La domanda che facciamo un po' a tutti, soprattutto a quelli che si candidano ma che di vita e di soddisfazioni (anche politiche) ne hanno avute già tante, è sempre la stessa: ma chi gliel'ha fatto fare? E tra un boccone di porchetta, un sorso d'acqua e un vento gelido di metà giornata, Ulivieri ce lo spiega così: “Quando Concita De Gregorio diventò direttore dell'Unità (nel 2008, ndr) scrisse un articolo, in cui diceva che 'bisogna stare attenti che non ci prenda la voglia di coltivare pomodori'. Ecco, io per l'appunto avevo iniziato da poco a coltivare il mio orto, proprio di pomodori... Allora sono tornato a frequentare il circolo di SEL a San Miniato, del quale sono sempre stato militante. Potevo stare a casa a fare il nonno, ho sette nipoti! Ma sono tornato”.
Dai pomodori al circolo di SEL, poi arrivano le primarie “E i miei compagni mi hanno chiesto di candidarmi, perché potevo dare visibilità al circolo di San Miniato. Abbiamo deciso tutti insieme. Certo non credevo che ne sarebbe nata una storia così, ma sono contento” dice sinceramente il candidato al Senato.
E di sincerità non ne fa a meno anche quando si intraprendono discorsi e considerazioni che esulano dal territorio (“Non mi chiedere cosa farò, perché promesse non ne faccio” ci ha detto schiettamente). Da Monti a Berlusconi, la linea di SEL passa anche da Renzo Ulivieri.
“Quando ci chiedono dell'alleanza con Monti c'è una sola risposta da dare: noi non abbiamo bisogno di alleanze, perché si vince – dice convinto Ulivieri - Solo così restituiremo fiducia ai cittadini. Metaforicamente e calcisticamente parlando, sembra una squadra che va in vantaggio nel primo tempo e sta tutto il secondo tempo a fare catenaccio e difendere il risultato. Allenatori così non li prendono nemmeno al Ponzano...”.
“Non dobbiamo dare messaggi sbagliati e dobbiamo smettere di parlare di Berlusconi – spiega il candidato di SEL al Senato – perché così gli facciamo solo da cassa di risonanza. Poi dobbiamo anche pensare che la gente non è stupida, non si fa incantare da due bischerate (censura, ma il lettore può immaginare) dette da Berlusconi, e noi non ci dobbiamo far intimorire”.
Intanto la gente passa, lo guarda, lo riconosce e si ferma, qualcuno la prende per la giacca e lo saluta come farebbe un vecchio amico, forse perché davvero lo è. Perché gli empolesi non si sono dimenticati chi, prima di Spalletti, ha spiccato il volo proprio dal Castellani, in quello che sembra un lontano 1976, quando un giovane Renzo Ulivieri allenava l'Empoli FC e che l'anno dopo sedeva sulla panchina della Fiorentina.
Finisce la schiacciata, è tardi, un saluto veloce ad altri amici, a Nicola Ferraro, responsabile di Empoli che lo ha accompagnato in questo giro, arrivano anche le ragazze che erano a volantinare, infreddolite ma sorridenti. E domenica sarà di nuovo con i suoi elettori a pranzo a Montelupo al circolo ARCI, insieme alle società sportive.
La mattina, alle 12.00, Ulivieri saluterà i giocatori dell’Unione Sportiva Calcio Montelupo presso lo stadio Castellani. Alle 12.30 si sposterà al Circolo ARCI “Il Progresso”, via Rovai 41, per un pranzo con sportivi, genitori, allenatori, dirigenti, e tutti coloro che vorranno partecipare (necessaria la prenotazione: si può telefonare a Nicola Ferraro, ); al pranzo sarà presente anche Mauro Valiani, medico ed ex-dirigente ASL, candidato per SEL al Senato della Repubblica. Alle 14.30. Infine, Ulivieri e Valiani animeranno un dibattito con tutti i presenti dal titolo “Lo sport al servizio della società”.