I test Invalsi 2010-2011
Infine veniamo ai test di quest'anno. Abbiamo detto che la procedura in espansione: verranno esaminati
“gli apprendimenti in Italiano e Matematica degli studenti della seconda e quinta classe della scuola primaria, della prima e terza classe della scuola secondaria di primo grado e della classe seconda della scuola secondaria superiore”.
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Ma l’Invalsi, nonostante i lauti finanziamenti, non ha certo le risorse umane e economiche per fare questa mastodontica rilevazione. Come fare a realizzare ugualmente il risultato?
Per la terza media abbiamo visto che ci ha pensato Fioroni ad introdurre i test nell'esame di Stato, per cui lavoreranno gli insegnanti di classe. Ma nelle altre situazioni? E' obbligatorio?
Qui Ministero e Invalsi hanno un piccolo problema. Le norme varate a suo tempo asseriscono che la valutazione di sistema è obbligatoria, ma per l'Invalsi, non per i docenti. Come fare a farli collaborare?
Leggiamo cosa si dice nella nota del Miur sull'argomento:
“Per snellire e facilitare le operazioni di trasmissione dei risultati è essenziale la collaborazione degli insegnanti in tutte le diverse fasi della procedura secondo le modalità che saranno successivamente comunicate dall’INVALSI”.
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Il Miur quindi sa che il docente non è obbligato a fare – per di più gratuitamente – il somministratore dell'Invalsi. Il CCNL non prevede oneri e obblighi di servizio relativi alla procedura di somministrazione delle prove INVALSI. Quindi i docenti possono partecipare alla somministrazione delle prove solo in forma volontaria e senza oneri per istituzione scolastica nella quale prestano servizio. Così al Miur non resta che sbandierare la parola “obbligatorio” senza specificare per chi vale questo obbligo e contare sulla pressione dei Dirigenti scolastici per convincere i docenti che questo obbligo riguarda anche loro. Ecco così che la “collaborazione degli insegnanti” si trasforma in un fantomatico obbligo solo attraverso l'azione della catena di comando.
Infine si sono inventati l'idea - davvero geniale - dei “momenti di riflessione e confronto”. Leggete attentamente dalla presentazione dell'Invalsi stessa e dalla stessa circolare:
“Le prove sono corrette dagli insegnanti di classe (competenti per ambito) ed i risultati sono riportati su schederisposta (per le classi non campione) che verranno spedite all’indirizzo indicato dall’INVALSI per la lettura ottica. […] La correzione della prova da parte degli insegnanti permette: di introdurre anche domande aperte (miglioramento della qualità della prova), alla scuola di fruire in modo più diretto della ricadute didattiche delle prove".
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“I predetti esiti dovranno essere tempestivamente inviati dalle istituzioni scolastiche all’INVALSI nei modi indicati dall’istituto stesso. In questo modo i fascicoli delle prove potranno essere trattenuti e conservati dalle istituzioni scolastiche quali materiali utili a iniziative e momenti di riflessione e di confronto”
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Capito? Con la scusa che ci lasciano i fogli dei test, ci chiedono non solo di correggerli, ma anche di tabulare i risultati nelle griglie di lettura ottica che servono all'Invalsi: somministratori, correttori e tabulatori, tutto volontario e gratuito, per il fine superiore di introdurre la meritocrazia e la concorrenza nella scuola italiana, la nostra scuola. Davvero geniale.
Riusciranno nel loro intento?
1 marzo 2011
info: www.cespbo
16 Nota Miur
30.12.2010 Servizio nazionale di
valutazione – Rilevazione degli apprendimenti – Anno
scolastico 2010-2011
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Presentazione snv 2010-2011 , sito Invalsi, 19 gennaio 2011.19
Nota Miur 30.12.2010, cit.
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http://www.cespbo.it/testi/2011_1/invalsi_devoti-misurazione_marzo%202011.pdf