Ciao a tutti.
Durante l'incontro di Lunedi` 14, come da primo punto dell'ordine del
giorno, abbiamo parlato un po' di alcune esperienze, presenti sul nostro
territorio, in cui si mettono in pratica attivamente i principi non
tanto del riciclo, quanto piuttosto del *riuso*. Girare il foglio,
invece di buttarlo nella cesta bianca (e spero che il mio amico a cui ho
rubato questa metafora non si offenda :-D). Ci riferiamo, ad esempio, a
avviene per opera di "Non Lo Butto via" (
http://www.nonlobuttovia.net/),
che gestisce una vera e propria raccolta, sia in forma fisica che
virtuale, di materiale che, non piu` utile per l'attuale proprietario,
puo` invece esserlo per qualcun altro. Analoga l'ormai piu` che
decennale esperienza del GOLEM (
http://golem.linux.it), che raccoglie
materiale informatico dismesso ma funzionante e, con estrema perizia e
non poco impiego di tempo dei propri volontari, lo rende adatto ad
essere utilizzato di nuovo, tipicamente da scuole, associazioni o enti
non-profit in generale, anche internazionali (pratica nota come
trashware)!
L'obiettivo della discussione era valutare opportunita` e fattibilita`
(viste le nostre ancor esili forze) del contribuire ad estendere ed
espandere iniziative come queste, nel tentativo di far crescere il loro
impatto sociale, insieme alla consapevolezza sia nostra sia dei futuri
"utenti". Uno sbocco naturale sarebbe quello di creare un NonLoButtoVia
Point anche a Montelupo, proprio all'interno del Circolo, anche se con
caratteristiche specifiche (dovute principalmente alla struttura degli
spazi) da studiare opportunamente. La cosa, probabilmente`, potra`
avvenire, ma sentiamo il bisogno di arrivarci preparati, dopo aver speso
un po' di tempo a riflettere _insieme_ sulla natura e sulle implicazioni
di tale e di simili pratiche.
Queste le mie riflessioni in merito.
Ritengo estremamente interessante la capacita` di iniziative come queste
di mettere in discussione i concetti di "bisogno" e di "valore", fin
dalle loro fondamenta. Infatti, che ne siamo consapevoli o meno, i
nostri bisogni sono molto spesso sapientemente plasmati ed allineati a
quanto richiede il mercato, inteso in senso lato come cio` su cui si
fonda l'intero modello sociale e di sviluppo attuale. A tenerlo in piedi
e` un consumismo che spessissimo sconfina abbastanza spudoratamente in
vera e propria (in)cultura dello spreco. Soprattutto in questi cosi`
detti tempi di crisi: ora che ci sono pochi soldi, bisogna spenderne
quanti piu` possibile, cosi` facciamo ripartire l'ingranaggio e, e dai
dai, ci arriveranno un po' piu` di soldi, cosi` fra un po' potremo
spenderne ancora di piu`! Un ragionamento che, proprio nella misura in
cui appare logico, si rivela per quanto e` agghiacciante.
Proprio i soldi sono l'altra faccia della medaglia, quella del valore.
Siamo, infatti, ormai completamente a nostro agio con l'idea di
quantificare necessariamente, sempre e comunque, il valore di qualsiasi
bene, prodotto o servizio, per mezzo della moneta. Detto questo, il
"problema" non necessariamente e` intrinseco nel processo di astrazione
(in questo caso, da oggetto a denaro), quanto piuttosto in chi, ed in
base a quali criteri, compie e controlla detto processo. Chi o che cosa
stabilisce <<quanto costa cosa>>? Quanto spesso questo corrisponde alla
reale entita`, alle proporzioni, del bisogno di chi necessita del bene o
del servizio? Bhe`, puo` certo succedere, ma oserei dire che sia di rado
e, quando capita, e` piu` un caso che altro. Basti riflettere sul fatto
che il valore di mercato, il prezzo, ad esempio, di un oggetto, e`
sempre quello. Viene univocamente stabilito, ed e` con quello che tutti
si devono confrontare, indipendentemente dal fatto che per qualcuno
l'oggetto in questione sia completamente inutile, mentre per qualcun di
primaria importanza o necessita`. Anzi, anche quando non e` cosi`, anche
quando l'oggetto esiste a prezzi diversi in posti o momenti diversi,
quanto detto risulta ancora piu` vero, visto che tali variazioni sono,
di nuovo, l'effetto di cause "esterne"... Perche`, forse che le
condizioni di produzione, la situazione del mercato, la domanda e
l'offerta, i rincari o i saldi, c'entrano qualcosa col mio bisogno? No,
senza voler alzare barricate ideologiche o demonizzazioni sommarie,
l'applicazione indiscriminata e diffusa di questo processo va oltre (in
senso brutto) la valorizzazione --nel senso di attribuzione di valore--
e produce mercificazione --nel senso di trasformazione di ogni cosa in
merce.
Mi sento quindi di dire che una alternativa a tutto questo e` tale solo
se ristabilisce il legame fra bisogno e valore: quello che mi serve, per
me, ha valore, e quanto ne ha dipende da quanto mi serve. L'incontro con
qualcuno che si trovi nella stessa situazione rispetto a qualcosa che ho
io puo` "scatenare" lo scambio, il baratto. Il baratto ha il potere di
invertire la formula, proprio perche` il ruolo fondamentale lo assumono
i bisogni di un individuo (o di una comunita`). Laddove l'economia di
mercato mercifica, il baratto personifica --nel senso sono sempre e solo
le persone coinvolte ad avere il pieno controllo. La pratica stessa del
baratto racchiude in se una 'carica sociale' ineguagliabile dagli
odierni vendita e/o acquisto: la continua necessita` di confrontare i
propri bisogni con quelli degli altri individui con cui scambiare impone
comporta un tipo di interazione, di condivisione della comune umanita`
ben diversa da quanto serve per pagare alla cassa! La (ipotetica?)
costruzione di una comunita` interamente o massicciamente basata sul
baratto impone, necessariamente, l'avere sempre presenti i bisogni di
tutti, anziche` essere ognuno presente solo al proprio individualismo.
E` per tutti questi motivi che, per me, lavorare per accrescere la
consapevolezza e la sensibilita` circa questo tema, non solo, ma anche
creando occasioni concrete in cui poter sperimentare e far sperimentare
la pratica del baratto, ha una importanza cosi` fondamentale nel
percorso verso un diverso modello sociale e di sviluppo.
Alla fine della serata di Lunedi` scorso, dopo che dal riuso siamo
arrivati a parlare del baratto, ci siamo lasciati con l'impegno di
trovare un po' di tempo, in questa settimana, per riflettere ed
informarsi su questo tema, in modo da poter poi condividere riflessioni
e informazioni sia a mezzo-Internet, sia di persona, Lunedi` prossimo
(21 Gennaio, ovvero il mio compleanno!! :-D). Bhe`, <<io c'ho pensato>>,
e questo e` il risultato. Informazioni circa, ad esempio, esperienze
esistenti sia vicine sia lontane, per ora non ho avuto molto tempo di
raccoglierle, ma cerchero` di farlo nei prossimi giorni.
Ciao,
Dario