoccupazione giovanile. Convegno poi svoltosi tranquillamente, ma col prologo di dieci minuti molto tesi. Dapprima Rossi ha accettato il confronto, ma quando il più acceso del gruppetto l’ha accusato di «sperpero di denaro pubblico per interesse privato», Rossi ha gridato «io la denuncio!». Nel qual caso, il consigliere regionale Pdl, Giovanni Donzelli, cederà il suo stipendio in difesa dei denunciati, come ha annunciato in serata ’svelando’ anche «legami delle coop e del partito del governatore» col progetto pirogassificatore. Ma Rossi replica che «io lavoro per il bene pubblico e finchè guiderò la Regione mai più dovrà accadere che un industriale vada in Francia per un impianto che non ha potuto realizzare a Lucca».
Mario MannucciLa Nazione
Edizione di VIAREGGIO (dom, 15 apr 2012) STRAGE DURANTE LA TRASFERTA AL GIGLIO
I familiari scrivono al ministro
«Offesi da un funzionario»LA VISITA all’isola del Giglio dei familiari della strage di Viareggio e della Moby Prince rischia di diventare un caso politico a causa delle domande troppo ‘zelanti’ fatte da un funzionario dello Stato. Loris Rispoli, presidente dell’associazione 140 dei familiari vittime della Moby Prince ha scritto al ministro degli interni Annamaria Cancellieri e al primo ministro Mario Monti per denunciare l’accaduto. Dopo gli interventi pubblici effettuati all’isola del Giglio, i familiari delle vittime hanno aperto i loro striscioni per agevolare il lavoro di giornalisti e fotografi. «A quel punto siamo stati avvicinati da un signore — ha detto Loris Rispoli — che più volte ci ha fotografato e successivamente ci ha chiesto cosa facevamo, chi eravamo e le motivazioni della nostra presenza. Sinceramente mi sono meravigliato di tali domande, perché gli striscioni riportavano frasi chiare, lampanti che certo denunciano ma non offendono la sensibilità di nessuno. Inoltre avevamo appena preso la parola al convegno e quindi detto chiaramente nome cognome e chi eravamo. Le domande rivolte a Daniela Rombi che aveva anche una maglia con la foto sorridente di sua figlia, mi hanno disturbato: che cosa ci fa qui, come si chiama, col tono accusatore di chi ti pesca sul fatto. Credo che non esistano leggi — prosegue Rispoli — che impediscano a una madre di chiedere giustizia per sua figlia soprattutto se lo fa con dolore ma con compostezza, con rabbia, ma con rispetto».
Per questo Rispoli si è rivolto al ministro degli Interni «affinché, contando sulla sua sensibilità di donna, si adoperi perchè i funzionari che vengono mandati a fare controlli usino rispetto, il dovuto a chi ha perso in maniera tragica un familiare e aspetta giustizia, altrimenti è meglio che restino negli uffici e negli archivi a fare altro».Il Tirreno
Pagina 13 - Viareggio Morti all’Asl, aperta un’altra inchiesta La Procura disporrà indagini sul decesso di Maida Signorini, 54 anni. Ed intanto arrivano nuove segnalazioni
di Donatella Francesconi wVIAREGGIO C’è un fascicolo aperto dalla Procura di Lucca (diretta da Aldo Cicala) anche sulla morte di Maida Signorini, deceduta all’ospedale Versilia il 14 marzo scorso dopo essere stata sottoposta all’intervento chirurgico in seguito alla perforazione dell’intestino a causa di un diverticolo. In seguito al sopraggiungere di un’infezione la donna, 54 anni, era stata ricoverata nel reparto di rianimazione dove era morta quattro giorni dopo. Un medico dello stesso reparto - come ricorda l’esposto presentato dall’avvocato Gabriele Dalle Luche - aveva poi indicato che venisse disposta la ricognizione diagnostica per valutare le cause del decesso. Le indagini sono appena all’inizio e si attendono gli atti che la Procura vorrà disporre sul caso che - a detta della stessa Azienda sanitaria - non ha impegnato la suturatrice meccanica nell’applicare i punti interni alla paziente. Un problema, quello della suturatrice, che secondo le ultimissime dichiarazioni della Asl, non sussisterebbe neppure nel caso dell’intervento chirurgico eseguito su Marcello Manfredi, 77 anni, deceduto 14 giorni dopo l’intervento per l’asportazione di un tumore all’intestino. Un morte che ha dato il via all’inchiesta aperta dalla Procura e condotta dal pm Antonio Mariotti. E non solo. Perché numerose altre segnalazioni sono arrivate in merito a vicende analoghe Agli avvocati, primo fra tutti Antonio Iascone, legale della famiglia di Marcello Manfredi, che spiega: «Sto raccogliendo una serie di situazioni analoghe a quella che ha portato alla perdita subita dai miei clienti. Tra l’altro, in occasione dell’autopsia, ho avuto modo di parlare con il professor Corcione, perito indicato dalla “Johnson&Johnson”, il quale ha chiaramente spiegato che se la suturatrice non funziona il chirurgo se ne accorge subito...». Chissà se è andata così anche nel caso che l’interessato ha voluto raccontare ieri al “Tirreno”. Al momento non c’è un’azione legale specifica avviata sul fronte della sanità, ma il paziente sopravvissuto fa sapere che sta valutando. La storia. Primi di giugno dello scorso anno e brutto incidente stradale nel quale resta coinvolto un motociclista. All’ospedale Versilia l’uomo viene sottoposto all’asportazione delle milza: «Tempo due giorni - prosegue la testimonianza (resa al “Tirreno” con nome e cognome) - e mi sono ritrovato a Carrara dove mi hanno mandato dall’ospedale Versilia perché avevo una brutta emorragia». La cartella clinica dei medici carrarini racconta di un paziente da sottoporre ad “angiografia per sanguinamento dei drenaggi chirurgici...”: «Ma i medici - prosegue il racconto - a mia moglie hanno detto chiaro e tondo che era saltata una graffetta di quelle che chiudevano un’arteria. Questo è quello che mia moglie ha ascoltato dalla viva voce del chirurgo che mi ha operato. Direi che io sono uno di quelli che può raccontare la propria vicenda direttamente. Per molti altri, invece, mi pare di capire è andata diversamente». Gli altri casi. All’onorevole Lucio Barani, membro della commissione parlamentare sugli errori e gli sprechi in sanità l’Azienda sanitaria diretta da Giancarlo Sassoli ha consegnato le carte relative ai 45 casi di pazienti deceduti tra fine 2010 e 2011. Una casistica che costituisce, ha spiegato Sassoli, uno 0,58% di mortalità inferiore alla media nazionale dell’1%. Dati che non possono confortare, per stessa ammissione del direttore generale, chi ha perso i propri cari. Ed oggi chiede di sapere perché.
Pagina 13 - Viareggio “Per non essere denunciati”
“Per non essere più denunciati...”: è la sintesi del corso proposto ai professionisti della medicina dall 'Associazione dei medici accusati di malpractice ingiustamente (Amami). L’appuntamento è a Roma il 13 e 14 maggio e l’associazione spiega: «I medici italiani si confrontano quotidianamente con informazioni di garanzia e richieste di risarcimento per le quali non sono culturalmente attrezzati. Inoltre sottoscrivono, e sono disdetti, da contratti di polizze d’assicurazioni che non comprendono. Dopo 8 anni di attività, dopo avere seguito centinaia di contenziosi medico legali ed avere incontrato migliaia di colleghi, emerge chiaro che una delle cause del contenzioso poggi sulla mancanza delle fondamentali conoscenze medico-giuridiche da parte dei sanitari. Altrettanto importante è conoscere l’aspetto psicologico del paziente che scatenerà un’azione legale, quello del magistrato che indaga e di quello che giudica. Infine è sicuramente utile saper parlare con i giornalisti per informare o per rettificare una notizia».
Pagina 13 - Viareggio Perché in sala operatoria c’era la Johnson? Le domande della senatrice del Pd Manuela Granaiola: fare chiarezza al più presto
VIAREGGIO «Cosa ci faceva il tecnico della Johnson in sala operatoria il 12 marzo quando sotto i ferri è andato Marcello Manfredi, il paziente sulla cui morte la Procura di Lucca ha aperto un’inchiesta?». E una delle domande che pone Manuela Granaiola, senatrice del Partito democratico. Che si dice «sconcertata» dalle nuove dichiarazioni rilasciate dalla Asl sul fatto che la suturatrice della multinazionale americana non abbia niente a che vedere con la morte del paziente. «Ma allora - continua Granaiola - le dichiarazioni dei medici che abbiamo letto all’indomani dell’apertura dell’inchiesta da parte della Procura che valore avevano? Direi che è facile, ora che la suturatrice è finita nella pattumiera dire che la strumentazione non ha responsabilità. E mi auguro davvero che si faccia chiarezza quanto prima nell’interesse dei cittadini che al Versilia si rivolgono quotidianamente». Ma c’è un’altra domanda che il moltiplicarsi di dichiarazioni inevitabilmente pone: il comunicato stampa diffuso dalla “Johnson&Johnosn” nei giorni scorsi dichiarava nero su bianco che quando il 16 marzo la società ha effettuato il richiamo cautelativo di tre lotti di suturatrici ciò è avvenuto «senza essere a conoscenza e senza alcun collegamento con l’evento dell’ospedale Versilia». Che, però, era stato segnalato dalla Asl al ministero. Possibile che il tecnico presente all’intervento non sia davvero stato informato? (d.f.)
Edizione di VIAREGGIO (dom, 15 apr 2012) SANITA’ ANCORA SVILUPPI PER L’INCHIESTA SULLE DUE MORTI SOSPETTE ALL’OSPEDALE UNICOLa Procura allarga le indaginiAl pm Mariotti il fascicolo sulla scomparsa di Maida SignoriniIL GIALLO della suturatrice della Johnson & Johnson tiene banco non solo nell’Asl 12 Viareggio ma anche a livello giudiziario. Dopo la nuova «verità» emersa nel corso dell’incontro fra il parlamentare Lucio Barani e i vertici dell’azienda sanitaria versiliese («la morte di Bruno Marcello Manfredi non è dovuta al cattivo funzionamento della suturatrice»), la Procura lucchese potrebbe richiedere nuovi accertamenti nell’ospedale, nell’attesa che i consulenti tecnici del pm presentino i risultati dell’autopsia effettuata nelle scorse settimana. Nell’inchiesta, vale la pena ricordarlo, ci sono 37 indagati: non è da escludere che quanto prima ci possa essere una prima scrematura. La posizione dei tecnici e dei dirigenti della Johnson & Johnson esce infatti alleggerita dalle ultime dichiarazioni dei dirigenti dell’Asl 12 Viareggio. Da parte dei vertici della multinazionale c’era sempre stata la difesa della suturatrice e anche il ritiro di alcune mezzi era avvenuto ben prima dell’episodio luttuoso che ha colpito la famiglia Manfredi. C’è quindi ancora grande incertezza sugli sviluppi che possa prendere questa inchiesta.
