Carriera Alias: a che punto siamo in Italia e altre soluzioni nel mondo
Negli ultimi anni, l’adozione della carriera alias degli studenti transgender nelle scuole e negli atenei italiani è stata spesso al centro dell’attenzione sia dei media che del mondo della ricerca, soltanto tra il 2022 e il 2025 infatti si contano numerose ricerche e studi accademici.
La Carriera Alias è una procedura amministrativa che, sulla base di un accordo di riservatezza tra scuola o ateneo, studente e famiglia (nel caso in cui lo studente sia un minore), prevede la possibilità di modificare in registri e atti interni dell’istituzione scolastica e accademica il nome anagrafico dello studente con quello scelto dallo studente stesso, nel caso che quest’ultimo sia una persona transessuale o abbia avviato un percorso di transizione. La modifica del nome avviene negli elenchi e in tutti i documenti aventi valore non ufficiale: uso del nome richiesto nei quadri dei voti, nel libretto e nel registro elettronico nelle scuole superiori. Per tutti gli atti con rilevanza verso l’esterno verrà utilizzata esclusivamente l’identità anagrafica e non quella di elezione: es. autocertificazioni e certificazioni, diplomi, rapporti con altri enti.
Adottare la carriera alias
L’ultimo aggiornamento risale a poco più di un anno fa, quando le scuole che avevano adottato la carriera alias erano 421. Permane il vuoto legislativo, non sono infatti ancora state elaborate linee guida nazionali, determinando una notevole variabilità nei requisiti di accesso e nelle pratiche di implementazione, con ogni scuola che determina in modo indipendente i propri criteri e l’ambito del supporto. Ogni scuola ha una procedura specifica per attivare una carriera Alias, di solito la procedura può essere richiesta dalla famiglia di un minorenne oppure dalla persona stessa se maggiorenne, affermando che l3 studente ha un’identità di genere diversa da quella assegnata alla nascita in base al sesso biologico. In altre scuole è previsto che la famiglia, o la persona, dimostri l’esistenza di un percorso psicologico e/o medico in atto per consentire la rettificazione di attribuzione di sesso e desideri utilizzare un nome diverso da quello anagrafico.
Carriera Alias come strumento di normalizzazione
Una recente ricerca, nell’ambito di un dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi Roma La Sapienza, ha posto l’attenzione su come la carriera alias funzioni come uno strumento di normalizzazione per regolare e disciplinare le identità trans, spesso rafforzando la cisnormatività, il binarismo, e la patologizzazione delle diverse identità di genere. Il ricercatore Bourelly A Mixed-Methods Analysis of the Alias Career: Perspectives on School Policies for Trans Youths in Italy ha condotto interviste con insegnanti, presidi, genitori e attivisti e descrive nel suo lavoro le complessità legate all’implementazione della carriera alias a causa della mancanza di formazione del personale e degli studenti e degli attacchi delle associazioni anti-trans
Altre soluzioni nel mondo
La carriera alias è al momento una soluzione solo italiana, ma in altri Paesi esistono degli analoghi. Per esempio, in Canada e similmente anche in Australia, molte scuole e università permettono di registrare un “preferred name” e i pronomi scelti nei sistemi informatici, senza cambiare i documenti ufficiali; nel Regno Unito è possibile usare il nome di elezione, ma nei documenti ufficiali rimane quello ufficiale; negli Stati Uniti le politiche variano da Stato a Stato, si parla di “preferred name” o “chosen name”.