"PROSPETTIVE E BILANCI DELL'ALTERNATIVA"

0 views
Skip to first unread message

emiliano alessandroni

unread,
Jun 14, 2011, 11:37:50 AM6/14/11
to retedocentiprecarimarche, comitato-difesa-istruzione-pubblica-urbino, associazione
Carissimi,
vi invito, per chi ne fosse interessato, a partecipare all'iniziativa politico-culturale che riporto qui sotto (e di cui potete trovare la locandina in allegato) il giorno VENERDÌ 17 GIUGNO presso la SALA SERPIERI del Collegio Raffaello di Urbino alle ore 21.00.
Un caro saluto a tutti,

Emiliano Alessandroni



"PROSPETTIVE E BILANCI DELL'ALTERNATIVA"


Presentazione pubblica del libro di
OLIVIERO DILIBERTO - VLADIMIRO GIACCHÈ- FAUSTO SORINI: "Ricostruire il partito comunista. Appunti per una discussione", Edizioni Simple 2011.

INTERVENGONO:

- Emiliano ALESSANDRONI: Dottorando in Studi Interculturali Europei - Università di Urbino

- Gualtiero DE SANTI: Professore Ordinario di Letterature Comparate – Università di Urbino

- Domenico LOSURDO: Filosofo. Presidente nazionale Associazione “Marx XI”


INDICE DEL VOLUME


INTRODUZIONE

CAPITOLO PRIMO

Capitalismo e socialismo nel XXI secolo

1. Le basi oggettive della necessità del socialismo 31
2. La crisi profonda dei paesi a capitalismo maturo 32
3. Solo il socialismo è la risposta compiuta alla crisi 33
4. Ricostruire il soggetto rivoluzionario 33

Bilancio storico del socialismo sovietico

5. Per un approccio critico, ma non liquidatorio 34
6. Un’alba di liberazione per l’intera umanità 35
7. La conquista del potere politico 36
per la transizione socialista
8. Il peso dell’arretratezza russa 38
e della sconfitta delle rivoluzioni in Occidente
9. Il modello economico sovietico 39
10. Il Partito comunista dell’Urss 41
11. Contraddizioni e differenze nella società di transizione 42
12. Il Pcus e la dialettica interna al Partito e alla società 43
13. Scansioni nella storia sovietica 44
14. Il modello sovietico e le democrazie popolari 45
15. La rottura dell’unità del movimento comunista internazionale 46
16. La perestrojka 47
17. Le responsabilità soggettive del crollo 49

Sviluppo delle forze produttive e socialismo

18. Il problema dello sviluppo delle forze produttive, 50
base materiale per l’affermazione del socialismo
19. Lenin e la transizione 51
20. Il modello di sviluppo economico sovietico 54
degli anni Trenta
21. Piano, mercato ed economia mista 55
22. Piano e mercato in Cina dopo il 1978 57
23. Il socialismo di fronte alla sfida del capitalismo sviluppato 57

La transizione al socialismo come processo mondiale

24. Il rapporto piano-mercato nella riflessione 59
dei partiti comunisti oggi
25. Errata valutazione sul crollo del capitalismo 60
26. Una lunga e complessa fase di acuti 61
conflitti sociali e politici
27. Chi guiderà le relazioni mondiali? 62
28. Il nesso nazionale/internazionale 63
29. Sovranità nazionale e integrazione sovranazionale 64
30. Il ruolo delle grandi unità regionali autonome 65
dalla Triade imperialistica
31. Ruolo e potenzialità della Repubblica Popolare Cinese 68
32. Le priorità politico-programmatiche 69


CAPITOLO SECONDO

UN NUOVO QUADRO MONDIALE IN RAPIDA EVOLUZIONE

La crisi economica

33. Fine di un lungo ciclo di accumulazione 71
Anni Settanta e Ottanta: dalla crisi del capitalismo
al collasso del socialismo sovietico
34. Cresce a dismisura la finanziarizzazione 72
dell’economia capitalistica
35. Ricorrenti crisi finanziarie dopo il 1971 72
36. Il dollaro, sganciato dall’oro, resta al centro 73
del sistema monetario internazionale
37. La crisi scaricata sui paesi del Terzo Mondo 74
38. Crolla l’economia del sistema sovietico 75

Dagli anni Novanta al 2007: il trionfo della bubble economy

39. Nascita dell’euro 75
40. Crisi finanziarie ricorrenti negli anni Novanta 76
41. Gli Stati Uniti continuano a consumare 77
sempre più di quello che producono
42. Una crisi da sovrapproduzione 78

