Ma siete proprio impazziti : l’Istituto Italiano di Cultura che comunica automaticamente in inglese !
Massacratori dell’identità italiana conosciuta e apprezzata nel mondo intero per l’accesso che dà all’immenso patrimonio culturale che l’Italia possiede, amata per la sua bellezza e la sua armonia.
L’italiano non è un dialettuccio qualsiasi, l’italiano è una grande lingua di cultura di livello mondiale che non può essere sostituito dall’inglese in nessun caso, in particolare dalle autorità e dagli Istituti Italiani di Cultura ! Voi avete la mentalità degli schiavetti degli Anglo-americani che, dalla fine della seconda guerra mondiale, hanno colonizzato l’Italia.
Però, gli Italiani devono fare molta attenzione perché se perdono, infiltrano e sviliscono la loro lingua perdono anche la loro particolare e unica identità. Quello che molti non sanno è che la lingua conferisce la specifica « forma mentis » ad ogni individuo fin da quando si trova ancora nel ventre materno. E’ la lingua con la sua bellezza e la sua armonia che determina la creatività dei popoli del mondo.
Anna Maria Campogrande
De : Istituto
Italiano di Cultura in Belgio Bruxelles
Corsi [mailto:corsi.iic...@esteri.it]
Envoyé : samedi 30 mai 2020
13:47
À : Anna-Maria Campogrande
Objet : Risposta automatica:
Nuovi Vaccini Pericolosissimi Il Pianeta dei Diavoli.e delle scimmie ammalate.
Citati Studi del Pentagono: sotto giuramento del Dr. Fauci davanti al Senato
USA: I vaccini aumentano del 40% le trombo-embolie e i danni da influenze...
Dear sender,
In the light of COVID-19, the Italian Institute of Culture is ensuring continuity for all matters, to the best of its capacity, remotely.
I am therefore currently teleworking and will reply to all your e-mails but, because of the limits of remote tools, my answers will take longer than usual. I hope you understand.
Please do not hesitate to maintain the necessary contacts with me by email or by phone.
Thanks for your patience,
Irene Bottini
Responsabile Corsi
Istituto Italiano di Cultura
Rue de Livourne 38
1000 Bruxelles
Tel. 025332725
--
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Non so se Lei si rende conto dell’illogica, direi quasi del ridicolo, della sua risposta, con il suo metodo gli allievi non impareranno mai l’italiano !
Peraltro, chi le dice che tutti conoscano l’inglese ? O, forse, Lei vuol dire che è in grado di trasmettere un messaggio in maniera chiara a tutti solo in inglese?
Mi permetto di farle notare che l’italiano è una lingua molto più chiara e precisa dell’inglese.
Cordialmente,
Anna Maria Campogrande
De : IIC Bruxelles - Direzione
Corsi [mailto:corsi.iic...@esteri.it]
Envoyé : mercredi 3 juin 2020
11:18
À : 'Athena'
Cc : 'Presidenza della Repubblica';
'Presidente
del Consiglio'
Objet : RE: Risposta
automatica: in INGLESE !
Signora Campogrande,
Ho già risposto lunedì scorso, alle 16:38, a questa sua osservazione con il
seguente messaggio:
Gentilissimi,
Il pubblico al quale si rivolge questo dipartimento inizia un percorso di
apprendimento della lingua italiana. Pertanto, un messaggio automatico, rivolto
indistintamente ad apprendenti di varie provenienze e giunti a livelli diversi
del loro percorso, deve essere in grado di trasmettere il contenuto in maniera
chiara a tutti. Di conseguenza, non padroneggiando ancora gli apprendenti la
nostra lingua ricca di sfumature, ma essendo accomunati dalla conoscenza
dell’inglese per ragioni principalmente professionali (talvolta
personali), la scelta dell’inglese per una comunicazione omologata è
nient’altro che funzionale alla comprensione del messaggio. Vi assicuro,
altresì, che le comunicazioni individuali con i nostri studenti, quando questi
non siano principianti, avvengono in italiano, adattando il registro al livello
linguistico da essi raggiunto.
