Girolamo De Michele:
In lotta contro la cartolarizzazione del futuro

In lotta contro la cartolarizzazione del
futuro
Girolamo
De Michele
Da dove partire per disegnare il
campo dei problemi aperti dal nuovo anno
scolastico? Forse da una vicenda apparentemente
locale: lo scambio di messaggi tra una lobby di
presidi toscani, i cosiddetti “diciotto”, e i
collettivi di cinque scuole superiori di
Pontedera. Ai presidi che si ritengono in
diritto di fare la morale agli studenti – «gli
studenti devono essere consapevoli che se la
politica è cosa seria e importante, devono
risultare serie e credibili le forme della
loro protesta. Dobbiamo dire in tutta
sincerità che non possono risultare tali le
occupazioni che si sono ripetute negli ultimi
anni», i collettivi rispondono alzando il
tiro: «Voi dove eravate quando a poco a poco
la scuola, e con essa il futuro di un intero
paese, veniva scippata, derubata, quando a
poco a poco tagliavano i bilanci, le ore, i
professori, i banchi, la carta, le iniziative?
Voi dove eravate mentre a poco a poco
aumentavano le spese militari, le spese per la
politica, le spese per le scuole private, per
i privilegi, per le caste? Voi dove eravate
quando si precarizzava il lavoro nel nome del
libero mercato e della concorrenza, quando i
vostri diplomati non sapevano dove sbattere la
testa per trovare un lavoro? Voi dove eravate
quando la cultura, che noi difendiamo era
calpestata, derisa, ridicolizzata da grandi
fratelli e idiozie televisive, quando
l’informazione si faceva sempre di più
disinformazione di regime? Forse dietro
scrivanie ad applicare circolari
contraddittorie e inapplicabili, contrarie al
buon senso, contrarie a chi vuol difendere il
diritto di una scuola pubblica di tutti e per
tutti. Forse a dire che la legge è legge, che
va applicata! Probabilmente dissero così anche
i Presidi quando nel 1938 furono emanate le
leggi razziali, forse dissero così,
sicuramente dissero così».
Nella risposta dei collettivi sono ben chiari
due punti fermi: la doppia natura
dell’istituzione scolastica, al tempo stesso
strumento di trasmissione del sapere dominante e
di critica del sapere; e la visione generale
all’interno della quale può essere colta la
specificità “locale” della scuola.
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