Le vocali brevi sono sempre aperte. Le vocali lunghe e semilunghe sono quasi sempre chiuse.La a tedesca neutrale, il che significa che la sua pronuncia, sia essa breve o lunga rimane ugualmente distante dalla o e dalla e. Generalmente la a lunga viene per pronunciata di qualche grado pi bassa di quella breve e semilunga.
Gli aggettivi tedeschi fra parentesi sono sinonimi; il primo segue la terminologia latina, il secondo una traduzione tedesca, tranne per il neutro (derivato da "die Sache", la cosa; "neutrum" composto da "ne uter" e significa nessuno dei due [generi]), dei termini latini.
Come gi detto, l'articolo in tedesco indispensabile, perch solo grazie a esso possibile stabilire univocamente genere, numero e caso del nome a cui si riferisce. Inoltre, a volte (proprio come in italiano), l'utilizzo di un diverso articolo pu cambiare, oltre al genere grammaticale di un nome, anche il suo significato, come nei seguenti esempi:
Il tedesco possiede tre tipi di articoli: l'articolo determinativo, l'articolo indeterminativo e l'articolo negativo.L'articolo determinativo corrisponde a quello italiano e segue la seguente declinazione:
I sostantivi in tedesco sono sempre scritti con la lettera maiuscola, sia i nomi comuni che quelli propri, e seguono tre declinazioni: la debole, la mista e la forte, con l'ultima categoria divisa ulteriormente in tre classi. Per capire a quale declinazione appartiene ogni nome, il vocabolario fornisce oltre alla forma del nominativo singolare, quella del genitivo singolare e del nominativo plurale. Per esempio: Meer (che significa che il nominativo singolare Meer, il genitivo singolare Meeres e il nominativo plurale Meere).
A questa categoria appartengono quasi tutti i nomi femminili, pi alcuni maschili.I nomi maschili che seguono questa declinazione sono caratterizzati dalla terminazione -en (o solo -n) in tutti i casi singolari e plurali a eccezione del nominativo singolare. I nomi femminili invece aggiungono tale desinenza solamente al plurale.Sul vocabolario, quindi, i nomi maschili di questa declinazione verranno seguiti dalla dicitura (o solo ), mentre i nomi femminili da (o solo ).
L'aggettivo in tedesco si declina in modo diverso a seconda che si trovi in posizione attributiva (quando cio attributo di un nome) o predicativa (quando il nome del predicato di un verbo o svolge la funzione di avverbio). Nell'ultimo caso l'aggettivo non si declina affatto:
La scelta della declinazione dipende da un gioco di incastri. Il tedesco, infatti, nella sequenza "articolo-aggettivo" non permette la ripetizione del tratto forte in entrambi gli elementi (fra articolo e sostantivo la ripetizione inevitabile perch hanno ciascuno un'unica declinazione da seguire), quindi, nel caso l'articolo abbia il tratto forte, l'aggettivo, variabile, si adatter assumendo la desinenza debole, mentre assumer il tratto forte nel caso il primo non abbia desinenza o non compaia affatto. Schematizzando:
Se un sostantivo preceduto da pi aggettivi, tutti gli aggettivi hanno sempre la stessa desinenza: se pensiamo alla sequenza "articolo-aggettivo-sostantivo" come una sequenza di tre campi, notiamo che sia uno sia potenzialmente infiniti aggettivi si troveranno sempre all'interno del campo "aggettivo", e quindi sono gerarchicamente pari.
Inoltre si pu ricorrere anche ad espressioni che combinano un aggettivo con un'altra parola per enfatizzarne il significato: riesengro ("grandissimo", da Riese "gigante" e gro "grande"), eiskalt ("freddissimo, ghiacciato" da Eis "ghiaccio" e kalt "freddo"), hundemde ("stanchissimo" da Hund "cane" e mde "stanco"), ecc.
In tedesco, come anche in italiano, gli aggettivi e pronomi dimostrativi coincidono nella forma. Quando si tratta di aggettivi, la grammatica tedesca li considera articoli (Demonstrativ-Artikel) perch si comportano come l'articolo, cio portano sempre la terminazione forte.
I pronomi personali vengono declinati (proprio come quelli in italiano). Inoltre il soggetto deve sempre essere espresso in tedesco (proprio come in inglese e in francese) da un pronome in assenza di altro.
Gli aggettivi e i pronomi possessivi in tedesco non sono mai preceduti dall'articolo (a differenza dell'italiano).Gli aggettivi possessivi seguono la stessa declinazione dell'articolo indeterminativo, pertanto al nominativo maschile e neutro e all'accusativo neutro non hanno alcuna desinenza (e quindi non portano il tratto forte), mentre in tutti gli altri casi seguono la declinazione forte degli aggettivi.I pronomi possessivi invece seguono in tutto e per tutto la declinazione forte (e si differenziano quindi dagli aggettivi possessivi solo al nominativo maschile e neutro e all'accusativo neutro).