Cordialmente,
Irene Bottini
Responsabile Corsi
Istituto Italiano di Cultura
Rue de Livourne 38
1000 Bruxelles
Tel. 025332725
![]()
La prego, anzitutto, di volermi scusare per il moltiplicarsi dei messaggi che non sono inviati volontariamente da me ma a causa di un problema sopraggiunto, insieme ad altri, dopo la vistita di un esperto informatico che ha installato Skype sul mio computer. L’ho chiamato più volte ma non sono ancora riuscita a raggiungerlo per chiedergli di venire a rimettere tutto in ordine.
La ringrazio della risposta quanto all’uso dell’inglese ma devo dire che non condivido la scelta linguistica dell’IIC perché si tratta di una scelta condizionata dalla strategia degli Statunitensi che considerano tutti gli altri Paesi del mondo come delle loro colonie e voi vi compiacete a comportarvi da colonizzati. Francamente, non capisco il vostro problema di rispondere a qualsiasi sollecitazione, non già in italiano, ma per mezzo di una lingua qualsiasi che non ha niente a che vedere con la nostra lingua e la nostra cultura solo perché ritenuta « comprensibile dai più ». Voi non siete un privato cittadino né una qualsiasi associazione voi siete l’Istituto Italiano di Cultura. Per rispetto del vostro Paese, dei vostri concittadini, della nostra cultura che non è seconda a nessun’altra al mondo, voi dovete utilizzare prioritariamente l’italiano sempre e con tutti.
Se qualcuno si rivolge all’Istituto Italiano di Cultura va da sé che una certa conoscenza dell’italiano la debba avere e, comunque, questo non è il vostro problema : sta a loro dare spiegazioni e giustificazioni se vogliono comunicare in una lingua diversa dall’italiano perché l’italiano non è un qualsiasi dialettuccio locale, l’italiano è una granse lingua di cultura di livello mondiale e la più amata. Sono gli Italiani, che per compiacere i colonizzatori del mondo, la svalutano, la sacrificano, non le lasciano svolgere pienamente il suo importante ruolo culturale.
Cordialmente,
Anna Maria Campogrande
De : IIC Bruxelles - Direzione
Corsi [mailto:corsi.iic...@esteri.it]
Envoyé : jeudi 4 juin 2020
11:10
À : 'Athena'
Cc : 'Presidenza della Repubblica';
'Presidente
del Consiglio'; 'Allarme Lingua'
Objet : RE: Risposta
automatica: in INGLESE !
Come le dicevo, le comunicazione dirette avvengono in italiano, adattando il registro ad ogni singolo allievo, sia per iscritto che verbalmente. Questa linea d’azione permette loro di sviluppare le loro conoscenze e praticare ciò che hanno appreso.
So che tutti i nostri studenti parlano inglese perché li conosco e dedichiamo loro un’elevata attenzione personale. Inoltre, il messaggio automatico si rivolge anche a qualsivoglia persona esterna che scriva al nostro dipartimento. Riceviamo corrispondenza anche da altri istituti di cultura, da aziende internazionali e varie altre realtà che usano l’inglese come lingua veicolare. Dovendo scegliere un solo idioma, nell’impossibilità di valutare tutte le variabili del caso trattandosi di una risposta automatica, capirà che, oggettivamente, l’inglese è la lingua con la più alta probabilità di essere compresa dalla maggior parte di un pubblico nuovo, che piaccia o no.
La saluto cordialmente,
Gentile Signore,
Anzitutto non so come mai Lei risulti destinatario di questo messaggio poiché io non la conosco e ne sono sorpresa, cercherò di verificare cos’è successo.
Desidero anche dirle che c’è un grande equivoco a proposito dell’inglese che è una lingua che conosco e che amo e che non mi permetterei mai di dire che il linguaggio di William Shakespeare o di Oscar Wilde non sia chiaro e preciso.
Lei ed io parliamo di due cose del tutto diverse e mi dispiace di non essere stata abbastanza previdente per evitare questo tipo di malintesi ma, in genere, le persone con le quali sono in comunicazione appartengono al mio mondo, quello istituzionale, molto diverso dal suo che, se ho capito bene, è quello scientifico, e non hanno problemi a comprendermi nel giusto senso.
