Antonella Petrosillo <top...@yahoo.com>: Nov 27 11:18PM -0800
Ciao a tutti!
In merito alla vostra discussione sullo sciopero proclamato dalla CISL per il prossimo lunedì, vi allego una scheda della CGIL (trovata online) che riassume la legge 146/1990 sullo sciopero nelle scuole. Non so se sia una legge relativa alle sole scuole elementari,medie e superiori, o se si applichi anche a nidi e materne, in questo momento non ho la possibilità di verificare.
L'unica cosa certa è che il singolo lavoratore non ha l'obbligo di comunicare all'utenza l'intenzione di scioperare, ha casomai l'obbligo di dirlo al dirigente che provvederà ad informare l'utenza nei tempio stabiliti.
Buona giornata a tutti!
Antonella
--------------------------------------------
Ven 28/11/14, 'Marco P. Dagradi' via ChiedoAsilo <chied...@googlegroups.com> ha scritto:
Oggetto: Re: [chiedoasilo] sciopero straordinari educatrici
A: "chied...@googlegroups.com" <chied...@googlegroups.com>
Data: Venerdì 28 novembre 2014, 00:01
Grazie
Barbara.Sono lieto per te e per la tua
zona
Da noi le maestre
sono splendide come maestre , il problema é però quello
che ho descritto .E dirlo, e viverlo, mi fa
inca.... appunto perché le conosco e conosco l'impegno
e la passione ( palesemente minore da un po' di tempo a
questa parte )
Ma
questo atteggiamento subordinato a qualche voce grossa in
altre sedi non mi va proprio.
E parla uno che nel 2010 ha fatto il
diavolo a 4 per difendere il nido Orlando (e le educatrici)
dall'assalto della Moratti e dei suoi
convenzionati.
NotteM
Il giorno
27/nov/2014, alle ore 21:17, barbara borlini <barbara...@gmail.com>
ha scritto:
Ciao Marco. La mail é lunga e la devo
leggere con piu calma.
Posso peró testimoniare una esperienza x fortuna diversa
da quella che descrivi. Il rapporto con le maestre, sia in
materna che al nido, é stato sempre molto positivo e
credevo, forse ingenuamente, fosse la norma di tutte le
strutture comunali.
Nessun muro contro muro. Le maestre han sempre avvisato il
giorno prima sulla loro adesione agli scioperi. La lettera
mi é stata data in quanto rappresentante chiedendomi di
farla girare e dandomi anche riferimenti per eventuale
incontro informativo com le famiglie.
Per tutto il resto, come detto, devo leggere meglio.
Il giorno 27/nov/2014
17.11, "'zambo335' via ChiedoAsilo" <chied...@googlegroups.com>
ha scritto:
Buongiorno Barbare e tutti
di sicuro la situazione non è facile per le maestre che
da tempo
soffrono e discutono con il Comune per la loro
condizione lavorativa
(generale e locale), ma come purtroppo accade
sistematicamente le
conseguenze delle loro iniziative e agitazioni si
ripercuoto solo
sulle famiglie e non sul Comune in quanto
controparte.
Mi dici per piacere in forma ti hanno consegnato questo
comunicato?
a mano, nell'armadietto, per mail, in
bacheca.....
Da noi in Baroni 45 non c'è alcuna volontà di
condivisione ma solo
doloroso muro contro muro.
Sono tre anni che alle mie richieste e inviti alla
condivisione con
i genitori delle loro lotte e dei loro sacrifici anche
economici
(cioè, spiegateci voi le motivazioni degli scioperi,
raccontateci
cosa vi dite in assemblea, diteci cosa intendete fare
per migliorare
il vostro lavoro e di conseguenza la situazione), alle
mie
richieste ricevo sempre degli amichevoli
"informati, leggi i
giornali...".
Siamo messi proprio male. Il genitore deve
spontaneamente
documentarsi perché subendo un disagio al posto del
Comune di Milano
desidera ardentemente condividere le fatiche del
personale della
scuola? Funziona così?....
E comunque, quanti leggono o guardano i notiziari,
quanti si
informano le famiglie straniere che nella nostra zona
rappresentano
una discreta presenza?
I genitori non contestano gli scioperi né tanto meno il
diritto ad
aderirvi, ma la forma con cui vengono esercitati nel
particolare dei
servizi all'infanzia.
