Venerdì 12 giugno avrà luogo in tutta Italia lo “sciopero generale della cultura”, una mobilitazione che riguarda tutto il settore afferente al ministero omonimo. Secondo gli organizzatori il primo sciopero in questa forma nella storia del Paese e il primo sciopero nazionale per musei e biblioteche dopo quasi 50 anni.
A proclamare lo sciopero i sindacati Fp Cgil, Nidil Cgil, Cub, Adl Cobas, Cobas lavoro privato, Clap e Usi cts. Potrà scioperare personale di musei, biblioteche, archivi, teatri, sia interno che in appalto, ma anche lavoratrici e lavoratori in forma autonoma dell’editoria, dello spettacolo e della produzione artistica e culturale. Non è semplice stimare l'adesione dei lavoratori, dato che si tratta di uno sciopero inedito per un settore storicamente poco sindacalizzato. Ma l'utenza potrebbe incontrare disagi nel corso della giornata.
L'assemblea a Sale Docks il 10 giugno, poi il sit-in
A Venezia il 12 giugno si terrà un presidio pomeridiano davanti alle Gallerie dell’Accademia a Dorsoduro, organizzato da Mi Riconosci e dall'assemblea permanente Biennalocene. Saranno presenti i sindacati che hanno proclamato lo sciopero, Fp Cgil e Adl Cobas, insieme ad associazioni e collettivi. Mercoledì 10 giugno alle 19.30, presso Sale Docks (Dorsoduro 30100, alle Zattere), si terrà un'assemblea di preparazione al presidio e allo sciopero, aperta a lavoratrici, lavoratori e alla cittadinanza.
«Da decenni registriamo un peggioramento delle condizioni di lavoro nel comparto: precarietà, salari da fame, finte partita Iva e irregolarità sono ormai prassi consolidata. Venezia e i suoi istituti culturali non fanno eccezione - dichiarano i promotori della mobilitazione - Nel 2015, utilizzando come scusa una banale assemblea sindacale preavvisata, il governo arrivò per decreto a limitare ulteriormente il diritto di sciopero in un settore già impoverito e parcellizzato». Dopo 11 anni dall’inserimento dei beni culturali tra i servizi pubblici essenziali, che da allora permettono ai lavoratori di scioperare solo con limitazioni, i professionisti della cultura protesteranno insieme per chiedere alle istituzioni di smettere di parlare di bellezza, eccellenza, orgoglio nazionale: «Non c’è eccellenza se chi opera nel settore fatica ad arrivare alla fine del mese, costringendo a cambiare attività per mangiare» chiude la nota stampa.
Per la Biennale di Venezia peraltro sarà il secondo sciopero in poco più di un mese. Il personale interno e in appalto è coperto dalla proclamazione nazionale, mentre per i padiglioni esterni sarà inviata una proclamazione aziendale.