INTANTO però da ieri il pm Antonio Mariotti, titolare dell’inchiesta per la morte di Manfredi, ha riunito alla stessa indagine anche l’esposto denuncia presentato dall’avvocato Gabriele Dalle Luche per conto della famiglia Maida Signorini, scomparsa anche lei all’ospedale unico dopo essere stata sottoposta ad un intervento chirurgico. «Abbiamo presentato l’esposto — ha spiegato il professionista — perché i familiari della signora Maida vogliono capire le cause della morte: ci sono alcuni aspetti che non convincono. Ci tengo a precisare che l’esposto sarebbe stato presentato indipendentemente da quel che è emerso dopo». La Procura di Lucca vuole comunque procedere con la massima cautela anche se ovviamente alcuni atti sembrano scontati nelle prossime ore, a cominciare dal possibile sequestro della cartella clinica della signora Maida Signorini, dal momento del suo ingresso all’ospedale fino alla scomparsa. E’ addirittura ipotizzabile anche una riesumazione del cadavere. Insomma l’apertura del fascicolo porta inevitabilmente a disegnare una serie di direttrici sulle quali muoversi. Probabile che vengano ascoltati — in questo caso come persone informate sui fatti — anche i professionisti dell’Asl 12 che sono stati a contatto con Maida Signorini nei giorni della sua degenza all’ospedale unico. Un’inchiesta che si presenta molto delicata: lunedì mattina ci potrebbe essere un nuovo vertice in Procura per definire un quadro operativo su come — e dove — muoversi nei prossimi giorni.Il Tirreno
Pagina 31 - Viareggio Beppe Grillo fa campagna oggi a Forte Altro big in arrivo è Giorgia Meloni: l’ ex ministro della Gioventù nell’ultimo governo Berlusconi appoggia Popper ORGANIZZATO DAL TIRRENO Confronto fra candidati venerdì 27
FORTE DEIMARMI Il grande confronto è già fissato. Venerdì 27 aprile alle 21, i candidati a sindaco al Comune di Forte dei Marmi si in contreranno per il grande confronto elettorale. Ad organizzarlo è il nostro giornale che ha deciso così di fornire ai cittadini di Forte un’ulteriore occasione di farsi un’idea prima di votare. Tutti i candidati hanno aderito con entusiasmo. Solo il candidato Monteforte è sub judice per la necessità di spostare una iniziativa che aveva già fissato. Immaginando una grossa affluenza di pubblico stiamo ipotizzando alcune sedi per questa serate, che per molti elettori potrebbe essere l’ultima utile. Con sabato 28, infatti, Forte entra in un lungo weekend che si concluderà solo martedì con il Primo Maggio. Per il Tirreno uno sforzo organizzativo non indifferente ma crediamo che questo sia unodei doveri di un quotidiano locale . di Franco Calotti wFORTE DEI MARMI Non c’è dubbio che sarà l’attrazione domenicale per questa campagna elettorale dai toni un po’ spenti ed acidi: stiamo parlando di Beppe Grillo che arriverà poco dopo le 14 al Forte per un intervento a favore della Lista del suo Movimento 5Stelle che si presenta per la prima volta alle Amministrative fortemarmine con la lista guidata dal candidato sindaco David Lucii, noto commerciante fortemarmimo. Alle 15 in piazza Garibaldi è previsto poi l’incontro ufficiale con gli elettori - ma c’è da credere che ci saranno anche tanti fans di Grillo e curiosi - all’insegna dello slogan “Ora puoi tornare a votare”. Per l’occasione sarà anche attivata la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare “zero privilegi” promossa dal Movimento dei Grillini. Ma la presenza di Beppe Grillo, che ai tempi della sua carrierà di comico è stato spesso sul palco della Capannina, catalizzerà l’attenzione di tutti. Sia i potenziali elettori che semplici curisoi e vecchi fans del comico genovese. Ma un altro big nazionale sarà oggi a Forte dei Marmi. Si tratta di Giorgia Meloni, esponente del Pdl, ex Ministro della Gioventù dell’ultimo governo Berlusconi. Meloni sarà in paese per appoggiare il candidato del centrodestra Popper. L’appuntamento è al bar-ristorante Posidonia, ex Czar a Vittoria Apuana.Meloni parlerà dei problemi dei giovani, con particolare attenzione a come vivono i giovani in Versilia. Le altre liste non hanno in programma appuntamenti egualmente eclatanti. Da segnalare sul fronte della Lista Buratti, invece, l’approdo di Emanuele Tommasi su facebook, ormai piazza virtuale di queste elezioni: lo si può trovare con le sue iniziative all’indirizzo “Elezioni2012: Emanuele Tommasi”. Anche l’eternit, purtroppo assai presente al Forte, entra nel dibattito della campagna elettorale. L’occasione, è stata, un incontro nel grande condominio di via Amendola a Forte dei Marmi tra il candidato Sindaco del centrodestra, James Popper e Rosa Polacci, che tra l’altro è presidente degli Agenti immobiliari cittadini, e candidata consigliere per la Lista “Popper Sindaco”. «Proprio questo edificio di via Amendola, come però altri a Forte dei Marmi ha il tetto in eternit – ha sottolineato la stessa Polacci - e il problema ci sta molto a cuore perché in primis coinvolge la salute degli abitanti e per questo motivo le strutture nella vecchia fibra di amianto dovrebbero essere rimosse da tutto il territorio». E per questa ragione sia Rosa Polacci che il candidato sindaco Popper, se eletti alle prossime amministrative del 6 maggio, hanno preso l’impegno a lanciare una vasta campagna comunale volta a risolvere una volta per sempre tutte le problematiche relative alle strutture in eternit esistenti nel territorio del comune di Forte dei Marmi. Ci sono anche stabilimenti balneari che hanno ancora copertura nel vecchio materiale di vetro-cemento. Un assessorato alla sicurezza e al decoro cittadono: lo ha invece proposto, Francesco Bertola , candidato de La Destra nella Lista Popper Sindaco. Bertola è il figlio dell’ex sindaco di Forte che ha governato il comune per dieci anni. Nelle intenzioni di Bertola junior il nuovo assessorato potrà operare con maggior fluidità per ottenere risultati concreti in termini, appunto, di sicurezza e edi decoro, soprattutto nel centro cittadino. I fondi saranno ottenuti dirottando in questa direzione “le numerose risorse che sono state oggetto di inutili sprechi da parte dell’Amministrazione Buratti”. A partire, ricorda Bertola, della Mercedes blu. La Nazione
Edizione di VIAREGGIO (dom, 15 apr 2012) Viaggio dentro la pineta di ponente dove i rifiuti
Ogni anno ne vengono recuperati a tonnellate. Inciviltà e non solo. Il complessoTALVOLTA sembra che i rifiuti nidifichini come quell’immensa natura che con caparbia ostinazione torna a offrire il meglio di sé a ogni primavera. Eppure basta fare qualche passo in pineta di ponente per incontrare più rifiuti che persone. Sacchi dell’immondizia abbandonati qua e là, cestini aperti e straboccanti, resti di cibo sulle panchine insieme a pannolini di poppanti e non solo. Bici il più delle volte e fazzoletti di carta, bicchieri, involucri. Camminare in pineta è come guardare un quadro d’arte povera o immaginarsi protagonisti della sporca e cenciosa metropoli di Blade Runner: t’arrabbi, t’indigni e poi però resti ammutolito e inerme davanti a chi sporca con arrogante spavalderia. D’inverno il fogliame dei platani più che prezioso humus diventa camera a gas per le radici dei pini, che poi crollano col primo vento di libeccio; mentre in primavera l’erba è talmente alta da far arretrare perfino i cani. In questi giorni il Consorzio di Bonifica ha provveduto alla pulitura dei 4 chilometri circa di canali che attraversano la pineta. Un lavoro che ha fatto recuperare diversi quintali tra lattine, bottiglie di blastica o di birra lanciate, abbandonate e perfino conficcate dentro gli alvei dei fossi. «Un lavoro complesso — spiega l’ingegnere dell’ente Caterina La Sala — perché prima l’area viene controllata da un biologo visto il delicato ecosistema. Qui nidificano le anatre a una varietà notevole di animali (dalle cingallegre agli scoiattoli ai tritoni e salamadre e varie specie di rane) e pertanto in molti punti i canali vanno puliti a mano, centimetro dopo centimetro». Le tre piccole idrovore presenti servono per mantenere un’umidità sana. Ma alle idrovore finora ci ha pensato il Comune, che non avendo i soldi ha tralasciato. Ora sta per passare al Consorzio così almeno tutto il bacino idraulico sarà sotto un unico ente. Perché il paradosso è anche qui: solo in pineta ne insistono tre (Bonifica, Parco e Comune), a giorni saranno quattro (Bonifica, Parco Sea Ambiente e Sea risorse). «Perché il Comune — spiega l’assessore Athos Pastechi — martedì dovrebbe firmare l’assegnazione della manutenzione del verde a Sea Risorse». Già, il condizionale è d’obbligo. Comunque Sea Risorse taglierà l’erba e si occuperà di potature. La planimetria delle competenze è stata varata lo scorso luglio. Si sta cominciando solo ora con i contratti. Lentezze incomprensibili. E’ pur vero che prima delle esternalizzazioni Viareggio poteva contare su 70 operai, ora su 7. Prima poteva programmare la sistemazione di quel milione di metri quadrati di verde tutto l’anno, ora serve avere i soldi in bilancio, appaltare e assegnare. Dalla padella alla brace dicono i vecchi. Ma tant’è. Così in pineta chi toglie i rifiuti è Sea Ambiente che però pulisce solo i bidoni e le aree pic nic con 3 interventi settimanali in estate, due in primavera e autunno, una volta ogni 10 giorni d’inverno.
