Design E Comunicazione Visiva Bruno Munari

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Consuelo Dular

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Aug 4, 2024, 12:56:24 PM8/4/24
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Alla Fondazione Magnani-Rocca diMamiano di Traversetolo (Parma) arriva la pi grande mostraitaliana su una delle pi iconiche figure del design e dellacomunicazione visiva del XX secolo, Bruno Munari, realizzatadopo le esposizioni della Rotonda della Besana (2007) a Milano edell'Ara Pacis (2008) a Roma. In mostra saranno concentratisettant'anni di idee e di lavori - Munari aveva iniziato lapropria attivit durante il cosiddetto Secondo Futurismo,attorno al 1927 - in tutti i campi della creativit, dall'arteal design, dalla grafica alla pedagogia.

Nella celebre Villa dei Capolavori, sede della Fondazione, apochi passi dalle sale che ospitano opere di Tiziano, Drer, VanDyck, Goya, Canova, Renoir, Monet, Czanne, de Chirico, Morandi,Burri e molti altri, dal 16 marzo al 30 giugno viene coscelebrato uno dei pi grandi geni creativi del Novecento, BrunoMunari (Milano 1907-1998), definito da Pierre Restany ilLeonardo e il Peter Pan del design italiano. Proprio per ladifficolt di dirimere chiaramente i territori linguistici dalui affrontati nel corso del tempo, la rassegna non suddivisaper tipologie o per cronologia, ma per attitudini e concetti, inmodo da poter mostrare i collegamenti e le relazioni progettualitra oggetti anche apparentemente molto diversi l'uno dall'altro.

Grafica, oggetti, opere d'arte, tutto risponde a un metodoprogettuale che si va precisando con gli anni, con i corsi nelleuniversit americane e con il progetto pi ambizioso, quello deilaboratori per stimolare la creativit infantile, che dal 1977sono tuttora all'avanguardia nella didattica dell'et prescolaree della prima et scolare. "Munari - spiega Marco Meneguzzo,studioso munariano e curatore della mostra - una figura moltoattuale nella societ liquida odierna, nella quale non ci sonolimiti fra territori espressivi. un esempio di flessibilit,di capacit di adattamento dell'uomo all'ambiente. Il suo metodoconsiste nello scoprire il limite delle cose che ci circondano edi volerlo ogni volta superare".




Spetter alla Villa dei Capolavori, a pochi chilometri da Parma, sede della Fondazione Magnani-Rocca, ospitare la pi grande mostra italiana su Bruno Munari, una delle pi iconiche figure del design e della comunicazione visiva del XX secolo.


Le opere del "Peter Pan del design italiano" - cos definito dal critico d'arte francese Pierre Restany - saranno visitabili dal 16 marzo al 30 giugno 2024, a pochi metri dalle stanze dedicate alle opere capitali di Tiziano, Drer, Van Dyck, Goya, Canova, Renoir, Monet, Czanne, de Chirico, Morandi e Burri.


Settant'anni di idee e di lavori, messi insieme dalla curatela dello studioso muraniano Marco Meneguzzo, racconteranno un universo dinamico e colorato che abbraccia tutti i campi della creativit: dall'arte al design, dalla grafica alla pedagogia.


Come spiegato dal curatore "Munari una figura molto attuale nella societ liquida odierna, nella quale non ci sono limiti fra territori espressivi. un esempio di flessibilit, di capacit di adattamento dell'uomo all'ambiente. Il suo metodo consiste nello scoprire il limite delle cose che ci circondano e di volerlo ogni volta superare".


Proprio l'attitudine alla non linearit del maestro ha generato un percorso di visita variegato, lontano dalla suddivisione per tipologie o cronologia, dove sono piuttosto messi a confronto attitudini e concetti, capaci di mostrare collegamenti e relazioni progettuali tra oggetti apparentemente molto diversi tra loro.


Non importa che si tratti di una grafica, un oggetto o un'opera d'arte: qui tutto trova logica in un modus operandi affinato con il passare degli anni, anche grazie ai grandi corsi nelle universit americane e, soprattutto, ai laboratori per i pi piccoli che, dal 1977, costituiscono ancora un modello per la didattica dell'infanzia.


All'interno un saggio del curatore Meneguzzo (insieme a Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione Magnani-Rocca), con inediti contributi critici centrati su singoli "casi-studio" dei pi importanti studiosi di Munari, oltre alla pubblicazione di tutte le circa 250 opere esposte.


Bruno Munari. Tutto una mostra per scoprire il maestro a 360 gradi 250 opere tra oggetti di design, grafica e studi di pedagogia

Villa dei Capolavori, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo, Parma


Genio creativo del Novecento e maestro indiscusso del design e della comunicazione visiva del secolo scorso, Bruno Munari protagonista a Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, grazie all'esposizione allestita nelle sale della Fondazione Magnani-Rocca. In programma dal 16 marzo al 30 giugno 2024, la mostra Bruno Munari. Tutto ripercorre i settant'anni di carriera del designer milanese che, in tutta la sua attivit, fu capace di spaziare dall'arte alla grafica, fino alla scrittura e alla pedagogia.