Il silenzio, l'asservimento al sindacato USB che
impone alle
educatrici di non dire ai genitori se aderiranno allo
sciopero o
meno!
Cioè il sindacato impone a un essere umano in grado di
intendere e
di volere di non parlare con i genitori e non esprimere
la propria
opinione e posizione.
Vi è chiaro cosa sta succedendo?
La scorsa settimana si è superato il limite.
Su una bacheca in salone è stato affisso un avviso su
foglio bianco,
non firmato ma con timbro del Comune , in cui si davano
alle
famiglie le regole da rispettare per informarsi circa il
servizio
nella giornata di sciopero: tipo i genitori non hanno
diritto di
chiedere alla maestra se aderirà o meno allo sciopero,
i genitori
che portano i figli al prescuola possono chiamare alle 7
o 7,30 non
ricordo per sapere se c'è la maestra del prescuola,
poi chiamare
alle 9.45 e chiedere se c'è la maestra delle 10, se
non c'è devono
andare a prendere il bambino, se invece c'è devono
chiamare
alle.....e via dicendo.
Tralasciando momentaneamente il grave abuso di timbrare
a nome del
Comune una informativa personale e arbitraria con
l'intento di farla
passare come disposizione della direzione scolastica
(fatto che ho
chiesto di approfondire nelle sedi competenti), si è
trattato di una
iniziativa non richiesta, fuori luogo, aggressiva e
violenta nei
confronti sia delle famiglie che delle educatrici.
E questa sarebbe la centralità del bambino che non sa
cosa farà in
giornata, due ore da una parte e un'ora
dall'altra.
E sarebbe anche il rispetto delle famiglie (dei
lavoratori) che
secondo il sindacato dovrebbero passare la giornata al
telefono
(presumibilmente trovandolo spesso occupato) ed
organizzarsi ogni
due ore?
Ma siamo seri!!!
Penso stiamo parlando di servizi particolari, non di una
attività
come le altre, le educatrici sono in lotta con il Comune
e noi
abbiamo bisogno che stiano bene : perché fare cadere
tutto ciò sulla
famiglia?
Non capisco dove sia il disagio per il Comune, causa
delle
agitazioni.
Inutile dire che sono sempre meno coloro i quali
chiamano perché
stufi di essere tenuti in ballo da USB: si tengono i
bambini a casa
con nonni o babysitter chi può o si prende giorno di
ferie, il
problema è ovviamente molto meno sentito da chi per
scelta o
necessità non lavora.
E tornano ricorrenti i soliti taglienti discorsi sulle
scuole
private, con gli argomenti che immaginate.
Comunque i contenuti del comunicato che condividi,
Barbara, mi
paiono ben più morbidi di quelli del documento del 18
novembre che
allego qui.
Nel lungo e articolato comunicato, di cui riporto questo
passaggio
"...Dall’analisi
del documento, si deduce un orientamento che
affievolisce i
principi fondanti della “centralità del
Bambino” quale
imprescindibile soggetto di diritti, di rispetto
costante
dei suoi tempi, ritmi e bisogni di crescita
individuali e
collettivi, mentre si delineano chiaramente
modalità
organizzative maggiormente funzionali alle
richieste delle
Famiglie." , pare che per USB
il centro della
questione non sia tanto la cosiddetta sbandierata
centralità del
Bambino ma unicamente il (giusto!) posto di lavoro per
titolari e
precari e la indiscutibilmente sacrosanta retribuzione
dei
lavoratori per il lavoro svolto.
E se ci fossero ancora dei dubbi, capiamo anche "le
modalità
organizzative funzionali alle richieste delle Famiglie
(...?)" sono
poco gradite al sindacato.
Detto questo, perché io non potrei chiedere alla
maestra se il
giorno dopo aderirà allo sciopero, e perché la maestra
non dovrebbe
essere in grado di rispondere da sola "sì"
o "no" oppure spiegare
lei personalmente in "non te lo dico".
C'è bisogno di qualcuno che
tappi le bocche? Mica avranno timore di
rappresaglie?
Non mi viene in mente come si chiama questo
sistema........
In questo modo le maestre da una parte e genitori
dall'altra.
E' brutto e triste, anche perché immagino molti di
noi come me hanno
un rapporto sereno e amichevole con le
"ragazze".
