domenica, 5 aprile 2009
Torino, 5 apr. - (Adnkronos)- Un naso rosso, parrucche e palloncini colorati, palline da far roteare nell'aria: basta questo, a volte, per far ritrovare il sorriso e la fiducia negli altri e nel futuro a chi credeva che dagli altri, dalla vita, non ci fosse più niente di buono da aspettarsi. È quello che è successo a molti dei giovani detenuti del carcere minorile di Torino 'Ferrante Aporti' che hanno partecipato, e partecipano ancora oggi, a ‘Circostanza’ il progetto educativo di circo sociale promosso e realizzato dalla federazione VIP Italia Onlus e dall'Associazione ViviamoInPositivo che hanno deciso di portare anche in carcere la loro iniziativa rivolta a minori e adolescenti a rischio ma anche a tutti i bambini e adolescenti che soffrono, da quelli in ospedale, con la clown-terapia, a quelli nei paesi in via di sviluppo.
L'esperienza di 'Circostanza’ al 'Ferrante Aporti', che è ora raccontata in un libro, dopo un'iniziale scetticismo e un po' di diffidenza ha subito mostrato i suoi risultati positivi. ''Abbiamo accettato la proposta - spiega la direttrice del carcere minorile, Gabriella Picco - quando abbiamo capito che il circo era utilizzato come lo strumento di un lavoro altro, un'attività educativa e formativa per i nostri ragazzi che adesso vogliono tutti partecipare a 'Circostanza’ perché abbiamo capito che per loro si tratta di un'ora e mezza di vita in un mondo diverso".
Attraverso il gioco i giovani riescono un po' a isolarsi dalla loro realtà ma senza dimenticarla, anzi si sfogano, parlano, cercano un conforto e un confronto. La direttrice spiega che "il circo diventa un momento di riflessione, a volte anche con il coinvolgimento degli agenti e questo è un grande risultato di lavoro comune. Il nostro dovere - osserva ancora la direttrice - è metterli in condizione di sperimentare e sperimentarsi su cose positive e sapere che in una struttura come un carcere i ragazzi riescono a vivere delle emozioni positive è un risultato molto importante'.
E per qualcuno questo potrebbe addirittura diventare uno sbocco professionale, come per un giovane romeno di 17 anni che sembra avere tutte le carte in regola per diventare un ottimo circense e che ha anche avuto l'occasione di sperimentarsi fuori dal carcere durante un permesso premio per un fine settimana. In quei due giorni 'nel mondo', il ragazzo ha partecipato a un corso di giocoleria avanzata, organizzato dalla stessa associazione, insieme ad altri 16 giovani. ''È riuscito subito a integrarsi - spiega la responsabile dell'associazione, Maria Luisa Mirabella - non abbiamo detto quale fosse la sua vita, ma alla fine lui ha voluto leggere agli altri una lettera in cui diceva che arrivava dal carcere e che finalmente ora crede in un futuro e ha capito che non ci sono solo persone cattive ma anche persone di cui ti puoi fidare, che ti vogliono bene e ti aiutano. Ha detto che da questa esperienza fatta in carcere è nato qualcosa di positivo''.
A guidare i ragazzi del 'Ferrante Aporti' attraverso i segreti del circo ci sono, oltre a Maria Luisa Mirabella, anche un'educatrice [Sara Sibona], un consulente artistico-educatore [Luca Marzini] e un circense professionista [Nicola Virdis]. ''Un'esperienza talmente positiva - sottolinea il dirigente della giustizia minorile di Piemonte e Liguria, Antonio Pappalardo - che è già stata esportata nei carceri minorili di Catania e Palermo e che a settembre partirà anche in quello di Bologna e di questo siamo molto orgogliosi''.
'Circostanza’ è un progetto che si autofinanzia con la 'Giornata del naso rosso' che si svolge in 35 piazze italiane e che a Torino si terrà il 17 maggio in piazza Castello.
(Ato/Opr/Adnkronos)