Circoncisione di nostro Signore Gesù Cristo
Autore: Pagani, Roberto Curatore: Scalfi, P. Romano
Fonte: CulturaCattolica.it
La festa che fa memoria della Circoncisione di Gesù è una di quelle
che non sembrano dire molto ai cristiani di oggi: sarà forse per il
carattere giudaico e precristiano del rito che evoca, oppure a causa
della sua coincidenza, almeno in occidente, con il primo giorno
dell’anno civile. In realtà il suo contenuto spirituale è
particolarmente ricco. Il nostro Signore, sottomettendosi alla legge
della circoncisione, ha voluto sia umiliarsi nella sua carne che
sottolineare come egli stesso sia la pienezza ed il termine
dell’Antica Alleanza: la sua circoncisione prefigura quell’altra
consacrazione, sempre nel sangue, che il suo corpo doveva ricevere
sulla croce.
Dalla meditazione dell’innografia che arricchisce l’ufficiatura del
giorno emergono diversi elementi. Alcuni temi ricalcano la paradossale
filantropia divina: “Nel suo amore per l’umanità, il Salvatore in
fasce si lasciò avvolgere non disdegnando la circoncisione della
carne. Colui che per sua madre aveva otto giorni, e che per suo Padre
era dall’eternità”. “Dio nella sua immensa bontà si sottomette alla
circoncisione della carne senza vergogna, offrendosi come un esempio
per la salvezza poiché l’Autore stesso della legge ne compie ogni
precetto, e gli oracoli dei profeti che lo riguardavano. Tu che
abbracci l’universo intero sei avvolto nelle fasce: Signore, gloria a
Te!”
Anche il rapporto di Gesù con la legge è visto nell’incredibile
sottomissione alla legge di Colui che ha creato la legge, così come
l’ottavo giorno dalla nascita ha in sé una dimensione escatologica che
introduce nel nuovo tempo, quello della grazia, aperto al compimento
ultimo e definitivo.
“Il numero otto, immagine del secolo venturo, è illuminato e
santificato, o Cristo, dalla tua volontaria povertà; in essa, secondo
la legge, fosti circonciso nella carne”. “Nell’ottava del suo parto il
Cristo riceve la circoncisione, facendo sorgere le luce della grazia,
la nuova legge”. “Il Verbo, Dio supremo, avendo preso carne fu
circonciso per compiere la Legge, donandoci le primizie della grazia e
della vita immortale”. Il Signore dell’universo si degna di subire la
circoncisione, recidendo, nella sua bontà, le colpe che coprivano
l’umanità”. “La Legge è arrivata al suo termine, compiuta dal Cristo
bambino, che accetta la circoncisione per cancellare la maledizione
della Legge”.
C’è un ulteriore tema legato alla circoncisione, quello
dell’imposizione del Nome a Gesù, seguendo l’indicazione che Maria
aveva ricevuta da Gabriele durante l’annuncio. Sarebbe
interessantissimo seguire il percorso della spiritualità nata a
partire dal Nome di Gesù, o meglio dalla sua invocazione, che ha
trovato la sua massima espressione nella preghiera di Gesù: “Signore
Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”. “L’ottavo
giorno il Maestro è circonciso come un bambino e riceve il nome di
Gesù, poiché del mondo è veramente Salvatore e Signore”. Gesù è quindi
contemporaneamente Salvatore, il significato del suo nome, e Signore,
perché “sopporta la circoncisione nella carne Colui che come Verbo è
stato ineffabilmente generato dal Padre senza divisione né flusso, e
come Dio da Dio rimane nell’immutabile divinità; resosi dunque
conforma alla legge, colui che è oltre la legge redime tutti dalla
maledizione della legge, e dona la benedizione dall’alto”.
La prima lettura dell’ufficio del Vespero è tratta da Gen 17, 1-14, e
narra l’istituzione dell’Alleanza tra Dio e Abramo, nella quale il
tema dell’alleanza si esplicita con la benedizione di Dio attraverso
il dono di una discendenza senza fine.
[1] Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli
disse: «Io sono Dio onnipotente: cammina davanti a me e sii integro.
