HERMANN BUHL: OLTRE OGNI CIMA
Regia di Werner Bertolan
LA STORIA
Il 3 luglio del 1953, sulla vetta del
Nanga Parbat (8.126 metri), in Pakistan, veniva scritta una pagina della
storia dell’alpinismo moderno. Un alpinista austriaco, che all’epoca
aveva solo 29 anni, realizzava la prima salita assoluta della nona
montagna più alta del mondo, senza ossigeno supplementare e in
solitaria. Il suo nome era Hermann Buhl.
Il Nanga Parbat rappresenta l’avventura
chiave della sua carriera alpinistica, la più nota e celebrata, ma non
l’unica. Nel 1957 Buhl fu protagonista di un’altra grande impresa
himalayana: la prima ascensione del Broad Peak (8.051 m), realizzata con
Kurt Diemberger, Marcus Schmuck e Fritz Wintersteller. Pochi giorni
dopo, mentre era impegnato in una ascesa sul Chogolisa (7.665 m), una
cornice di neve cedette sotto il suo peso. Il suo corpo non fu mai
ritrovato.
LA RECENSIONE
Hermann Buhl: oltre ogni cima,
racconta attraverso immagini d’archivio, testimonianze e rievocazioni
emozionanti, le principali tappe della vita del leggendario alpinista
austriaco. Non si tratta di una semplice ricostruzione di imprese
alpinistiche ma di un racconto di Buhl come alpinista e uomo,
descrivendo gli aspetti particolari, che hanno contribuito a renderlo
una figura iconica nel mondo della montagna.
Ad accompagnare gli spettatori in questo viaggio nel tempo è l'alpinista tedesco Alexander Huber, grande ammiratore di Buhl, attraverso una serie di incontri con persone fortemente legate a Hermann, dalle figlie Kriemhild e Sylvia a un'altra leggenda dell'alpinismo, che è Kurt Diemberger.
Un film che nasce come omaggio nei
confronti di un uomo che, grazie a una forte passione e determinazione,
ha saputo sfidare i propri limiti, segnando pagine indelebili della
storia dell’alpinismo e arrivando a essere considerato un pioniere dello
stile alpino.
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