Carissime amiche e
carissimi amici,
siete invitati al secondo appuntamento della Rassegna giugno-luglio di Cinema e Ambiente 2025
martedì 1 luglio
ore
20:50 - Cinema "Multisala Verdi" di Vittorio Veneto
in programma
DONDE LOS ARBOLES DAN CARNE
(Dove gli alberi danno carne)
Regia di Alexis Franco
film, Argentina-Spagna-Stati Uniti, 2024, 72′, v.o sott. italiano
vincitore dei premio: Genziana d’oro Miglior film – Gran Premio “Città di Trento” al 73° Trento Film Festival 2025
LA MOTIVAZIONE DELLA GIURIA
«
Con uno sguardo intimo e rigoroso, ma altrettanto potente, Alexis
Franco ci conduce nel cuore della Pampa argentina, dove diverse
generazioni affrontano le conseguenze della desertificazione e la
dissoluzione di un mondo che sembrava immutabile. Il regista compone un
film sospeso tra finzione e realtà: un neo-western umanista che
decostruisce e reinventa il mito maschile del gaucho, restituendo
dignità e fragilità a una comunità che resiste senza retorica. La
narrazione si sviluppa tra gesti quotidiani e paesaggi aridi, evocando
un’epica silenziosa che interroga il nostro rapporto con la terra e con
il tempo».
«
È un grido d’allarme, un colpo allo stomaco che racconta la crisi climatica che si è già fatta presente»
,
ha sottolineato il presidente del Festival Mauro Leveghi, rimarcando il
ruolo del cinema come strumento di consapevolezza e responsabilità.
LA STORIANel cuore dell'Argentina, un volenteroso allevatore di bestiame, Omar, si trova coinvolto in una battaglia inesorabile contro la furia della natura. Una prolungata siccità minaccia di sconvolgere lo stile di vita dei gaucho, e la terra ora porta il pesante fardello del bestiame morente. Mentre Omar lotta per tenere in vita le sue mucche, assistiamo alle strazianti decisioni che deve prendere per salvare quel poco che resta.
Un film sospeso tra documentario e finzione, che intreccia la quotidianità di Omar, un allevatore solitario, con un racconto visivo fatto di paesaggi sterili e gesti lenti, carichi di significato. Un film che diventa simbolo di una resistenza rurale che non ha voce, ma parla con la forza dei silenzi, delle mani sporche di terra, degli animali da salvare.