Perché non capirci?
Naturalmente so che tra i genitori del gruppo ci sono
insegnanti e
sindacalisti, e chi non la pensa come me dirà la
propria.
Mi duole dirlo ma buona parte dei genitori, almeno della
nostra
scuola, non condividono questo modo di fare perché non
viene
trasmesso il fine giusto né accettato il metodo
utilizzato.
Scusate qualche riga di troppo, buona serata
Marco Dagradi
Il 27/11/2014 9.55, barbara borlini ha
scritto:
Buongiorno a tutti,
Inoltro
la lettera delle rappresentanze
sindacali delle
educatrici ai genitori in merito allo
stato
d'agitazione del personale educativo
nel periodo dal
22/11 al 22/12. Il suddetto stato
d'agitazione
non è un vero e proprio sciopero con
astensione dal
lavoro, ma una forma inusuale che
prevede solo il
rifiuto di fare ore di
straordinario.
Come sappiamo,
le prestazioni straordinarie, anche se
aggiuntive,
sono fondamentali per il normale
esercizio dei
servizi all'infanzia, in quanto,
vista la riduzione
di personale a progetto (quelle che
venivano
chiamate doa o insegnanti jolly),
coprono i
buchi in caso di assenze
brevi.
Peraltro, queste ore di straordinario non
vengono poi
pagate, ma vanno ad accumularsi nella banca
del tempo e
sono molto difficili da recuperare, poichè si
tradurrebbero in successive assenze a
discapito della
compresenza.
Sulle famiglie gli effetti si
dovrebbero
manifestare in base ai turni e alle
assenze brevi
previste o impreviste (malattie,
permessi...).
Nella
mia scuola i genitori sono ovviamente
preoccupati
per i possibili disservizi, ma anche
coesi a
sostegno delle educatrici.
Saluti
Barbara
--
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Claudia Ponti <claudia...@gmail.com>: Nov 28 09:25AM +0100
Ciao
Proprio questa mattina ho avuto uno scambio con una mamma amica e prof che ovviamente difende il diritto di
sciopero e le modalità comunicative.
Resta il fatto secondo me che i bambini ai nidi ed alle materne pongono vincoli organizzativi diversi. Saperlo anche solo il pomeriggio prima comporta a volte enormi difficoltà.
Alle elementari e oltre e' più facile organizzarsi nella consegna e nel ritiro; non c'è un controllo ferreo sulle deleghe: Un genitore può recuperarne un gruppo e gestirlo delegato dagli altri.
I bambini alle elementari vengono smistati con più facilità: Nell'infanzia a 33 bambini in sezione possono intervenire le forze dell'ordine e chiudere la sezione. I piccoli sono meno autonomi e necessitano una maggiore cura.
Mi sembra incoerente assimilare le modalità applicative in casi cosi diversi.
Ovvero mi sembra che ci si accanisca con le fasce più deboli.
Claudia
----- Messaggio originale -----
Da: "'Antonella Petrosillo' via ChiedoAsilo" <chied...@googlegroups.com>
Inviato: 28/11/2014 08:18
A: "chied...@googlegroups.com" <chied...@googlegroups.com>
Oggetto: Re: [chiedoasilo] sciopero straordinari educatrici
Ciao a tutti!
In merito alla vostra discussione sullo sciopero proclamato dalla CISL per il prossimo lunedì, vi allego una scheda della CGIL (trovata online) che riassume la legge 146/1990 sullo sciopero nelle scuole. Non so se sia una legge relativa alle sole scuole elementari,medie e superiori, o se si applichi anche a nidi e materne, in questo momento non ho la possibilità di verificare.
L'unica cosa certa è che il singolo lavoratore non ha l'obbligo di comunicare all'utenza l'intenzione di scioperare, ha casomai l'obbligo di dirlo al dirigente che provvederà ad informare l'utenza nei tempio stabiliti.
Buona giornata a tutti!
