Epidemia del 2009 a San Felice: il tribunale ha disposto una perizia per cercare di risalire alle cause.
Questo quanto deciso dal presidente Anna Di Martino al termine dell’udienza nella quale la disparità di vedute tra accusa e difesa è rimasta intatta. L’acquedotto di San Felice del Benaco è finito sotto inchiesta dopo l’epidemia che all’inizio dell’estate del 2009 aggredì 3.500 persone.
Da una parte l’accusa che attribuisce la diffusione del Noro virus a un deficit di gestione dell’acquedotto da parte di Garda Uno; dall’altra la difesa, la quale sostiene invece che l’epidemia non sarebbe stata altro che un’influenza intestinale diffusasi non attraverso i rubinetti, ma per via aerea.Da qui la decisione del tribunale di disporre una perizia per cercare di arrivare a una soluzione della questione.
Una super perizia per accertare la condizione dell´acquedotto gestito da Garda Uno e stabilire così responsabilità sull´epidemia che nell´estate di tre anni fa a San Felice ha costretto a letto, e in taluni casi in ospedale, tremila persone, tra residenti e turisti.
La vicenda è giunta in tribunale a Brescia davanti ai giudici della Seconda sezione presieduta da Anna Di Martino. Giudici a latere Francesca Biacchetti e Vincenzo Nicolazzi. pm Claudio Pinto.
A processo Mario Bocchio, presidente del consorzio Garda Uno, gestore dell´acquiedotto con Franco Richetti direttore generale della stessa zienda e Mario Giacomelli, responsabile del ciclo idrico per Garda Uno.
Ieri mattina si è svolta la terza udienza, prima che i giudici si riunissero per decidere la nomina di un perito che il prossimo 17 luglio dovrà conferire con la corte per poi iniziare le analisi e le perizie sullo stato dell´acquedotto gestito da Garda Uno. Intanto sono stati ascoltati in aula i periti di parte, di accusa e di difesa, oltre ai gestori di due camping: il Fornella che ospita un migliaio di persone e il Molino che ne ospita sino a 300. Campeggi che non hanno avuto problemi perche non collegati all´aquedotto di San Felice, ancora il principale «indiziato» come origine del contagio.
Resta però da stabilire come il «norovirus» sia finito nell´acquedotto, e se la rete idrica abbia o meno delle falle da cui possa essere entrato in circolo il virus. I periti di parte hanno riscontrato falle nella rete, ma i periti della difesa hanno ricordato come l´Asl nel 2009 non riscontrò anomalie.