LA
STAMPA.IT
02/03/2011 - SI ERA BATTUTO PER ASIA BIBI. E' LA SECONDA VITTIMA IN
DUE MESI TRA I RIFORMISTI
Pakistan, ucciso il ministro cattolico
che ha sfidato i fondamentalisti
Bhatti freddato da un commando
era in auto, lasciato senza scorta
Il Vaticano: «Violenza terribile»
Frattini: ora si muova l'Europa
L’hanno freddato in pieno giorno, appena uscito di casa. Erano in
quattro: un commando. L’hanno affiancato, hanno scaricatato una
valanga di proiettili. Shahbaz Bhatti, cattolico, ministro per le
Minoranze religiose in Pakistan, è morto così, di fianco all’autista.
Inutile la corsa in ospedale. Nel mirino da tempo, Bhatti, 42 anni,
era stato appena confermato dopo un rimpasto come unico ministro
cristiano del governo, nonostante le pressioni dei gruppi
fondamentalisti islamici.
È la seconda vittima in due mesi della battaglia per riformare la
legge sulla blasfemia che attualmente prevede la pena di morte. Il 4
gennaio era stato ucciso da un uomo della sua scorta il governatore
del Punjab, Salmaan Taseer, battutosi anche lui per la modifica di una
legge che pur non avendo portato ad esecuzioni capitali è usata come
arma di pressione sulle minoranze religiose. L'omicidio è stato
rivendicato dai talebani pachistani. Per telefono un loro portavoce,
Ihsanullah Ihsan, ha spiegato che «l’uccisione è un messaggio per
tutti coloro che
sono contro le leggi sulla blasfemia in vigore in Pakistan».
Gli assassini indossavano degli scialli. Il capo della polizia di
Islamabad, Wajid Durrani, ha assicurato che a Bhatti era stata fornita
una protezione adeguata ma ha ammesso che non viaggiava con la scorta,
perchè il ministro avrebbe comunicato agli agenti di raggiungerlo in
ufficio.
Negli ultimi mesi Bhatti era stato minacciato di morte anche per
essersi battuto per la grazia ad Asia Bibi, la donna cristiana del
Punjab condannata a morte nel giugno 2009 proprio in base a quella
legge. Asia Bibi, madre di due figli, ribattezzata la «Sakineh
cristiana», è in attesa del processo d’appello davanti alla Corte di
Lahore. È accusata di aver insultato Maometto durante una discussione
con le colleghe.
L'assassinio di Shabbaz Bhatti «è un nuovo fatto di violenza di
terribile gravità che dimostra quanto siano giusti gli interventi
insistenti del Papa a proposito della violenza contro i cristiani e
contro la libertà religiosa in generale» ha detto il portavoce
vaticano, padre Federico Lombardi.
In Pakistan sono 750mila i cristiani su una popolazione di 162 milioni
di abitanti a netta maggioranza musulmana. «So che potrei essere
assassinato se continuerò la mia battaglia, ma non ho paura», aveva
detto il ministro dopo il rimpasto di governo. E’ stato così. Il
ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha espresso «la più ferma
condanna» per l’assassinio e ha chiesto che ora l’Ue dia «concreta e
immediata attuazione al piano d’azione» per la difesa dei cristiani.
http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/391261/