[2] Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò numeroso molto,
molto». [3] Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò
con lui: [4] «Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una
moltitudine di popoli. [5] Non ti chiamerai più Abram ma ti chiamerai
Abraham perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò. [6] E ti
renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te
nasceranno dei re. [7] Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua
discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza
perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. [8]
Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei
straniero, tutto il paese di Canaan in possesso perenne; sarò il
vostro Dio». [9] Disse Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la
mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in
generazione. [10] Questa è la mia alleanza che dovete osservare,
alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso
tra di voi ogni maschio. [11] Vi lascerete circoncidere la carne del
vostro membro e ciò sarà il segno dell’alleanza tra me e voi. [12]
Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di
generazione in generazione, tanto quello nato in casa come quello
comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua
stirpe. [13] Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene
comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra
carne come alleanza perenne. [14] Il maschio non circonciso, di cui
cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal
suo popolo: ha violato la mia alleanza».
Come Isacco e come ogni ebreo, Gesù porta nella sua carne, nella sede
stessa della vita, il segno vivo dell’alleanza che unisce Israele al
suo Dio. Nel libro del Deuteronomio e nel profeta Geremia si
incontrano appelli alla “circoncisione del cuore” e non del semplice
prepuzio fisico.
La lettura apostolica della Divina Liturgia è tratta dal secondo
capitolo della lettera di Paolo ai Colossesi.
Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri
ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non
secondo Cristo. E’ in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza
della divinità, e voi avete in lui parte alla sua pienezza, di lui
cioè che è il capo di ogni Principato e di ogni Potestà. In lui voi
siete stati anche circoncisi, di una circoncisione però non fatta da
mano di uomo, mediante la spogliazione del nostro corpo di carne, ma
della vera circoncisione di Cristo. Con lui infatti siete stati
sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme
risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato
dai morti.
Nella sua prima lettera ai Corinzi san Paolo ricorda che la
circoncisione, così come la non circoncisione, non contano nulla, al
di fuori dell’osservanza dei comandamenti di Dio. Si potrebbe
tracciare un parallelismo tra la circoncisione, il “sacramento” della
salvezza anticotestamentaria, e il battesimo, che attraverso la nuova
vita che riceviamo in Cristo attraverso la sua morte e la sua
risurrezione fa di noi dei membri del popolo della nuova alleanza.
Se è vero che non siamo più sottomessi alla circoncisione fisica,
dobbiamo comunque sottometterci ad una vera circoncisione spirituale.
E’ necessario che la nostra alleanza con Dio, la nuova alleanza in
Gesù Cristo, produca la completa sottomissione a Dio della nostra
carne e dei suoi desideri, la completa consacrazione e santificazione
del nostro corpo. La circoncisione del cuore deve avvenire in noi
contro ogni tentazione di ridurre la nostra esperienza di fede ad un
ritualismo, ad un tradizionalismo, ad un legalismo, ad una pratica
religiosa priva di anima. La circoncisione del cuore deve penetrare
ogni nostro pensiero, ogni nostra volontà, ogni nostro sentimento, e
recidere tutto ciò che non è compatibile con la ricerca di Dio.
L’accusa di Isaia (Is 29, 13) è quanto mai attuale anche per noi:
“questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuore è lontano da me”.
Il grande comandamento: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il
cuore...” esprime bene questa circoncisione del cuore.
La pericope evangelica è composta da due brevi brani del secondo
capitolo di Luca: Lc 2,20-21 e 40-52.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto
quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando
furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu
messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere
concepito nel grembo della madre. Il bambino cresceva e si
fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui. I
suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di
Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo
l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la
via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i
genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una
giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i
conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a
Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo
ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che
l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue
risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio,
perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti
cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io
devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le
sue parole. Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro
sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù
cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Gli ultimi versetti del Vangelo di oggi sono l’unica indicazione che
possediamo sulla vita nascosta di Gesù a Nazaret. La festa della
Teofania, il Battesimo di Gesù al Giordano, si avvicina, e siamo
invitati a lasciare Betlemme per recarci sulle rive del Giordano dove
la vita pubblica di Gesù ha inizio.
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