La terza Grande Crisi del capitalismo

43. L’eccesso di credito e di finanza 79
è solo il sintomo della malattia, non la causa
44. Credito e finanza cercano di contenere la caduta 80
del saggio di profitto
45. Nella crisi confluiscono due diversi processi 82

Gli scenari possibili dopo la fine della bubble époque

46. Una rottura epocale 83
47. Crescita minima, alta disoccupazione, 84
eccesso di capacità produttiva
48. Crescita della economie emergenti 84
49. Drastica accentuazione degli squilibri economici, 84
politici, valutari
50. L’epicentro della crisi è collocato 89
nel Paese più armato del mondo

Il quadro politico globale

51. Competizione globale per l’egemonia 90
52. Perché rinasce la spinta alla guerra 90
53. Verso nuovi equilibri mondiali e continentali 91
54. Nuovo imperialismo e solidarietà atlantica 93
55. Si impongono nuovi poteri nazionali progressivi 94
e forme negoziate di mondializzazione
56. Il punto di partenza è sempre nazionale 95
57. Nuove alleanze e convergenze tra paesi 96
non allineati all’ordine mondiale imperialista
58. Il pericolo di una reazione razzista 97
e xenofoba nei paesi capitalistici dominanti


CAPITOLO TERZO

La strategia della “Grande NATO” Sessant’anni dopo

59. Il principale strumento di dominazione politico-militare 99
60. La terza fase 100
61. Il controllo delle linee di rifornimento energetiche 100
62. La mutazione genetica 101
63. Obama riesuma lo scudo 103

Guerra nei Balcani ed espansione a Est

64. Un nuovo concetto di sicurezza 105
65. La modifica dell’art. 5: guerre 106
anche fuori dai confini dell’Alleanza
66. L’espansione ad Est 107

Strategia aggressiva in ogni angolo del pianeta

67. Rilancio dell’opzione nucleare 107
68. Forza di risposta e di pronto intervento 109
69. La Nato in Afghanistan 110
70. Dietro l’attacco georgiano all’Ossezia del sud 111
71. Sostegno a Israele 112
72. Intervento nell’Oceano Indiano 114

Il coinvolgimento dell’Italia

73. Italia e «nuovo modello di difesa» 115
74. Sigonella 117

Crisi economica e riarmo

75. Una crescente spesa militare 118
76. Economia e “sicurezza” 119


CAPITOLO QUARTO

L’Europa La costruzione europea prima del 1989

77. Sotto l’ala degli Usa 121
78. Il Pci e la critica della costruzione europea 122
79. Anni Settanta. Cee e Usa tra autonomia e rivalità 123
80. Il compromesso socialdemocratico 125
e la svolta europeista del Pci

Dopo il 1989: nulla è come prima

81. La svolta prodotta dalla fine dell’Urss 128
82. Il ruolo politico delle multinazionali 128
nella costruzione europea
83. Le divisioni interne alla borghesia europea 132
84. Multinazionali europeiste e piccola impresa “nazionalista” 132
85. Stati europeisti e antieuropeisti 133
86. Il rapporto tra borghesia europeista e popolo 135
87. Crisi del compromesso socialdemocratico dopo il 1989 136
88. Progressiva perdita dei diritti sociali e civili 137

L’allargamento della Ue, dominio e dipendenze

89. L’annessione dell’Est all’Unione europea 138
90. Il processo di annessione: una terapia lacrime e sangue 139
91. L’adesione alla Nato 141
come passaporto per l’ingresso nellaUe 92. Accelerazione istituzionale dell’integrazione 142
93. Un’area contesa tra Germania e Usa 143
94. Le neoborghesie dei paesi ex socialisti 144
95. La crisi economica nei paesi ex socialisti 145
inglobati nella Ue

Il rapporto Usa-Ue

96. Europa americana o Europa franco-tedesca? 147
97. II nucleo duro della Ue e gli Usa 149
98. Come muta il rapporto Usa-Ue 150
con la presidenza Obama

L’Unione europea nella crisi

99. Asimmetrie crescenti tra le economie dell’euro 152
100. La contraddizione della Ue: unione monetaria 153
senza politica economica integrata
101. I tre “vizi capitali” dell’Unione europea 154
102. Un Trattato contro i lavoratori 157
103. L’attacco al Welfare da Maastricht alla Grande Crisi attuale 158
104. Il futuro incerto dell’Unione europea 163
105. I comunisti e la UE, per un’altra Europa 164


