LA NEWS DEL GIORNO | CANALE: Esteri - Tripoli, 07 MAR 2011

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Mar 7, 2011, 8:26:53 AM3/7/11
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LA NEWS DEL GIORNO | CANALE: Esteri - Tripoli, 07 MAR 2011
Libia/ Nuovi raid aerei; Frattini: non potremmo negare basi
Gli insorti costretti a ripiegare a es


Tripoli, 7 mar. (TMNews) - Nuovi raid aerei in mattinata del regime
libico a Ras Lanuf dove gli insorti cercano di rispondere con la
contraerea. La ripresa dei combattimenti testimonia della
controffensiva in atto da parte di Gheddafi anche se la stampa
britannica I parla oggi di un piano segreto americano per armare gli
insorti). Sul piano diplomatico, con le Nazioni Unite che annunciano
la nomina di un nuovo inviato, il ministro degli esteri italiano
Frattini dice che in caso di no-fly zone l'Italia non potrebbe negare
le sue basi.

Gli scontri di Ras Lanuf e Ben jawad sembrano fotografare
sintomaticamente la situazione sul campo. A Ras Lanuf si combatte
ormai da giorni e gli scontri sono ripresi in mattinata, mentre a A
Ben Jawad, (siamo a 30 chilometri a ovest di Ras Lanouf), i ribelli
sarebbero stati costretti a indietreggiare e quindi a rinunciare
almeno momentaneamente alla loro avanzata verso Sirte, città natale di
Muammar Gheddafi. Rispetto a qualche giorno fa, quando l'avanzata
degli insorti sembrava inarrestabile, è un'inversione di tendenza
significativa. Ma in diverse città, siamo ormai alla guerra civile. La
televisione di stato libica ha annunciato che le forze fedeli al
colonnello Gheddafi sono dirette a Bengasi, roccaforte
dell'opposizione quasi mille chilometri a est di Tripoli. A Misurata,
terza città della Libia 150 chilometri a est di Tripoli, un residente
e un ribelle hanno detto per telefono che la città era controllata
dalla guerriglia, malgrado un'offensiva del governo con armi pesanti.

A cambiare gli equilibri, al momento a favore del regime, potrebbe
essere un "piano segreto" americano di cui parla oggi la stampa
britannica. Nel tentativo di far cadere Muammar Gheddafi senza un
coinvolgimento militare diretto nella crisi in Libia, gli Stati Uniti
avrebbero chiesto all'Arabia Saudita di rifornire armi ai ribelli di
Bengasi. Riad, che sta già facendo fronte "al giorno della collera"
della sua comunità sciita (pari al 10% della popolazione), ha però
mancato, fino ad ora, di rispondere alle richieste di Washington,
nonostante il re Abdullah odi personalmente il leader libico che tentò
di farlo assassinare circa un anno fa.

Sul piano diplomatico il ministro degli Esteri italiano, Franco
Frattini interpellato sulla possibilità di istituire una zona di
interdizione al volo sopra i cieli della Libia ha osservato che se è
"assai difficile" pensare ad aerei militari italiani coinvolti sul
terreno libico, va anche detto che in base alla "lealtà euroatlantica"
il governo non negherebbe "basi militari e il supporto logistico".

Nel paese africano intanto arrivano i primi aiuti italiani con
l'attracco a Bengasi della nave Libra mentre le Nazioni Unite hanno
deciso la nomina di un nuovo invitato speciale. partita l'altro ieri
da Catania, La nave Libra della Marina Militare italiana è entrata
questa mattina nel porto libico di Bengasi, dove sta procedendo alle
operazioni di attracco. Lo riferiscono fonti della Marina militare. La
nave ha a bordo circa 25 tonnellate di aiuti e materiale fornito dalla
Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri, destinato alla
popolazione di Bengasi, la città diventata il simbolo della rivolta
contro il regime di Muammar Gheddafi.

Le Nazioni Unite hanno nominato un nuovo inviato in Libia: si tratta
dell'ex ministro degli Affari esteri giordano, Abdelilah al Khatib
che, secondo quanto riferisce la Bbc, avrebbe già ricevuto il
gradimento del colonnello Muammar Gheddafi.

Ieri nel ventesimo giorno di rivolta, il colonnello Muammar Gheddafi
si è detto favorevole a una commissione d'inchiesta "delle Nazioni
Unite o dell'Unione africana" per valutare la situazione. Ha inoltre
brandito lo spettro di al Qaida e di una massiccia immigrazione in
Europa.



http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20110307_00054.shtml


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