IL RESTO della pineta è terra di nessuno, sempre. «Marcucci poteva spendere un milione e mezzo l’anno e la città era sporca — si difende Pastechi — noi ne avremo a malapena 700mila, ce ne vorrebbero 300mila in più». Pochi soldi, sovrapposizioni di enti competenti, disomogenità negli interventi. ma è contro l’inciviltà che lotta è impari. Il Consorzio ogni anno recupera 122mila chili di rifiuti solo dalle 22 su 23 idrovore presenti sul territorio. Per smaltire i rifiuti costa 40mila euro che aggiunti ai 50mila per l’immondizia delle micro discariche fa 90mila. Soldi, è bene dirlo, che paghiamo tutti e soldi che potrebbero essere detratti dalle bollette o servire per incrementare le manutenzioni. Dopo quattro anni qualcosa potrebbe cominciare a muoversi. Il sindaco Lunardini promette che prima dell’estate parchi e giardini saranno degni della Viareggio di un tempo. Vediamo. Talvolta i miracoli accadono.
rossella battista
Edizione di VIAREGGIO (dom, 15 apr 2012) TUTTO merito del piccolo Rocco: cinque mesi, occhi scuri, vispi e brillanti. Praticamente ogni giorno scorrazza tra l’erbetta, i cespugli, i pini e... sacchetti di immondizia, lattine, fazzolettini prima usati e poi abbandonati. «La Pineta di Ponente è disgustosa», rivoltante anche per un meticcio dal pelo pieno e scuro che si accontenta di una corsa. Così la sua padrona Karen Tognini, da sempre residente al Marco Polo, ha deciso di provarci: «Puliamola noi, noi cittadini». L’invito è aperto a tutta la città, a quella parte che non fa monologhi o dissertazioni sui blog o i socialnetwork, che alle parole preferisce i fatti. L’appuntamento è per domenica prossima, alle 10, di fronte al laghetto dei cigni. «Portatevi il pranzo e i guanti da lavoro» è l’unico consiglio.
PULIRE e socializzare, tornare a incontrarsi, a condividere un progetto comune. Viareggio si mobilita per Viareggio, e questo senza alcun dubbio è un segnale importante, bello e pulito (per rimanere in tema). Non è la prima volta che succede, ma la speranza è che sia davvero la volta buona. «Vivo al Marco Polo da quando ho due anni — racconta Karen — Oggi che di anni ne ho compiuti quarantasei posso tranquillamente affermare che non ho mai visto la Pineta così sporca e abbandonata. Da quando porto il mio cane a fare il classico giretto giornaliero mi sono resa conto che la situazione peggiora drammaticamente e costantemente». Da qui l’idea, l’evento creato per l’occasione su Facebook e l’appello alla stampa per veicolare il messaggio. «Per ora non sono in molti ad aver aderito all’iniziativa, ma sono ottimista» aggiunge Karen. E’ la sua prima volta, la prima volta che si impegna in prima persona per la città. Il tono di voce mentre ci spiega il suo obiettivo è stracarico di entusiasmo, contagioso. Le prime a seguirla sono state, ovviamente, le amiche. In particolare Paola Restivo, pittrice, che ha realizzato il volantino per l’iniziativa: una bottiglietta di plastica abbandonata e un forcone che minaccia una lattina spaventata, con gli occhi spalancati che sporgono fuori dalle orbite metalliche. Una visione spiritosa e fumettistica per smorzare i toni di questo eterna polemica che si ripresenta puntuale ogni primavera. Non sarà certo come una puntata della patinata serie televisiva Sex and the City, Viareggio non sarà New York e una marotana di pulizia della Pineta non corrisponde esattamente a una maratone di shopping ma «sono sicura che ci divertiremo» conclude Karen che lascia ad altri ogni attacco.
Martina Del Chicca
Edizione di VIAREGGIO (dom, 15 apr 2012) AMBIENTE ACCORDO CON I TITOLARI. ERSU AL LAVORO SU 114 PALMEPunteruolo rosso: al via i trattamenti nei bagniL’ERSU le sta provando tutte per debellare il funesto rhynchophorus ferrugineus, coleottero meglio noto come «punteruolo rosso» e assai affamato di palme. Nei prossimi giorni partirà infatti una nuova offensiva grazie a un accordo stipulato con l’associazione balneari. Verrà fatto un trattamento iniziale su 114 palme canariensis presenti all’interno degli stabilimenti balneari, per poi ripetere l’operazione a giugno, prima dell’arrivo della calura estiva. «L’operazione — spiegano dall’azienda di via Pontenuovo — verrà effettuata da personale qualificato, nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza sui biocidi. La scelta di un intervento immediato fa sì che l’associazione balneari abbia dimostrato grande senso di responsabilità, sensibilità e professionalità nei confronti del territorio e della sua vocazione turistica». L’Ersu precisa inoltre di essere a disposizione anche dei privati interessati a un intervento: contattando il numero verde 800-942540 sarà possibile ottenere sopralluoghi e preventivi gratuiti.
LUNEDÌ, 16 APRILE 2012
Pagina 13 - Viareggio Rifiuti, aria di burrasca sul fronte lavoro In Sea è scontro con i sindacati. Mentre i dipendenti di Pioppogatto incontrano il Prefetto
VIAREGGIO Distacco di personale da Sea ambiente, l’azienda che si occupa della raccolta di rifiuti indifferenziati, a Sea risorse, quella che raccoglie la differenziata. Una decisione che i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) di categoria non hanno condiviso chiedendo «di sospendere l’operazione» per fare chiarezza. La risposta - sottolineano le organizzazioni sindacali - «è stato un consiglio di amministrazione che ha deliberato la manovra. Sulla questione tira aria di bufera, con i sindacati pronti a valutare se ricorrere al Prefetto «per informarlo della situazione ed aprire lo stato di agitazione aziendale». Dal Prefetto intanto vanno oggi i 40 dipendenti di Pioppogatto destinati alla mobilità, come annuncia la presidente della commissione ambiente della Provincia, Isaliana Lazzerini (Federazione della sinistra). Nella stessa giornata - ricorda Lazzerini - «l’assessore Cavallaro incontra Ato portando a valutazione tre siti di compostaggio: Pioppogatto, a Massarosa, Firzzone(autostrada a Capannori ed il terzo, vicino al depuratore di Porcari. Non vorremmo che una delle tre scelte producesse danni al territorio versiliese che in termini di sacrifici ambientali, occupazionali e di salute ha già pagato. Se il tutto non si risolverà a breve - sottolinea Lazzerini - l’ultima discussione ci attenderà in consiglio provinciale, alla presenza di amministratori, sindacati e lavoratori». La Nazione
Edizione di VIAREGGIO (lun, 16 apr 2012) RIFIUTI INCONTRO COL PREFETTO PER I 40 DIPENDENTI DI PIOPPOGANTO E FALASCAIAOre decisive per i lavoratori Veolià
Sul tavolo i rapporti con la società. I dubbi di Lazzerini e AntonioliSONO ORE decisive per i 40 lavoratori di Veolia che rischiano di perdere il posto di lavoro. Proprio stamani a mezzogiorno e mezzo c’è l’incontro con il prefetto e i sindacati e con i rappresentanti di Veolà e Cav. Nei prossimi giorni poi il consiglio provinciale dovrebbe occuparsi della gravissima situazione alla presenza di amministratori della società Veolià. I quaranta «esuberi» riguardano i dipendenti di Veolià impiegati a Pioppogatto e Falascaia. Andranno riassorbiti. Quantomeno dal nuovo gestore dello smaltimento che Andrea Antonioli della Cgil che vogliamo, si augurà possa essere preso dal consorzio di Comuni e cioè dal Cav. Un’altra ipotesi, ammesso che Veolià accetti le condizioni imposte dai Comuni, e sostenuta anche da Isaliana Lazzerini è che a gestire lo smaltimento possano essere Sea ed Ersu, le aziende che in Versilia si occupano della raccolta che potrebbero fondersi o consorziarsi. Un’ipotesi difficile da seguire per Antonioli che fa notare come con la nuova legge la gestione dei rifiuti possa essere solo con società pubbliche o direttamente dai comuni e sia Ersu che Sea sono a gestione privata. Sia Lazzerini che Antonioli tuttavia concordano sulla necessità di trasformare Pioppogatto in un’area destinata alla raccolta differenziata spinta, abbandonando così completamente l’ipotesi, accarezzata per un periodo dal sindaco di Massarosa Franco Mungai, di potenziare Pioppogatto per trasformarlo in area di stoccaggio non più per il Cdr (l’indifferenziato che serviva come combustibile per Falascaia) ma per fare Cfs, combustibile più evoluto del Cdr. Oggi comunque qualche nodo verrà sicuramente al pettine. Infatti finora quello che emerge è che gli abitanti della Versilia, come fanno notare Lazzerini e Antonioli, hanno pagato più del dovuto. E soprattutto quello che per Antonioli i sindaci dovranno invece chiarire è per quale motivo si è atteso così tanto (Falascaia è chiusa dal 2010) quasi tre anni per aprire il contenzioso con Veolà che, con Falascaia chiusa perché malfunzionante, in sostanza non aveva rispettato i termini del contratto. Veolià da parte sua ha fatto gravare in tariffa anche il mancato introito dell’energia che veniva venduta all’Enel e prodotta da Falascaia. «Si tratta di circa 6milioni l’anno — chiosa Antonioli — ma è assurdo che debba essere pagata dai cittadini». E la domanda: e finora perché abbiamo pagato tutti di più?
La Nazione Edizione di VIAREGGIO
(lun, 16 apr 2012)POLEMICA MARCHETTI
«Il bilancio
della Provincia
è l’ennesima
stangata
per i cittadini»«DAL BILANCIO di previsione della Provincia l’ennesima stangata per i cittadini». Il consigliere provinciale del Pdl Maurizio Marchetti è intervenuto così nella discussione del bilancio di previsione 2012 dell’amministrazione provinciale. «Siamo alle solite. In un clima di smobilitazione — afferma Marchetti — il presidente Baccelli e la sua giunta confezionano un bilancio con nessun intervento nei settori importanti e tasse sparate al massimo. Tutto questo, come ho sottolineato in consiglio, stride enormemente con gli appelli all’assistenza dei bisognosi che in maniera ormai meccanica gli esponenti di sinistra pronunciano».
«PECCATO — prosegue Marchetti — che i comunisti che si dichiarano tali in consiglio provinciale amino i poveri solo a parole, visto che dove potrebbero dare un segnale nei confronti di chi ha bisogno, abbassando le tasse, non lo fanno e votano un bilancio che contribuisce a aumentare la povertà in provincia. Mi ha fatto tenerezza Baccelli quando ha fatto il riassunto delle cose fatte nei cinque anni precedenti. Peccato si tratti di un bilancio di previsione e che c’è veramente da mettersi le mani nei capelli sia sotto l’aspetto infrastrutturale che dei rifiuti, insieme ai pochi spiccioli destinati alle scuole per arrivare a una incapacità a disfarsi di grandi contenitori inutilizzati. Che dire poi delle aziende che non vengono pagate? Insomma, un disastro».
