Gheddafi accusa Onu e Occidente

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CENTRO ANTI-BLASFEMIA

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Feb 28, 2011, 6:00:44 AM2/28/11
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LA STAMPA.IT

27/02/2011 - PAESE NEL CAOS - SI MUOVE LA COMUNITA' INTERNAZIONALE
Libia, nasce il governo dei ribelli
La Clinton: "Aiuteremo gli insorti"
Gheddafi accusa Onu e Occidente
Accordo all'Onu: e anche la Cina
vota sì alle sanzioni contro il raìss
Le città della Libia «liberate» dalla rivoluzione del 17 febbraio si
sono coordinate per dar vita ad un «Consiglio Nazionale Libico», la
cui composizione è però ancora in discussione. Lo ha annunciato il
Comitato popolare della città di Bengasi, affermando che si tratta di
«una risposta, una sfida alla minaccia di Muammar Gheddafi che parla
di caos» tra i rivoluzionari. Ma «non è corretto definirlo governo di
transizione», ha affermato Hafez Gogha, «portavoce ufficiale» del
nuovo organismo, il cui scopo principale, ha detto, è quello di
gestire il Paese, «giorno per giorno», poichè «è ancora prematuro
parlare di elezioni, mentre la nostra capitale è ancora occupata».

Intanto però oggi la rivolta ha segnato un nuovo colpo a suo favore
quando il segretario di Stato Hillary Clinton ha detto gli Stati Uniti
sono pronti a fornire «qualsiasi aiuto» sia necessario all’opposizione
a Gheddafi. La Clinton ha sottolineato che Gheddafi deve andarsene, ma
il leader libico sempre oggi ha ripetuto, in una intervista alla
televisione serba, che non ha nessuna intenzione di lasciare il paese.
Il Consiglio è «il volto politico della rivoluzione», ha detto ancora
Gogha, parlando in un’aula del tribunale di Bangasi, seduto davanti
alla classica bilancia simbolo della giustizia, dipinta sulla parete
alle spalle del banco della corte.

All’indomani della risoluzione con la quale il Consiglio di sicurezza
dell’Onu ha varato all’unanimità dure sanzioni contro il regime di
Tripoli (approvate anche da Russia e Cina), il colonnello Gheddafi è
tornato a sfidare le Nazioni Unite affermando che tale risoluzione è
«nulla» e «non ha alcun valore». In una intervista telefonica
all’emittente tv serba Pink, il rais ha detto che la situazione in
Libia è «completamente calma», che la maggioranza della popolazione è
dalla sua parte e che gli scontri armati e i morti sono opera di
«terroristi di Al Qaida e di persone sotto influsso di droghe» che
hanno attaccato postazioni dell’esercito e della polizia. Intanto,
mentre si stringe il cerchio su Tripoli, è emergenza sanitaria al
confine con la Tunisia: a Ras Jedir, dove le guardie di frontiera
hanno abbandonato i loro posti - il confine viene ora sorvegliato dai
militari - la tendopoli a pochi chilometri dal confine è
sovraffollata, e l’assistenza viene assicurata solo da alcuni
volontari e dalla Mezzalunarossa. Solo ieri, riferisce la Croce Rossa
locale, oltre 10.000 persone hanno valicato il posto di confine. In
una settimana in 40.000 sono entrati in Tunisia, tra loro oltre 15.000
lavoratori egiziani in fuga dalla Libia. «Le associazioni umanitarie
internazionali fanno proclami ma qui non è arrivato nulla», ha detto
un agente di polizia, riferendo che nella tendopoli si è diffusa la
voce di un caso di colera.



http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/390798/

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