sciopero straordinari educatrici

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barbara borlini

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Nov 27, 2014, 3:55:29 AM11/27/14
to chied...@googlegroups.com
Buongiorno a tutti,
Inoltro  la lettera delle rappresentanze sindacali delle educatrici ai genitori in merito allo stato d'agitazione del personale educativo nel periodo dal 22/11 al 22/12. Il suddetto stato d'agitazione non è un vero e proprio sciopero con astensione dal lavoro, ma una forma inusuale che prevede solo il rifiuto di fare ore di straordinario.
Come sappiamo,
le prestazioni straordinarie, anche se aggiuntive, sono fondamentali per il normale esercizio dei servizi all'infanzia, in quanto, vista la riduzione di personale a progetto (quelle che venivano chiamate doa o insegnanti jolly), coprono i buchi in caso di assenze brevi.
Peraltro, queste ore di straordinario non vengono poi pagate, ma vanno ad accumularsi nella banca del tempo e sono molto difficili da recuperare, poichè si tradurrebbero in successive assenze a discapito della compresenza.
Sulle famiglie gli effetti si  dovrebbero manifestare  in base ai turni e alle assenze brevi previste o impreviste (malattie, permessi...).
Nella mia scuola i genitori sono ovviamente preoccupati per i possibili disservizi, ma anche coesi a sostegno delle educatrici.
Saluti
Barbara


LETTERA AI GENITORI DEI DEI SERVIZI EDUCATIVI DEL COMUNE DI MILANO.pdf

zambo335

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Nov 27, 2014, 11:11:14 AM11/27/14
to chied...@googlegroups.com
Buongiorno Barbare e tutti

di sicuro la situazione non è facile per le maestre che da tempo soffrono e discutono con il Comune per la loro condizione lavorativa (generale e locale), ma come purtroppo accade sistematicamente le conseguenze delle loro iniziative e agitazioni si ripercuoto solo sulle famiglie e non sul Comune in quanto controparte.

Mi dici per piacere in forma ti hanno consegnato questo comunicato? a mano, nell'armadietto, per mail, in bacheca.....
Da noi in Baroni 45 non c'è alcuna volontà di condivisione ma solo doloroso muro contro muro.
Sono tre anni che alle mie richieste e inviti alla condivisione con i genitori delle loro lotte e dei loro sacrifici anche economici (cioè, spiegateci voi le motivazioni degli scioperi, raccontateci cosa vi dite in assemblea, diteci cosa intendete fare per migliorare il vostro lavoro e di conseguenza la situazione),  alle mie richieste ricevo sempre degli amichevoli "informati, leggi i giornali...".
Siamo messi proprio male. Il genitore deve spontaneamente documentarsi perché subendo un disagio al posto del Comune di Milano desidera ardentemente condividere le fatiche del personale della scuola? Funziona così?....
E comunque, quanti leggono o guardano i notiziari, quanti si informano le famiglie straniere che nella nostra zona rappresentano una discreta presenza?

I genitori non contestano gli scioperi né tanto meno il diritto ad aderirvi, ma la forma con cui vengono esercitati nel particolare dei servizi all'infanzia.
Il silenzio, l'asservimento al sindacato USB che impone alle educatrici di non dire ai genitori se aderiranno allo sciopero o meno!
Cioè il sindacato impone a un essere umano in grado di intendere e di volere di non parlare con i genitori e non esprimere la propria opinione e posizione.
Vi è chiaro cosa sta succedendo?
 
La scorsa settimana si è superato il limite.
Su una bacheca in salone è stato affisso un avviso su foglio bianco, non firmato ma con timbro del Comune , in cui si davano alle famiglie le regole da rispettare per informarsi circa il servizio nella giornata di sciopero: tipo i genitori non hanno diritto di chiedere alla maestra se aderirà o meno allo sciopero, i genitori che portano i figli al prescuola possono chiamare alle 7 o 7,30 non ricordo per sapere se c'è la maestra del prescuola, poi chiamare alle 9.45 e chiedere se c'è la maestra delle 10, se non c'è devono andare a prendere il bambino, se invece c'è devono chiamare alle.....e via dicendo.
Tralasciando momentaneamente il grave abuso di timbrare a nome del Comune una informativa personale e arbitraria con l'intento di farla passare come disposizione della direzione scolastica (fatto che ho chiesto di approfondire nelle sedi competenti), si è trattato di una iniziativa non richiesta, fuori luogo, aggressiva e violenta nei confronti sia delle famiglie che delle educatrici.
 