Pagina 14 - Viareggio «Sanità, errori da super lavoro e tagli» Il sindaco Lunardini torna ad intervenire sui casi dei morti in chirurgia al Versilia
VIAREGGIO Torna sulla questione sanità il sindaco Lunardini: «Quello che è recentemente è' una tragedia che ha portato un dolore indescrivibile ai parenti ma anche una diffusa preoccupazione in tutta la comunità versiliese e un profondo disagio in tutti gli operatori del settore. Il fattore umano finisce quasi sempre per rappresentare l'ultimo anello di una catena di difetti del sistema assistenziale dove lo stress da super-lavoro e l'ossessione-risparmio sono parti essenziali di questo circolo vizioso. Che il surmenage lavorativo possa produrre effetti negativi non è solo il buon senso a sottolinearlo ma anche numerosi studi. E se al soggetto si richiedono prestazioni fisicamente ed emozionalmente impegnative la sua risposta rischia di essere alterata. Un discorso che vale per tutte le professioni ma che è particolarmente rischioso per gli operatori sanitari i cui carichi di lavoro, sempre più intensi, possono ridurre in certi casi la capacità di attenzione rischiando quindi di incorrere in errore. Le valutazioni più attendibili ci dicono che gli errori nella stragrande maggioranza dei casi trovano una concausa in difetti dell'organizzazione che favoriscono l'errore umano. Insomma esiste uno stretto legame tra i tempi, i ritmi, le condizioni di lavoro e il rischio clinico. A questo vorrei aggiungere l'ovvia considerazione che la sicurezza ha un costo, anche se in realtà si tratta di un vero e proprio investimento per i cittadini, i professionisti e le stesse Istituzioni. E, pur nella indispensabile ricerca delle responsabilità di ognuno, rischia di essere pericolosamente miope attribuire ogni problema al singolo sanitario o al singolo direttore». Bisogna, dunque, «stare molto attenti quando con l'intento sia pure nobile, di evitare gli sprechi e di razionalizzare la spesa si finisce, magari inconsapevolmente, per andare ad incidere sulla qualità dei servizi. Di questo si deve tenere conto sia quando si acquista un'apparecchiatura sia quando si organizzano le risorse umane. E' opinione generalmente condivisa come la locale direzione della Asl abbia fatto quanto nelle sue possibilità per mantenere e sostenere al meglio la rete sanitaria ospedaliera e locale facendo veri e propri salti con risorse a disposizione notoriamente non proporzionali alle altre Asl toscane (è un po' che attendiamo la parificazione delle nostre quote di trasferimento procapite). Ma c'è un limite oltre il quale questi salti possono appunto divenire.. mortali».
Edizione di VIAREGGIO (lun, 16 apr 2012) LA NOSTRA SALUTE ECCO TUTTI I DATI DELLE SEDI INAIL DI LUCCA E VIAREGGIOMalattie professionali, vertiginoso aumento
In un anno sono cresciute di oltre un terzo
di PAOLO MANDOLI
PREOCCUPANTE aumento delle malattie professionali denunciate nelle sedi Inail della nostro provincia. Si è passati dai 1.403 casi del 2010 ai 1.903 del 2011. Un’impennata vertiginosa e che deve far riflettere. Il dottor Giuseppe Sparagno, dirigente medico dell’Inail, osserva: «I dati, ancorché ufficiosi e non analitici, relativi alle denunce globali delle malattie professionali presso le sedi Inail della nostra provincia nello scorso anno 2011, sono comunque da tenere in seria considerazione. Sono indicativi di un trend crescente di denunce di malattie professionali galoppante. Rispetto al 2010, nel 2011 in provincia si sono avute 500 denunce in più. Pertanto pur in attesa dei dati comparativi con le altre province e con i dati globali analitici di tutta la regione occorre da subito fare una seria riflessione sul fenomeno delle malattie professionali nella provincia di Lucca e soprattutto entrare nell’ottica di una non più procrastinabile robusta azione preventiva a tutti i livelli istituzionali delle malattie professionali».
LE MALATTIE professionali denunciate all’Inail in provincia di Lucca ricalcano sostanzialmente il trend in crescita che si osserva a livello nazionale e regionale, ma le malattie professionali denunciate alle sedi di Lucca e Viareggio superano in quantità e di gran lunga il numero delle malattie denunciate alle altre sedi Inail della Toscana. La percentuale delle malattie riconosciute di natura professionale e indennizzate risulta essere comunque del 31,6 per cento nell’industria (399 su 1.261) e del 39,4 per cento nell’agricoltura (56 su 142) rispetto a quelle denunciate. «E’ malattia professionale — riprende il dottor Sparagno — qualsiasi stato morboso che possa essere in rapporto causale con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa. Le malattie professionali dal punto di vista dell’assicurazione sociale vengono divise in malattie professionali tabellate e in malattie professionali non tabellate delle quali sia comunque provata la causa di lavoro e il cui onere della prova è a carico del lavoratore stesso». Entrando nel dettaglio dei dati relativi all’industria e ai servizi si evidenzia che nel 2010 ci sono stati 485 casi denunciati all’Inail di Lucca e 616 alla sede di Viareggio per malattie osteo-articolari e muscolo-tendinee; 236 casi a Lucca e 183 a Viareggio per affezione dei dischi intervertebrali; 112 casi a Lucca e 142 a Viareggio per tendinite; 56 a Lucca e 58 a Viareggio per ipoacusia da rumore; 8 casi a Lucca e 7 a Viareggio per malattie da asbesto (neoplasie, asbestosi e placche pleuriche); 12 casi a Lucca e altrettanti a Viareggio per malattie respiratorie (non da asbesto); 9 casi a Lucca e 7 a Viareggio per tumori (non da asbesto); 3 casi a Lucca e uno a Viareggio per malattie cutanee; un caso a Lucca per disturbi psichici da stress lavoro correlato.
Pagina 15 - Viareggio AMBIENTE Due delfini trovati spiaggiati Esemplari femmina di grampo. Capitaneria al lavoro nella notte
VIAREGGIO Due delfini di questa specie, in Versilia, non si erano mai visti. Anche perché in genere il grampo vive in fondali molto alti, come nel Mar Ligure. Ieri invece ne sono stati avvistati addirittura due, purtroppo spiaggiati, sulla battigia del bagno Zara. Si tratta di due femmine, di oltre tre metri di lunghezza e 250 chili di peso ciascuna. L'avvistamento è stato fatto sabato sera, attorno alle 23: è stata allertata la Capitaneria e successivamente i biologi del Cetus. Uno dei due delfini è stato ritrovato morto. L'altro in uno stato di debilitazione tale che non c'è stato altro da fare che sopprimerlo. Complicate le operazioni (andate avanti per tutta la mattina di domenica) prima per allontanare i due animali dalla battigia, poi per trasportarli nel centro di biologia dove saranno sottoposti a campionamenti e analisi. Pochi giorni fa, a Lido, era stato trovato un altro delfino morto sulla spiaggia, di 150 chili di peso e 3 metri di lunghezza. «Non possiamo stabilire al momento - spiega Silvio Nuti, biologo del Cetus - se ci sia qualche connessione tra i due casi. Di sicuro è strano averli trovati in questi mari». Salvataggio. Ancora nella notte tra sabato e domenica, la guardia costiera è stata mobilitata, intorno alle 4, per la segnalazione di un'imbarcazione da diporto a vela ("Aquarius"), partecipante alla Regata dei cetacei partita venerdì che si trovava con motori in avaria in balia delle onde e con 5 persone a bordo ad 1 miglio dal sorgitore viareggino. Subito ha acceso i motori la motovedetta CP 813 per raggiungere le persone (tutti romani ed in buono stato di salute) e portarle in porto. Marco Pomella La Nazione
Edizione di VIAREGGIO (lun, 16 apr 2012) Viareggio, ultima spiaggia per i delfini
Morte madre e figlia. Iniezione alla piccola per porre fine all’agoniaPaolo Di Grazia
Viareggio
UN’INIEZONE letale per rendere meno sofferente l’agonia è stato l’ultimo gesto di compassione che l’uomo ha potuto offrire a un’esemplare femmina di delfino che, ormai moribonda, era stata spinta dalle onde sulla spiaggia di Viareggio nella tarda serata di sabato. Per tutta la notte l’hanno vegliata i marinai della Capitaneria di porto e i veterinari della Asl, cercando di rifarle prendere il largo. Poi ieri mattina le hanno praticato una sorta di eutanasia, sotto gli occhi, inevitabilmente commossi, di molti adulti e bambini da sempre attirati da questi intelligenti e socievoli cetacei. E con le prime luci dell’alba a circa 300 metri di distanza è stata avvistato un altro delfino, già morto. Una femmina anch’essa. Per gli esperti potrebbero essere stati madre e figlia. E questo ha reso ancor più commovente l’ultimo viaggio di questi due mammiferi, uniti per tutta una vita — come è nelle loro caratteristiche — e uniti anche nei loro ultimi dolorosi istanti di vita.
Adesso bisognerà attendere le analisi di laboratorio per capire la causa del decesso. Il timore è che possa essere scoppiata un’epidemia, di fronte alla quale l’uomo nulla può fare. Fra l’altro pochi giorni fa, sempre sulla spiaggia di Viareggio, era stata trovata un’altra carcassa di delfino. Però questi due episodi non sono collegati, come spiega Silvio Nuti, presidente del Cetus, il centro di ricerche sui cetacei che ha sede proprio a Viareggio. «Il delfino dei giorni scorsi era in evidente stato di decomposizione. Era morto da molto tempo. Apparteneva — dice — alla specie delle Stenelle che a migliaia popolano i nostri mari. Questi due esemplari femmine invece, appartengono alla specie Grampi. Vivono in fondali profondi. Probabilmente provengono dal banco di Santa Lucia, nel mar Ligure dove ne sono catalogati non più di 2-300. E’ la prima volta che esemplari di questa specie rara arrivano in Versilia. E questa è una grande stranezza».
