Yannick Vette

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Kody Chavva

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Aug 3, 2024, 5:50:25 PM8/3/24
to churalafi

Ehi ehi! Fu in un giorno di foehn che sradicava gli alberi che iniziai a scrivere le nostre avventure
Il momento giusto non sai mai quando accadr.
Quanto al lavoro ne avevo: era per fare super alpinismo.
Armati della nostra attrezzatura fatta interamente di punte d'acciaio affilate, forgiate potentemente, mai rompibili, nel peggiore dei casi deformabili a contatto con una roccia nascosta sotto la parte ghiacciata, il nostro eterogeneo trio aveva deciso di andare in un paese lontano. Laddove guardare le cime ti dava il torcicollo, non potevi pi distogliere lo sguardo dall'alto.
Si chiama Karakoram, un luogo eccezionale, se ci fosse un solo premio per una meraviglia naturale, sarebbe la Valle dell'Hunza a vincere questo premio, unanimemente dalle Nazioni Unite.
I nostri alpinisti non si accontentano di torcere il collo, ma anche di scioglierlo scalando queste maestose vette di 7000 metri e oltre, per guardare la valle dall'alto.

Sapendo questo, Helias Millerioux, Patrick Wagnon ed io siamo andati in Pakistan l'estate scorsa, senza un soldo, dopo questo anno terribile che ha rallentato il mondo, fermando persino le attivit di tutti, un po' come i nuovi arrivati nel racconto di Lewis Carroll "Alice nel paese delle meraviglie" dove ogni montagna un magnifico regalo, un gioiello per noi himalayani.

Dopo aver conosciuto questi magnifici gioielli, tutti vestiti di neve e rocce, difficile non tornarci per assaporare il sapore squisito di queste alte vette. Cos stato, eravamo in un parco divertimenti illimitato per alpinisti quali siamo.
certo che questo genere di giochi richiede un certo impegno, s rischiare la vita a volte necessario ma le cose belle non accadono da sole.

Dapprima siamo andati sul versante meridionale dello Shishpare, una vetta a 7600 che si trova non lontano da Karrimabad, il pastore locale che ci mostra la strada su questo ghiacciaio frantumato. Un grande aiuto. Verdetto finale: il versante meridionale dello Shishpare, quello che avevamo sognato da alcuni mesi si rivelato veramente spietato. Impossibile immaginare una via in mezzo a decine di gigantesche valanghe avvenute nell'arco della giornata!

Il nostro cuoco e la sua calda tenda da mensa ci aspetta l con i facchini del villaggio. Una volta pagato i facchini, questi vanno via e rimaniamo soli. La cresta nord del Diran complicata, la neve ancora molto abbondante all'inizio di giugno non facilita l'impresa. Avevamo degli sci, attrezzi indispensabili in questo periodo dell'anno. Ci che ci sembrava cos semplice da realizzare, ha impiegato un mese per compiersi ed stato in extremis, in una finestra di tempo molto breve, che siamo riusciti nel nostro progetto. Non c' mai stato pi di un giorno e mezzo di bel tempo consecutivo, rovesci di neve e temporali che si susseguivano durante i momenti di sole splendente oppure per tutto il giorno, impossibile avere una buona visibilit e poter anticipare eventuali salite, impensabile salire pi in alto soprattutto a causa delle quantit di neve instabile che voleva solo sgretolarsi sotto i nostri piedi.

I tre personaggi di questa telenovela himalayana si sono anche concessi il lusso di tornare al villaggio della valle per qualche giorno a riposare mangiando ciliegie, spiedini di carne e l'esclusivo cibo Hunza dove l'olio di semi di albicocca insaporisce tutti i piatti.

Al campo base, con Jan, il nostro cuoco e compagno di squadra indispensabile al buon successo di una spedizione in questi luoghi remoti, ci prendevamo uno o due giorni di riposo ad ogni occasione di tempo incerto. Il signor Millerioux si divertito a costruire una diga sul torrente che scorreva accanto al nostro campeggio. Mi chiedevo quale fosse lo scopo del suo mini laghetto, finch non si rivelato il mezzo ideale per i nostri bagni tonificanti e per lavare i panni!