Antonella
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Ven 28/11/14, 'Marco P. Dagradi' via ChiedoAsilo <chied...@googlegroups.com> ha scritto:
Oggetto: Re: [chiedoasilo] sciopero straordinari educatrici
A: "chied...@googlegroups.com" <chied...@googlegroups.com>
Data: Venerdì 28 novembre 2014, 00:01
Grazie
Barbara.Sono lieto per te e per la tua
zona
Da noi le maestre
sono splendide come maestre , il problema é però quello
che ho descritto .E dirlo, e viverlo, mi fa
inca.... appunto perché le conosco e conosco l'impegno
e la passione ( palesemente minore da un po' di tempo a
questa parte )
Ma
questo atteggiamento subordinato a qualche voce grossa in
altre sedi non mi va proprio.
E parla uno che nel 2010 ha fatto il
diavolo a 4 per difendere il nido Orlando (e le educatrici)
dall'assalto della Moratti e dei suoi
convenzionati.
NotteM
Il giorno
27/nov/2014, alle ore 21:17, barbara borlini <barbara...@gmail.com>
ha scritto:
Ciao Marco. La mail é lunga e la devo
leggere con piu calma.
Posso peró testimoniare una esperienza x fortuna diversa
da quella che descrivi. Il rapporto con le maestre, sia in
materna che al nido, é stato sempre molto positivo e
credevo, forse ingenuamente, fosse la norma di tutte le
strutture comunali.
Nessun muro contro muro. Le maestre han sempre avvisato il
giorno prima sulla loro adesione agli scioperi. La lettera
mi é stata data in quanto rappresentante chiedendomi di
farla girare e dandomi anche riferimenti per eventuale
incontro informativo com le famiglie.
Per tutto il resto, come detto, devo leggere meglio.
Il giorno 27/nov/2014
17.11, "'zambo335' via ChiedoAsilo" <chied...@googlegroups.com>
ha scritto:
Buongiorno Barbare e tutti
di sicuro la situazione non è facile per le maestre che
da tempo
soffrono e discutono con il Comune per la loro
condizione lavorativa
(generale e locale), ma come purtroppo accade
sistematicamente le
conseguenze delle loro iniziative e agitazioni si
ripercuoto solo
sulle famiglie e non sul Comune in quanto
controparte.
Mi dici per piacere in forma ti hanno consegnato questo
comunicato?
a mano, nell'armadietto, per mail, in
bacheca.....
Da noi in Baroni 45 non c'è alcuna volontà di
condivisione ma solo
doloroso muro contro muro.
Sono tre anni che alle mie richieste e inviti alla
condivisione con
i genitori delle loro lotte e dei loro sacrifici anche
economici
(cioè, spiegateci voi le motivazioni degli scioperi,
raccontateci
cosa vi dite in assemblea, diteci cosa intendete fare
per migliorare
il vostro lavoro e di conseguenza la situazione), alle
mie
richieste ricevo sempre degli amichevoli
"informati, leggi i
giornali...".
Siamo messi proprio male. Il genitore deve
spontaneamente
documentarsi perché subendo un disagio al posto del
Comune di Milano
desidera ardentemente condividere le fatiche del
personale della
scuola? Funziona così?....
E comunque, quanti leggono o guardano i notiziari,
quanti si
informano le famiglie straniere che nella nostra zona
rappresentano
una discreta presenza?
I genitori non contestano gli scioperi né tanto meno il
diritto ad
aderirvi, ma la forma con cui vengono esercitati nel
particolare dei
servizi all'infanzia.
Il silenzio, l'asservimento al sindacato USB che
impone alle
educatrici di non dire ai genitori se aderiranno allo
sciopero o
meno!
Cioè il sindacato impone a un essere umano in grado di
intendere e
di volere di non parlare con i genitori e non esprimere
la propria
opinione e posizione.
Vi è chiaro cosa sta succedendo?
La scorsa settimana si è superato il limite.
Su una bacheca in salone è stato affisso un avviso su
foglio bianco,
non firmato ma con timbro del Comune , in cui si davano
alle
famiglie le regole da rispettare per informarsi circa il
servizio
nella giornata di sciopero: tipo i genitori non hanno
diritto di
chiedere alla maestra se aderirà o meno allo sciopero,
i genitori
che portano i figli al prescuola possono chiamare alle 7
o 7,30 non
ricordo per sapere se c'è la maestra del prescuola,
poi chiamare
alle 9.45 e chiedere se c'è la maestra delle 10, se
non c'è devono
andare a prendere il bambino, se invece c'è devono
chiamare
alle.....e via dicendo.