CAPITOLO QUINTO

L'ITALIA

Il capitalismo italiano nella fase della competizione
imperialistica globale

106. Caratteri del capitalismo italiano 169
107. Dopo il 1990: 20 anni di “pensiero unico” 171
e di declino economico
108. Privatizzazioni e fine dell’economia mista 172
109. Fine della grande industria in Italia 175
110. Il nanismo industriale cresce 176
111. L’ingresso nell’euro e la fine delle svalutazioni competitive 177
112. Un gigantesco spostamento di reddito dai salari ai profitti 178
113. Un’evasione fiscale colossale 180
114. L’economia italiana perde terreno, 182
mentre aumentano le rendite
115. La Grande Crisi: i numeri del disastro 182
116. E adesso? La ripresa che non c’è 184
117. Invertire la rotta 186

La questione meridionale oggi

118. Una questione nazionale 188
119. Un modello di sviluppo fondato sulle esportazioni 188
120. Una drastica regressione economico-sociale 189
121. Il fallimento del “piccolo è bello” 189
122. L' “economia dello scantinato” 190
123. Nord-Sud, un rapporto di tipo coloniale 190

La struttura di classe in Italia

124. Per una definizione del concetto di classe 191
125. Il lavoro dipendente 193
126. I lavoratori dell’industria manifatturiera 194
127. “Nano-capitalismo” 197
128. Precarizzazione dei rapporti di lavoro 198
129. I lavoratori immigrati 199
130. Le basi oggettive di una ricomposizione unitaria 199
della classe lavoratrice
131. Il lavoro autonomo 199
132. Un blocco sociale regressivo 200

La questione sindacale

133. Grave arretramento delle condizioni dei lavoratori 201
134. Sindacato, ideologia e politica: in che senso “autonomo”? 202
135. Lotta economica e lotta politica 204
136. Sindacalismo unitario di classe 208

L’Italia politica, dopo il 1989

137. Storia nazionale e storia mondiale 210
138. Lo smantellamento della Costituzione repubblicana 212
139. Tanti modi di attaccare la Costituzione 215
140. Azzeramento dell’antifascismo 216
141. La nuova ideologia costituzionale 216
142. Il maggioritario contraddice la logica della Costituzione 217
143. Le “riforme costituzionali” 218
144. Attacco al sistema elettorale proporzionale 219
145. Bipolarismo e bipartitismo 222
146. Presidenzialismo 225
147. Attacco al ruolo costituzionale dell’intervento pubblico 226
148. Il federalismo 227
149. I partiti politici in Italia dopo il 1989-91 232
150. La Lega 234
151. Il “berlusconismo” 235
152. La collocazione di classe di Forza Italia 238
153. Dal Pds al Partito Democratico 240
154. Fuori dai confini della sinistra 243

Il programma è la Costituzione

155. Alcune priorità generali 246
156. Sapere è potere 250
157. Ripudio della guerra 252


CAPITOLO SESTO

PERCHÈ UN PARTITO COMUNISTA; QUALE PARTITO COMUNISTA

Rifondazione vent’anni dopo

158. Insuccesso del progetto originario
159. Riprendere la riflessione sulla storia del Pci 256

Cenni sulla storia del Pci

160. La via italiana al socialismo 256
161. Sezioni territoriali e cellule nei luoghi di lavoro 257
162. Partito laico o ideologico? 258

Crisi e autodissoluzione del Pci: tenere aperta la riflessione storica

163. La segreteria di Berlinguer 259
164. Compromesso storico e unità nazionale 260
165. Eurocomunismo e socialdemocrazia 261
166. L’ombrello della Nato 261
167. L’esaurimento della spinta propulsiva 262
168. Ripresa di una linea di lotta 263
169. La “questione morale” 264
170. La discussione degli ultimi anni 265
171. La morte di Berlinguer 266

La Bolognina

172. Un metro di ghiaccio non si forma in una sola notte di gelo 267
173. Diverse interpretazioni 267
174. De-ideologizzazione e de-proletarizzazione 268
175. L’influenza del contesto internazionale 269

Nasce Rifondazione: un partito comunista o una federazione eclettica di componenti eterogenee?