L’esemplare femmina giunta agonizzane aveva 15-20 anni. Lunga 3 metri, pesava 250 chili; la madre, trovata già morta, aveva un’età apparente di 25-30 anni. Lunga 3,34 metri, pesava meno dell’altra, circa 150 chili: era molto denutrita e probabilmente non mangiava da diversi giorni. «Non ci sono — prosegue Nuti — segni di violenza. La causa del decesso è dunque patologica. La speranza è che non dipenda da un’infezione, altrimenti la loro specie, così rara nel mar Ligure, potrebbe essere decimata senza che noi possiamo far nulla».
Edizione di VIAREGGIO (lun, 16 apr 2012) FORTE DEI MARMI IERI IL COMICO-POLITICO E’ ARRIVATO PER SOSTENERE LUCIICol Grillo ‘graffiante’
il comizio è uno show
E riempie la piazzaUN BEPPE Grillo scatenato quello che si è presentato ieri pomeriggio in Piazza Garibaldi a Forte dei Marmi. Uno show fuori dal comune in un contesto veramente inusuale per una cittadina abituata al passeggio di svago domenicale piuttosto che al comizio grillesco dai toni tipicamente accesi. Ma Grillo è così si sa, si scalda facilmente — come ammette lui stesso —: «Grido troppo, mi verrà un infarto». Arriva puntualissimo con il suo camper, a Forte dei Marmi, un’altra tappa del suo lungo tour da Nord a Sud Italia, pronto a sostenere a suon di stoccate il candidato del suo «Movimento 5 Stelle», David Lucii, alle prossime elezioni comunali. Camicia bianca e solita verve umoristica per un comico nelle vesti del politico (o forse il contrario) che non risparmia nessuno e calca la mano sulla schiera dei partiti gettando luci e ombre di un passato, neanche troppo passato, fino agli affondi relativi agli ultimi fatti di cronaca. «Questa è demagogia? Populismo? No, questa è la vera politica. Qualcosa a cui non siamo più abituati, accecati dall’antipolitica dei partiti e dall’informazione collusa dei mezzi di diffusione — arringa —. E mentreRigor Montis ci svende in Oriente, noi dobbiamo pensare a rifare il mondo, nemmeno la politica». Un movimento che nasce da un’idea, cresciuta nella rete, che ora è pronta a sfidare le piazze e gli avversari politici sotto lo stendardo dei valori di trasparenza e innovazione. «Scegliete se fare un salto nel buio con il Movimento 5 stelle o un suicidio assistito con i vecchi partiti». A seguire sul palco, si avvicendano gli esponenti della lista, chiude l’evento il candidato sindaco David Lucii che ne approfitta per sottolineare: «Forte dei Marmi ha bisogno una nuova politica turistica. Stop al consumo del territorio, recuperiamo le volumetrie esistenti. Investiamo sulle energie rinnovabili e stabiliamo periodi definiti di concessioni demaniali. Ricordiamoci però che Forte dei Marmi per ora rimane ancorata a una casta che anche oggi, è qui tra noi».
Francesca GiannacciniIl Tirreno
Pagina 15 - Viareggio Elezioni, Grillo conquista Forte: partecipate con noi Piazza piena ed applausi per il Movimento Cinque stelle Che candida David Lucii con una squadra di giovani il pdl di popper Incontro con Giorgia Meloni
Appuntamento con il Pdl alle 11.30 a Forte, nella frazione di Vittoria Apuana, presso il bar Posidonia, dove sarà presente Giorgia Meloni a sostegno della coalizione "Centrodestra unito per Popper sindaco". L’ex ministro della gioventù nel Governo Berlusconi, terrà una breve conferenza con la stampa ed i sostenitori della lista che vorranno partecipare all’iniziativa. Saranno presenti il candidato, avvocato James Popper ed i candidati del PdL. di Donatella Francesconi wFORTE «Bisogna rifare il mondo...non l a politica...». Va dritto al bersagli più alto Beppe Grillo, che all’ombra del Fortino riempie la piazza in un pomeriggio sonnacchioso, di quelli “esco-non esco”. Ma Forte ha scelto di non mancare l’appuntamento. E ha accolto Grillo ed il suo Movimento “Cinque stelle” (candidato a sindaco David Lucii) con applausi a scena aperta. Rifare il mondo, «perché bisogna cominciare a pensare cosa produrre, quanto, cosa è una banca...». Che c’azzecca con la campagna elettorale di un comune come Forte è presto detto: «Non c’è più un’idea che non abbia dentro il cemento». Dentro il mattone e fuori i cittadini. Ai quali il Movimento di Beppe Grillo fa una sola promessa: «Entrare in Municipio con i nostri eletti significa fare entrare tutti nei luoghi dove si fanno gli affari. E mettere dentro progetti, novità...». Le parole chiave sono quelle di sempre: zero cemento acqua pubblica, energie rinnovabili, raccolta differenziata per arrivare all’obiettivo “rifiuti zero”, accesso alla Rete libero per tutti. Rete lungo la quale far viaggiare il messaggio, i contenuti del Movimento, ma anche tutto quanto i “grillini” di tutta Italia vanno girando armati di telefonini e videocamere. Con il rischio dell’autoreferenzialità. Perché quando la realtà si presenta dura e cruda nell’agguerrita figura di Luciana Beretti, che nel disastro ferroviario del 29 giugno 2009 ha perso il figlio Federico e la sua giovane moglie, Elena, non basta raccomandare «fate un video e mettiamo sul sito» per aver contribuito a che un massacro del genere non accada mai più. Un momento inteso e drammatico, il faccia a faccia tra Beppe Grillo e la signora Beretti, residente a Ripa. La quale ha ricordato come i familiari delle vittime della strage di Viareggio «da un anno e mezzo chiedano di essere ricevuti invano dal presidente della Repubblica». Politica e antipolitica: il dibattito nazionale tocca anche le elezioni locali, là dove si presentano i “grillini” o magari le liste civiche. «Questa è gente che ti ruba la vita...devono andare via». grida Grillo dal palco. Il riferimento è ai partiti: «Pd e Pdl sanno che sono morti. Stanno precipitando nei sondaggi...Già adesso, con tutti contro, siamo la terza forza politica del Paese... Se fanno lo sbarramento al dieci pere cento rischiano di non entrare loro nel Parlamento... ». La conclusione è una sola, davanti alla scheda elettorale: «Salto nel buio con noi o suicidio assistito...». A strappare gli applausi più convinti è il “repertorio” di Beppe Grillo, meno politico e più teatrale. I soprannomi affibbiati ai personaggi della politica e dell’economia nazionale sono di quelli che lasciano il segno. Perché Mario Monti diventa “Rigor Monti” («Un ragioniere che ci sta svendendo») e Sergio Marchionne, ad della Fiat, si trasforma nel signor “Minchionne”, uno con lo stipendio «di mille volte superiore a quello di un suo operaio» anche nelle traversie della azienda automobilistica.
La Nazione Edizione di VIAREGGIO
(lun, 16 apr 2012) Silvia Mastrantonio
ROMA
«SE c’è qualcuno che pensa di stare al riparo dall’antipolitica si sbaglia alla grande. Se non la contrastiamo spazza via tutti». È l’immagine evocata ieri dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Un’immagine che torna nei giorni in cui la Lega giura sul «patto delle scope»; Franceschini riflette sulla crisi della politica e i sondaggi danno in calo i partiti maggiori a favore del movimento di Beppe Grillo. Preoccupazione tangibile, a sinistra, incarnata anche dalle espressioni del leader del Sel, e governatore pugliese, Nichi Vendola, secondo il quale la figura dell’ex comico ora blogger del dissenso, è «pericolosa». E nel suo blog, Grillo incalza: «I partiti stanno svanendo nell’aria. Ci vediamo in Parlamento. Fuori o dentro». Ieri sera, da Carrara, ha rincarato la dose: «Siamo noi la terza forza politica del Paese, ora mandateli tutti a casa».
IN QUESTO quadro di ansia generalizzata Osvaldo Napoli, Pdl, accusa Bersani e i suoi di soffrire, ben più di altri, per le divisioni interne: una situazione grave che incide sui lavori per la riforma della legge elettorale che restano al palo. A Napoli risponde Giorgio Merlo del Pd per il quale il problema non è la riforma della legge elettorale — «sulla bozza Violante c’è una larghissima condivisione interna al partito» — ma una quota minoritaria che spera nella sopravvivenza del «porcellum» pur condannandolo. Merlo li chiama «i professionisti del nuovismo». Un invito a tagliare di netto con le polemiche giunge da Ignazio La Russa e Gaetano Quagliarello, mentre Pier Ferdinando Casini torna a ripetere che «non si può essere partito di lotta e di governo insieme». Resta la preoccupazione per «i molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo», come ha detto Bersani. Il segretario Pd ha escluso le elezioni anticipate a ottobre, che sarebbero destabilizzanti, confermando l’appoggio al governo Monti seppure con molti distinguo soprattutto in materia di lavoro. Inoltre Bersani ha insistito sul non voler rinunciare ai soldi del finanziamento pubblico ai partiti, per il momento posticipati. Il suo è un «no» a tutto tondo «alla politica che si finanzia andando a chiedere soldi ai banchieri». Per il futuro Bersani pensa a «un patto di legislatura» con le forze di centrosinistra ma guardando anche a quelle centriste. Il Pd, annuncia il segretario, punta alla crescita del Paese e per questo motivo Bersani porrà la questione domani al vertice Abc con Monti.
I FRONTI aperti sono molti: dal finanziamento ai partiti alla riforma elettorale fino a quella della giustizia sulla quale il Fli, con Italo Bocchino, storce il naso. Ma anche in casa di Futuro e libertà non mancano le spaccature: c’è chi sollecita pubblicamente Fini a scendere in campo. Il presidente della Camera, però, sarebbe di diverso avviso. Così come non avrebbe condiviso la «fuga in avanti» sul finanziamento: Fli ha anticipato che rinuncerà alla metà dei fondi. L’Idv, da parte sua, ha annunciato che il denaro arrivato al partito sarà restituito al ministero del Lavoro.
MARTEDÌ, 17 APRILE 2012
Pagina 15 - Viareggio «Rimuovete quelle centraline-panchine» La richiesta del comitato Marco Polo a sostegno di quello che si è chiamato Regina Margherita
VIAREGGIO «La presenza delle cabine Enel mascherate da panchine o piattaforme varie, comparse alla fine del carnevale, rivela, forse, la fantasia dell'amministrazione comunale». Interviene così Marcello Ricci, di quel comitato Marco Polo al quale Arpat ha risposto dopo l’esposto che u cittadini hanno presentato. «Ritengo - scrive Ricci - che quelle installazioni potrebbero costituire un rischio per la popolazione esposta e constato il silenzio delle autorità comunali preposte alla tutela della salute dei cittadini. I valori limite stabiliti dalla legge sono considerati dal contesto scientifico indipendente ormai obsoleti (risalgono agli anni '80) e sono enormemente superiori a quelli oggi previsti dalla scienza indipendente attuale». Occorrerebbe - continua Ricci - «un monitoraggio per verificare le variazioni dei livelli di intensità di campo elettromagnetico durante la giornata ed i periodi di maggiore utilizzo. Una prima rilevazione fatta giorni fa, di mattina, ha fornito dei valori che io ritengo non espressivi della reale potenzialità del congegno (che, a mio avviso, potrebbe spesso originare valori anche molto superiori a seconda dell'utilizzo). Ciò nonostante, la relazione evidenzia dei valori rilevati che sono anche ben superiori a quelli di cautela previsti dalla scienza indipendente (0,2 Microtesla), e "superiori a valori comunemente presenti in ambiente urbano o all'interno di residenze, nei luoghi in cui normalmente si permane". Come pure evidenzia "l'inopportunità di una esposizione inconsapevole e indebita"; il che vuol dire che il congegno dovrebbe essere corredato da un cartello indicante i rischi (come prevede la normativa) ed essere inaccessibile al pubblico». Si chiede - conclude Ricci - «che le cabine già installate siano dislocate in sito lontano dalla presenza antropica e che non siano installate le altre previste che riteniamo non necessarie in un'area non industriale con consumi non industriali. Si ricorda che importanti sentenze stabiliscono che il rischio è espressione della conoscenza scientifica aggiornata e non dei limiti di legge. Altresì, si informa che, nel caso in cui le cabine non sino rimosse, altri passi seguiranno a difesa della popolazione tra i quali vari esposti motivati».
Pagina 20 - Viareggio LA DENUNCIA DI PLI Amianto sulle case «È una vera emergenza»
CAMAIORE A rischio la salute dei cittadini a causa dell’amianto. La denuncia arriva dalla candidata al consiglio comunale per il Pli, LUisella Audero. «In via del Secco - afferma - c’è un’abitazione adiacente a un forno, che ha ancora amianto sul tetto. In via Maddalena si toglie l’amianto senza alcuna protezione, anzi con una sega circolare e così via, in via degli Oleandri ci sono due abitazioni e un edificio diroccato che hanno amianto a copertura. Ma la sicurezza dei lavoratori chi la deve tutelare? E quella degli ignari cittadini? L'Asl? Il Comune? I sindacati?». Una presa di posizione forte, quella di Audero, che invita a non gridare allo scandalo solo quando «cade un operaio e muore». Perché la sicurezza - suggerisce la candidata - sul lavoro deve tenere conto anche di altre cose. «Qualcuno dovrebbe tutelarle lavoratori e noi della assoluta e cieca incompetenza e superficialità dei datori di lavoro. E i sindacati forse hanno altro da fare, in ufficio, che vigilare sulla salute dei lavoratori. Di tutti i lavoratori, nella fattispecie del settore edile. Io non voglio morire di amianto e non voglio che nessuno più muoia di amianto. È necessario diminuire il costo di smaltimento e vigilare sulla salute di tutti. Sono veramente indignata prima di tutto come cittadina, poi come giornalista e infine come candidata al consiglio comunale per il Pli. Quanti edifici a Lido di Camaiore, costruiti negli anni ’70, hanno i cassoni dell'acqua in eternit in soffitta? Ancora decine, forse centinaia. Bonificare da una parte, e risparmiare dall’altra è un grosso sostegno all’ambiente, un sostegno non più rimandabile anche perché Camaiore è un comune a forte vocazione turistica».
Pagina 21 - Viareggio LETTERA DI LOMBARDI AI CITTADINI NON SARÒ IL SINDACO DELLE TASSE LA “DIFESA”. Nonostante il forte deficit non ho aumentato Tarsu, suolo pubblico né addizionale Irpef
di DOMENICO LOMBARDI Ho letto con attenzione l’intervento sulla stampa delle rappresentanti del “Movimento cittadino per la sopravvivenza” che pone dei problemi certamente sentiti in questo momento, partendo però da presupposti non del tutto esatti: se infatti si legge con attenzione quello che ho dichiarato alla stampa locale, io non ho parlato di tasse ed imposte da applicare al massimo, ho semmai detto proprio il contrario, cioè che non voglio essere il Sindaco che tartassa i propri cittadini per conto dello Stato. E ho anche annunciato che non aumenterò la tassa sui rifiuti, né quella sul suolo pubblico e quasi certamente nemmeno l’IRPEF comunale . Ho anticipato già altre volte che le tariffe dei servizi a domanda individuale e di quelli sociali rimarranno sostanzialmente invariate. Ho anche confermato che l’IMU sulla 1^ casa a Pietrasanta sarà applicata con l’aliquota base del 4 per mille. Quindi, se questi cittadini sono giustamente contrari all’IMU, prima di tutto dovrebbero rivolgersi a chi l’ha istituita, che non è certo il Comune di Pietrasanta che si trova comunque obbligato ad applicarla a fronte del taglio completo dei trasferimenti da parte dello Stato. Per fare un esempio concreto, nel 2009 al Comune di Pietrasanta arrivarono 5 milioni di euro di trasferimenti dallo Stato, a fronte dei presumibili zero del 2012. E dunque per mantenere tutti i servizi indispensabili ai cittadini e che solo i Comuni garantiscono in questo periodo di crisi, è necessario trovare nuove risorse. Il governo Berlusconi a suo tempo ha inventato l’IMU per dare ai Comuni la possibilità di nuove entrate, e dato che c’era ha anche deciso di prendersi il 50% di tutte le entrate della tassazione delle seconde case. Detto questo, una volta che sarà chiarito come applicare l’IMU e quale potrà essere il gettito per il Comune derivante dall’applicazione dell’aliquota base, decideremo in un confronto con cittadini, sindacati ed associazioni cosa fare per garantire da una parte l’equilibrio finanziario del Comune e dall’altra per non gravare ulteriormente su lavoratori ed imprese. Avendo ben chiari altri due aspetti. Iil primo è che il Comune in tre anni deve recuperare dieci milioni –scusate se è poco- di euro di residui attivi non più esigibili lasciati dalla amministrazione di centrodestra i cui esponenti si dovrebbero vergognare a parlare. E questo recupero si potrà fare solo vendendo immobili di proprietà comunale. Se non ci fosse stato questo enorme buco potremmo affrontare ben diversamente anche le problematiche delle imposte locali, altro che tormentone, sono dieci milioni che mancano dalle casse comunali e quindi anche dalle tasche dei cittadini! Il secondo è che la mia Amministrazione sta già facendo tutto quello che è possibile fare per ridurre i costi dell’apparato e in generale le spese dell’ente. Dal 2009, ultimo anno del centrodestra, la spesa per il personale è diminuita di ben 640mila euro; quella per consulenze esterne è passata da 400 mila a 160 mila euro e le spese per incarichi nelle partecipate del Comune sono diminuite di oltre il 50%. Su questa strada continueremo, ma già queste semplici cifre dimostrano qual è la differenza tra noi e chi ci ha preceduto. Per concludere, sono disponibile al confronto con cittadini e comitati, ed in particolare con il “Movimento cittadino per la sopravvivenza”, ma questo deve avvenire nella consapevolezza piena della realtà dei fatti, delle responsabilità ed anche delle possibilità di intervento che ha il Comune.
Pagina 21 - Viareggio A SETTEMBRE Il Festival della Salute diviso fra Versiliana e centro storico
PIETRASANTA Una rassegna, suddivisa fra parco della Versiliana e centro storico lunga 6 giorni quella del Festival della Salute, che si svolgerà a partire dal 25 settembre a Pietrasanta, dopo che le precedenti edizioni avevano avuto come location Viareggio. Ieri mattina, in municipio, si è svolto un incontro operativo fra Amministrazione comunale ed associazioni impegnate nella kermesse: confermato che dal 25 al 27 settembre Villa Versiliana, ludoteca e Arena ospiteranno il Festival della Salute junior dedicato ai bambini ed ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado con lezioni dal palcoscenico in cui speciali insegnanti tratteranno i temi che riguardano alimentazione, adolescenza, benessere, sport. Dal 28 al 30 settembre, invece, il Festival si sposterà nel centro storico qui verrà allestita la cittadella della salute fra piazza Duomo, piazza Statuto e campetti della Rocca. In proposta test gratuiti, massaggi, attività sportive, convegni scientifici e incontri divulgativi. E le associazioni potranno svolgere le proprie attività, offrendo al pubblico consigli e consulenze, mettendo a disposizione il proprio materiale e la propria esperienza. Servizio civile al parco di migliarino E’ possibile effettuare il servizio civile presso il Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli. La domanda deve essere presentata all’Ente Parco entro il 27 aprile 2012. Il progetto dell’Ente Parco è intitolato:”Il parco naturale elemento di crescita per i giovani”. Diueci i posti disponibili per un servizio che avrà durata dodici mesi. Possono partecipare i giovani in età compresa tra 18 e 30 anni residenti e domiciliati in Toscana per un assegno mensile di 433, 80.
Edizione di VIAREGGIO (mar, 17 apr 2012) Grillo e la carica delle 104 liste «Cavalco l’onda, travolgo tutti»Il comico: i partiti sono polvere, se ne vadano con una lettera di scuseAndrea Cangini
ROMA
QUESTA non è un’intervista. «Beppe oggi non ne dà, deve preparare un comizio», è stata la premessa dello staff. Ed era vero. Raggiunto fortunosamente al telefono, Beppe Grillo si lascia apparentemente convincere, inizia a parlare e non si ferma più. In effetti, è un comizio. Con le domande del cronista che galleggiano come boe su un fiume di parole in piena.
Allora, Grillo, persino Vendola si è unito al coro che l’accusa di qualunquismo. Sorpreso?
«Ma no, ma cosa vuoi sorprenderti: ne fanno una questione personale e non capiscono che c’è un vento che li spazzerà via...».
Spazzerà via tutti tranne lei?
«Io sto surfando l’onda, sto accelerando: movimenti come il nostro ci sono in tutt’Europa. I politici ormai sono polvere, sono vecchi, stanno lì da trent’anni... Devono solo andarsene con una lettera di scuse, magari passando per un tribunale del perdono come quello che c’era in Sudafrica».
Che differenza c’è tra voi e l’Idv di Di Pietro?