Tralasciando momentaneamente il grave abuso di timbrare
a nome del
Comune una informativa personale e arbitraria con
l'intento di farla
passare come disposizione della direzione scolastica
(fatto che ho
chiesto di approfondire nelle sedi competenti), si è
trattato di una
iniziativa non richiesta, fuori luogo, aggressiva e
violenta nei
confronti sia delle famiglie che delle educatrici.
E questa sarebbe la centralità del bambino che non sa
cosa farà in
giornata, due ore da una parte e un'ora
dall'altra.
E sarebbe anche il rispetto delle famiglie (dei
lavoratori) che
secondo il sindacato dovrebbero passare la giornata al
telefono
(presumibilmente trovandolo spesso occupato) ed
organizzarsi ogni
due ore?
Ma siamo seri!!!
Penso stiamo parlando di servizi particolari, non di una
attività
come le altre, le educatrici sono in lotta con il Comune
e noi
abbiamo bisogno che stiano bene : perché fare cadere
tutto ciò sulla
famiglia?
Non capisco dove sia il disagio per il Comune, causa
delle
agitazioni.
Inutile dire che sono sempre meno coloro i quali
chiamano perché
stufi di essere tenuti in ballo da USB: si tengono i
bambini a casa
con nonni o babysitter chi può o si prende giorno di
ferie, il
problema è ovviamente molto meno sentito da chi per
scelta o
necessità non lavora.
E tornano ricorrenti i soliti taglienti discorsi sulle
scuole
private, con gli argomenti che immaginate.
Comunque i contenuti del comunicato che condividi,
Barbara, mi
paiono ben più morbidi di quelli del documento del 18
novembre che
allego qui.
Nel lungo e articolato comunicato, di cui riporto questo
passaggio
"...Dall’analisi
del documento, si deduce un orientamento che
affievolisce i
principi fondanti della “centralità del
Bambino” quale
imprescindibile soggetto di diritti, di rispetto
costante
dei suoi tempi, ritmi e bisogni di crescita
individuali e
collettivi, mentre si delineano chiaramente
modalità
organizzative maggiormente funzionali alle
richieste delle
Famiglie." , pare che per USB
il centro della
questione non sia tanto la cosiddetta sbandierata
centralità del
Bambino ma unicamente il (giusto!) posto di lavoro per
titolari e
precari e la indiscutibilmente sacrosanta retribuzione
dei
lavoratori per il lavoro svolto.
E se ci fossero ancora dei dubbi, capiamo anche "le
modalità
organizzative funzionali alle richieste delle Famiglie
(...?)" sono
poco gradite al sindacato.
Detto questo, perché io non potrei chiedere alla
maestra se il
giorno dopo aderirà allo sciopero, e perché la maestra
non dovrebbe
essere in grado di rispondere da sola "sì"
o "no" oppure spiegare
lei personalmente in "non te lo dico".
C'è bisogno di qualcuno che
tappi le bocche? Mica avranno timore di
rappresaglie?
Non mi viene in mente come si chiama questo
sistema........
In questo modo le maestre da una parte e genitori
dall'altra.
E' brutto e triste, anche perché immagino molti di
noi come me hanno
un rapporto sereno e amichevole con le
"ragazze".
Perché non capirci?
Naturalmente so che tra i genitori del gruppo ci sono
insegnanti e
sindacalisti, e chi non la pensa come me dirà la
propria.
Mi duole dirlo ma buona parte dei genitori, almeno della
nostra
scuola, non condividono questo modo di fare perché non
viene
trasmesso il fine giusto né accettato il metodo
utilizzato.
Scusate qualche riga di troppo, buona serata
Marco Dagradi
Il 27/11/2014 9.55, barbara borlini ha
scritto:
Buongiorno a tutti,
Inoltro
la lettera delle rappresentanze
sindacali delle
educatrici ai genitori in merito allo
stato
d'agitazione del personale educativo
nel periodo dal
22/11 al 22/12. Il suddetto stato
d'agitazione
non è un vero e proprio sciopero con
astensione dal
lavoro, ma una forma inusuale che
prevede solo il
rifiuto di fare ore di
straordinario.