Iceman ha pensato anche nei suoi momenti di gioia pi folli, di venire a studiare questo ghiacciaio in modo che non avesse pi segreti per lui; questo era anche il suo lavoro: studiare i ghiacciai.
La felicit c'era ma nascondeva qualcos'altro, la pressione fondamentale che precede ogni salita e le domande che la accompagnano: ci saremmo arrivati? e i rischi da correre non saranno troppo alti?
Tempo di brainstorming nella tenda della mensa.
"Hello Kitty alias Helias, sei operativo? Non troppo stanco per il mese passato a fare avanti e indietro in montagna?" "No ragazzi" mi ha risposto quando gli ho fatto la domanda. Quanto a Patrick/Iceman, lui era pi indistruttibile che mai, era nel suo mondo e tutte le montagne circostanti erano montagne russe da esplorare. "E tu Yannick/ Spongebob, sei motivato?" Avendo esagerato con aperitivi e pasti gourmet prima della partenza, ero in sovrappeso di qualche chilo e trascinavo costantemente la zampa dietro le altre. "Andr tutto bene, queste tre settimane di allenamento mi hanno rimesso in piedi".
La squadra selvaggia era pronta.
Quattro giorni erano il tempo che ci eravamo dati; non avevamo altra scelta perch quella era l'unica finestra di meteo accettabile.

Nel bel mezzo di una notte di met luglio, con le stelle che brillavano nel firmamento, i tre amici sono partiti per raggiungere la loro grotta di ghiaccio a 5400 m di quota per trascorrere la notte successiva, la prima!
La chiave del successo passava intorno ai 6000 m lungo un terrificante attraversamento di 200 m di giganteschi flauti di ghiaccio sospesi nel vuoto, che cadevano sul ghiacciaio del versante occidentale della cresta.

"Helias stai andando dalla parte sbagliata!" "Non cos!" ha ribattuto: aveva immaginato che fosse possibile sfuggire a questo difficile passaggio sul versante est che non vedevamo dal CB.
"Ora tocca a te!" E ho attaccato, sprofondando fino allo stomaco, nella neve quasi verticale per attraversare un punto dove la vetta sarebbe stata in vista e quindi immaginabile. Patrick mi ha raggiunto dopo alcune ore intense e si precipitato al bivacco, poco prima del buio, il tempo era bello.
Era un bivacco angusto, uno russava, l'altro scoreggiava e il terzo non dormiva.
D-day. " ora ragazzi, dobbiamo partire all'alba, il risveglio sempre difficile quass!" E ci aspettano 1200 metri in un terreno sconosciuto.

Il tempo bellissimo e ci muoviamo dolcemente su neve abbastanza alta con la ferma speranza che prima o poi la neve si rassodi, sbagliando per: la neve rimarr molto molle.
Pi in alto andiamo pi lentamente andiamo, l'equazione fondamentale di ossigeno rarefatto e fitness!
Arriviamo in vetta verso le 15! 10 h per fare 1200m dal nostro ultimo bivacco dove abbiamo lasciato tenda e sacchi a pelo.