«Di Pietro è una brava persona, ma ormai fa parte del sistema e il sistema corrompe tutti. Dopo un po’, dici una cosa, ne pensi un’altra e ne fai una terza...».
Crede che il sistema corrompa tutti tranne voi?
«Noi non siamo ‘noi’: sono cittadini che decidono di farsi istituzioni, fanno i bilanci partecipativi, chiedono dove vanno le tasse... Ora dicono che io non voglio pagarle, ma è falso!».
Se lei dice che l’evasione non è un problema e che tanto il gettito fiscale viene speso male, liscia il pelo agli evasori, no?
«No, ma perché le tasse devo pagarle due volte. Già sono alte, ma se sto male e non posso aspettare un anno e mezzo devo andare dal medico a pagamento, i mezzi pubblici non funzionano... che senso ha? Noi vogliamo la democrazia partecipativa dei cittadini, non di Grillo o dei grillini».
Credete davvero di poter sostituire la classe politica?
«No, ma sono sicuro che con questi qui non si va da nessuna parte. Nella Rete c’è tutto, si discute, ci sono le risposte, si confrontano ingegneri da tutto il mondo...».
In Rete c’è tutto e il contrario di tutto, occorre scegliere e servono dunque criteri politici...
«E’ vero, c’è tutto. Ma è più difficile sostenere una menzogna. Se lei oggi scrive una cazzata un’ora dopo sulla Rete la sputtanano...».
Grillo, se alle Politiche i sondaggi dovessero essere confermati: cosa farete di tutti quei voti?
«Non lo so, vedremo. Ne parleremo in Rete. Per ora ci lasci godere di questo splendido momento: alle amministrative abbiamo 104 liste fatte da ragazzi meravigliosi... C’è una parte d’Italia che vuole impegnarsi e, cosa incredibile, vuole lavorare».
Non crede che il suo movimento sia più utile alla politica locale che a quella nazionale?
«Può darsi, non lo so. Dobbiamo ancora confrontarci con i grandi temi...».
Cosa avrebbe fatto al posto di Monti per «salvare» l’Italia?
«Avrei attuato le tre proposte del D-Day: via i condannati dal parlamento, non più di due legislature a testa e nuova legge elettorale».
Grillo, stavamo parlando del rischio Grecia...
«Beh, allora toglierei le tasse alle piccole imprese e alzerei i salari».
Con quali soldi?
«Facile: con i miliardi della Tav, dei rimborsi elettorali, dei giornali, delle province, degli F35... Continuo? Anzi no, la lascio: devo andare a prepararmi».
SABATO, 21 APRILE 2012
Edizione di VIAREGGIO (sab, 21 apr 2012) RIFIUTI DUBBI SUL SALVATAGGIO DEI 40 POSTI
«Veolia cambia solo pelle
e rimanda i costi ai Comuni»UN INCENERITORE chiuso perché malfunzionante e un contenzioso contro Veolia dei Comuni versiliesi annunciato e mai attuato. Ma fa discutere anche l’annunciato salvataggio dei 40 posti di lavoro «salvati» negli impianti di falascaia e Pioppogatto. «Non può e non deve essere il prefetto — tuona Monica Sherri, capogruppo in regione per la Federazione della sinistra — a trattare la questione occupazionale. va capito qual è la la portata del problema perché il settore dei rifiuti non è tra quelli che se viene ridotta la produzione, come auspichiamo, può rischiare il fallimento o la delocalizzazione». E le fa eco Mario Navari (Prc-Pdci) della Versilia. «Benvenga il salvataggio dei 40 posti di lavoro per gestire i rifiuti ma l’accordo crea in noi delle perplessità che speriamo possano essere chiarite da Veolia stessa. Multinazionale che fino a pochi giorni fa minacciava una sua fuga dall’ Italia, e quindi anche dal nostro territorio versiliese, adesso si dice pronta a continuare con una nuova faccia, la Gestione Ambientali snc di Veolia Servizi Ambientali Tecnitalia spa. Quest’ ultima ha creato appositamente questa nuova società e vorremmo capire l’esigenza di cambiare “pelle”. Per quali ragioni cioè si mette in campo una sorta di scatola cinese societaria? Pensiamo che visti i danni e le, indagini in corso Veolia dovrebbe essere più umile». Invece, aggiunge: «Veolia chiede che vengano interamente coperti dai Comuni i costi di gestione. Cioè chiede di giocare due partite mentre secondo noi, al di là dei giochini societari, le responsabilità della vecchia gestione devono pesare sul futuro della gestione dei rifiuti che abbiamo in mente per Pioppogatto».
Edizione di VIAREGGIO (sab, 21 apr 2012) Camaiore CAMAIORE «ALTERNATIVA»
«Va subito avviata
la procedura
di inadempienza
per Falascaia & Co.»«LE PREOCCUPAZIONI del sindaco di Massarosa, presidente del Cav, non sono altro che il risultato di una mancata presa di posizione da parte di Consorzio nei confronti del gestore dell’impianto di Falascaia».
Parole della candidata a sindaco della lista civica Alternativa per Camaiore Patrizia Gemignani che chiede che «le forze politiche lascino da parte la campagna elettorale e richiedano un consiglio comunale straordinario per discutere delle problematiche relative alla gestione dei rifiuti» e sottolinea l’importanza che «i Comuni si assumano le proprie responsabilità». «Il sindaco Mungai — spiega Gemignani — vuole chiedere aiuto alla Regione e Provincia per risolvere la questione con un eventuale commissariamento da parte di Regione e Ato Toscana Costa, il che prospetterebbe scenari preoccupanti. Tutto ciò manderebbe in fumo il lavoro dei comitati locali che chiedono da tempo un avvio della procedura per inadempienza contrattuale nei confronti del gestore dell’inceneritore di Falscaia, Veolia, promuovendo inoltre soluzioni alternative che porterebbero anche un aumento dei posti di lavoro a differenza del commissariamento che comporterebbe evidenti tagli alla occupazione. Come lista civica — chiude — auspichiamo che i Comuni adottino immediatamente misure correttive, in primis il subentro nella gestione dei rifiuti delle due aziende presenti sul territorio quali Sea ed Ersu, l’ adesione al piano rifiuti zero ed inoltre dare inizio al progetto di riconversione dell’impianto di Pioppogatto per escludere la riapertura dell’inceneritore di Falascaia»Il Tirreno
Pagina 16 - Viareggio Il Comune non paga In 137 senza stipendio L’allarme lanciato dai lavoratori di Sea Ambiente. Soluzione in extremis Le risorse arriveranno lunedì grazie ad un anticipo della Patrimonio
di Valentina Landucci wVIAREGGIO La comunicazione dei vertici dell’azienda ai dipendenti di Sea Ambiente è stata lapidaria: per il mese di aprile gli stipendi potrebbero non arrivare. Il Comune di Viareggio non paga, i soldi non ci sono, gli stipendi arriveranno, nella migliore delle ipotesi, in ritardo. Un ragionamento che non fa una piega. Peccato che ci siano di mezzo quasi 140 famiglie: 137 per la precisione. Tanti sono i dipendenti di Sea Ambiente che, tramite i propri rappresentanti sindacali, hanno già annunciato un presidio di protesta - lunedì mattina - davanti al municipio. Presidio e assemblea in contemporanea con l’incontro che la direzione di Sea Ambiente avrà con il sindaco Luca Lunardini. La mobilitazione si farà nonostante il fatto che, dopo l’sos dei sindacati sulla mancanza dei soldi per gli stipendi, l’amministrazione comunale abbia tentato di metterci una pezza. Ieri, mentre montava la protesta, proprio Lunardini ha chiesto e ottenuto dalla Viareggio Patrimonio un bonifico da 2 milioni di euro e spiccioli. Soldi derivanti dagli acconti della Tia già incassati dalla Patrimonio che «avrebbero dovuto essere trasferiti al Comune - spiega il sindaco - lunedì mattina, ma ho insistito perché il bonifico fosse anticipato a fronte delle preoccupazioni dei sindacati. Ho disposto che lunedì mattina il ragioniere capo a sua volta trasferisca queste risorse a Sea Ambienta perché sia possibile pagare nei termini previsti gli stipendi». Per il sindaco una promessa. «Vedremo se il Comune sarà in grado di mantenerla - afferma Michele Massari della Funzione Pubblica Cgil - in ogni caso ci chiediamo cosa succederà il mese prossimo. Aprile si risolve con questo anticipo. Ma maggio? La situazione debitoria del Comune di Viareggio nei confronti di Sea è allucinante: parliamo di 17 milioni di euro. Da quanto appreso i soldi per gli stipendi sono venuti a mancare perché il Comune non ha pagato le ultime due rate». Un aspetto, questo, sul quale Lunardini non si sbilancia. «Non sono al corrente di mancati pagamenti di fatturazioni - afferma - anche se non escludo ci possano essere stati pagamenti incompleti. Credo tuttavia si possa parlare di un disguido burocratico che abbiamo rapidamente risolto. I 17 milioni di debiti non c’entrano con quanto accaduto». A scanso di equivoci lunedì ci sarà l’assemblea e intanto Fp Cgil, Uil Trasporti, Fit Cisl e Fiadel hanno scritto al Prefetto per la convocazione di un tentativo di conciliazione «a seguito della comunicazione dell’azienda - si legge nella missiva - di essere nell’ impossibilità di far fronte al pagamento degli stipendi in quanto, secondo quanto riferitoci dalla direzione, il Comune di Viareggio, non avrebbe pagato le ultime rate in fatturazione». Le reazioni. In un clima politico tutt’altro che sereno, dopo il dibattito di alcune sere fa sulla sfiducia a Lunardini, la vicenda Sea è l’ennesima tegola sulla testa della maggioranza. «Quanto accaduto è gravissiomo - tuona Antonio Battistini (Pd) - ed è la conseguenza di una gestione della cosa pubblica incapace di fare scelte di bilancio per la città. La mancanza di liquidità del Comune è ormai cronica. Come ha usato fino ad oggi questa amministrazione i soldi della Tia pagati dai cittadini? E dove prenderà adesso le risorse necessarie per gli stipendi e per saldare il debito con Sea? E meno male che si tratta di una società partecipata altrimenti anche in questo caso sarebbero scattati i pignoramenti. Farò richiesta alla ragioneria dell’elenco, purtroppo lunghissimo, delle società e delle cooperative che vantano crediti nei confronti del Comune. Ci sono tante, troppe realtà che aspettano ancora soldi da questa amministrazione». «Il problema - afferma il consigliere Milziade Caprili - è capire se saremo costretti a chiudere per debiti: già oggi rappresenta una grande difficoltà, per dirne una, fare il gasolio per gli scuolabus». E adesso c’è anche il problema degli stipendi per i lavoratori di Sea Ambiente. «Che cosa si potrebbe fare? Dovremmo per forza continuare a gingillarci sulle intenzioni di voto passate, presenti e future dei trasvolatori della politica e degli arrampicatori sugli specchi?».