Come sappiamo,
le prestazioni straordinarie, anche se
aggiuntive,
sono fondamentali per il normale
esercizio dei
servizi all'infanzia, in quanto,
vista la riduzione
di personale a progetto (quelle che
venivano
chiamate doa o insegnanti jolly),
coprono i
buchi in caso di assenze
brevi.
Peraltro, queste ore di straordinario non
vengono poi
pagate, ma vanno ad accumularsi nella banca
del tempo e
sono molto difficili da recuperare, poichè si
tradurrebbero in successive assenze a
discapito della
compresenza.
Sulle famiglie gli effetti si
dovrebbero
manifestare in base ai turni e alle
assenze brevi
previste o impreviste (malattie,
permessi...).
Nella
mia scuola i genitori sono ovviamente
preoccupati
per i possibili disservizi, ma anche
coesi a
sostegno delle educatrici.
Saluti
Barbara
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|
Antonella Petrosillo <top...@yahoo.com>: Nov 28 12:31AM -0800
Invito a leggere l allegato prima di ogni considerazione. Se non l ho male interpretato la norma sarebbe maggiormente a tutela dell' utenza, ma forse non viene sempre correttamente applicata.
------------------------------
Il ven 28 nov 2014 09:25 CET, Claudia Ponti ha scritto:
|
Stefania <stefani...@gmail.com>: Nov 28 12:51AM -0800
Ciao,
ho letto l'allegato. Si dice che il lavoratore che sciopera non ha alcun
obbligo di comunicazione anticipate. Questo significa che a livello formale
il genitore dovrebbe arrivare a scuola e potrebbe trovarla chiusa per
sciopero.
La questione però mi sembra un'altra: questo sciopero delle ore di
straordinario è promosso contro le scelte organizzative del Comune di
Milano. Noi famiglie siamo solo gli utenti che subiamo il disagio e che poi
in quanto elettori possiamo pensare di sostenere o meno le educatrici. Mi
chiedo a cosa serva una linea dura contro le famiglie, che arriva alla non
comunicazione preventive dello sciopero, in questo processo di
solidarietà tra educatrici e famiglie. Oppure non si mira solo ad inasprire
gli animi?
Vi invito ad andare sulla pagina facebook di Chiedoasilo dove abbiamo la
fortuna di avere un dialogo con un'educatrice della CGIL.
Stefania
*ChiedoAsilo*
<https://www.facebook.com/pages/ChiedoAsilo/156190544505997?ref=aymt_homepage_panel>
[image: image]
<https://www.facebook.com/pages/ChiedoAsilo/156190544505997?ref=aymt_homepage_panel>
ChiedoAsilo
<https://www.facebook.com/pages/ChiedoAsilo/156190544505997?ref=aymt_homepage_panel>
ChiedoAsilo è un coordinamento di genitori dei nidi d’infanzia e delle
scuole dell’infanzia di...
Visualizza su www.facebook.com
<https://www.facebook.com/pages/ChiedoAsilo/156190544505997?ref=aymt_homepage_panel>
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|
Antonella Petrosillo <top...@yahoo.com>: Nov 28 02:06AM -0800
Nell' allegato si dice anche che il dirigente deve comunicare alle famiglie le modalità di sciopero 5 giorni prima dello sciopero stesso
------------------------------
Il ven 28 nov 2014 09:51 CET, Stefania ha scritto:
|
"Marco P. Dagradi" <zamb...@yahoo.it>: Nov 28 01:56PM +0100
Ciao
Concordo.
Spero sia evidente che io/noi non abbiamo mai pensato di mettere in discussione il diritto allo sciopero, e siamo a conoscenza della forma ufficiale con cui dovrebbero essere esercitato.
Ma il,punto è proprio questo
D'accordo che si usi la forma ufficiale ( non fornire informazioni) verso la controparte Comune, ma con le utenza/famiglie potrebbero tenere atteggiamento diverso visto che ci chiedono di essere al loro fianco.
I loro strateghi ai vertici dei sindacati , che inducono questo comportamento, pensano a senso unico e fra le loro innumerevoli doti non spiccano purtroppo quelle in comunicazione.
A me duole particolarmente che non si sentano autome e in diritto di esprimere il proprio personale parere e posizione sulla situazione.
Il fronte mi pare piuttosto compatto, buon per loro se sono convinte di essere sulla strada giusta,
Vedremo
Buona giornata
M
|