PER MARIA MADRE DI GESU' E MADRE NOSTRA GLORIOSA
LA CHIESA CATTOLICA HA STABILITO I DOGMI MARIANI
Maria Madre di Dio
La divina maternità di Maria,ad esempio, fondata sulla Sacra Scrittura
e proclamata solennemente nel concilio di Efeso del 431, non solo è
una dottrina, ma anche una preghiera.
La solennità annuale di Maria, Madre di Dio, che si celebra all’inizio
dell’anno solare (1° gennaio), indica nelle preghiere iniziali (le due
“collette” a scelta) il significato perenne per noi di questa sua
straordinaria vocazione.
Nella prima colletta, si chiede al Padre di sperimentare
l’intercessione di Maria, dal momento che per mezzo di Lei abbiamo
ricevuto l’autore della vita: "O Dio, che nella verginità feconda di
Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna, fa’ che
sperimentiamo la sua intercessione, poiché per mezzo di lei abbiamo
ricevuto l’autore della vita".
Nella seconda colletta, si prega il Padre che, come Maria fu dimora
del Verbo incarnato, così anche la nostra vita sia disponibile ad
accogliere i doni celesti:"Padre buono, che in Maria, vergine e madre,
benedetta fra tutte le donne, hai stabilito la dimora del tuo Verbo
fatto uomo tra noi, donaci il tuo Spirito, perché tutta la nostra vita
nel segno della tua benedizione, si renda disponibile ad accogliere il
tuo dono".
In concreto, la pedagogia liturgica ci insegna che, anche noi, come
Maria e accompagnati dalla sua materna ed efficace intercessione,
possiamo essere dimora di Gesù, Parola divina e Pane di vita eterna.
Il “sì” dell’annunciazione, mediante il quale Maria accolse la Parola
di Dio nel suo seno diventando Madre di Gesù, diventa anche il “sì”
del battezzato, il quale, accogliendo Gesù, diventa come Maria dimora
di Gesù, ostensorio della sua grazia, tabernacolo della sua carità. È
la realizzazione della parola stessa di Gesù, che dice: «Chi è mia
madre e chi sono i miei fratelli? Poi stendendo la mano verso i suoi
discepoli disse: Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché
chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me
fratello, sorella e madre» (Mt 12,48-50; cf. Mc 3,35).
Gesù, come ha trasformato l’acqua in vino e il pane nel suo corpo
benedetto, così per l’intercessione materna di Maria, madre sua e
della Chiesa, trasforma le nostre esistenze terrene in esistenze
“trinitarie”, in dimora di Dio Trinità. Accogliendo infatti Gesù nel
nostro cuore, noi accogliamo Dio Trinità: “Chi accoglie me accoglie
colui che mi ha mandato” (Mt 10,40 e paralleli).
Il dogma della maternità divina di Maria ha quindi un carattere di
fondazione della spiritualità cristiana. La spiritualità cristiana è
vita di grazia in comunione con Gesù nella carità dello Spirito Santo
in obbedienza al Padre, e Maria è stata la prima a vivere questa
esperienza diventando per noi maestra di spiritualità.
Conseguentemente, vivere integralmente la vita di grazia implica anche
essere guidati e sostenuti dall’intercessione materna di Maria.
Maria sempre vergine
Nell’iconografia mariana il dogma della perpetua verginità di Maria –
la “aeipárthenos”, la “semprevergine” (concilio di Costantinopoli II,
553 d.C.) – viene rappresentato simbolicamente da tre stelle che
ornano il mantello della Beata Vergine. Le tre stelle indicano la
virginitas ante partum, la virginitas in partu e la virginitas post
partum. Georg Söll, un grande storico dei dogmi mariani, afferma al
riguardo: “Il fatto che la Madre di Dio non cessò mai di essere
vergine fu una realtà non soltanto per i fedeli del tempo di Basilio,
ma anche per quelli dei secoli successivi. L’ex Maria Virgine del
Simbolo della Chiesa universale venne inteso nel senso più ampio ed
elevato a criterio di ortodossia”.
La maternità verginale assicura che Gesù è un dono esclusivo di Dio
Trinità all’umanità in Maria. Un ignoto autore del secolo VII, al
quale viene dato il nome di Eusebio Gallicano, instaura un originale
paragone tra Maria e la Chiesa, entrambe vergini e madri: “Poco fa ti
meravigliavi per l’uomo nato dalla verginità. Ammira ora una novità
non inferiore: un uomo che rinasce. Se ti piace, facciamo un confronto
tra queste due madri [...]. Per mezzo di Maria è nato colui che era
fin dal principio; per mezzo della Chiesa è rinato colui che in
principio era perito; quella generò in favore dei popoli, questa
genera i popoli; quella, come sappiamo, ha partorito una sola volta un
figlio rimanendo vergine, questa continuamente partorisce per mezzo
dello sposo vergine. Quindi ciò che tu ritenevi un prodigio unico nei
secoli, riconoscilo ormai come una funzione abituale”.
