LA DANZA: CENNI STORICI
Cenni storici: La danza iniziò a svilupparsi con l’età primitiva
sottoforma di rito ed essa serviva per assicurarsi il raccolto,
guarire dalle malattie e chiedere l’avverarsi di un desiderio.
Nel Medioevo, (476-1492) la religione cristiana considerava la danza
peccaminosa perché mostrava troppo il corpo, ma continuò ad essere
praticata da artisti girovaghi, mimi e saltimbanchi.
La danza ricomparve all’epoca delle corti rinascimentali sottoforma d'
intrattenimento durante gli spettacoli e durante la celebrazione di
matrimoni.
Le vesti, anche se erano utili per comprendere il ruolo dei
personaggi, erano anche ingombranti, pesanti e limitavano i movimenti.
I balli di corte erano interpretati, da aristocratici nelle sale e nei
giardini dei loro palazzi.
E’ proprio nel Rinascimento che nasce la figura del maestro.
Uno dei maestri più famosi dell’epoca fu Guglielmo d’Ebreo da Pesaro,
che a metà del Quattrocento nel suo trattato codificava le sei qualità
del danzatore:
¯ misura (abilità di misurare il tempo),
¯ maniera (coordinamento dei movimenti),
¯ memoria (capacità di ricordare i passi imparati)
¯ “partire” dal terreno (saper misurare le distanze e lo spazio),
¯ “aire” ( il modo di presentarsi sulla scena),
¯ movimento corporeo (modo perfetto di danzare).
La prima scuola di ballo fu fondata a Milano nel 1545.
Nel momento in cui Luigi XIV salì al trono di Francia il balletto fu
molto valorizzato. Sapevate che fu soprannominato “Re Sole” proprio
perché partecipava agli spettacoli utilizzando le figure del Sole?
Il sovrano fondò, nel 1661, L’Académie Royale de la Danse e nel 1672,
la Scuola nazionale di Danza. Fu il primo direttore dell’Académie,
Charles Louis Beauchamps, a codificare le cinque posizioni dei piedi e
l’uso dell’ en dehors che è la base della danza classica.
Fu un momento importante perché nacque la distinzione tra danzatori
professionisti e amatoriali.
Con i primi ballerini professionisti, la danza si spostò dalle corti
ai teatri pubblici.
Nel 1681 andò in scena “Il Trionfo dell’Amore”, il primo balletto a
cui parteciparono ballerine professioniste, dovete sapere che, fino ad
allora, i ruoli femminili erano sempre interpretati da uomini. E’ una
data storica per il balletto perché ciò implica una gran
trasformazione nell’esecuzione dei passi.
Le rappresentazione pubbliche erano sempre più frequenti, anche i
nobili iniziarono ad andare a teatro come semplici spettatori.
Nel 1700 si sentì il bisogno di abbinare alla coreografia una storia
che gli spettatori potessero seguire.
In quel tempo il maestro di danza Raoul Auger Feuillet pubblicò due
saggi, Choréographie (Coreografia) e l’Art de décrire la Danse (L’Arte
di descrivere la Danza), in cui spiegava le cinque le posizioni di
base e molti passi, tra i quali il pliè, il glissé, la cabriole,
propendo un sistema per scrivere le coreografie.
Nel 1760 Jean Georges Noverare pubblicò il trattato “Lettere sulla
danza”, nel quale rilevò il forte legame fra danza, musica e
scenografia; criticò l’uso dei costumi scomodi e delle calzature con
tacco alto talvolta a spillo.
Nel 1800 il Romanticismo cerca di recuperare le emozioni, di dar loro
più importanza.
Avviene una gran diffusione della danza, questo soprattutto in Russia,
dove le ballerine erano adorate come fossero dee.
Una figura di grande importanza fu il ballerino, insegnante di danza e
coreografo Carlo Blasis. Nel suo Trattato sull’arte della danza,
infatti, diede le fondamenta ad un vero e proprio “metodo” della danza
(a lui dobbiamo, tra l’altro, l’invenzione della posa dell’attitude
ispirata all’atteggiamento della statua di Mercurio dello scultore
Giambologna).