Riunendo una serie di circa 250 lavori di Munari, tra grafiche, oggetti e opere d'arte, la rassegna fa luce sulla variegata e multiforme produzione dell'artista che, dopo aver iniziato la propria carriera durante il cosiddetto Secondo Futurismo, intorno al 1927, speriment i linguaggi pi disparati. Suddivisa per attitudini e concetti, la mostra allestita nella celebre Villa dei Capolavori, sede della fondazione parmense Magnani-Rocca, esplora i collegamenti e le relazioni progettuali tra i lavori del maestro: tutti diversi tra loro per forma e modalit espressiva. Munari infatti amava abbracciare i diversi campi della creativit e si dedicato alla pittura, alla cinematografia, alla poesia e persino alla didattica. Tra i suoi progetti pi ambiziosi spicca infatti il laboratorio per stimolare la creativit infantile che dal 1977 ancora oggi considerato all'avanguardia nell'insegnamento dei pi piccoli.


During his 70-year creative career, Bruno Munari (1907-1998) experimented with a wide range of techniques and genres, anticipating and influencing many subsequent trends. However, he was not only an artist and designer, but also a sophisticated intellectual and a prolific writer, as evidenced by his intense activity of pedagogical and narrative dissemination through over 180 books. This contribution analyzes Munari's written production in relation to the theme of creativity, a major topic in his work, through the comparative analysis of a series of texts and visual works. In particular, we will focus on the didactic books Fantasia (1977) and Da cosa nasce cosa (1981), where Munari attempts to explain the ways in which fantasy, invention, creativity and imagination interact, and provides practical rules to stimulate and nourish the creativity of children and adults. As words and images suggest, Munari's creative process deliberately incorporates heterogeneous ideas, inventions and materials. His approach is not sequential nor linear, but rather based on a cognitive three-dimensionality which translates into the re-elaboration and re-semiotization of an idea in multiple signs and shapes.


Tra i massimi artisti e designer europei del XX secolo, vera e propria icona del disegno industriale italiano, Bruno Munari (1907-1998) (fig. 1) stato anche uno dei teorici pi pratici a occuparsi di arte e di design nel Novecento. Il suo contributo intellettuale si colloca nell'ambito del fare, ed radicato in un'azione artistica estesa oltre settant'anni. Per tale lasso di tempo, in accordo con un'idea di arte in cui laboratorio e costruzione collettiva sono concetti fondanti, teoria e pratica vanno a braccetto.


Ogni sperimentazione creativa di Munari ha infatti trovato una forma teorica in numerose pubblicazioni scritte, il cui fine non solo narrare il proprio lavoro di artista, ma anche stimolare l'interazione del pubblico con la sua opera (cf. Hjek 2012, 21). "Preciso designer di macchine fantastiche," osserva Stefano Bartezzaghi, "Munari applicava procedimenti analoghi anche al linguaggio, che per lui un altro fra i tanti dispositivi, artificiali e naturali, che nel mondo si aiutano l'uno con l'altro a superare le proprie lentezze, stanchezze e pigrizie" (Bartezzaghi 2016, [16s.]). Spiegare a parole il proprio lavoro e coinvolgere il pubblico stesso nell'atto creativo stata la strategia maieutica impiegata dall'artista per rendere la societ pi consapevole dei problemi estetici della modernit (cf. Hjek 2012, 21).


Tuttavia, mentre aspetti specifici della produzione visiva di Munari hanno ricevuto attenzione critica, stimolando un numero crescente di studi e approfondimenti, il suo uso della parola a oggi stato esplorato limitatamente (cf. Zanoletti 2017, 193-225; 2015b, 107-110; 2015c, 122-125). Questo malgrado dal 1929 al 1998 l'artista abbia pubblicato oltre centottanta libri che includono trattati sull'arte e sul design, pubblicazioni dalla grafica sperimentale, libri didattici e libri cosiddetti per l'infanzia (cf. Maffei 2008; Antonello 2019, 331-351; Campagnaro 2019, 81-96; 2016, 93-105). Munari considerava i libri opere d'arte a tutti gli effetti e, nello stesso tempo, come un tramite preferenziale per comunicare il suo pensiero, mettendo per iscritto i suoi progetti visivi, traslandoli a un livello di lettura diverso e illustrando ogni tecnica e risultato. "Giocando d'anticipo" rispetto alla critica d'arte, con i suoi libri Munari ha storicizzato autonomamente il suo operato; sia perch, erede futurista e spirito libero, non aveva bisogno di critici e curatori, sia per smitizzare lo stereotipo consolidato dell'artista romantico e distante dalla massa.[1] La produzione di libri assecondava inoltre l'idea munariana che un oggetto artistico non dovesse essere in qualunque caso un "pezzo unico", privilegio di pochi, ma che potesse talvolta collimare con una produzione seriale; e metteva in luce l'esigenza da parte di Munari di favorire un accesso all'arte antielitario. Un accesso open-source: collettivo, demitizzato e democratico.

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