A seguire un ottimo intervento di Alessandro che consiglio a tutt@ di leggere.
Aggiungo solo che questa vicenda ha dimostrato ampiamente che il nostro Popolo c'é, ed ha gli anticorpi ben formati.
Sarà che ho l'influenza...
Un abbraccio.
Nicola
Carissime Compagne, carissimi Compagni: intervengo raramente nel dibattito che giornalmente si sviluppa nella posta elettronica ma visti gli ultimi avvenimenti vorrei dire la mia.
Ritengo che lo scambio di opinioni ed il discutere tra di noi sia cosa ottima, credo altresì però che ognuno di noi dovrebbe deporre armi e scudi prima di farlo, come se entrasse, proprio per l'importanza dell'azione del discutere, in un luogo ad esso deputato dove ognuno si spoglia delle proprie certezze ed è disposto non solo a proporle ma anche a metterle in discussione, a relativizzarle. Se non si è in grado di farlo ognuno parla per se stesso e non cambia opinione. Ma se nessuno cambia opinione a cosa serve il discutere?
Provo a dire le mie sensazioni:
ci aspettavamo un nome da Roma (listino) ed invece ne erano arrivati 2 con quanto ne consegue.
Mezza toscana ha avuto di che ridirne (anch'io tra l'altro ho aderito perché non mi sembrava giusto quanto stava avvenendo) e nel giro di una giornata c'è stata dalla direzione la marcia indietro.
Vorrei ricordare che le dimissioni del governo da cui le elezioni anticipate, la concomitanza di feste e quant'altro avevano compresso tutto il meccanismo di formazione delle liste (e del listino) a pochi giorni e sicuramente anche a Roma la ristrettezza dei tempi qualche problema lo ha creato.
Rispetto a quanto avviene in giro nei diversi schieramenti e partiti mi pare, forse sbaglio, ben poca cosa, personalmente non trovo quindi in quanto accaduto niente di grave o di irreparabile.
Un partito costruito su un modello democratico e non autoritario lo vedo come un patto che si traduce in organizzazione tra persone che hanno la stessa prospettiva e che tentano di tradurla nella prassi, non come un plotone di fanteria dove tutti devono pensare in modo identico altrimenti si è fuori. Chi non la pensa esattamente come me non è qualcuno che ha perso la strada: è una persona che porta idee con il filtro delle proprie esperienze, come tutti noi ogni giorno facciamo ed ognuno di noi ritiene le proprie idee per defalut le migliori, altrimenti ne avrebbe altre; sono poi proprio i fatti ed il confronto a dirci cosa, dove e come dobbiamo cambiare.
A mio avviso quindi nessuno di noi è depositario della giusta via per cui anche le scelte contingenti, a volte dettate dall’immediato, altre (perché no) dalla mediazione che in una organizzazione politica è pane quotidiano, mi devono sempre e comunque corrispondere e se ciò non accade me ne tiro immediatamente fuori ed in quel collettivo non mi riconosco più; gli steccati sono escludenti, più metto fuori, più resto solo dentro.
Il partito politico, in tutte le sue articolazioni, anche territoriali, è una intelligenza collettiva, è la risultante (non la sommatoria) di quanto ognuno di noi ci mette dentro in idee, tempo, lavoro.
In comune molti di noi hanno (credo) una cosa: le ferite di quel periodo che Vendola chiama e fa corrispondere con il fallimento della(e) sinistra(e) che tanto pesa oggi sulle nostre spalle; ma se non avremo la forza (ed il coraggio) di pensare che da quella stagione possiamo uscirne non avremo la forza (ed il coraggio) di farlo veramente.
Spesso SEL (tutti noi quindi, me compreso) mi ricorda una vecchia barzelletta che qualcuno conoscerà, per noi toscani pur "scherzando con i santi" non ha niente di blasfemo (mi perdoneranno i Credenti) e che sotto riporto; mi pare una giusta conclusione di questa mia anche perché le cose che ho scritto vogliono essere considerazioni che mi passano per la testa e che rivolgo per primo a me stesso e non una lezioncina da impartire a tutti gli altri.
Fuga in Egitto: il vecchio padre Giuseppe, la giovane Maria ed il Bambino sono un viaggio, Giuseppe è in groppa da un asinello unico loro avere, passano davanti ad un gruppo di persone e sentono queste parole:
-guarda quel vecchio in panciolle sull'asino mentre quella povera ragazza è costretta a camminare-
Giuseppe scende immediatamente dall'asino e fa salire Maria, il viaggio prosegue.
Dopo poco incontrano un altro gruppo di persone che nel vederli commentano:
-quella giovane donna sana e forte sta sull'asino mentre quel bambinello è costretto a correre per star dietro a loro-
Subito Maria scende dall'asino e depone su esso il bambino, il viaggio prosegue, più avanti un gruppo di persone li osserva a commenta:
- quel bambino pieno di salute sta sull'asino mentre un vecchio ed una donna sono costretti a seguirlo a piedi-
A quel punto Giuseppe e Maria decidono di montare anch'essi in groppa all'asino ma subito un gruppo di persone commenta:
-povero asino in tre sulla gobba-
Breve conciliabolo ed i tre decidono di proseguire a piedi, fatta poca strada incontrano un gruppo di persone che li osserva curiosamente e ridendo commenta:
-guarda quei tre bischeri: hanno un asino ma vanno tutti a piedi!
Scusatemi per la lunghezza, un abbraccio, Alessandro.
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