Qualcuno si è lamentato che “tanto nessuno andrà in galera” o anche che “la pena è ridicola”.
In realtà, quello che riteniamo sia davvero importante è che sia stato decretato, da parte di un Tribunale competente, che si, si trattò di un’epidemia trasmessa dall’acqua della rete idrica comunale e non fu una fatalità, ma un fatto colposo: è sancito dalla sentenza di primo grado emessa ieri.
Questo è importante: aver stabilito innanzitutto che il fatto è realmente accaduto (e non fu “un’ esagerazione da suggestione collettiva” come minimizzarono alcuni) e che dei responsabili sono stati individuati dalla legge.
Non sta nella consistenza della pena l’importanza di questa sentenza, ma nell’aver dato un monito chiaro ed inequivocabile: chi amministra il bene pubblico acqua è direttamente responsabile per quanto riguarda la nostra salute, dove la qualifica di “Responsabile” attiene finalmente anche agli oneri sottesi al termine.
Infine, ma non ultima, una considerazione: purtroppo ci è voluta un’epidemia, ma forse ora il nostro acquedotto verrà gestito meglio.