Nella mia qualità di funzionaria delle istituzioni europee, mi sono dovuta occupare di Accordi con i Paesi Terzi e di Regolamentazioni di varia natura, in seno a gruppi di lavoro composti da funzionari di diverse nazionalità, in quest’ambito è stato constatato che l’inglese non era la lingua più adatta per redigere il il progetto originale, per qualsiasi tipo di regolamentazione, che poi si sarebbe dovuto tradurre in tutte le altre lingue dell’UE e mettere in vigore in tutti gli Stati Membri , in particolare in quelli il cui sistema giuridico deriva dal diritto romano, perché l’inglese non dispone dei concetti e dei termini di carattere giuridico-istituzionali indispensabili alla redazione di questo tipo di documenti. Purtroppo, in certi casi, si è continuato a farlo creando disagio ed equivoci nella regolamentazione. In Italia questo disagio è risentito da molti giuristi e avvocati di mia conoscenza.
Lei mi invia un messaggio, pieno di incomprensioni e di insulti di carattere culturale personale, poi mi invita a non risponderle. Se non altro, al fine di cercare di chiarire l’aspetto professionale dell’uso delle lingue non ho potuto ubbidire !
Chiarito l’aspetto professionale dell’uso delle lingue, tralascio di rispondere agli altri punti della sua requisitoria, a carattere personale, perché Lei ed io appateniamo a due mondi, non solo quello professionale, totalmente diversi e ritengo che cercare di farmi comprendere, da Lei, sarebbe uno sforzo inutile.
Anna Maria Campogrande
De : Paolo Gaio
[mailto:paolo...@gmail.com]
Envoyé : mercredi 3 juin 2020
22:36
À : Athena
Cc : IIC Bruxelles - Direzione
Corsi; Presidenza
della Repubblica; Presidente del Consiglio;
Allarme Lingua
Objet : Re: Risposta
automatica: in INGLESE !
Gentile signora Campogrande,
Mi permetto di intromettermi in questa discussione visto che (anche se onestamente non so perché) sono in distribuzione dei suoi messaggi.
Avrei alcune considerazioni da fare educatamente.
Sulla lingua italiana prima di tutto.
Avendo vissuto e lavorato per diversi anni negli Stati Uniti (sono un ingegnere nucleare italiano laureato a pieni voti a Bologna, pensi, nel 1968) conosco bene sia l'inglese che l'italiano.
Amo entrambe le lingue ma non sono un linguista. Sono però un attore dilettante (ho creato a Bruxelles 20 anni fa il gruppo teatrale Le Teste Matte) e mi permetto di dirle che non mi sentirei di affermare che William Shakespeare o Oscar Wilde
siano meno precisi o meno chiari di Goldoni o Pirandello nell'esprimere i sentimenti umani. Posso però dirle con sicurezza che nel linguaggio scientifico l'inglese è sicuramente più adatto dell'italiano. Ho assistito a conferenze di ingegneri e scienziati italiani che traducevano alla lettera i loro papers in italiano con un penoso risultato. Ne' chiari, né precisi, né concisi.
I messaggi in inglese dell'IIC.
Mi permetto di affermare che sarebbe controproducente, sciocco e presuntuoso inviare un messaggio di invito ad un corso per principianti di una qualsiasi lingua nella lingua che ovviamente non conoscono. Mi perdoni, ma immagini di essere in Cina e interessata ad imparare la lingua cinese. Che penserebbe se ricevesse l'informazione su un corso per principianti scritto in cinese, e il mittente sì giustificasse dicendo che il cinese è la lingua più chiara e precisa che esiste (magari i cinesi ne sono convinti!).
I suoi messaggi.
Infine mi permetto di dissentire sul tono dei suoi messaggi che definirei quanto meno offensivi e rivolti, anche se indirettamente, ad una persona (la signora Bottini) di cui ho avuto modo di apprezzare la competenza e gentilezza (gentilezza e signorilità che lei signora Campogrande ha certamente avuto modo di rilevare nella risposta che ha ricevuto) nelle sue funzioni all'Istituto Italiano di cultura. C'è modo e modo per esprimere le proprie opinioni, anche se non si è d'accordo con quelle degli altri. Che ne dice?
La ossequio pregandola, se possibile, di non rispondermi. Non credo di meritarmi le espressioni che immagino comunque mi rivolgerebbe per non essere d'accordo con lei.
Paolo Gaio