A proposito dell’occupazione del Mercato Coperto,
delle posizioni del Sindaco, del Pd, e della “discesa” di Berlusconi.
Sono trascorsi più di tre mesi dall’ occupazione del mercato coperto di Poggiofranco, da parte di un gruppodi ragazze e ragazzi che, attraverso un gesto forte, hanno voluto sollevare una serie di problematiche alivello cittadino e non solo.Tante sono state le iniziative politiche e culturali promosse dal Mercato Occupato, ma allo stesso tempotante sono state le accuse mosse dagli stessi esponenti di quello che mediaticamente, ma senza contenuti,continua a definirsi centro-sinistra; da un partito che dovrebbe garantire e difendere i diritti sociali diuna generazione privata del proprio futuro, e che invece non c’ha pensato due volte a criminalizzareed osteggiare uno dei pochi laboratori di politica che in questa città opera senza essere influenzata daimeccanismi di potere che hanno rovinato il nostro paese. Sono inaccettabili le dichiarazioni del Sindaco diBari e Presidente del PD pugliese, Michele Emiliano e del Capogruppo al Consiglio Regionale del PD, MicheleMonno, per cui la liberazione di uno spazio pubblico, coincida con uno stato di illegalità, paragonabileaddirittura alle attività della criminalità organizzata di stampo mafioso.L’occupazione del mercato coperto è una risposta forte, ad una politica che non ha ancora dato le giusterisposte.
Considerati questi presupposti, il Collettivo di Lettere e Filosofia dimostra la propria solidarietà alle compagneed ai compagni del mercato Occupato, che hanno fatto riemergere il legame costituzionalmente fondante,tra Legalità e Giustizia sociale, che ha permesso negli anni, l’avanzamento dei diritti dell’uomo, e non il suoarretramento.Stigmatizziamo l'atteggiamento paternalistico e nepotista dell'amministrazione comunale che si identifica inun concetto di legalità coercitiva e repressiva, e non motrice di avanzamento della condizione umana e deidiritti.
Il mercato coperto di Poggiofranco è solo uno dei numerosi casi presenti sul territorio, di stabili appartenential patrimonio immobiliare cittadino e abbandonati al disuso ed al degrado.L’utilizzo virtuoso e creativo di tali strutture metterebbe pace alle tante carenze abitative, economiche,sociali, di accoglienza,esistenti nella nostra città.La persistenza di tanti problemi è una grave carenza delle amministrazioni comunali che si sono susseguitein tutti questi anni, e che deve trovare risposte il prima possibile..
L’autodeterminazione orizzontale in cui si identifica l’azione del Mercato Occupato, è una prospettiva in cuinon possiamo che riconoscerci ed in cui credere, come avanzamento della città e della società tutta! Unarisposta all’asetticità della politica italiana e cittadina alle istanze sociali che in questi mesi si fanno sentiresempre con maggiore forza.
Ed è, ancor di più, la stessa risposta di cui ha bisogno il nostro paese, attanagliato da 20 annidi berlusconismo: una cultura dell’effimero e della falsità, istituzionalizzata nei massimi termini.
La mobilitazione che da mesi si articola nelle forme più varie nella nostra città, non assume una forma dirivendicazione unicamente generazionale o settoriale, ma pone una vertenza sul futuro. Mette in evidenza lecontraddizioni di una società frammentata e di una politica che non ha un’idea di futuro.
La precarietà non è più un fattore unicamente lavorativo, ma una condizione esistenziale rispetto a tutti gliaspetti della vita dei “giovani”, e non solo. Avere un lavoro dignitoso e sicuro, una casa, un reddito, il dirittoalla mobilità (nazionale e transnazionale), una formazione adeguata che rispecchi le reali volontà del singoloe non le necessità imposte dal contesto familiare e sociale di partenza, da essere le condizioni essenziali diuna vita, diventano un vago miraggio.
I gruppi di potere, le logge massoniche, i furbetti di quartiere e gli interessi dei potenti, si avvicendanocostantemente nelle forme più varie, e manifestano la loro forza senza pudore. La loro presenza è un cancroche si è insinuato tramite tutti i canali che aveva a disposizione, dall’illegalità al presidio delle istituzionidemocratiche.
L’ascesa al potere delle destre nel nostro paese, con l’inconorazione di Silvio Berlusconi a padrone assolutodell’Italia ne è la massima e più tragica concretizzazione e dimostrazione.
Lo svilimento dei diritti di tutte le frange della società, e delle loro forme di rappresentanza, è la più brutalerealtà che ci potessimo trovare innanzi oggi. L’attacco giuridico e mediatico ai diritti dei lavoratori, la distruzione dell’unità sindacale, sono l’effetto dellelobby di potere degli industriali, primissime sostenitrici di questo governo. La distruzione dell’università edella scuola pubblica, ghiotta occasione dei poteri ecclesiastici di fagocitare il mondo della conoscenza,asservire la formazione all’addestramento sociale delle nuove generazioni. Le politiche razziste e repressivenei confronti delle migrazioni dei popoli in fuga da guerra e povertà, sono l’ennesima risposta agli interessieconomici che vedono il profitto venir prima della dignità umana. Sono poche delle aberrazioni di uno statofondato sulla solidarietà, sulla giustizia sociale e sull’accoglienza.
Sabato 11 Settembre, i movimenti di sinistra scenderanno in piazza con una piattaforma condivisa da tante realtà, in occasione dell’inaugurazione della Fiera del Levante, per contestare un Presidente del Consiglio chesta portando alla rovina il nostro paese, e sta sottraendo a generazioni intere la possibilità di avere un futurodignitoso. Il nostro impegno in questa occasione non può venire meno, e ci appelliamo a tutto il mondodella conosceza della formazione: studenti, dottorandi e ricercatori, docenti e intellettuali devono dimostrareil loro dissenso e continuare a far sentire che nella città e nel nostro paese Silvio Berlusconi non è gradito!
Per questo riteniamo un dovere politico essere presenti in piazza, con studenti, migranti, lavoratori e ribadireil nostro secco no a Berlusconi ed a tutte le politche, fasciste ed autoritarie che porta con se.
Il Collettivo di Lettere e Filosofia