La vita divina nata nel seno di Maria si diffonde nell’umanità intera
attraverso l’azione sacramentale della Chiesa. La Chiesa, come Maria,
è la madre che continuamente, mediante il battesimo e gli altri
sacramenti, fa rinascere l’umanità alla comunione con Dio Padre,
Figlio e Spirito Santo.
Immacolata Concezione
Il dogma dell’Immacolata Concezione, proclamato dal beato Pio IX l’8
dicembre del 1854, propone come verità di fede divina rivelata “la
dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo
istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio
onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere
umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato
originale”.
Il peccato, retaggio di ogni nato da donna, si arresta davanti a
Maria. Se Gesù Cristo è il tutto santo perché la sua umanità viene
interamente santificata dalla sua persona divina, Maria è la tutta
santa in virtù della grazia proveniente dal Padre, dalla carità dello
Spirito e dai meriti del suo divin Figlio. Se Gesù è il redentore,
Maria è la sua prima redenta. La redenzione di Maria non fu per
liberazione dal peccato, ma per preservazione. Essa cioè non fu per
nulla segnata dal peccato, ma ne fu preservata, per singolare
privilegio divino. In Maria non ci fu liberazione, ma preservazione.
Secondo la geniale intuizione del dottore dell’Immacolata, il beato
Duns Scoto, Gesù Cristo ha esercitato in lei l’atto di mediazione più
eccelso, preservandola dal peccato originale.
Diceva il Santo Padre Giovanni Paolo II in una sua catechesi mariana:
“A Maria, prima redenta da Cristo, che ha avuto il privilegio di non
essere sottoposta neppure per un istante al potere del male e del
peccato, guardano i cristiani, come al perfetto modello ed all’icona
di quella santità, che sono chiamati a raggiungere, con l’aiuto della
grazia del Signore, nella loro vita”.
Maria Immacolata ricorda a tutti i battezzati la perfezione della
santità. La tutta santa è stata e continua a essere nella Chiesa la
guida sicura che conduce alle alte vette della perfezione evangelica.
Assunzione della Madre di Dio
Quasi sintesi del meraviglioso mistero di Maria, il 1° novembre del
1950, Pio XII proclama solennemente il dogma dell’Assunzione di Maria,
con queste parole: “L’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù
Cristo fin da tutta l’eternità con uno stesso decreto di
predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illibata
nella sua divina maternità, generosa socia del divino Redentore, che
ha riportato un pieno trionfo sul peccato e sulle sue conseguenze,
alla fine, come supremo coronamento dei suoi privilegi, ottenne di
essere preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte,
come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla
gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re
immortale dei secoli”.
Mentre per tutta l’umanità la risurrezione dei corpi avverrà alla fine
dei tempi, per Maria, invece, tale evento si è realizzato già alla
fine della sua vita terrena. Per cui il suo corpo è ora gloriosamente
vivente in cielo accanto all’umanità gloriosa del suo Figlio Gesù
Cristo. Precisa al riguardo il Santo Padre Giovanni Paolo II: “La
condizione escatologica di Cristo e quella di Maria non vanno certo
poste sullo stesso piano. Maria, nuova Eva, ha ricevuto da Cristo,
nuovo Adamo, la pienezza di grazia e di gloria celeste, essendo stata
risuscitata mediante lo Spirito Santo dal potere sovrano del Figlio”.
Il dogma dell’Assunzione non è certo una verità “scoperta” nel secolo
scorso. La fede in Maria assunta in corpo e anima alla gloria del
cielo, appartiene alla coscienza di fede della Chiesa sia in Oriente
sia in Occidente sin dalle origini. Pio XII, con la proclamazione
solenne di Maria Assunta, ha inteso annunciare solennemente a tutto il
mondo la nobiltà e la dignità del corpo umano, mortificato, umiliato,
avvilito e profanato in mille modi durante la seconda guerra mondiale
da poco conclusa. Di fronte ai lager di Dachau e di Auschwitz, dove si
era consumata la violazione più dissacrante del corpo umano, il
“mistero dell’Assunzione proclama il destino soprannaturale e la
dignità eccelsa di ogni corpo umano, chiamato dal Signore a diventare
strumento di santità e a partecipare alla sua gloria”.
http://www.verginedegliultimitempi.com/dogmi_mariani.htm