Cos arriva il momento di scendere, ora che il tempo inizia a peggiorare, e gigantesche nuvole grigio nere invadono le montagne. Inizia subito a nevicare e il vento si alza, ora di accelerare il passo per raggiungere il prima possibile il nostro rifugio a 6050m. Le tracce della salita scompaiono e tagliamo direttamente, installiamo una doppia su un fungo di neve per attraversare un crepaccio, una breve schiarita ci permette di ritrovare le nostre tracce e vediamo il nostro accampamento. Sfiniti, disposti male nella nostra minuscola tenda, ci approcciamo a una notte con il brutto tempo che arriva.
Patrick esordisce -"Ehi Yannick, non hai paura? Come faremo domani se nevica tutta la notte? Ma io dormo, stremato dalla giornata, non ho tempo per preoccuparmi di niente. Helias sembra preoccupato ma non dice una parola.
Dobbiamo ripartire presto! Sappiamo che sar lunga, dobbiamo fare questa maledetta traversata di flauti di ghiaccio, che ci impedisce una discesa pi serena verso la cresta che ci riporter sul ghiacciaio. Per la gioia del nostro trio, dopo essere usciti sotto la neve che cade, il cielo si schiarisce e presto il sole torna a splendere e il ghiacciaio e il piano finalmente si avvicinano.
Alla fine del pomeriggio sfiniti ma felici ci uniamo agli sci, perdiamo altri 1000 metri velocemente e troviamo il nostro caro 4 membro della squadra selvaggia, Jan, il nostro cuoco e manager del campo base, che ci viene incontro carico di cibo. Spongebob, Hello Kitty e Iceman, il nostro comico e improbabile trio, lo ringraziano per il suo prezioso supporto.
Tornati nella valle dell'Hunza all'hotel a Karrimabad, abbiamo una stanza ma con solo 2 letti e il tiro a sorte costringe uno a dormire su un materasso per terra. Carichi di fatica, ci riposiamo bene.
Dopo qualche momento di riposo abbiamo pensato al resto del viaggio.
Torneremo subito indietro? O ci imbarcheremo per un'altra salita? Le opinioni erano discordanti.
Io preferivo andare a casa ma gli altri due volevano restare a fare un altro giro in questo gigantesco luna park.
La discussione si chiude quando il bel tempo sembra essere dalla nostra parte.

Helias and Friends partono per un'altra straordinaria avventura: TOTALLY FUCKED ON RAKAPOSHI; ma qual era questa nuova attrazione?
Dopo aver perso un po' di tempo alla fine del mondo, un luogo oltre il quale nessuno voleva andare nonostante i nostri sforzi pi persuasivi, SOST per la precisione, un villaggio sul confine pakistano-cinese ma che potrebbe essere anche fuori nel selvaggio West, ricco di ogni tipo di traffico tra i due paesi: esseri umani, animali dai polli ai cammelli e ogni tipo di cineseria. Dopo non essere riusciti a trovare un solo facchino disposto a portarci alla base della montagna che speravamo di scalare dal confine cinese, i nostri tre avventurieri si sono finalmente stabiliti a Rakaposhi a quasi 8000 m, con una sola foto presa da Internet come guida!

Il nostro progetto iniziale di approcciare la vetta dal confine cinese fallito, nessun facchino vuole accompagnarci, chiss!
La finestra meteorologica era di soli 4 o 5 giorni, il che significa che dovevamo essere efficienti e che dovevamo arrivare rapidamente al campo base e aspettare 2 o 3 giorni nel maltempo per essere pronti al momento giusto.
Arrivando a 4000m a 1 ora dal CB abbiamo subito una grandinata e una pioggia gelata che hanno messo a dura prova la nostra mini carovana. Dopo 30 anni in montagna senza infortuni, voil! Sono crollato sul ghiacciaio con una distorsione alla caviglia, rientrando al campo zoppicando. Mi stavo davvero ponendo delle domande, dicendomi che sarei tornato prima ancora di poter iniziare la salita, un pasticcio. I nostri tempi erano risicati, il nostro rientro era programmato senza alcun margine dopo la salita.... Con una fascia elastica e pomata antinfiammatoria mi sono buttato, con i miei amici, tutto stretto nelle mie scarpe da montagna, nella salita di questa vetta impressionante.
Di questa montagna non sapevamo nulla a parte un semplice schema su una foto aerea, sapevamo che sarebbe stata lunga e il percorso era solo parzialmente visibile; dove una classica spedizione si studia ai piedi della montagna per almeno un mese, noi abbiamo avuto poco meno di una settimana!
Questo significava che bisognava andare veloci durante la salita per fare grandi passi almeno i primi giorni. La mia caviglia si comportava abbastanza bene, anche se a volte con un forte dolore.

c80f0f1006
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