22 febbraio 2011
RIVOLUZIONI PILOTATE
Filippo Fortunato Pilato - 22 febbraio 2011 - TerraSantaLibera.org
Ciò che viene riportato nell’articolo di Tony Cartalucci su
Globalresearch, tradotto dall’indomabile Gianluca Freda sul suo
blogghete.altervista.org/, conferma quanto sin’ora da noi sostenuto:
che queste “rivoluzioni d’egitto” sono state volute, provocate,
pilotate, organicamente a progetti che poco o nulla hanno a che vedere
con l’emancipazione o il benessere dei popoli, ma piuttosto con la
loro alienazione e dipendenza maggiormente evoluta rispetto alla
pianificazione globale prossima ventura.
Le carneficine di questi giorni sono lì a dimostrare quale sia lo
spazio di manovra concesso ad aspirazioni non contemplate dai
manovratori.
Infranti i “sinistri” idealismi utopici, e messe da parte le
elucubrazioni alla Fiammenstein, quel che resta è la cruda realtà dei
giochi geopolitici di chi governa il mondo e le sue fonti energetiche.
Premesso che la destabizzazione dei paesi arabi coinvolti, dal Magreb
sino ad est della Penisola Arabica, non preoccupa militarmente nessuna
potenza occidentale (contrariamente a quanto si vorrebbe far credere),
sia per l’ineguatezza tecnologica dei primi, che per il fatto che essi
sono, o sono stati, spesso complici degli interessi dei secondi,
restano gli effetti reali di tali sconvolgimenti.
Stiamo parlando di una destabilizzazione generale di molti paesi
arabi. I loro problemi interni ne impediranno crescita e sviluppo,
molto più, anzi, molto peggio, di quanto già non stessero facendo in
tal senso i loro governanti corrotti o dispotici.
Per molto tempo tali paesi, ed i loro vicini naturali, a cui sono
legati da rapporti commerciali e infranazionali, saranno frenati e
impegnati in una profonda opera di restaurazione, la quale assorbirà
tutte le loro energie e risorse.
In molti casi alcuni di questi “vicini naturali”, o “artificiali”,
approfitteranno di tali debolezze, sottraendo loro importanti aree di
sviluppo strategiche.
Tutti, vicini e lontani, specie gli investitori senza scrupoli di
professione, usurai cibernetici e gangster finanziari, trarranno da
tutto ciò enormi profitti. Già i notiziari ci parlano di previsioni
d’aumenti del prezzo del petrolio...e siamo solo all’inizio.
Oltre alla destabilizzazione dei paesi nord-africani e arabi, messi in
stallo e momentaneamente neutralizzati, anche le nazioni d’Europa, e
non solo quelle che s’affacciano sul Mediterraneo, saranno messe a
dura prova, nel contenere i flussi migratori e le masse di disperati
che verranno ad incrementare le già folte schiere di emarginati e drop-
out nostrani, prodotti da usurocrati legalizzati, pirati finanziari,
ideologhi liberisti, politicanti e magistrati venduti e corrotti, ma
soprattutto dai detentori del potere d’emissione monetario, vera
schiavitù virtuale e arma di distruzione di massa nelle mani di una
elite di eletti.
Anche i rapporti commerciali tra nazioni e continenti che si
incontrano e rispecchiano nel Mare Nostrum saranno penalizzati:
trattati e contratti gettati al vento, con danno ingente per i popoli
di entrambe le sponde.
E questa sarà per il Primo Ministro Berlusconi una iattura molto
peggiore del kan-kan inscenato dai magistrati sessantottini per il
loro golpe togato.
Forse capirà che i suoi salamelecchi a Tel Aviv, e la cecità di fronte
al “muro”, sono stati inutili: le sue amicizie arabo-russe e le sue
barzellette, ma soprattutto le sue simpatie per un’autonomia e
orgoglio nazionali, non possono essere tollerate dai Pirates of the
Mediterranean.
Già lo skipper pugliese, che l’Italia ebbe la disavventura di avere
alcuni anni fa come Premier avvallatore dei bombardamenti della
Yugoslavia, si allisciava i baffetti nelle dichiarazioni ai
telegiornali nazionali (gli sciacalli si distinguono dagli uomini
anche in questi frangenti).
Chi trae vantaggio se l’Europa ed i suoi interlocutori arabi sono
distratti nel risolvere gravi problemi di stabilità e organizzazione
interna, sottraendo risorse preziose per lo sviluppo?
Chi trae vantaggio dalla mancanza di crescita di nazioni competitive?
La leadership anglo-americana dominante e la lobby israelita che la
guida dove vuole, puntando non solo a destabilizzare il mondo arabo e
renderlo ancora più debole, ma soprattutto ad isolare i competitori
russi e cinesi.
La risposta insomma è quella stessa che si applica alle guerre
coloniali e di dominio geopolitico, di semplice logicità applicata,
se non ci si mettesse di mezzo un esercito di ben pagati menestrelli
dell’informazione viziata.
Abbiamo sentito di tutto e di più, comprese le ferneticazioni
islamofobiche dei soliti sionisti casalinghi e diffamatori di
mestiere, ma di sensatezza e sincerità manco l’ombra: la verità costa
la poltrona, o la scrivania, meglio continuare a sparare balle, o
illudere le masse di “rivoluzionari” da salotto.
Intanto i vari Cohen, Liebman, coadiuvati da manipolatori di Facebook
e social network assortiti preparano ideologicamente le “avanguardie”
di questa “rivoluzione”. E sono così bravi da riuscire a convincerle
veramente.
Ed in questo gran caos di sommosse e controrivoluzioni, crisi e
depressioni economiche, qualsiasi evento straordinario passa in
secondo piano, suscitando poche reazioni. Anche depistaggi, false
flags e complotti, nella confusione generale sono più facili da
attuare.
Se per esempio, mentre tutti si scannano, di qua e di là, capita che
muoiano un po’ di “terroristi” arabi, magari palestinesi, e che le
loro terre entrino nella fase finale d’esproprio democratico, saranno
pochi coloro che avranno energie da sprecare per denunciare
quest’azione di pulizia etnica.
E se una guerra lampo facesse tabula rasa di territori considerati una
minaccia per una certa etnocrazia coloniale mediorientale, troverebbe
gran parte delle nazioni già prostrate e provate per riuscire ad
imbastire una reazione di effetto. Anzi, sempre il solito esercito di
menestrelli della politica e dell’informazione ci farà credere
d’essere quella una delle soluzioni ai nostri problemi. Cornuti e
bastonati.
Ed ora, rileggendo l’articolo di Tony Cartalucci su Globalresearch,
tradotto da Gianluca Freda, forse riusciremo a comprendere meglio la
portata di questa rivoluzione globale, pilotata in preparazione di una
nuova fase d’attuazione del New World Order, per mantenere i privilegi
di pochi a discapito di molti.
LA FABBRICA DELLE RIVOLUZIONI DI GOOGLE
L’Alleanza dei Movimenti della Gioventù: Rivoluzioni colorate 2.0
di Tony Cartalucci, dal sito Globalresearch
traduzione di Gianluca Freda, 20 Febbraio 2011
Nel 2008, l’Alleanza dei Movimenti della Gioventù (Alliance of Youth
Movements) tenne il suo summit inaugurale a New York. Al summit
partecipò un variegato insieme di funzionari del Dipartimento di
Stato, membri del Council on Foreign Relations, ex funzionari della
National Security, consiglieri della Homeland Security, più una
miriade di rappresentanti delle corporation americane e delle grandi
organizzazioni mediatiche, comprese AT&T, Google, Facebook, NBC, ABC,
CBS, CNN, MSNBC e MTV.
http://allyoumov.3cdn.net/f734ac45131b2bbcdb_w6m6idptn.pdf
E’ legittimo sospettare sospettare che un simile raduno di
rappresentanti, coinvolti nell’economia e nella politica interna ed
estera degli Stati Uniti, insieme ai manipolatori dell’opinione
pubblica che operano nei mass media, fosse stato indetto per discutere
del futuro dell’America e di come agevolarlo. Insieme a questi
politicanti, c’era un esercito di attivisti “di base” che avrebbero
dovuto “contribuire” a tale agevolazione.
Fra di essi vi era anche un gruppo poco noto, proveniente dall’Egitto
e denominato “Gruppo 6 aprile”. Questi egiziani “coatti” di Facebook,
si sarebbero in seguito incontrati con Mohamed El Baradei, fiduciario
del Gruppo Internazionale di Crisi statunitense, all’aeroporto del
Cairo, nel febbraio 2010, e avrebbero trascorso l’anno successivo ad
indire manifestazioni e proteste per suo conto, allo scopo di
rovesciare il governo del presidente egiziano Mubarak.
Lo statuto dell’Alleanza dei Movimenti della Gioventù afferma che essa
è un’organizzazione no-profit la cui funzione è aiutare gli attivisti
di base ad implementare le proprie capacità e ad ottenere un più
rilevante impatto sulla scena mondiale. Se tutto questo, a prima
vista, può sembrare innocuo e perfino positivo, quando si esaminano
più da vicino le persone coinvolte in “Movimenti.org” viene alla luce
un progetto dagli intenti così nefasti che è quasi difficile credervi.
Movimenti.org gode dell’appoggio ufficiale del Dipartimento di Stato e
della Columbia Law School. Fra le corporation che lo sponsorizzano vi
sono Google, Pepsi e il Gruppo Omnicon, tutti membri del globocratico
Council on Foreign Relations (CFR). Sponsor è anche CBS News, che
figura nella lista delle corporation facenti parte della globocratica
Chatham House. Fra gli altri sponsor citiamo Facebook, YouTube,
Meetup, Howcast, National Geographic, MSNBC, GenNext e il gruppo di
pubbliche relazioni Edelman.
Del team di Movimenti.org fa parte il co-fondatore Jared Cohen, membro
del CFR, direttore di Google Ideas ed ex membro del gruppo di
programmazione del Dipartimento di Stato, dove ha lavorato sotto la
dirigenza di Condoleeza Rice e di Hillary Clinton.
Fondatore di Movimenti.org insieme a Cohen è Jason Liebman di Howcast
Media, il quale lavora con agglomerati mega-corporativi quali Proctor
& Gamble, Kodak, Staples, Ford e con agenzie governative come il
Dipartimento di Stato americano e il Dipartimento della Difesa, allo
scopo di creare “intrattenimento standard di marca, media sociali
innovativi e campagne mediatiche mirate”. Ha anche lavorato 4 anni con
Google, dove ha contribuito a costruire partnership con Time Warner
(CFR), News Corporation (FoxNews, CFR) Viacom, Warner Music, Sony
Pictures, Reuters, the New York Times e con la Washington Post
Company.
Anche Roman Sunder è annoverato tra i co-fondatori di Movimenti.org.
E’ fondatore di Access 360 Media, una compagnia che si occupa di
pubblicità di massa, ed ha contribuito ad organizzare il summit
PTTOW!, che ha messo insieme 35 alti funzionari di compagnie come AT&T
(CFR), Quicksilver, Activison, Facebook, HP, YouTube, Pepsi (CFR) con
il governo americano, allo scopo di discutere il futuro
dell’”industria giovanile”. E’ anche membro del consiglio
d’amministrazione di GenNext, altra organizzazione no-profit che si
prefigge lo scopo di “influenzare il cambiamento delle nuove
generazioni”.
Considerati i ruoli ricoperti da queste persone, è difficile
immaginare che il cambiamento da essi auspicato non si identifichi con
una generazione che beve più Pepsi, che mangia più cibo spazzatura e
che crede al Governo degli Stati Uniti ogni volta che esso ci fa
pervenire le sue menzogne attraverso i media corporativi.
Mentre gli attivisti che partecipano alle riunioni di Movimenti.org
aderiscono alle filosofie del liberalismo “di sinistra”, gli uomini
che organizzano queste riunioni, le finanziano e promuovono i
programmi degli attivisti provengono dalle mega-corporazioni
americane. Si tratta degli stessi comitati d’affari che hanno violato
i diritti umani in tutto il mondo, devastato l’ambiente, venduto
prodotti scadenti fabbricati oltreoceano da lavoratori che vivono in
condizioni di schiavitù e promosso un’agenda avente per fine il
profitto e l’espansione perpetua a qualsiasi costo. L’ipocrisia di
tutto ciò è sconcertante, a meno che non ci si renda conto che il
nefasto programma autoreferenziale di costoro può essere portato
avanti solo mascherandolo da genuino amore per l’umanità,
seppellendolo sotto montagne di retorica buonista e facendosi aiutare
da un esercito di giovani ingenui e facili da sfruttare.
Ciò che vediamo non è una fondazione a cui tutti gli attivisti possano
collaborare, ma una fondazione che utilizza un gruppo ben selezionato
di attivisti, i quali lavorano su “problemi specifici” che il
Dipartimento di Stato americano desidera vedere “modificati”. Sudan,
Iran, Arabia Saudita, Egitto, Europa Orientale, Venezuela e perfino
Thailandia: dovunque manifestanti e movimenti di protesta operino per
rovesciare governi che non collaborano con i progetti delle
corporation americane, scoprirete che Movimenti.org è all’opera per
sostenere i loro sforzi.
Il Movimento 6 aprile egiziano è uno di questi e il ruolo che esso ha
ricoperto nella defenestrazione di Hosni Mubarak da parte degli
americani, che potrebbe portare al potere il loro uomo Mohamed El
Baradei, è un esempio perfetto di come venga schierato in campo questo
nuovo esercito di gioventù manipolata. Sono le “rivoluzioni colorate”
in versione 2.0, gestite direttamente dal Dipartimento di Stato USA
con l’appoggio delle corporation americane.
E’ strettamente consigliabile che i lettori si rechino essi stessi a
visitare il sito di Movimenti.org, in particolare la parte che
riguarda i 3 summit già organizzati e quelli in preparazione. Tutti,
dalla RAND Corporation al Council on Foreign Relations, vi presenziano
per portare il loro “sostegno”. Movimenti.org non è altro che un nuovo
tentacolo avente lo scopo di manipolare e distruggere la sovranità
delle nazioni estere.
2008 - Summit di New York.pdf
2009 – Summit di Città del Messico.pdf
2010 – Summit di Londra.pdf
http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=776:gianluca-freda&catid=32:politica-internazionale&Itemid=47#comments
Google's Revolution Factory.
Alliance of Youth Movements: Color Revolution 2.0
by Tony Cartalucci
Global Research, February 19, 2011
Signs of the Times
In 2008, the Alliance of Youth Movements held its inaugural summit in
New York City. Attending this summit was a combination of State
Department staff, Council on Foreign Relations members, former
National Security staff, Department of Homeland Security advisers, and
a myriad of representatives from American corporations and mass media
organizations including AT&T, Google, Facebook, NBC, ABC, CBS, CNN,
MSNBC, and MTV.
http://allyoumov.3cdn.net/f734ac45131b2bbcdb_w6m6idptn.pdf
One might suspect such a meeting of representatives involved in US
economic, domestic and foreign policy, along with the shapers of
public opinion in the mass media would be convening to talk about
America's future and how to facilitate it. Joining these policy
makers, was an army of "grassroots" activists that would "help" this
facilitation.
Among them was a then little known group called "April 6" from Egypt.
These Facebook "savvy" Egyptians would later meet US International
Crisis Group trustee Mohamed ElBaradei at the Cairo airport in
Februrary 2010 and spend the next year campaigning and protesting on
his behalf in his bid to overthrow the government of Egyptian
President Hosni Mubarak.
The Alliance of Youth Movements mission statement claims it is a not-
for-profit organization dedicated to helping grassroots activists to
build their capacity and make a greater impact on the world. While
this sounds fairly innocuous at first, even perhaps positive, upon
examining those involved in "Movements.org," a dark agenda is revealed
of such nefarious intent it is almost difficult to believe.
Movement.org is officially partnered with the US Department of State
and Columbia Law School. Its corporate sponsors include Google, Pepsi,
and the Omnicon Group, all listed as members of the globocrat Council
on Foreign Relations (CFR). CBS News is a sponsor and listed on the
globocrat Chatham House's corporate membership list. Other sponsors
include Facebook, YouTube, Meetup, Howcast, National Geographic,
MSNBC, GenNext, and the Edelman public relations firm.
Movement.org's "team" includes Co-Founder Jared Cohen, a CFR member,
Director of Google Ideas, and a former State Department planning staff
member under both Condoleezza Rice and Hilary Clinton.
Founding Movements.org with Cohen is Jason Liebman of Howcast Media
which works with mega-corporate conglomerates like Proctor & Gamble,
Kodak, Staples, Ford, and government agencies such as the US State
Department and the US Defense Department, to create "custom branded
entertainment, innovative social media, and tardeted rich-media
campaigns." He was also with Google for 4 years where he worked to
partner with Time Warner (CFR), News Corporation (FoxNews, CFR)
Viacom, Warner Music, Sony Pictures, Reuters, the New York Times, and
the Washington Post Company.
Roman Sunder is also credited with co-founding Movements.org. He
founded Access 360 Media, a mass advertising company, and he also
organized the PTTOW! Summit which brought together 35 top executives
from companies like AT&T (CFR), Quicksilver, Activison, Facebook, HP,
YouTube, Pepsi (CFR), and the US Government to discuss the future of
the "youth industry." He is also a board member of Gen Next, another
non-profit organization focused on "affecting change for the next
generation."
It is hard, considering these men's affiliations, to believe that the
change they want to see is anything less than a generation that drinks
more Pepsi, buys more consumerist junk, and believes the United States
government every time they purvey their lies to us via their corporate
owned media.
While the activists attending the Movements.org summit adhere to the
philosophies of "left-leaning" liberalism, the very men behind the
summit, funding it, and prodding the agenda of these activists are
America's mega-corporate combine. These are the very big-businesses
that have violated human rights worldwide, destroyed the environment,
sell shoddy, overseas manufactured goods produced by workers living in
slave conditions, and pursue an agenda of greed and perpetual
expansion at any cost. The hypocrisy is astounding unless of course
you understand that their nefarious, self-serving agenda could only be
accomplished under the guise of genuine concern for humanity, buried
under mountains of feel-good rhetoric, and helped along by an army of
exploited, naive youth.
What we see is not a foundation from which all activists can work
from, but a foundation that has a very selective group of activists
working on "problem spots" the US State Department would like to see
"changed." Sudan, Iran, Saudi Arabia, Egypt, Eastern Europe,
Venezuela, and even Thailand - where ever protesters and movements are
working to undermine governments non-conducive to corporate America's
agenda, you will find Movements.org supporting their efforts.
The April 6 Movement of Egypt is one of them, and their role in the
apparent success of the US ousting of Hosni Mubarak that may see their
man Mohamed ElBaradei in office is a perfect example of how this new
army of prodded youth will be deployed. It is color revolution 2.0,
run directly out of the US State Department with the support of
corporate America.
It would be strongly recommended that readers go to Movements.org
themselves and explore the website, in particular the 3 summits they
have held and those that were in attendance. Everyone from the RAND
Corporation to the Council on Foreign Relations comes to "prod."
Movements.org truly is a new tentacle for manipulating and undermining
the sovereignty of foreign nations.
2008 Summit New York City .pdf
2009 Summit Mexico City .pdf
2010 Summit London
Global Research Articles by Tony Cartalucci
http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=23283
Link a questa pagina:
http://www.terrasantalibera.org/rivoluzioni_colorate_2011.htm