176. Rifondazione nasce come esperienza residuale 269
177. Una previsione lungimirante 270
178. Tenere in vita una presenza politica comunista organizzata 272
179. Assenza di un progetto e di una cultura politica condivisi 272
180. Trionfo dell’eclettismo 273
181. Non ripetere gli stessi errori 275

Autonomia comunista e unità della sinistra

182. Tre scenari possibili sulle prospettive della sinistra italiana 276
183. Tenere aperto il processo di ricostruzione 277
del Partito comunista
184. Non è questione di breve periodo 278
185. Il momento per fare i primi passi è ora 278
186. Le alleanze 279
187. La questione del governo 280
188. La tattica elettorale 281
189. Unità d’azione di tutte le forze a sinistra del Pd 283

Perché un partito comunista e non una generica forza
di sinistra anticapitalistica? Quattro riferimenti fondamentali

190. Autonomia comunista volta alla ricostruzione del partito 284
191. Il riferimento al leninismo 285
192. Quattro caratteristiche fondamentali 286
193. Spontaneità e coscienza 287
194. Il partito, le sue finalità, la dimensione storica 288
e internazionale della lotta per il socialismo
e il comunismo
195. Difficoltà del definirsi comunisti oggi, 289
in questa parte del mondo
196. Un contesto internazionale che va verso grandi 290
sconvolgimenti
197. Non è un pranzo di gala 290
198. Quando si dice “centralismo democratico” 291

Quale partito comunista nell’Italia di oggi?

199. Tre ipotesi presenti nella discussione 292
200. Una rifondazione della rifondazione? 293
201. Ricostruire il Pci? 293
202. Prima di tutto ricostruire un’avanguardia 294
203. Un partito di quadri e di militanti con influenza di massa 295
204. Una tattica elettorale di coalizione 295
205. Dentro un processo unitario a sinistra 296
Partito di quadri e di militanti, con una influenza di massa
206. Quattro condizioni essenziali 297

Presupposti teorici e precedenti storici

207. Attualizzazione e innovazione 298
208. Una ricca elaborazione ed esperienza storica 299
209. Presenza organizzata nei luoghi di lavoro 299
210. Sezioni e cellule 300
211. Il deperimento delle cellule allenta i legami 301
col mondo del lavoro

Problemi di oggi

212. Non vi sono modelli astratti 302
213. Radicamento nei luoghi di lavoro e di studio 302
214. La dimensione territoriale 303
215. L’organizzazione degli immigrati 304
216. Mutamento nei metodi e nello stile di lavoro 304

Radicamento sociale e organizzazione

217. Organizzarsi nei luoghi del conflitto sociale 305
218. Peculiarità delle realtà metropolitane 306
219. Come valorizzare veramente il ruolo di direzione 307
delle compagne
220. Nuove forme di comunicazione 307
221. La formazione teorica e culturale 308
222. Come combattere il carrierismo 309

La nostra identità

223. Le Tesi di Lione 310
224. Marxismo e leninismo: un pensiero scientifico 311
anti-dogmatico e in continuo sviluppo
225. Dalla I alla II Internazionale 312
226. Perché è significativa anche oggi la discriminante 313
rispetto a Lenin
227. Il contributo di Gramsci e di Togliatti 314
228. Centralità della questione del potere politico 316
229. Nuove problematiche e sviluppo della teoria 317


CAPITOLO SETTIMO

COMUNISTI E RIVOLUZIONARI IN EUROPA E NEL MONDO: IL NOSTRO INTERNAZIONALISMO.

Contribuire alla ricostruzione del movimento
comunista e rivoluzionario del XXI secolo

230. Il movimento comunista come entità internazionale 319

Dopo il crollo dell’Urss

231. Una crisi che viene da lontano 321
232. Primi tentativi di riorganizzazione 321
233. Gli incontri dei partiti comunisti europei 322
234. La fine dell'Urss non è la fine del movimento comunista 323

Movimento comunista: una nozione superata?

235. Un centinaio di partiti al mondo 324
236. Smentita la tesi del declino irreversibile 325
237. La formazione del Gue 325
238. Perchè si interrompono gli incontri 326
dei partiti comunisti europei
239. Primi incontri annuali su scala mondiale 326
240. Una nuova dinamica si è avviata 328
241. Perchè nasce il Partito della Sinistra Europea 329

Comunisti in Europa

242. Non regge la tesi del declino inesorabile 330
dei partiti comunisti in Europa
243. La nozione generica di “sinistra alternativa” 332

In conclusione 333

Bibliografia 337
170611_urbino.jpg
Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages