https://www.disarmistiesigenti.org/2026/06/05/agnosticosumagnificahumanitas/
(pubblicato oggi - 5 giugno 2026 - su Facebook)
Il fondamento della dignità: per Leone XIV questa dignità procede da Dio, precede la storia ed è data. Per l'agnostico che sono, la dignità è piuttosto una conquista collettiva, sempre incompiuta, sempre da difendere.
L'analisi del capitalismo: l'enciclica desidera inquadrarlo, moralizzarlo, riorientarlo verso il bene comune. La mia riflessione rimane più strutturale: tendo a interrogarmi sui meccanismi intrinseci del sistema piuttosto che solo sui suoi eccessi.
Il coraggio delle parole: Leone XIV descrive con finezza le derive del potere tecnologico, ma si astiene dal nominare esplicitamente ciò che alcuni autori definiscono ormai come un tecnofascismo emergente. Capisco questa prudenza: la Chiesa parla a tutti e deve mantenere ponti là dove altri innalzano confini. Il libero pensatore dispone di un'altra libertà e può indicare i pericoli più direttamente.
Queste divergenze non devono nascondere l'essenziale. Questa lettura mi ha ricordato innanzitutto che il limite non è necessariamente un fallimento. In un'epoca affascinata dal superamento permanente dell'umano, questa idea possiede una profondità inaspettata: non cresciamo sempre a dispetto delle nostre fragilità, a volte cresciamo attraverso di esse.
Ci ricorda poi che nessuna istituzione è al riparo dall'accecamento. Quando Leone XIV evoca i ritardi della Chiesa nella condanna della schiavitù e le complicità del passato, propone un metodo utile a tutti: riconoscere i propri errori per identificare meglio quelli che si stanno preparando oggi.
Chiudo la Magnifica Humanitas con un sentimento che non avevo previsto. Non vi ho trovato un testo religioso che parla accessoriamente di tecnologia, ma una profonda riflessione sulla condizione umana nell'era delle macchine e una meditazione moderna sull'importanza del bene comune di fronte alla dissoluzione sociale del "si salvi chi può".