E questa sarebbe la centralità del bambino che non sa cosa farà in giornata, due ore da una parte e un'ora dall'altra.
E sarebbe anche il rispetto delle famiglie (dei lavoratori) che secondo il sindacato dovrebbero passare la giornata al telefono (presumibilmente trovandolo spesso occupato) ed organizzarsi ogni due ore?
Ma siamo seri!!!
Penso stiamo parlando di servizi particolari, non di una attività come le altre, le educatrici sono in lotta con il Comune e noi abbiamo bisogno che stiano bene : perché fare cadere tutto ciò sulla famiglia?
Non capisco dove sia il disagio per il Comune, causa delle agitazioni.
Inutile dire che sono sempre meno coloro i quali chiamano perché stufi di essere tenuti in ballo da USB: si tengono i bambini a casa con nonni o babysitter chi può o si prende giorno di ferie, il problema è ovviamente molto meno sentito da chi per scelta o necessità non lavora.
E tornano ricorrenti i soliti taglienti discorsi sulle scuole private, con gli argomenti che immaginate.

Comunque i contenuti del comunicato che condividi, Barbara, mi paiono ben più morbidi di quelli del documento del 18 novembre che allego qui.
Nel lungo e articolato comunicato, di cui riporto questo passaggio "...Dall’analisi del documento, si deduce un orientamento che affievolisce i principi fondanti della “centralità del Bambino” quale imprescindibile soggetto di diritti, di rispetto costante dei suoi tempi, ritmi e bisogni di crescita individuali e collettivi, mentre si delineano chiaramente modalità organizzative maggiormente funzionali alle richieste delle Famiglie." , pare che per USB il centro della questione non sia tanto la cosiddetta sbandierata centralità del Bambino ma unicamente il (giusto!) posto di lavoro per titolari e precari e la indiscutibilmente sacrosanta retribuzione dei lavoratori per il lavoro svolto.
E se ci fossero ancora dei dubbi, capiamo anche "le modalità organizzative funzionali alle richieste delle Famiglie (...?)" sono poco gradite al sindacato.

Detto questo, perché io non potrei chiedere alla maestra se il giorno dopo aderirà allo sciopero, e perché la maestra non dovrebbe essere in grado di rispondere da sola  "sì" o "no" oppure spiegare lei personalmente in "non te lo dico".  C'è bisogno di qualcuno che tappi le bocche?  Mica avranno timore di rappresaglie?
Non mi viene in mente come si chiama questo sistema........
In questo modo le maestre da una parte e genitori dall'altra.

E' brutto e triste, anche perché immagino molti di noi come me hanno un rapporto sereno e amichevole con le "ragazze".
Perché non capirci?

Naturalmente so che tra i genitori del gruppo ci sono insegnanti e sindacalisti, e chi non la pensa come me dirà la propria.
Mi duole dirlo ma buona parte dei genitori, almeno della nostra scuola, non condividono questo modo di fare perché non viene trasmesso il fine giusto né accettato il metodo utilizzato.

Scusate qualche riga di troppo, buona serata
Marco Dagradi
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barbara borlini

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Nov 27, 2014, 3:17:02 PM11/27/14
to chied...@googlegroups.com

Ciao Marco. La mail é lunga e la devo leggere con piu calma.
Posso peró testimoniare  una esperienza x fortuna diversa da quella che descrivi. Il rapporto con le maestre, sia in materna che al nido, é stato sempre molto positivo e credevo, forse ingenuamente, fosse la norma di tutte le strutture comunali.
Nessun muro  contro muro. Le maestre han sempre avvisato il giorno prima sulla loro adesione agli scioperi. La lettera mi é stata data in quanto rappresentante chiedendomi di farla girare e dandomi anche riferimenti per eventuale incontro informativo com le famiglie.
Per tutto il resto, come detto, devo leggere meglio.
 

Marco P. Dagradi

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Nov 27, 2014, 5:01:34 PM11/27/14
to chied...@googlegroups.com
Grazie Barbara.
Sono lieto per te e per la tua zona

Da noi le maestre sono splendide come maestre , il problema é però quello che ho descritto .
E dirlo, e viverlo, mi fa inca.... appunto perché le conosco e conosco l'impegno e la passione ( palesemente minore da un po' di tempo a questa parte ) 

Ma questo atteggiamento subordinato a qualche voce grossa in altre sedi non mi va proprio.

E parla uno che nel 2010 ha fatto il diavolo a 4 per difendere il nido Orlando (e le educatrici) dall'assalto della Moratti e dei suoi convenzionati.

Notte
M
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