I verbi inseparabili sono pi semplici, perch si comportano sostanzialmente come i verbi composti italiani. I prefissi inseparabili sono particelle non autonome (non possono quindi apparire da sole, ma solo in composizione), da sole non hanno un significato e il loro compito solo quello di modificare il senso delle parole cui si legano. Questi prefissi sono 8: be-, emp-, ent-, er-, ge-, miss-, ver-, zer-[9]. Questi prefissi non sono mai accentati e l'accento tonico cade quindi sulla sillaba seguente.Esempi:
I verbi separabili hanno un comportamento pi complesso. I prefissi separabili sono parole indipendenti (cio che possono trovarsi anche come parole a s stanti), come preposizioni, avverbi, altri verbi, sostantivi ecc.; ovviamente, per questo motivo, non si pu dare un elenco esaustivo di questi prefissi. L'accento di questi verbi sempre sul prefisso.La particolarit di questi prefissi che, nei modi finiti del verbo, nelle proposizioni principali si staccano dal verbo e si collocano all'ultimo posto della frase:
Il passato si esprime con due forme, del tutto identiche nel significato: il Prteritum e il Perfekt. La differenza fra le due forme nella situazione d'uso: Prteritum prevalentemente nella lingua scritta e formale, Perfekt prevalentemente nella lingua parlata. Le due categorie non sono per rigide e non costituisce affatto errore lo scambio delle forme nei due casi; nel caso per dei verbi ausiliari (sein, haben, werden) e modali (knnen, drfen, mssen, sollen, mgen, wollen) la preferenza sempre per il Prteritum, anche nella lingua parlata, ma la costruzione del Perfekt comunque ammessa.
A queste due forme si aggiunge inoltre il Plusquamperfekt, che corrisponde semanticamente e morfologicamente ai nostri trapassato prossimo e remoto ed esprime quindi anteriorit rispetto al Perfekt e al Prteritum.
I verbi forti presentano apofonia e alcune particolarit nella coniugazione, in particolare l'assenza di desinenza nella prima e nella terza persona singolari e dell'elemento "-t-". Il tema utilizzato dai verbi forti non prevedibile e va quindi imparato caso per caso. Esempio per kommen (venire):
Nel caso di verbi separabili, il prefisso "ge-" si interpone fra la particella separabile e il tema verbale (ankommen: angekommen). Nel caso di verbi inseparabili si omette il prefisso "ge-" (zerstren: zerstrt, bekommen: bekommen).
I cosiddetti verbi misti sono un piccolo gruppo particolare di verbi forti che nel Prteritum e nel participio passato presentano sia l'apofonia sia le desinenze deboli, ed appunto per questo motivo che sono detti "misti". Wissen (sapere), ad esempio, fa parte di questo gruppo:
Il valore, e quindi anche l'utilizzo, del congiuntivo tedesco differisce notevolmente da quello italiano. In particolare, per quanto riguarda il cosiddetto Konjunktiv I, la differenza notevole: infatti principalmente utilizzato per la formazione del discorso indiretto, soprattutto nella lingua formale; non manca per qualche similitudine: come il congiuntivo presente italiano, pu infatti essere usato come congiuntivo ottativo o come congiuntivo esortativo per le terze persone e la prima persona plurale dell'imperativo.
L'uso pi specifico del Konjunktiv I (sia presente che passato) per costituito dalla costruzione del discorso indiretto, soprattutto nella lingua scritta: per questo motivo, tipico del linguaggio giornalistico. L'uso del Konjunktiv I nel discorso indiretto esprime infatti la propria imparzialit rispetto al fatto:
Come nelle altre lingue, c' il pericolo che le forme coincidano con quelle corrispondenti dell'indicativo. In questo caso, si preferir la forma del Konjunktiv II (ossia della forma vicina al congiuntivo imperfetto). Per dire: Sostiene che vadano a casa, senza espressione del proprio giudizio personale in merito al fatto, si dir ad esempio Er behauptet, sie gingen nach Hause per non dire Er behauptet, sie gehen nach Hause, dato che la forma coniugata gehen pu essere interpretata tanto come congiuntivo, quanto come indicativo.
Il Konjunktiv II invece riassume in s due modi e tempi italiani: il congiuntivo imperfetto e il condizionale. Il suo valore pu infatti essere di irrealt (congiuntivo imperfetto) o di possibilit (condizionale); il contesto indicher quale valore occorre attribuirgli:
Il modo imperativo, come in italiano, esiste solo al tempo presente e coniuga solo le seconde persone; per la prima persona plurale e le terze persone si usano, come in italiano, le forme corrispondenti del congiuntivo presente.
Da notare che la desinenza dell'infinito non classifica il verbo in varie coniugazioni, come avviene in italiano; in tedesco esiste una coniugazione unica e la sola distinzione che si pu fare fra i verbi deboli (cio regolari) e forti (cio irregolari).
Il participio presente tedesco ha il valore sia del participio presente italiano (andante, avente, facente, ecc.) sia del gerundio italiano (andando, avendo, facendo, ecc.). In tedesco non esiste una forma morfologicamente raffrontabile con il gerundio italiano.
Per formare il participio passato occorre distinguere fra verbi deboli e verbi forti. I primi sono regolari, quindi la costruzione non presenta problemi; nei secondi, invece, il tema verbale subisce delle modificazioni non prevedibili e vanno quindi imparati a memoria caso per caso. Contrariamente all'italiano, il participio passato tedesco sempre invariabile, tranne, ovviamente, quando usato in funzione aggettivale[17].
c80f0f1006