Esattamente un anno fa, dal 16 giugno al 2 Luglio, ai residenti ed ai turisti di San Felice del Benaco fu proibito – tramite ordinanza comunale – di utilizzare l’acqua della rete idrica in quanto gravemente inquinata.
Seguirono settimane, omertà, mancanza di informazione e rimpallo di responsabilità. Soprattutto profonda prostrazione fisica e morale dei cittadini.
Furono chieste spiegazioni al Sindaco, che durante un’assemblea pubblica, pur parlando per più di un’ora, di fatto, tacque.
Venne chiesta la pubblicazione delle analisi effettuate sulla nostra acqua, ma il Comune rispose che non era possibile, sebbene per il PM incaricato delle indagini preliminari quei dati fossero assolutamente ostensibili.
Qualche mese più tardi il nostro Primo Cittadino convocò una seconda assemblea pubblica, in data 27 gennaio 2010 durante la quale furono dettagliatamente descritti i piani di realizzazione di un nuovo, moderno ed avveniristico acquedotto, che sarebbe stato realizzato a stretto giro di posta nel nostro comune: ricordate? Bene, chi ha assistito alla riunione del 16/06/2010 relativa al PGT saprà che di quel progetto non se ne farà più nulla perchè non ci sono soldi, mentre si troveranno i denari, svariati milioni di Euro, per un nuovo palazzo comunale, la cui impellente necessità è tutta da dimostrare!
Per quanto riguarda la rete idrica ed il sistema di depurazioni esistente, l’ASL di Brescia impose alla Società Garda Uno, con due note distinte, delle prescrizioni chiare con tempistiche molto precise: il termine ultimo di completamento dei suddetti lavori a carico del nostro acquedotto era previsto per il 15/06/2010. Sono stati puntualmente eseguiti questi interventi? Abbiamo inoltrato richiesta scritta ad ASL e al Sindaco di San Felice per ottenere un aggiornamento sullo stato dei lavori e speriamo di potervi dare presto buone notizie anche se, ad oggi, le analisi relative alla qualità della nostra acqua municipale, non vengono regolarmente rese pubbliche nonostante sia stato richiesto più volte e contrariamente a quanto accade in altri comuni serviti da GardaUno.
Nel frattempo, le indagini della magistratura, che hanno portato a formulare l’accusa di “epidemia colposa …negligenza, imperizia ed imprudenza” a carico di tre cariche dirigenziali di Garda Uno, proseguono ora sotto la direzione della Dott.ssa Dolce
E mentre studi retrospettivi inerenti l’epidemia di gastroenterite del 2009 parlano di 4000 casi di contagio accertati e 12.000 presunti, il fronte associativo dei Movimenti dei Consumatori si è sciolto a causa “dello scarso interesse dimostrato dalla cittadinanza di San Felice del Benaco”.
L’acqua costituisce il 70% del nostro organismo, è la nostra salute, non può diventare una merce di qualità discutibile: davvero i cittadini di San Felice non sono più interessati alla propria acqua ed alla propria salute?
Noi non lo crediamo, per questo il Comitato Acqua Benaco – ritenendo di agire nell’interesse della collettività – continuerà a seguire la vicenda giudiziaria e ad accertarsi che i lavori (in corso e futuri) a carico del nostro acquedotto vengano eseguiti nel migliore dei modi, mantenendo attivi canali di informazione ed aggiornamento accessibili a tutti (sul nostro sito e tramite eventuali comunicazioni scritte)
Per fare questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti: a settembre terremo una nuova assemblea per aggiornare la cittadinanza sugli sviluppi della vicenda e per rinnovare il direttivo.
Venghino Signori, venghino!
Direttivo del Comitato Acqua Benaco