Pagina 16 - Viareggio «Senza un accordo con i Comuni chiuderà Pioppogatto» gli scenari
«Se i Comuni non troveranno un accordo tra qualche settimana gli impainti si fermeranno perché il gestore non ha più intenzione di sborsare un centesimo». L’allarme sul funzionamento degli impianti per il trattamento dei rifiuti in Versilia arriva da Michele Massari della Funzione Pubblica Cgil. La decisione di Tev-Veolia di affidare a una nuova azienda, la Gestioni Ambientali snc, offre la possibilità ai Comuni di uscire dall’impasse dei contenziosi con l’azienda. Ma se non arriveranno risorse a copertura dei servizi «la società smetterà di pagare i fornitori - spiega Massari - e questo si tradurrà in poco tempo nello stop agli impianti. Per questo sollecitiamo i Comuni a trovare una soluzione in tempi rapidi». Lo scenario è infatti devastante: con gli impianti chiusi non ci sarà più un posto dove portare la spazzatura. Una prospettiva tutt’altro che rosea per un territorio che vive di turismo e che affronta ora un difficile avvio di stagione. Quello di cui certamente non si sente la mancanza sono i cumuli di rifiuti accanto ai cassonetti perché ne Ersu né Sea sanno più dove portarli.
Pagina 17 - Viareggio Nasce un comitato contro Gaia Martinelli: le richieste di arretrati? Un furto. Questo cda deve andarsene rodolfo martinelli Intanto faremo una raccolta di firme e chiederemo un’assemblea. Tucci deve spiegarci che cosa vuole fare
VIAREGGIO «Questi qua devono andare tutti a casa. Quello che stanno facendo è un furto. In questi giorni mi hanno chiamato tante persone, tra cui alcuni pensionati che si vedono arrivare a casa richieste di pagamento superiori a quello che guadagnano al mese. Non ce la fanno a pagare. Ma siccome la minaccia che viene fatta loro è quella di staccare l’acqua sono disperati». Rodolfo Martinelli, balneare viareggino e tra i destinatari degli accertamenti di Gaia sui consumi dell’acqua relativi agli ultimi anni, è un fiume in piena. «Mi stanno chiamando da tutta la Versilia ma anche da Lucca -tuona - a questo punto siamo intenzionati a far nascere un comitato. Si chiamerà CcaDop, Comitato cittadini autonomo da ogni politica. E in primo luogo chiederemo un’assemblea pubblica durante la quale il presidente di Gaia, Ermindo Tucci, dovrà spiegarci cosa succede. Perché alcune cose sono certe: non è vero che quando gli addetti passano a leggere il contatore dell’acqua e non riescono a raggiungerlo lasciano un avviso. E non è vero che gli accertamenti con le richieste di pagamento stanno arrivando solo a chi ha il contatore inaccessibile». Anzitutto verrà avviata, annuncia Martinelli, una raccolta firme. «Se non sarà il sindaco di Viareggio a chiedere un’assemblea - continua - la chiederemo noi. A fronte di quello che sta accadendo il consiglio di amministrazione di Gaia deve andarsene. Chi sono queste persone? Cosa ci stanno a fare? Hanno le competenze per stare lì? E quanto guadagnano? Ce lo venga a spiegare Tucci e ci dica anche quali sono le politiche di Gaia perché quello che sta succedendo è ingiusto e truffaldino. Adesso basta!». (v.l.)La Nazione
Edizione di VIAREGGIO (sab, 21 apr 2012) L’INIZIATIVA NE E’ PROMOTORE FOFFO MARTINELLINascerà un comitato anti Cda di Gaia
«Convocheremo un’assemblea pubblica»FOFFO Martinelli diventerà il capofila di un comitato di cittadini che si pone l’obiettivo di eliminare i cda degli enti pubblici a iniziare da Gaia. «Si chiamerà Ccadop, comitato cittadino che si astiene da ogni politico. Lo dico fin da adesso. Non voglio candidarmi con nessuno né farò una lista civica. Voglio solo portare avanti una battaglia di civiltà. Ho già ricevuto diverse telefonate di persone che la pensano come me». A Foffo, proprietario di bagno, era arrivata una maxi bolletta di Gaia da oltre 3.000 euro col conteggio di arretrati relativi al 2009.
Edizione di VIAREGGIO (sab, 21 apr 2012) I VIRTUOSI IL CONSORZIO RIDUCE I COSTINessun aumento per la tassa di Bonifica
Solo il recupero dell’Istat ridotto all’1%«PAGARE tutti per pagare meno e procedere con una attenta gestione sono i principi con cui da anni cerchiamo di operare». La filosofia del Commissario del Consorzio Fortunato Angelini ottiene i suoi effetti sperati. Infatti non ci sarà nessun aumento sul contributo di bonifica, ma solo il normale recupero Istat (per adeguare il contributo al costo dell’inflazione). E anche questo recupero sarà contenuto. Infatti il Consorzio ha deciso di abbassare la percentuale all’1% invece del normale 3. Una goccia nel mare, ma intanto...
Pagina 35 - Viareggio Pronta la rete wi-fi più lunga d’Italia È quella che i balneari hanno realizzato lungo la costa tra Cinquale e Marina di Pietrasanta
di Chiara Buratti wFORTE DEI MARMI È pronto il nuovo sistema di rete gratuita di accesso ad Internet (Wi-Fi) che da quest’anno permetterà a bagnanti, cittadini e visitatori, di connettersi in rete anche sul mare. Coprirà tutto il tratto di spiaggia che va da Forte dei Marmi, al confine con il Cinquale, a Marina di Pietrasanta. Uno spazio così ampio da ottenere il titolo di fascia costiera con copertura Wi-Fi più lunga d’Italia. Del servizio, voluto dai titolari degli stabilimenti balneari di Forte (tramite l’Unione proprietari bagni), se ne occuperà la Apuacom, azienda già radicata nel territorio da anni ed attenta all’impatto visivo delle apparecchiature sull'ambiente. «Il progetto - spiega il consigliere Luigi Bianchi - prevede l’installazione di reti di accesso sui tetti dei bagni. Le reti saranno installate secondo una disposizione cosiddetta “a pettine”, che permetterà di coprire ben 4 chilometri di spiaggia usufruendo di 25 antenne soltanto». Ma c'è un'altra importante novità. L’utente, per accedere alla rete, non avrà bisogno di interloquire con il gestore del bagno. Infatti, nel momento in cui vorrà effettuare l’accesso, la rete gli chiederà il proprio numero di cellulare ed in un solo minuto questo riceverà un sms con la password (necessaria per entrare nel web). Nel caso in cui non ricevesse il messaggio, verrà contattato direttamente da un operatore che risolverà il problema in poco tempo. Un’iniziativa davvero interessante ed utile, dato che il servizio Wi-Fi resterà attivo durante tutto l’anno. Ma un limite al progetto c'è: potranno accedervi, infatti, soltanto i cittadini europei. Per gli extracomunitari Apuacom sta già pensando ad un’alternativa, ma per ora niente di concreto. «Il nuovo servizio, inoltre, - chiarisce Arnaldo Federigi, Presidente della società Multiservizi, che gestisce la rete Wi-Fi sul territorio da già tre anni - sarà integrato con l’accesso gratuito già presente sul territorio. In questo modo si risolveranno diversi problemi tecnici che interessano attualmente alcune delle nostre zone. Grazie ad apparati di ultraccelerazione situati sul Monte Folgorito sarà possibile garantire un servizio efficiente in tutta la zona». L’azienda proprio nei giorni scorsi ha assegnato la gara di appalto per il potenziamento della rete Wi-Fi e hiperlan. L’operazione prevede l’installazione di una nuova apparecchiatura per la ricezione hiperlan e la sostituzione verrà eseguita da tecnici a totale carico della Multiservizi. Poiché la nuova apparecchiatura per la ricezione gratuita di internet avrà un costo inferiore alla precedente, l’Azienda provvederà al rimborso della differenza agli utenti, già in possesso dell'antenna. «Anche Lido di Camaiore e Viareggio stanno valutando l’iniziativa - conclude Federigi - e chissà che magari in futuro tutta la costa versilese possa essere connessa in rete». La Nazione
Edizione di VIAREGGIO (sab, 21 apr 2012) Cristina Lorenzi
CARRARA
APPENA finito il tempo dell’accoppiamento, una miriade di meduse blu si è riversata sulla spiaggia di Marina di Carrara. Dopo i delfini arenati sulla costa di Viareggio e la balena spiaggiata il mese scorso proprio nei pressi della Fossa Maestra, il litorale apuano è stato invaso, questa volta, da un tappeto di piccole meduse, del tipo chiamato «Velella velella», comunemente denominate Barchetta di San Pietro per la specifica forma concava. Quelle blu per intendersi.
Così la spiaggia della città dei marmi per un’intera giornata è stata ricoperta da una distesa di meduse blu che hanno letteralmente cambiato l’aspetto del paesaggio.
Il motivo lo spiega il responsabile del servizio veterinario dell’Asl Armando Tognoni: « E’ un fenomeno fisiologico: questo è il periodo in cui le meduse si riproducono. Tuttavia le forti mareggiate dei giorni scorsi hanno portato a riva quelle appena nate che non hanno avuto la forza di resistere alle correnti come comunemente avviene. Così si spiega la moria che si è verificata sulla nostra spiaggia, che non è inusuale a primavera».
UN FENOMENO durato poche ore dal momento che le meduse al contatto con l’aria si disidratano e quindi si sciolgono. In questo caso le forti piogge hanno contribuito al resto. Nessun danno per la spiaggia o l’eco sistema, né per le persone dal momento che la Velella non è urticante. Il fenomeno ha tuttavia destato allarme e sorpresa nella città dei marmi dove alla prima pausa dalla pioggia torrenziale i carrarini si sono riversati sulla spiaggia per fotografare lo strano tappeto che ha tinto di blu l’intero litorale. Fra i dati confortanti il fatto che questo tipo di meduse predilige le acque pulite: il che fa ben sperare per la prossima stagione estiva.