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23/02/2011
LA RIVOLTA CONTRO IL COLONNELLO
Libia, la tv: "I morti sono diecimila"
Berlusconi: attenti al dopo Gheddafi
Il Raìs controlla ancora Tripoli,
ma ha perso ormai la Cirenaica
Voci su un emirato di Al Qaeda
nell'est del paese. I timori italiani
«Attenti al fondamentalismo»
ROMA
Il regime di Muammar Gheddafi ha perso ormai il controllo della parte
orientale del Paese:lo dicono diverse fonti e c’è anche chi sostiene
che a Derna, a 1250 km da Tripoli, sia già stato creato un emirato
islamico, sotto la guida di un ex prigioniero di Guantanamo. Il
bilancio dei morti continua a salire. Il membro libico del Tribunale
Penale Internazionale, ha detto che le vittime, in dieci giorni di
proteste, sono state almeno 10mila e e i feriti potrebbero essere a
quota 50mila. Anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha
detto che la Cirenaica è ormai sotto il controllo degli insorti. Un
video, girato sul litorale di Tripoli, ha mostrato decine di fosse
scavate nella sabbia.
Un caccia-bombardiere Sukhoi-22 dell’Aeronautica Militare libica si è
schiantato al suolo nei pressi di Bengasi perchè pilota e co-pilota lo
hanno abbandonato e si sono paracadutati al suolo pur di non obbedire
all’ordine di attaccare la città, in mano ai rivoltosi. La violenza e
il caos delle ultime ore aumentano il timore che ci sia un esodo di
massa dalla Libia, verso la Tunisia, ma anche verso l’Italia. Secondo
l’Acnur, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, c’è
un flusso regolare di persone che dalla Libia sta andando verso la
frontiera con Tunisi e Frattini ha detto che l’Italia è pronta a
organizzare un canale umanitario con la Croce Rossa- E intanto aumenta
il pressing internazionale sul colonnello Muammar Gheddafi, perchè si
faccia da parte.
Il ministro dell’Interno, Abdul Fattah Younis, considerato il numero
due del regime, ha lasciato il colonnello per unirsi ai manifestanti
anti-Gheddafi, ma è giallo sulla sua sorte (secondo i media del
regime, sarebbe in realtà ostaggio di gang locali). E mentre i governi
di tutto il mondo continuano nella corsa a tirar fuori dal Paese i
propri cittadini (la Commissione Ue ha fatto sapere che coordinerà
l’evacuazione dei 10mila europei ancora in Libia), cresce la pressione
su Gheddafi che ieri ha detto che è pronto a morire come un «martire».
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha condannato la repressione e il
segretario generale, Ban Ki-Moon, ha chiesto alla comunità
internazionale di favorire «una transizione rapida e pacifica». L’Ue
ha detto che è inaccettabile che un leader minacci i suoi cittadini e
sta valutando sanzioni, come sollecitato dalla Francia. Condannando le
violenze, il premier Silvio Berlusconi ha detto che occorre essere
«accorti sul dopo», quando ci sarà un cambiamento del regime. E mentre
il petrolio va ai massimi da due anni e mezzo e le borse europee
rimangono molto deboli (la migliore è Milano, che comunque perde lo
0,29%), il governo rassicura che non toccherà le riserve strategiche
di gas. Authority per l’Energia ha assicurato che non ci sarà alcun
«impatto immediato» sulle bollette di luce e di gas. Il presidente
dell’Enel, Piero Gnudi, ha però invitato a un riflessione sul fatto
che il Paese sia «troppo sbilanciato sulle forniture energetiche
dall’estero»
http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/390301/