Anche il trattato di Blasis parlava dell’importanza dell’unione delle
arti nella danza.
Nell’Ottocento il balletto assorbe l’atmosfera romantica del periodo:
le storie danzate narrano di amori infelici e malinconici.
La ballerina indossa un tutù bianco e calza scarpette con punte
rinforzate: anche lei è una creatura romantica e soprannaturale.
Il primo balletto romantico, la Sylphide, rappresentato per la prima
volta all’Opéra di Parigi, il 12 marzo 1832 fu interpretato da Anna
Maria Taglioni che peraltro fu la prima ballerina che eseguì un
balletto completamente sulle punte e si racconta che fu lei stessa a
completare il perfezionamento delle scarpette da punta. Un altro
importante balletto fu Giselle interpretato all’Opéra di Parigi il 28
giugno del 1841.
Tra le stelle della danza del periodo ricordiamo Carlotta Grisi, Fanny
Cerrito, Fanny Elsser e Lucile Grahn.
Verso la fine dell’Ottocento il balletto si sviluppa nelle forme del
cosiddetto balletto classico, termine molto usato ma che in realtà
indica soltanto un gruppo ristretto di balletti prodotti in Russia,
ossia Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, La Bayadère e la Bella
Addormentata.
Lo straordinario coreografo che passa alla storia per essere
l’inventore di tutti questi balletti fu Marius Ivanovich Petipa.
A questo punto la tecnica della danza si è molto evoluta, permettendo
alle ballerine di danzare sulle punte con sempre più grazia e
leggerezza.
Nel frattempo il tutù si è accorciato ed è diventato sempre più
comodo.
Alla fine dell’Ottocento ci fu un lento declino, dovuto alla mancanza
di grandi ballerine e al disinteressi dei musicisti seri. Il secolo
terminò con l’irruenza di Isadora Duncan la quale pose le basi della
danza moderna dando a quest’arte un nuovo slancio.
Ai primi del Novecento mentre all’Opéra di Parigi il balletto sembra
scomparso, a Est la nuova metà degli artisti della danza è la città di
San Pietroburgo.
E’ anche grazie a un grande impresario scopritore di talenti della
storia, Sergej Diaghiliev, che la danza risorge.
Il suo gusto artistico, unito all’amore per la danza, gli consente di
riunire e dirigere artisti di grande talento: coreografi, maestri,
musicisti, ballerini, compositori, pittori, scenografi lavorano così
fianco a fianco e realizzano grandi spettacoli teatrali.
Diaghilev riuscì a far conoscere in tutta Europa e in America i suoi
Ballets Russes e il suo nuovo modo di fare spettacolo.
Tra questi artisti dobbiamo riconoscere il genio di Mikhail Fokine, il
quale rinnovò la struttura del balletto classico. Fokine sosteneva che
il balletto classico fosse diventato tecnico e che l’interpretazione e
la musica dovessero avere un ruolo più importante nella coreografia.
Inoltre rivalutò il ruolo dei ballerini che era stato a lungo
trascurato.
Fra i suoi capolavori ricordiamo Petrouschka e le Spectre della rose.
Negli anni seguenti e durante tutto il ventesimo secolo, la danza
moderna si è molto sviluppata e sono nate tantissime correnti.
La danza cosiddetta moderna propone nuovi movimenti come per esempio
accade nella tecnica di Martha Graham basata sui principi delle
contrazioni addominali.
La danza moderna, non si basa più sull’osservazione rigida delle
tecniche della danza classica.
Ed è proprio per questo che i coreografi di oggi sono sempre più
liberi di prendere spunti da diversi generi e stili e di creare, così,
movimenti sempre nuovi.
http://www.cheriedance.it/Corsi/CenniStorici/Corsi1.html