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This photograph captures a powerful Italian propaganda poster from 1942, titled "Tacete, il nemico vi ascolta" or "Silence, the enemy listens". The illustration was created by renowned artist Gino Boccasile (1901-1952), known for his influential work during the mid-20th century. The poster depicts a striking image of an Italian soldier with his finger to his lips, urging silence. The message is clear: in times of war, one must be cautious about what they say as the enemy is always listening. Boccasile's artistic style shines through in this piece, showcasing his ability to convey emotion and capture attention. During this period in Italy's history, fascism was on the rise under Benito Mussolini's leadership. Propaganda played a significant role in promoting nationalistic ideals and encouraging support for the regime. This particular poster aimed to instill fear among Italians while emphasizing the importance of secrecy and vigilance against their enemies. The print itself has been expertly captured by Leonard de Selva, highlighting every detail of Boccasile's intricate illustration. It serves as a reminder of both the historical context surrounding World War II and the power that art can have in shaping public opinion. Overall, this photograph offers viewers a glimpse into Italy's wartime past while showcasing Gino Boccasile's talent as an artist and propagandist.
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Viva le intercettazioni telefoniche, solo quelle particolari, per! S, una specie di D.O.P, D.O.C dell' intrigo internazionale e non; comunque sempre meglio iniziare da casa nostra che non ci si annoia, proprio, mai. E cos, dopo il grande fratello che vede tutto, da qualche anno abbiamo anche il grande orecchio che tutto sente. Non ci facciamo mancare niente, ci mancherebbe.
Siamo o no il Paese delle Meraviglie? Ormai, se sai di essere un pezzo grosso e contare qualcosa vieni intercettato: che tu sia re o politico, vip o ballerino, il nemico ti ascolta, sempre che quello che drizza le antenne sia un vero e proprio nemico oppure solo una classica portinaia. Qui casca l' asino!
Eh, ma quando c'era Berlusconi (allora primo minestro o ministro che dir si voglia), andava tutto bene, perch ricopriva una carica pubblica. Allora (sembra una vita fa ma successo l' altro ieri), tra processi e processini, gli altarini erano venuti fuori, e oggi invece? Ora al potere c' lui (Renzi), e non gli si pu dir proprio nulla.
Gli intercettati di sinistra (vedi Guidi e compagnia bella), non sono forse uguali a quelli di destra? Cosa gli manca? E' solo una questione di pedigree o c' dell' altro? Mah s, quando vieni colto con la mano nella marmellata, basta dire che si violata la legge sulla privacy e chiusa l! Tanto la legge della giungla, vale anche a Montecitorio. Per fortuna che loro sono loro e io non sono un c....o!
Cacciati dal servizio di difesa dell'areonautica militare dopo aver causato l'ennesima catastrofe, gli eterni pasticcioni Stanlio e Ollio si riscattano scoprendo una segreta rete di spionaggio gestita da ex criminali nazisti. Ne combineranno ancora di tutti i colori ma alla fine verranno acclamati come degli eroi.
Laurel e Hardy aprono un negozio di biciclette e radio con un uomo che in realt una spia nazista. Il nemico ci ascolta uno dei migliori film del periodo peggiore di Laurel e Hardy. Anche se il duo non ha la grinta di un tempo, si ride ancora, molte gag sono spassose (anche se un po' riciclate) e l'affiatamento tra i due in grado di sorreggere il film. leggi tutto
Chiaramente non alludiamo allo slogan fascista, n al film del 1943 con Stanlio e Ollio Il nemico ci ascolta (Air Raid Wardens), ma a qualcosa di pi serio: allo spionaggio informativo dilagante e, per finire, alle telecamere cinesi per come appresso illustreremo. Invero, si desidera far notare nel prosieguo come nel tempo, per un motivo o per un altro, il citato motto di avvertimento sia rimasto pur sempre valido e attuale.
In sostanza, solo dello spionaggio in tempo di guerra incontriamo una certa regolamentazione nel diritto internazionale: secondo la disciplina del Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra, se una spia agente di una forza armata viene catturata dal nemico, sar trattata da spia e non da prigioniero di guerra.
Un gruppo di specialisti svedesi accreditati presso lo Swedish Center for China Studies ha infatti stabilito che la tecnologia cinese per le smart city comporterebbe tra le altre negativit la possibilit dello Stato cinese di accedere con estrema facilit ai dati sensibili dei siti controllati. E vi sembra poco?
Questa solenne sala deve il suo nome a Cesare Maccari (1840-1919), l'artista senese che la decor dopo aver vinto, nel 1880, un concorso bandito appositamente dal Ministero della Pubblica Istruzione "per la pittura a buon fresco", con l'obiettivo di richiamare i fatti pi rappresentativi dell'antico Senato di Roma. I progetti di Maccari furono selezionati soprattutto per l'intonazione chiara delle scene e la sobriet dei colori, in perfetta armonia con la luce della sala. La sua pittura evocativa e scenografica consente al visitatore di dialogare con lo spazio che lo circonda e con le antiche nobili origini del Senato. Sulle pareti sono raffigurati i cinque celebri episodi della storia del Senato romano, a simboleggiare le virt dei senatori: rispetto della parola data, oratoria, coraggio, onest, eloquenza. Tra le pi famose personalit dell'antica Roma, il primo affresco a destra, rappresenta Appio Claudio il Censore mentre viene condotto in Senato per esortare i Romani a non accettare le umilianti condizioni di pace imposte da Cinea, ambasciatore di Pirro; sulla parete di fronte, tra le finestre, sono descritti gli episodi di Marco Papirio, rimasto immobile sul suo scanno dinanzi all'invasione dei Galli e quello dei Sanniti che tentano di corrompere Curio Dentato perch convinca il Senato alla pace; sull'altro lato corto, l'affresco che rappresenta Cicerone mentre pronuncia la sua requisitoria contro Catilina, che ascolta, isolato, dal proprio seggio; nell'ultimo affresco, infine, descritto Attilio Regolo, nel momento della partenza da Roma, per rientrare da prigioniero a Cartagine, adempiendo al giuramento e dopo aver persuaso la curia romana a non negoziare con il nemico. Il Senato lo ascolta, mentre la folla osserva, il cielo di un azzurro luminoso e cambia tonalit incurvandosi al tramonto. Il soffitto racchiude quattro medaglioni con figure allegoriche - che rappresentano il commercio, l'agricoltura, le armi, le scienze, le lettere e le arti - disposte intorno a un motivo centrale, che simboleggia l'Italia trionfante e che riporta la scritta "Sei libera. Sii grande". Ai quattro angoli lo stemma di Casa Savoia e lungo il fregio una frase di Guicciardini: "Osservate con diligenza le cose dei tempi passati perch fanno lume alle future e quello che e sar, stato in altro tempo" e una di Machiavelli: "Nessuna cattiva sorte li fece mai diventare abietti e nessuna buona fortuna li fece mai essere insolenti". L'affresco della volta fu completato nel 1888 e l'arredo della sala fu ultimato nel 1890.
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